Rifiuto paterno

Inviata da Bianca · 29 ott 2012 Psicologia infantile

Salve, vorrei un consiglio per mia figlia di 5 anni.
La mia bimba da qualche giorno manifesta la volontà di non vedere il padre che vive normalmente con noi, preciso infatti che non siamo separati. Dice che la fa molto soffrire quando il padre la guarda e per questo mi ha chiesto di stare con lei per qualche giorno a casa della nonna alla quale è molto legata. Preciso che il rapporto con il padre fino ad oggi è stato molto intenso, lei dimostrava grande affetto verso di lui anche se già da qualche anno manifestava un senso di protezione verso di lui e di dipendenza psicologica. Mi spiego meglio con qualche esempio. Se doveva scegliere un vestito doveva farlo il padre al posto suo perchè a suo dire lei doveva fare felice il padre....prendeva sempre le difese del padre anche senza alcuna necessità...ripeteva in continuazione per qualsiasi sciocchezza la frase: papà ti sei offeso? Scusa, accetti le mie scuse? e così via..Preciso però che anche a me è molto legata, anzi a dire il vero nei momenti di bisogno (scuola. febbre, nervosismo) ha sempre cercato in me un conforto.
Vorrei sapere come comportarsi in questo rifiuto momentaneo del padre.
Grazie

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Miglior risposta 2 NOV 2012

Gentile Bianca, il comportamento che lei descrive io non credo sia una difficoltà o un problema, né della bambina né per la bambina. In questa fase dello sviluppo l'espressione di "aggressività" o degli attacchi alla figura curante di riferimento (che generalmente è la madre) sono normali e hanno due funzioni: una è quella di iniziare a separarsi dal genitori e quindi di crescere e maturare la propria autonomia, l'altra è quella di sperimentare quanto i suoi punti di riferimento (il gnitore) sia saldo, sia forte e questo tranquillizza la bambina anche nel potersi separare e nel poter crecere senza timori, Rispetto a quest'ultimo concetto è importante che la figlia difronte ai suoi attacchi trovi dei punti fermi e una costanza affettiva che permane nonostante tutto. spero che lei non abbia accolto la richiesta della bambina di andare dalla nonna, in tal caso la lettura che faccio è completamente diversa e riguarda esclusivamente la relazione tra lei e suo mairto e la rabbia che lei ha nei suoi confronti con la quale non riesce a fare contatto o che nella misura in cui non viene da lei espressa viene agita da sua figlia (attraverso sua figlia).
Ad ogni modo è necessario approfondire la conoscenza della vostra famiglia per poter comprendere validamente ed attendibilmente cosa sta effettivamente accadendo.
Cordiali saluti
Dott. Luca Altieri

Dott. Luca Altieri Psicologo a Perugia

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30 OTT 2012

Gentile Bianca,
possono essere molteplici i motivi che spingono la sua bambina a vivere con difficoltà il rapporto con il padre e possono essere coinvolti anche aspetti incrociati delle relazioni familiari, quindi il rapporto di coppia, il rapporto della bambina con ciascuno di voi genitori singolarmente e come coppia genitoriale. Si giocano dinamiche spesso difficili da individuare e per cui le consiglio di rivolgersi ad un professionista, con cui affrontare prima di tutto il tema della reazione più adeguata da parte del mondo adulto a queste richieste della bambina e in secondo luogo approfondire e comprendere i motivi di tali comportamenti di sua figlia per poterli gestire nel modo migliore per il benessere della bimba stessa e della famiglia. Le suggerisco perciò di cercare un professionista che si occupi di età evolutiva e di genitorialità; qualora lo desideri, può contattarmi tramite questo stesso portale. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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29 OTT 2012

Cara Bianca, la situazione che descive e' molto grave e capisco tutta la sua preoccupazione.. La cosa migliore credo sia rivolegresi ad un collega della sua citta' il prima possibile per trovare insieme a lui una via possibile. Forse dovreste rivolgervi a lui come coppia genitoriale per capire quali siano le dinamiche che hanno spinto la vostra bimba a un tale rifiuto. Un grande in bocca al lupo, dott.ssa Cecilia Cimetti, Verona

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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29 OTT 2012

Salve Bianca,
sarebbe importante sapere le vostre risposte di genitori alle richieste della bambina. Per es. cosa le ha detto quando le ha chiesto di andare via dal padre? Se avesse risposto di si avrebbe avvallato l'idea della bimba che stare accanto al padre le fa male e questa risposta non è sana. I bambini hanno bisogno di contenimento emotivo, loro ancora non sanno gestire le emozioni, è compito di noi adulti interpretare cosa hanno e spiegargli come vanno gestite. La risposta corretta sarebbe stata che il padre non le può far male anzi e magari cercare di capire cosa fa star male veramente la bambina.
Inoltre cosa avete risposto quando difendeva il padre senza necessità? Se le avete spiegato che il padre è forte e non ha bisogno della sua protezione avete usato il comportamento corretto, ma se avete avvallato il gioco la bimba può aver confuso il gioco e la realtà e può essersi sentita sovraccaricata di un onere per lei troppo grande: la difesa del padre.
Se ha risposto in maniera corretta continui così, a parlare alla sua bambina ed a contenerla, facendole capire che è lei l'adulta che sa cos'è bene per lei. Se invece non ha dato le risposte corrette è meglio che lei e suo marito facciate un percorso di consulenza genitoriale così che possiate capire cosa state sbagliando nell'educazione della piccola.
Cordiali saluti
Dr.ssa Federica Parri

Dott.ssa Federica Parri Psicologo a Trieste

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29 OTT 2012

Salve Bianca, al di là del rifiuto e della richiesta di andare dalla nonna, mi sembra che sua figlia abbia dei comportamenti particolari. Prima molto accondiscendente, poi del tutto rifiutante nei confronti del padre. Forse potrebbe essere utile la consulenza di un collega (terapeuta di famiglia) per comprendere il motivo di questi atteggiamenti. buon lavoro

Simona Rosati Psicologo a Roma

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