Richiedo un consiglio generale da parte di esperti.

Inviata da Clau10 · 11 giu 2021

Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e da quando ho iniziato il mio percorso universitario (quasi 1 anno fa) sto avvertendo un problema che sentivo già di avere alle superiori, ma adesso è aumentato veramente molto.
Ho sempre avuto quest'insicurezza che mi porta a pensare di dover essere per forza migliore degli altri, prendere i voti più alti ed essere quindi tra le più brave del corso.
Anche se la mia media è nettamente alta, sono gelosa e provo una forte ansia da "competizione" se ad un esame qualcuno (specialmente le mie amiche) prende un voto più alto del mio. Questa situazione mi provoca una rabbia mista ad ansia e stress, malessere fisico, senso di insoddisfazione e "ossessione" con la mia media universitaria.
Insomma, ogni "sconfitta" per me è vissuta veramente come un dramma, nonostante la consapevolezza che non è un voto più basso a rovinarmi la media generale.
Tutto ciò mi fa sentire veramente immatura e addirittura cattiva nei confronti delle mie colleghe, perché anche se non lo penso direttamente, credo che inconsciamente desideri sempre loro vadano peggio di me.
Mi piacerebbe capire in linea generale quali fattori della mia vita abbiano potuto far nascere in me tutta questa malata competizione e come poter risolvere.

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Miglior risposta 13 GIU 2021

Buongiorno,
sono due buone domande quella che ti poni: da dove nasce in te l'atteggiamento competitivo e come risolverlo. Per poterti rispondere alla prima, avrei bisogno di farti altre domande chiaramente. Rispetto alla seconda domanda, in questa sede mi viene da dirti che la felicità è una pienezza interiore, che non si raggiunge con le prestazioni. Non valiamo per quello che facciamo, siamo un bene a prescindere. E questo lo si scopre man mano, se la vita degli inizi non ce lo ha insegnato.
Sono disponibile ad aiutarla e ricevo anche online.
Dott.ssa Oriana Parisi
Neuropsicologa e Istruttrice Mindfulness MBSR

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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18 GIU 2021

Gentile Clau10, in ciò che ha scritto c è molta apertura e onestà, ingredienti che potrebbe mettere al servizio di una psicoterapia volta appunto ad acquisire consapevolezza e comprensione dei suoi vissuti e come si è strutturata la sua personalità, in particolare questa visione molto incentrata sulla prestazione. In genere ciò si connette ad alte aspettative su sé stessi e perfezionismo, con scarsa accettazione dei limiti. Capire meglio potrebbe essere il primo passo per trasformare questi meccanismi che non la fanno poi stare bene con se stessa e con gli altri.
Resto a disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Mavilia

Dott.ssa Valeria Mavilia Psicologo a Spadafora

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16 GIU 2021

Cara Clau, iniziando un percorso psicologico può trovare le risposte che sta cercando. Diventiamo le persone che siamo, in generale, sulla base del nostro temperamento, delle nostre esperienze significative durante l’infanzia e l’adolescenza, sulla base del legame di attaccamento con i caregiver e sul mancato/esagerato soddisfacimento dei nostri bisogni da parte di questi e poi in base all’educazione che riceviamo da parte delle principali istituzioni che ci circondano (famiglia, scuola, media, religione, ecc..). Con un aiuto professionale può ricercare nel suo vissuto quali sono i fattori che per lei sono stati più incisivi e risolvere la sua sofferenza. Resto a disposizione se ha dei dubbi o se desidera approfondire.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Lombardi

Dott.ssa Stefania Lombardi Psicologo a Cascina

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16 GIU 2021

Gentilissima, il quesito che si pone è molto interessante ed è un punto di vista che spesso non viene considerato. Approfondire i motivi per cui la competitività genera in lei stress e pensieri negativi verso i suoi "avversari" le sarà d'aiuto non solo nell'ambiente universitario ma, più in generale nella vita, perchè siamo sempre sottoposti a sfide continue verso gli altri e noi stessi. Allo stesso tempo, però, per poter rispondere ai suoi quesiti è necessario approfondire la sua storia fin dall'inizio; per questo motivo le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico che la possa aiutare al meglio.
Rimango a sua completa disposizione, anche online.
Dr. Massimiliano Compagnone

