Relazione in cui lei non mi ama

Inviata da Roberto Marin · 22 ago 2025 Terapia di coppia

Buongiorno, mi chiamo Mario ho 40 anni e sto con una donna da oltre 2 anni che ha qualche anno in meno di me. Dapprima lei era sposata, la nostra storia era clandestina e seppur talvolta dicesse di voler lasciare il marito, non lo ha mai fatto. Finché dopo oltre 1 anno di tira e molla ho co tattato il marito(il quale già sapeva del tradimento) e ho raccontato tutto. Da quel momento sembrava tutto finito e mi sentivo per una volta libero. Ma dopo un paio di mesi, lei è tornata a farsi viva, e abbiamo cominciato a freque tarci di nuovo e alla fine siamo andati a convivere. Mi ha sempre detto che non sapeva quello che provava, probabilmente perché era ancora legata all'ex ecc.. e in questi anni le sono stato accanto mentre affrontava dapprima la separazione e poi il divorzio. In questo tempo di tanto in tanto l'ex marito di faceva vivo e discutevano e parlavano dei loro sbagli ecc. Poi voleva riprovarci ma lei non aveva acconsentito.. ora invece mi ritrovo a notare che lei lo sente di nascosto e alla fine mi dice sempre che non mi ama e che probabilmente sarebbe meglio per me se ricominciassi una nuova vita senza di lei.. il problema è che non si è mai decisa su quello che vuole o non vuole e resta sempre sul vago con poca chiarezza. Ogbi volta che decidevo di andarmene poi non voleva che lo facessi e io tornavo indietro.. Non so veramente più come comportarmi.. lasciarle il tempo per capire cosa vuole andando ava ti facendo finta di nulla o voltare pagina una volta per tutte..

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Miglior risposta 23 AGO 2025

Buongiorno Mario,
leggendo le sue parole si percepisce tutta la fatica e l’ambivalenza che sta vivendo da tempo in questa relazione. Da un lato lei sembra investire molto, con pazienza e dedizione, dall’altro si ritrova costantemente in bilico, senza una chiarezza che le permetta di sentirsi davvero scelto e rassicurato.

Quando in una coppia non c’è definizione, ma prevale l’incertezza, spesso chi rimane in attesa si logora interiormente: ogni ritorno accende speranza, ma ogni dubbio o riavvicinamento all’ex genera frustrazione e senso di precarietà. È come se la relazione rimanesse sospesa, senza un terreno solido.

In questo momento, la vera domanda potrebbe non essere soltanto cosa lei debba “aspettare” da lei, ma cosa desidera per sé. Si chieda: quali bisogni fondamentali ho in una relazione? Mi sento rispettato, rassicurato e riconosciuto? Oppure vivo più nell’attesa che nelle certezze?

Concedersi uno spazio di riflessione personale – anche con l’aiuto di un professionista – può aiutarla a distinguere il legame affettivo dalla dipendenza emotiva che spesso si crea in rapporti così altalenanti. A volte la scelta più difficile non è aspettare o riprovare, ma prendersi cura di sé, stabilendo confini chiari e proteggendo la propria serenità.

Resto a disposizione.

Dott.ssa Sara Petroni Psicologo a Tarquinia

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15 SET 2025

Buongiorno Roberto,
Due anni sono un tempo lungo per vivere nell'incertezza. In realta', il titolo stesso che da' al suo messaggio indica che Lei ha ben chiara la situazione. La domanda su cui mi sembra piu' importante riflettere e' quindi perche' Lei voglia portare avanti una relazione in cui continua a sperimentare rifiuto e inaffidabilita' da parte dell'altra. Non dubito ci siano anche momenti buoni, ma quando la sua compagna stessa dice di non amarla e riconosce che la sua vita sarebbe migliore una volta chiusa la relazione, dubito che fare finta di nulla possa aiutare nessuno dei due a prendere una posizione piu' chiara e un atteggiamento piu' sano, per se' e per l'altro.
Le ho scritto con grande franchezza, mi perdoni, ma mi sembrava necessario offrire un po' di chiarezza nel mare di dubbi che porta con se'.
Un caro saluto,
Francesca Calvano

