Relazione vera dopo il virtuale: non so più cosa provo

Inviata da Dario Barbalace · 23 nov 2021 Terapia di coppia

Buongiorno,
sono Francesco (nome di fantasia) ho 28 anni e da 5 anni ho una relazione virtuale con una ragazza di 23 anni di nome Giulia (nome di fantasia). Viviamo a 40 minuti di macchina, e non ci siamo mai visti per 5 anni fino alla settimana scorsa.
Io ho completamente perso la strada della mia vita, non so più chi sono, in cosa credo, cosa provo (mi sembra di non provare più niente in nessuna situazione), vivo alla giornata lavorando la mattina e occupando il tempo come posso il pomeriggio, senza portare a termine gli impegni (es. la tesi mi sta portando via un anno intero della mia vita, con frustrazione e una produttività vicina allo 0). Diverse volte ho avuto modo di conoscere persone online, dove ho conosciuto Giulia, pur avendo una discreta cerchia di amici e conoscenti con cui posso sfogarmi, fare attività, distrarmi, ecc.
Giulia invece è una ragazza molto insicura, che è stata spesso oggetto di sfottò e bullismo da piccola, ed è "sola" nel senso che ha poche e false amiche di cui non si fida per niente, e un rapporto strettissimo coi genitori, soprattutto la madre, vivendo in una sorta di "sfera di cristallo", con me che sono l'unica persona con cui può parlare senza essere giudicata.
Una piccola premessa necessaria è che ho già vissuto un'esperienza simile, in cui dopo un periodo (durato molto di meno) di conoscenza online con messaggi e chiamate da erotismo si è trasformato in affetto e sono andato a trovarla in un'altra città per poi rendermi conto che non mi piacesse davvero. Questo non mi ha pesato granché, la storia è finita, non è iniziata, e basta.
Oggi la situazione si è ripresentata. In questo periodo di crisi diventato insopportabile nell'ultimo anno, due mesi fa ho deciso di avvalermi di un supporto psicologico. Dopo 5 anni sono riuscito a concordare un appuntamento: abbiamo deciso una data a distanza di un mese in modo da avere un riferimento preciso e definito, e in quella data siamo usciti, costasse qualsiasi cosa. Ci siamo baciato dopo 5 minuti e per tutto l'appuntamento ci siamo rapportati come una coppietta al 100esimo appuntamento, con anche qualche "silenzio imbarazzante" dato dal fatto che ovviamente ci conosciamo tantissimo, allo stesso tempo senza conoscerci veramente.
La settimana dopo l'appuntamento è stata molto riflessiva, mi sembrava che non mi piacesse, che non fosse quella giusta, che fosse inutile provarci: come se mi sentissi "obbligato", che glielo dovessi (e lo dovessi a me stesso) pur senza aver avuto quel colpo di fulmine o se non provassi quel desiderio necessario.
Ci siamo rivisti dopo una settimana, appuntamento identico, pure più da coppia, e alla fine abbiamo pure provato a fare sesso. (Altra premessa, Giulia è vergine. Io sono il suo primo appuntamento vero, la sua prima esperienza vera, e mi sento anche per questo caricato di responsabilità). Il tentativo stava andando a buon fine, ma io (che già soffro d'ansia di mio e mi preoccupo per qualsiasi cosa) sul più bello, quando lei è pronta, senza forzare niente, smetto di funzionare. La mia psicologa dice che è quasi un bene che mente e corpo fossero sulla stessa linea, e che io abbia smesso di funzionare proprio nel momento in cui avrei suggellato un'unione a mio modo di vedere inconscio perenne, che mi spaventa, come mi spaventano tutte le scadenze, gli impegni, gli appuntamento, ecc.
Questo fatto sul momento ci ha destabilizzati, ma poi ci siamo avvicinati emotivamente pure di più nell'ora successiva. Il giorno dopo siamo usciti a fare una passeggiata, siamo stati un paio d'ore insieme come una coppia normale, facendo un giro, senza impegni particolari. Alla domanda su come fosse stato quel giorno, mi è sembrato "normale", nel senso che non ho provato niente di che, nessuna emozione assurda, mi è sembrata una cosa appunto normale.
Oggi mi trovo in crisi, non so cosa fare, non so cosa provo per lei, se vale la pena, mi sembra che non mi piaccia ma se faccio due conti mi sembra stupido dirlo dopo appena 8 giorni dalla prima volta che ci siamo visti, nonostante ci conosciamo da 5 anni. Mi è sembrato a volte di "uscire con me stesso", nel senso che l'ho portata e abbiamo fatto "le cose che si devono fare", quindi io ho fatto le cose giuste, i regali giusti, insomma mi sono dato delle conferme da solo. Ma mi un'altra sensazione è stata quella di vivere dal vivo le stesse cose che vivevamo online, come se semplicemente stessimo continuando quella "bella illusione" ma dal vivo.
Lei ha avvertito in parte questa cosa, un po' per insicurezza sua e un po' per sensazione degli incontri, ha paura, e non vuole piacermi

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