Dott. Massimiliano Compagnone Psicologo a Aulla

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16 GIU 2021

Buongiorno Clau10. Operare confronti rientra nelle azioni che ogni giorno, più o meno consciamente, attuiamo. Più precisamente, tendiamo sempre a cercare confronti a noi vantaggiosi, al fine di rafforzare la nostra autostima. Nel suo caso il confronto che arriva a fare rientra in un campo, quello universitario, dove le variabili sono tante e l’esito del confronto non dipende solo dalla sua prestazione, ma anche da quella altrui.
I motivi per i quali si viene a configurare questo quadro, tuttavia, sono difficili da trovare in questa sede: potrebbero andare da una sottostante bassa autostima (che la porta a desiderare che le altre vadano peggio di lei per rinforzarla) fino alla necessità di un riconoscimento esterno per dare valore al proprio operato, mancando un riconoscimento interno. Per analizzarli e trovarli con precisione, il consiglio è quello di rivolgersi ad un esperto se lo ritiene adeguato, per giungere ad una restituzione adeguata al suo specifico caso, se lo ritiene utile.
Mi rendo disponibile per un consulto più approfondito, anche online.
Cordialmente,

dott. Alfonso Panella.

Dr. Alfonso Panella Psicologo a Busto Arsizio

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15 GIU 2021

Gentilissima,
grazie per aver scritto. Dal suo messaggio emerge una sua importante consapevolezza nonché un forte desiderio e volontà di approfondire. In merito a ciò che riporta avere motivazione nel comprenderne la struttura è fondamentale e decisamente non banale. Come suppongo comprenda, data la lucidità delle sue riflessioni, sarebbe utile approfondire attraverso un percorso strutturato. Il consiglio che mi sento di darle è valutare di rivolgersi ad un professionista ad orientamento sistemico-relazionale poiché ritengo che potrebbero esserci intrecci e dinamiche proprie del sistema in cui è nata ed è cresciuta, utili da approfondire per rispondere al meglio alla sua richiesta riguardo i fattori scatenanti. Essendo inoltre una modalità relazionale che lei riscontra, quindi nel confronto con gli altri, ritengo potrebbe essere di maggiore aiuto un supporto orientato in modo sistemico.
Resto a disposizione,
Dr. Matteo Radavelli

Dr. Matteo Radavelli Psicologo a Arcore

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15 GIU 2021

Salve, mi dispiace per la situazione espressa. Consideri la possibilità di avviare un percorso psicologico in cui indagare e riflettere sulle origini e le cause del disagio che riferisce, oltre che esserle di supporto nel costruire una maggiore consapevolezza dei propri vissuti emotivi.
Cordialmente,
Dott.ssa F.M.

Dott.ssa Francesca Moscetta Psicologo a Roma

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14 GIU 2021

Gentile ragazza,
ponendosi le domande che si pone, lei ha dimostrato di avere buona acutezza e capacità di introspezione.
Comunque, per rispondere compiutamente alla sua domanda è necessario un lavoro di esplorazione sui suoi vissuti che può essere fatto adeguatamente in sede di psicoterapia.
Ad ogni modo, si può ipotizzare che questo suo forte senso di competitività ed esigenza di primeggiare sia conseguente al bisogno di non deludere le elevate aspettative che le figure di riferimento possono aver posto su di lei fin dagli anni dell'infanzia.
Pertanto, il suggerimento è di intraprendere un percorso di psicoterapia che la aiuti a migliorare le sue caratteristiche di personalità e a sganciarsi da questi condizionamenti poco funzionali.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno):

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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14 GIU 2021

Carissima Clau10,
andare a capire da dove arriva questa forte ansia da competizione, questa sua rabbia e "fame" quasi autodistruttiva potrebbe certamente aiutarla a fare maggiore chiarezza sul suo funzionamento.
La spinta al suo comportamento potrebbe avere varie origini, un lavoro con qualcuno potrebbe sostenerla in questa scoperta.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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13 GIU 2021

Cara Clau,

dimostra una grande consapevolezza nel voler approfondire quali fattori, sperimentati nelle sue relazioni significative, l'hanno portata a provare questa competizione eccessiva e gelosia nei confronti delle sue colleghe; se deciderà di intraprendere un viaggio alla scoperta di sè e della propria storia relazionale, a partire da quella familiare, per lei sarà illuminante diventare ancora più consapevole delle dinamiche, che nel tempo, hanno contribuito a farle definire se stessa, gli altri e gli eventi della sua vita, in un determinato modo che a lungo termine, l'ha "bloccata" in schemi/gabbie da cui non riesce più a uscire.
Sono a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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12 GIU 2021

Carissima, un lavoro su di sé, consentirebbe di modificare la percezione e l'immagine che ha di sé stessa, affinché possa tendere alla autorealizzazione adeguatamente, senza la necessità di competere a degli standard imposti, talvolta irreali e finti, sentendosi soddisfatta e bene con se stessa e con l'ambiente esterno.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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