Dott.ssa Francesca Calvano Psicologo a Roma

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29 AGO 2025

Buongiorno Roberto,
dipende tutto dai tuoi bisogni, lei cosa vorrebbe?le sta bene stare con una donna che le dice che non ama e non sa quello che vuole?
le consiglio di intraprendere un percorso psicologico
Cordiali saluti
Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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28 AGO 2025


Caro Mario, dal tuo racconto emerge una condizione di forte sofferenza e confusione emotiva. Da tempo vivi una relazione segnata da ambivalenza, mancanza di chiarezza e continua oscillazione tra vicinanza e allontanamento: ogni volta che provi ad allontanarti, vieni riagganciato. Questo ti lascia spesso senza sentirti davvero scelto. In queste dinamiche, è facile ritrovarsi a mettere in secondo piano i propri bisogni, aspettando che sia l’altra persona a decidere per voi due. Il rischio è cadere in una forma di dipendenza emotiva, dove il desiderio di essere amati soppianta il rispetto per la propria dignità e serenità. Alcune riflessioni possibili: che cosa desideri veramente in una relazione? Hai bisogno di stabilità, reciprocità, chiarezza? Ti senti rispettato e considerato oppure vivi nell’incertezza? Quanto ancora sei disposto a tollerare una situazione che, da come la descrivi, ti provoca più dolore che benessere? Non si tratta più di chiedersi “se lei cambierà” o “se vale la pena darle tempo”, ma piuttosto: “voglio io continuare in un rapporto che non risponde ai miei bisogni fondamentali?”. Restare in questo limbo rischia di diventare una ripetizione dolorosa più che una scelta consapevole. Un percorso psicologico individuale potrebbe offrirti gli strumenti per distinguere l’attaccamento dalla dipendenza emotiva, rafforzare la tua autostima, chiarire i tuoi limiti e imparare a prender decisioni più autentiche. Voltare pagina non significa cancellare ciò che avete vissuto, ma riconoscere che meriti un legame fondato su chiarezza, reciprocità e rispetto. Saluti

Dott.ssa Ada Palma Psicologo a Giugliano in Campania

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26 AGO 2025

Gentile Mario,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e dolorosa. Quello che descrive è un vissuto di grande sofferenza emotiva, dove si ritrova in una posizione di costante incertezza e instabilità relazionale.

Leggendo le sue parole, noto come dedichi molto spazio a descrivere i comportamenti e le indecisioni della sua partner, ma emerge molto poco su di lei: sui suoi bisogni, sui suoi desideri in una relazione, su quello che vorrebbe per se stesso. Questo "cancellarsi" dalle proprie narrazioni può essere un segnale importante di come si percepisce all'interno di questa dinamica.

La situazione che descrive - rimanere in una relazione dove si sente non amato, non visto, non considerato - spesso riflette difficoltà più profonde legate all'autostima e al valore che attribuiamo a noi stessi. Quando permettiamo ripetutamente di essere messi in secondo piano, quando accettiamo comportamenti che ci feriscono, quando non riusciamo a mantenere decisioni che prendiamo per il nostro benessere, potrebbe essere utile esplorare cosa ci spinge a rimanere in dinamiche così dolorose.

Le consiglio vivamente di intraprendere un percorso di psicoterapia individuale. Non per "decidere cosa fare" con questa relazione, ma per esplorare il suo mondo interno, comprendere i suoi pattern relazionali, lavorare sulla sua autostima e riscoprire i suoi bisogni e desideri. Solo quando sarà più chiaro con se stesso potrà prendere decisioni autentiche e durature.

Un percorso individuale la aiuterà a capire perché si ritrova in queste dinamiche e come costruire relazioni più sane e appaganti in futuro. Rimango a disposizione.
Dott.ssa Elsink,

Dott.ssa Liesbeth Elsink Psicologo a Pavia

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25 AGO 2025

Buongiorno, innanzitutto grazie per la sua condivisione.
Credo che in cuor suo lei abbia già la risposta alla sua domanda. Lavorare sulla sua fragilità emotiva con l' aiuto di uno psicoterapeuta le potrebbe essere sicuramente di aiuto per aumentare la sua autostima e la consapevolezza di se stesso, dei suoi bisogni e delle sue necessità. Fare chiarezza in se stesso elaborando meglio i suoi vissuti e le emozioni ad essi connessi, mettendo al primo posto la sua serenità è il suo benessere emotivo le potrebbe essere probabilmente di aiuto per capire quale direzione conviene prendere.
Resto a sua completa disposizione.
Dott.ssa Erika Gischino

