Riconciliazione difficile, cosa devo fare?

Inviata da elena · 22 set 2014 Terapia di coppia

Buongiorno. Ho 26 anni e a gennaio 2014, dopo 10 anni, il mio ragazzo mi ha lasciato. Tra noi è sempre andato tutto alla perfezione, eravamo sicuri che ci saremmo sposati, invece lui ha preso una sbandata per un'altra, si sono baciati e da lì non ha capito più niente. Mi ha lasciato "per capire" ed è stato lontano per quattro mesi, mesi in cui ogni tanto si faceva vivo per sapere come stavo, piangeva al telefono e mi diceva frasi come "sono ancora impantanato con te ma non sono sicuro, non sono ancora pronto per ricominciare". Si è ripresentato, a fine maggio, era ancora pieno di dubbi ma voleva ritornare a vederci per vedere se in quel modo i dubbi gli sarebbero passati e in particolare voleva vedere se quello che di me non gli andava tanto bene era migliorato. Dopo un primo mese in cui stavo più male che bene perché lo vedevo sempre freddo e distaccato, gli ho detto che così non andava e che io volevo un ritorno serio, senza dubbi, non un ritorno per capire (che non ha senso). Dopo una settimana mi chiede di vederci perché deve dirmi una cosa importante. Accetto, ci vediamo e mi dice che è ancora innamorato di me, che gli piaccio ancora, che dobbiamo impegnarci tanto e riconquistarci a vicenda e che non vuole che tutto vada perduto. Ovviamente accetto ma sono chiara: gli dico che di me sa tutto, nel bene e nel male, che i miei "difetti" posso cercare di correggerli ma che non posso essere quello che non sono, quindi se vuol tornare che lo faccia per restare, altrimenti no, perché io non voglio più soffrire per un suo ipotetico abbandono. Lui mi risponde "voglio stare con te, punto" ma allo stesso tempo continua a dirmi che ci vuole tempo per ritrovarci completamente e che per questo per ora non mi può fare promesse di vita (convivenza, matrimonio, come invece era sicuro di voler fare con me prima della rottura). Dice che per adesso dobbiamo solo vivere e vedere come va, se poi riusciamo a ritrovarci del tutto allora ne potremo parlare. Il mio problema è che io vorrei con tutta me stessa costruire qualcosa con lui, lui invece non lo è. Quindi il suo discorso, in cui afferma "voglio stare con te, punto"ma ancora non sa per quanto (se per sempre o cosa), è contraddittorio dal mio punto di vista. Inoltre, dice che non mi dirà "ti amo" fino a quando non ne sarà sicuro al 100%, ma questo non vuol dire che non provi amore, solo che deve essere proprio sicuro. Da qui nasce anche, secondo me, il fatto che non lo vedo stra-preso e stra-innamorato, affettuoso, tenero e romantico come lo era prima. Io credo che se volesse davvero riconquistarmi dovrebbe fare ben'altro, dato che deve anche farsi perdonare un bel po'di sofferenza. Io sto portando pazienza ma una vocina dentro di me da un po'mi sta dicendo che così non va. Io non voglio perderlo, non riesco ad immaginare la mia vita senza di lui. E lui, nonostante affermi la stessa cosa, non vuole ancora fare progetti con me. Cosa devo fare? chiedergli di stare lontani per chiarire meglio i nostri sentimenti? e ricominciare solo quando saremo davvero pronti per costruire qualcosa? Il nostro rapporto deve evolversi, non possiamo stare fidanzati a vita. Il problema è che o ci sposiamo/conviviamo o ci lasciamo. E vorrei da lui la stessa risposta che do io, ovvero la prima delle due opzioni. Ma lui non ne è sicuro... Per favore aiutatemi, grazie infinite.

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Miglior risposta 23 SET 2014

Gentile Elena,
la vostra storia è iniziata molto presto, forse anche lui era molto giovane, e questa circostanza potrebbe avere un ruolo in ciò che vi è accaduto.
Riprendere una storia che si è interrotta spesso non è facile perchè l'abbandono può essere vissuto come una sorta di tradimento.
E' consigliabile consultare uno psicologo di persona perchè può valutare e migliorare la comunicazione tra di voi in modo che siano rispettati i bisogni e i diritti di entrambi. In particolare le tecniche della psicoterapia della Gestalt sono molto adatte allo scopo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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23 SET 2014

Cara Elena,
a parte le considerazioni che mi susciti relativamente ai 'primi amori' di lunga durata, fioriti in piena fase adolescenziale, che solitamente si evolvono in modo simile al vostro, mi trovo empaticamente ad avvertire l'enorme sacrificio che tu non sembri del tutto disposta a fare. Sono 10 anni di esperienza che hanno assorbito per entrambi delle energie che nella fase specifica, vanno distribuite in esperienze alternative , al fine di permettere alla personalità di maturare. Il conflitto del tuo ragazzo richiede in assoluto un intervento psicologico, mentre il tuo una profonda riflessione per chiarirti cosa ti aspetti in un futuro immediato da una situazione simile. Sei padronissima di disporre della tua vita come meglio ti piace, ma sei sicura di reggere , come una 'novella Penelope' un'attesa così stressante? Tu stessa pensi di prendere per un periodo delle distanze e pensi giusto, è quello che ci vuole, perché, ammettendo per assurdo che voi continuiate così, investire ulteriore energia senza raggiungere l'obiettivo, porta al 'collasso nervoso' .Questo è il mio parere e rimango a tua disposizione per un eventuale supporto. Ciao
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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