Relazione terapeuta paziente, aiutatemi

Inviata da Carla il 19 feb 2015 Orientamento professionale

Allora ho bisogno di parlare e esprimere tutto quello che ho da dirvi! Io sono una ragazza di 23 anni vado in terapia da circa 4 anni per problemi di ansia. Io ho incontrato la mia terapeuta a 19 con lei ho instaurato un ottimo rapporto. Con lei mi sono sentita benissimo però il nostro rapporto sta un pó decollando perché ammetto di essere una persona che insiste moltissimo e credo che lei si stia stancando del mio atteggiamento! Io capisco che lei é una professionista seria e che voi siete tutti bravi professionisti ma io devo ammettere che mi sto infatuando di lei e ho cercato di parlarle credetemi ..parliamo sempre ma lei é una donna sposata con due bambini e ama il suo uomo. Ho cercato di interrompere ma non c'è la faccio poi vedo questa indifferenza in voi e poi dice che io sono una persona che mette alla prova. Ma che metto alla prova? Io vorrei dirlo ma cosa ottengo? Io potrei avere anche un trasfert però i miei sentimenti sono veri e per lei provo tanto tanto affetto, sono venuta sempre non ho mai perso una seduta. Ho avuto pure brutti atteggiamenti con lei ho sbattuto porte, pugni nel tavolo per la rabbia e mi ha fatto bene sfogarmi. Io ho provato a cambiare terapeuta ma non c'è la faccio io con lei sento un legame molto forte e non posso dimenticarla andando via é un dolore molto forte che non riuscirei neanche a contenere. É pure una bella donna. Le dico questo? Lei pensa solo affetto da parte mia quando in realtà sotto c'è altro ed é meglio che tolgo le tende e sparisca? Grazie a tutti scusate la lunghezza del discorso.

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Buongiorno Anonima,
sono sicura che i suoi sentimenti sono veri perchè in una relazione terapeutica tutto ciò che accade è autentico. Ma non si può rimanere per sempre nello spazio della terapia e forse in questo desiderio per la sua terapeuta ci potrebbe essere il bisogno di prolungare all'infinito quest'esperienza. Proprio perchè il suo percorso è stato intenso e ha accresciuto la conoscenza di sè ora può cercare al di fuori della terapia quello che le serve, che le corrisponde, che desidera. Buona ricerca.

Dssa Daniela Sirtori - Monza

D.ssa Daniela Sirtori Psicologo a Villasanta

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Gent.ma anonima,
quello che prova per la sua terapeuta fa parte del processo di transfert. Data la intimità del rapporto paziente-terapeuta è quasi la norma che vengano stimolati dei sentimenti: ad esempio da parte del paziente possono venir stimolati attaccamento o dipendenza e da pare del terapeuta accudimento e protezione. Se pensa che i suoi sentimenti vanno aldilà del semplice rapporto terapeuta-paziente è bene che s'interroghi sulla natura della relazione e se è il caso di continuare una terapia che comprensibilmente non sta funzionando, ci sono troppe emozioni in gioco. Le consiglio di parlarne apertamente con la sua terapeuta, in modo che quest'ultima possa aiutarla. Non serve a niente cambiare terapeuta se prima non affronta questo problema. Nel setting terapeutico è indispensabile sentirsi a proprio agio, fidarsi del terapeuta e affidarsi a lui e sentirsi libera di poter esprimersi. E' il suo spazio personale. Lo usi al meglio.
Dott.ssa Marilena Porcelli

Dott.ssa Marilena Porcelli Psicologo a Firenze

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Carissima anonima immagino quanto tu possa sentirti confusa.
Ti trovi nel bel mezzo di un transfert molto forte e, paradosso vuole, che sia un ottima cosa su cui tu e la tua terapeuta potete e dovete lavorare.
Ti invito pertanto a parlare onestamente con lei di come stai e di ciò che provi per lei. Sono certa che lei saprà collocare questo nel contesto della vostra terpaia e dare un senso che ti aiuti a trovare il bandolo della matassa. La sua non è indifferenza. Probabilmente sta solo cercando di aiutarti ad aprirti e a sfruttare al meglio lo spazio tanto prezioso della terapia. Non cambiare terapeuta. Siamo stati formati per gestire queste situazioni e teniamo molto al nostro paziente ed al suo benessere.
Cerca di rasserenarti e parla con lei a cuore aperto di ciò che sta succedendo dentro di te

Dott.ssa Ida Pizzini psicoterapeuta e analista transazionale Psicologo a Roma

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Gentile, il suo pare essere proprio un transfert molto forte e deve diventare oggetto di analisi. Se così non fosse rischierebbe di non svincolarsi da quello che può sembrare un innamoramento. Buon lavoro

Alessandro Degasperi Psicologo a Trento

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Buongiorno Anonima,
tutto ciò che accade all'interno della relazione terapeutica è molto importante perchè rivela aspetti di se stessi, in particolare nel suo caso saranno aspetti molto intimi, visto che stanno emergendo in una terapia che si protrae nel tempo. Le suggerisco di parlare apertamente con la sua terapeuta e continuare il lavoro con lei perchè la conosce bene e perchè è proprio con lei che sono scattati questi sentiementi.
Può essere un' occasione preziosa per capire perchè sta accadendo tutto questo e per affrontarlo: può completare la sua crescita e la sua autonomia a cui state lavorando da molti anni. Buon "lavoro"!