Erika Giachino Psicologo a Alba

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25 AGO 2025

Mi inserisco dopo aver letto le molteplici risposte che ha ottenuto e sinceramente mi sento motivata ad esprimere quanto, leggendo e rileggendo la sua richiesta d'attenzione, mi si affaccia alla mente, ossia, la netta sensazione di trovarsi in alto mare ed in uno stato di dipendenza e di stallo nei confronti di una persona che come lei, esprime unicamente confusione. Il blocco che ne consegue suscita un senso di impotenza nell'esprimere un punto di vista dotato di senso, ma solo malessere in quanto mancante di qualsiasi forma di dialogo terapeuticamente impostato. Quindi, se lei per primo non inizia un percorso terapeutico, grazie al quale poter recuperare un minimo punto di vista che le conceda di trovare la via di uscita dalla " palude", si dovrà accontentare di una platea di terapeuti impotenti nel darle un minimo di orientamento, il solo che probabilmente potrebbe darle quel tanto di stimolo necessario per scoprire la giusta prospettiva. Il mio rispecchiamento emotivo è quanto basta per esprimere un senso di impotenza, a meno che lei non esprima un sentimento più chiaro relativamente al desiderio di prendere una posizione più attiva. Non so se sono stata sufficientemente comprensibile, ma sicuramente orientata e soprattutto motivata. La saluto con empatia.

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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25 AGO 2025

Ciao Mario, è chiaro che stai vivendo una grande fatica emotiva: hai investito tempo, energie e sentimenti, ma ti ritrovi costantemente in un equilibrio precario, fatto di promesse non mantenute, ritorni e allontanamenti, parole che non coincidono con i gesti. Quello che descrivi somiglia molto a una relazione ambivalente, dove l’altra persona non riesce a scegliere con chiarezza e tu resti sospeso in un’attesa logorante. È comprensibile che tu ti senta confuso: da un lato la speranza che lei cambi e ti scelga definitivamente, dall’altro la consapevolezza che così facendo stai mettendo in secondo piano i tuoi bisogni e la tua serenità.
Il punto, forse, non è tanto quanto tempo darle o se lei cambierà, ma cosa vuoi tu per te stesso:
Ti senti rispettato e amato in questa relazione?
Riesci a immaginarti così, nello stesso schema, anche tra 2 o 5 anni?
Quali sono i tuoi limiti non negoziabili in un rapporto di coppia?
A volte ci si ritrova a restare per paura di perdere, per abitudine o per speranza, ma questo rischia di diventare una dipendenza emotiva più che una scelta consapevole. Voltare pagina non significa rinnegare ciò che hai vissuto, ma riconoscere che hai diritto a una relazione in cui ci sia reciprocità, chiarezza e rispetto.
Un passo concreto che potrebbe aiutarti è ritagliarti uno spazio personale di riflessione – anche con l’aiuto di un professionista – per distinguere l’amore autentico dalla dinamica di attaccamento che ti tiene legato a questa situazione. Ti darebbe la possibilità di rimettere al centro i tuoi bisogni, capire cosa davvero desideri e prendere una decisione più libera, che nasca dal rispetto per te stesso.
La vera domanda non è “lei cosa vuole?”, ma “io cosa voglio, e quanto sono disposto ancora a rinunciare alla mia serenità?”.

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon Psicologo a Massa

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25 AGO 2025

Una relazione per essere sale duratura si deve basare sul rispetto dialogo comprensione, volontà concreta di questo futuro insieme obiettivi comuni, supporto fedeltà e lealtà reciproche

Tutto questo nel concreto, tutto questo da entrambe le parti

L’amore vero, l’amore sano è fatto per due leale e fedele

Quando si inizia una relazione extraconiugale da sposati, si viene meno al concetto di fedeltà e di realtà.

