Repugnanza abnorme oggetti piccole dimensioni...

Inviata da Mario · 24 giu 2013 Fobie

Buon pomeriggio. Anni fa, mia cugina ha subito un trauma immaginario, perché trovandosi in un contesto pensò di aver ingoiato qualcosa ke avrebbe potuto farla morire. Nonostante rassicurazioni di noi familiari, questo supposizione, le ha provocato un shock fortissimo, che ha avuto una violentissima ripercussione: una fortissima ripugnanza e fobia abnorme contro tutto quello che sia di piccolo taglio, come ago, filo, tappi di bottiglia, fermaglini per capelli, cotton fiock, stuzzicadenti… Ha una forte paura di ingogliarli. Sembra una storia assurda a tratti folle, ma credetemi le conseguenze e le sue paure continuano ancora. Vuole sempre controllare ogni cosa che mangia o tocca nei piccoli dettagli, perché vive con questa paura folle. Cosa potremmo fare? Mi piange davvero il cuore… vederla sempre in preda a questa fobia abnorme… non c’è più quella spensieratezza che aveva un tempo… la sento a tratti anormale..Le rassicurazioni, non servono, è come se lei nn si fidi più di nessuno… aiutatemi, cosa potrei fare o dire?

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Miglior risposta 25 GIU 2013

Buongiorno Mario , quanti anni ha sua cugina ? La fobia si estende anche a bottoni gioielli ? L'episodio che lei cita quando è avvenuto ? Chi l'ha salvata dal soffocamento e soprattutto in che occasione è avvenuta ? Sua cugina ha dei fratelli ?. Se si è trattato di un trauma occorre sapere molte cose sulle circostanze in cui è accaduto e su come hanno reagito i suoi genitori
Se questa fobia compromette l'autonomia di sua cugina è opportuno che segua una terapia .
Cordiali saluti
Dott. Sella Giacomo

Dott. Giacomo Sella Psicologo a Roma

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2 LUG 2013

Buona fortuna.

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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1 LUG 2013

Ringrazio tutti. Purtroppo sarà difficile persuaderla, ma ci proverò indubbiamente. Grazie per l'attenzione dimostratami. Buon lavoro.

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1 LUG 2013

Caro mario,
la terapia è come un viaggio dantesco...il terapeuta è il virgilio che accompagna il dante personaggio a riappropriarsi del dante autore e divenire guida di se stesso. Conoscere se stessi vuol dire conoscersi nella relazione con l'altro..e in quanto "animali sociali" non vale il fai da te.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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1 LUG 2013

Le consiglierei di far capire a sua cugina che non c'è affatto motivo di vergognarsi nel chiedere aiuto ad un professionista della salute mentale, in fondo non esitiamo, per qualsiasi problema anche banale, nel richiedere consulto al medico. Lo psicologo può aiutare nel prevenire l'acuirsi di vari disagi che possono sfociare anche in patologie psichiatriche.

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25 GIU 2013

Buongiorno Mario, la fobia è proprio una reazione di paura collegata a uno stimolo che porta a comportamenti di evitamento e ansia intensa. Se sua cugina, a causa di questa intensa paura, si trova a vivere delle compromissioni nella vita quotidiana, le consiglierei di intraprendere una psicoterapia cognitivo-comportamentale. Le fobie se trattate, in particolare con la tecnica dell'esposizione graduale, diventano gestibili.
Un saluto.
Dott.ssa Montagna Stefania, Vicenza

Dott.ssa Stefania Montagna Psicologo a Costabissara

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25 GIU 2013

Innanzitutto la ringrazio moltissimo per avermi risposto... Dopo aver controllato tutto nei minimi dettagli lei si tranquillizza… ma non ha alcun problema a relazionarsi con gli altri perché generalmente tenta di camuffare con delle scuse per non indispettire chi potrebbe scambiare il suo atteggiamento come folle, perché in tutto questo, lei dice a noi familiari che è consapevole di questa assurda fobia, di cui non riesce a liberarsene. È una ragazza intelligente e piena di vitalità, ma in questo contesto l’intelligenza non serve, uffa… perché questo problema non passa… è ossessionata da questa paura costante… credetemi è una situazione così assurda che proprio in quanto tale non riesce proprio a capacitarci e ci strazia… L’anno scorso abbiamo proposto di farsi seguire da qualcuno… ma lei no ne vuole sapere… anzi si è offesa perché dice che non è una cosa così grave da richiedere un intervento tra virgolette “medico" e che vuole liberarsene da sola...

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25 GIU 2013

Caro mario,
è come se lei dicesse a un cieco che è bello vedere il mondo...e quindi le rassicurazioni non servono. Una delle tecniche più efficaci con le fobie è l'EMDR.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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25 GIU 2013

Gentile Mario,
l'esperienza che ha vissuto sua cugina le ha innescato una fobia. Come osserva correttamente le rassicurazioni non servono. E' invece opportuno rivolgersi ad uno specialista magari di orientamento cognitivo-comportamentale. Le fobie se trattate si ridimensionano fino a scomparire.
un saluto
dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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25 GIU 2013

Caro Mario,
ciò che potrebbe suggerire a sua cugina è di intraprendere un percorso psicologico che la possa supportare nella gestione del trauma e facilitare nel superamento dello stesso.
Saluti
Dott.ssa Mariella Genovese psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Mariella Genovese Psicologo a Reggio Calabria

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25 GIU 2013

Buongiorno Mario, mi scusi ma sua cugina non e' seguita da nessuno?
Riesce ad avere una vita "normale", cioe' lavorare, avere amici o una relazione sentimentale...?
Se no... Dovrebbe prendere appuntamento con un/a psicologa per una prima consulenza psicologica che definisca come si e' presentato il problema, come si e' evoluto nel tempo, e cosa e' meglio fare.
E' molto probabile che debba fare una psicoterapia individuale e forse essere seguita anche da uno psichiatra per un supporto farmacologico che le permetta una vita soddisfacente.
Moltissimi auguri,
Dott.ssa R.M. Scuto, Pisa

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