Dott.ssa Alice Parri

Dott.ssa Alice Parri Psicologo a Firenze

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Gentile Anonima
cerchiamo di recuperare una Giusta Dimensione a questa relazione terapeutica.
Torniamo al semplice ed evidente: lei sta facendo una psicoterapia e come paziente paga un onorario al suo o sua analista.
Lo spazio di qusta seduta in termini di tempo è suo in quanto comperato. Inoltre questo spazio serve alla sua evoluzione e al suo percorso.
Lei deve quindi ( a rigor di logica) adoperare qusto spazio-tempo e rendere utile al suo sviluppo il contratto terapeutico.
Quindi prima cosa: prenda coraggio e parli del tutto apertamente di quello che le succede. Lo faccia con grande semplicità e spontaneità. Non cerchi parole ricercate o cose complicate; dica quello che sente.
In secondo luogo, sempre in virtù della premessa, lei può essere completamente se stessa in questo spazio-tempo della psicoterapia e pure "il mettere alla prova il terapeuta" in modo più o meno consapevole è una modalità concessa e forse necessaria, a volte, avendo un suo perché e logica interna.
Lo Psicoterapeuta deve essere in grado di gestire queste situazioni pure essendovi preparato e addestrato e quindi non credo proprio che possiamo parlare "del povero terapeuta" messo alla prova dal paziente.
Un bravo terapeuta saprà cosa fare, avrà pazienza, empatia e terrà strette le redini della psicoterapia guidando il carro anche quando i "cavalli potranno essere o sembrare impazziti".
Quindi lei prenda respiro e consideri attentamente quanto le ho detto.
Rinnovi fiducia nel percorso e si apra e parli liberamente di se e di quanto pensa e soffre.
Se la Terapeuta, non riesce a gestire il tutto, sarà lei (la terapeuta stessa) a decidere per una interruzzione del percorso e questo può essere un bene e un atto di umiltà importante qualora non riesca a gestire i processi in atto in senso terapeutico.
Auguri e ci faccia sapere.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Anonima, non stento a credere alle sue difficoltà, ma la invito a riflettere sulla forma di dipendenza che si è sviluppata all'interno della sua relazione terapeutica. Certamente il percorso intrapreso ha una sua strutturazione e un progetto terapeutico consapevole e motivato, ma personalmente penso che l'obiettivo fondamentale di qualunque relazione di aiuto sia quello di aiutare il paziente ad attivare quelle risorse che gli permettano di ricominciare a camminare con le sue gambe. Le modalità e i tempi, naturalmente, sono soggettive e dipendono dalla sua formazione e da tante altre variabili, ma credo che per qualunque psicologo sia fondamentale monitorare l'aspetto della dipendenza e lavorarci su all'interno della terapia. Provi a fare un bilancio del lavoro fatto finora, e a guardarlo come un punto di partenza per riprendere il suo cammino. Un caro saluto, dott.ssa Roberta Monda

Dott.ssa Roberta Monda Psicologo a San Severo

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Buongiorno,
sento la tua difficilissima situazione di transfert e contemporaneamente la altrettanto difficilissima gestione del controtransfert da parte della Collega che ti ha in cura.
Considera che la tua terapeuta ti sta dando il massimo di sé accogliendo con materna comprensione un tuo vuoto interiore e cercando di far emergere dal profondo del tuo essere la sensazione di appagamento grazie la sua presenza ma scontrandosi con la tua infantile pretesa di colmare il vuoto passando all'atto nella relazione terapeutica stessa. Nonostante le difficoltà che le stai creando, lei non ti abbandona, continua ad esserci e tu per tutta riconoscenza ti concede di di cambiare terapeuta, lasciandola nell'impotenza. Lei ti 'ama'e tu la abbandoni seguendo l'impulso di un ego infantile e capriccioso.

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Salve',
E si hai indovinato, e' proprio il transfert che ti fa provare certi sentimenti per la tua terapeuta, niente di preoccupante passa e si risolve col tempo.
Dott PIANTANIDA

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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Buongiorno,
sento che ti sei arenata in una complicata situazione transferale che rende abbastanza difficile la gestione della risposta controtransferale della Collega che ti ha in cura. Lei ti sta dando il massimo di sé accogliendo un tuo vuoto con il dovuto rispetto, comprensione e dedizione, mentre tu, invece di collaborare con riconoscenza, ti fai trascinare dagli impulsi di un ego estremamente infantile e capriccioso mettendo in difficoltà una persona che ti dedica il massimo della sua attenzione. E' evidente che tu sei in stato di confusione che ti fa prendere le 'lucciole per lanterne' alimentando un penoso senso di impotenza nella tua terapeuta che giustamente , pur accogliendo il tuo bisogno, sta facendo del suo meglio per aiutarti a convogliare il tuo desiderio facendo leva sulla tua affettività che la base dalla quale tu non puoi prescindere per fonderla con la tua sessualità. L'oggetto finale sul quale investire sentimenti e sensazioni, non è mai il/la terapeuta che nella sua 'funzione', incarna il tuo fantasma e credo che tu, a livello di consapevolezza , ci sia già arrivata, Cambiare terapeuta non serve a nulla, se non a traslocare la stessa problematica, rendendola ancora più complicata. Impegnati maggiormente e sforzati di collaborare con gli sforzi della tua terapeuta che meglio di come ti sta seguendo non potrebbe fare. Resto a disposizione nel caso avessi bisogno di ulteriori chiarimenti e ti/i auguro un buon 'lavoro'.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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