Spesso se cade in un circolo vizioso di un rapporto a tre, dove si inizia un continuo tira e molla

È bene, non trovarci mai in questa situazione e non mantenerle

Le consiglio di lasciar perdere questa relazione

Continui a vivere la sua vita a perseguire i suoi obiettivi e la sua crescita personale non si chiude in se stesso coltivi amicizie col TV, hobby e passioni prima o poi incontra una ragazza non sposata libera che le vorrà bene e che vorrà costruire un futuro saranno duratura con lei

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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25 AGO 2025

Buongiorno
Se la sente lei di vivere una vita con una persona che gli dice che non gli vuole bene?
Si faccia aiutare da uno psicoterapeuta
Dottssa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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24 AGO 2025

Gentile Mario,
La ringrazio per aver condiviso con tanta trasparenza una situazione che, da quanto emerge, è emotivamente molto complessa e logorante. Il suo racconto parla di una relazione segnata da ambivalenza, attese, ritorni e ripensamenti, in cui lei ha investito tempo, energie e affetto, spesso senza ricevere una chiarezza emotiva reciproca. È evidente che ha cercato di essere presente, di sostenere questa donna nel suo percorso di separazione, ma al tempo stesso ha vissuto una continua instabilità affettiva, fatta di promesse non mantenute, contatti nascosti e dichiarazioni contraddittorie. Dal punto di vista psicologico, ciò che sta vivendo può essere definito come una relazione disorganizzata, in cui i confini tra vicinanza e distanza sono confusi, e dove il bisogno di amore si intreccia con la paura dell’abbandono e la difficoltà di entrambi nel definire con chiarezza ciò che si vuole. Questo tipo di legame può generare dipendenza emotiva, senso di smarrimento e una continua oscillazione tra speranza e frustrazione. Il fatto che lei torni ogni volta, nonostante i segnali di non reciprocità, è comprensibile: spesso il desiderio di essere scelti e amati può spingerci a tollerare anche ciò che ci fa soffrire. Il punto cruciale ora non è tanto cosa vuole lei, ma cosa vuole lei per sé stesso. Continuare a “fare finta di nulla” rischia di alimentare un ciclo di dolore e confusione. Voltare pagina, invece, non significa chiudere con rabbia, ma riconoscere che merita una relazione fondata su chiarezza, rispetto e reciprocità. Le consiglio di prendersi uno spazio personale, anche breve, in cui possa riflettere lontano dal coinvolgimento diretto, magari con il supporto di un professionista. In questo spazio potrà rimettere al centro i suoi bisogni, i suoi valori e la sua dignità affettiva.

Con stima e disponibilità, Dott. Andrea Tinaglia Psicologo – Consulenza relazionale e affettiva

Andrea Tinaglia Psicologo a Cervia

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24 AGO 2025

Buongiorno gentile Roberto, la sua storia racconta bene la fatica e il logoramento che si provano quando ci si trova in una relazione segnata da incertezze, ambivalenze e continue oscillazioni. Lei ha descritto un percorso fatto di avvicinamenti e allontanamenti, di promesse e di ripensamenti, in cui sembra che la sua compagna non abbia mai assunto una posizione chiara e definitiva, lasciandola in una condizione di continua attesa e sospensione.

È comprensibile che oggi si senta stanco e disorientato. La sua disponibilità ad esserle accanto, anche nei momenti delicati della separazione e del divorzio, ha dimostrato il suo investimento emotivo e il desiderio di costruire un legame stabile. Tuttavia, il comportamento della sua compagna, che da una parte mantiene i contatti con l’ex marito e dall’altra le dice di non amarla o di non sapere cosa provi, la espone a una sofferenza costante, alimentata da mancanza di chiarezza e continuità.

In queste situazioni, ciò che spesso accade è che il bisogno di tenere in vita la relazione prevale sul riconoscimento della propria dignità e dei propri bisogni. Lei stesso ha raccontato che, ogni volta che ha provato ad allontanarsi, è poi tornato indietro di fronte alle sue richieste. Questo schema la imprigiona e le impedisce di comprendere davvero quale sia la scelta più sana per sé stesso.

È importante sottolineare che non spetta a lei “aspettare” che l’altra persona capisca cosa vuole, se questo significa sacrificare continuamente il suo benessere. La domanda che potrebbe iniziare a porsi non è tanto cosa vuole lei, ma cosa desidera davvero lei per la sua vita, quali sono i suoi bisogni affettivi e quale tipo di relazione sente di meritare.

A volte, prendere distanza e interrompere questi cicli ripetitivi non è solo una scelta dolorosa, ma anche un atto di cura verso di sé. Riconoscere di aver dato tanto, e forse troppo, a una persona che non riesce a corrispondere con la stessa chiarezza e responsabilità, può rappresentare il primo passo verso una nuova consapevolezza.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino

Dott. Luca Vocino Psicologo a Bergamo

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24 AGO 2025

Buongiorno Roberto,

grazie per averci scritto e contattato su questo portale.
Si trova in una relazione che non le crea stabilità emotiva, si trova in un rapporto ambivalente
Le consiglierei di iniziare a chiedersi quali siano i suoi bisogni in questo momento e di iniziare un percorso psicologico di supporto emotivo per gestire al meglio tale situazione.
Resto disponibile.

Cordiali saluti

Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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24 AGO 2025

Salve Roberto, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice Psicologo a Roma

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23 AGO 2025

I meccanismi che hai descritto fanno pensare agli stessi meccanismi che avvengono nella patologia bulimica. Si sa che la persona vorrebbe stare bene senza mangiare in modo compulsivo, ma non può farne a meno. E c’è un’ambivalenza dell’oggetto: l’altro diventa necessario per calmare le ansie di colpa, e proprio queste ansie impediscono di esprimere chiaramente ciò che la persona davvero desidera. In sostanza, l’oggetto è introiettato in modo problematico: da un lato rassicura e permette di mantenere una sorta di familiarità, ma dall’altro genera ambivalenza e ostacola la piena maturità e la gestione autonoma delle scelte. Dott.ssa Udalova Tetyana

Dott.ssa Udalova Tetyana Psicologo a Roma

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23 AGO 2025

Buongiorno Mario, dal tuo racconto emerge un legame segnato da ambivalenza e da continui ritorni e allontanamenti. Da una parte c’è il tuo desiderio di stabilità e chiarezza, dall’altra una donna che oscilla tra il passato e il presente, senza mai assumere una posizione netta. Questo ti espone a un continuo stato di incertezza, in cui ogni volta che cerchi di prendere una decisione definitiva, vieni tirato nuovamente dentro la relazione.

Il punto centrale non riguarda solo cosa vuole lei, ma cosa desideri TU per la tua vita. In due anni e più hai investito energie emotive importanti, sostenendola nei passaggi difficili della separazione e del divorzio, ma non hai ricevuto in cambio la stessa chiarezza e la stessa capacità di scegliere. Lei stessa ti dice di non amarti, e questo, per quanto doloroso, rappresenta un’informazione fondamentale da non minimizzare. Restare in attesa che arrivi da lei una decisione rischia di tenerti in una posizione passiva e dipendente dal suo andamento emotivo.

Questa relazione sembra attivare in te due spinte opposte: da un lato la speranza che lei cambi, dall’altro il bisogno di proteggerti e di uscire da una dinamica che ti consuma. Il fatto che lei continui a mantenere un legame, anche nascosto, con l’ex marito, rafforza il senso che non sia pronta a chiudere realmente con il passato.

Il nodo allora non è “se darle tempo”, ma se tu sia disposto ad accettare una relazione priva di certezze e di reciprocità, e a quale prezzo personale. Il rischio è che la tua vita resti bloccata su un’attesa infinita, senza aprirti a possibilità più sane e nutrienti per te.

Quello che io ti suggerisco è di iniziare una terapia per elaborare questa situazione e capire cosa ti trattiene in questo legame nonostante la sofferenza, quali paure si attivano quando pensi di lasciarlo andare, e che idea di amore e di legame senti di meritare. Potrebbe esserti molto utile un percorso in cui dare voce alle parti di te più legate alla speranza e a quelle che chiedono libertà, così da arrivare a una scelta più radicata e non solo dettata dall’urgenza del momento. Sono a disposizione. Un cordiale saluto,
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork

Dott.ssa Marzia Mazzavillani Psicologo a Forlì

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23 AGO 2025

Grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua storia. Le tue parole raccontano un vissuto complesso, fatto di attese, speranze, delusioni e una profonda fatica emotiva. E ciò che emerge con forza è il tuo desiderio di chiarezza, di stabilità, di essere visto e scelto con autenticità.
Quello che hai vissuto non è solo una relazione: è stato un percorso in cui hai investito tempo, energie, e soprattutto una parte vulnerabile di te. Sei stato accanto a questa donna in momenti difficili, hai sostenuto il suo cambiamento, e hai cercato di costruire qualcosa di vero. Eppure, ti ritrovi oggi in una posizione incerta, dove il tuo bisogno di amore e di reciprocità sembra non trovare risposta. Andiamo per ordine...
"Non mi ama, ma non vuole che io me ne vada."
Questa frase racchiude una tensione dolorosa: da una parte il rifiuto, dall’altra il trattenerti. È come se tu fossi sospeso tra due poli, senza mai poter davvero poggiare i piedi a terra. E questo ti consuma. Perché l’amore, per essere nutriente, ha bisogno di chiarezza, di scelta, di presenza. Non solo di gesti, ma di intenzioni.
Il ciclo del ritorno
Ogni volta che provi ad andare via, lei ti trattiene. E tu torni. Non perché sei debole, ma perché sei umano. Perché speri che questa volta sia diversa. Perché ami. Ma ogni ritorno, se non accompagnato da un cambiamento reale, rischia di diventare una ferita che si riapre.
E ora? Voltare pagina o aspettare?
La domanda che poni è legittima. Ma forse, prima ancora di decidere cosa fare con lei, potresti chiederti:
"Cosa voglio io, davvero, per me?"
Non cosa vuole lei. Non cosa potrebbe succedere. Ma cosa desideri tu.
Hai diritto a una relazione in cui ti senti scelto, amato, rispettato. Hai diritto a non vivere nell’ambiguità. E hai diritto a proteggere la tua serenità.
Un invito alla cura di sé
Forse è il momento di spostare lo sguardo da lei a te. Di ascoltare il tuo dolore, la tua stanchezza, il tuo bisogno di chiarezza. Di prenderti uno spazio per riflettere, magari con l’aiuto di un professionista, per ritrovare il tuo centro. Perché quando ci si perde in una relazione, è importante tornare a casa. E casa, Mario, sei tu.
Ti sei già dimostrato capace di affrontare situazioni difficili. Hai avuto il coraggio di raccontare, di cercare risposte, di metterti in gioco. Questo è il primo passo verso una scelta consapevole. E qualunque essa sia, sarà tua. E sarà giusta, se nasce dal rispetto per te stesso.
Sono qui, se vuoi continuare a parlarne.

Dott.ssa Deangelis Roberta Psicologo a Terni

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23 AGO 2025

Buongiorno Mario,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità la sua storia. Dalle sue parole emerge quanto questa relazione le stia causando sofferenza e confusione, soprattutto per la mancanza di chiarezza e stabilità.
Ciò che descrive sembra averla portata in una dinamica di incertezza continua: da un lato il desiderio di costruire qualcosa con lei, dall’altro la sensazione di non ricevere reciprocità né una direzione chiara. È comprensibile che questo la faccia sentire bloccato e senza punti di riferimento.

In situazioni come questa, più che attendere una scelta definitiva dall’altro, potrebbe essere utile spostare lo sguardo su di sé: chiedersi che cosa desidera davvero da una relazione, quali sono i suoi bisogni affettivi e quale tipo di stabilità le permetterebbe di sentirsi sereno. A volte, nell’attesa che l’altro decida, rischiamo di trascurare noi stessi e le nostre esigenze.
Le suggerirei di riflettere su alcuni aspetti, come quali sono i suoi limiti personali in una relazione, o cosa la fa stare bene e cosa invece le genera malessere; o, ancora, che tipo di futuro immagina per sé e se questa situazione le permette di avvicinarsi a quel futuro.

Può essere utile anche intraprendere un percorso di sostegno psicologico, che la aiuti a ritrovare chiarezza, rafforzare la propria autostima e prendere decisioni più in linea con i suoi bisogni profondi. Se vuole, sono disponibile anche online per percorsi di questo tipo.

Le auguro di ritrovare presto serenità e la capacità di fare scelte che mettano al centro il suo benessere.

Un caro saluto,
Dott.ssa Francesca Cavara
Psicologa

Dott.ssa Francesca Cavara Psicologo a Este

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23 AGO 2025

Buongiorno Mario, comprendo la sua confusione per questa relazione. Penso che la sua compagna sia quella che non sappia quello che veramente voglia. Non ho ben capito il passaggio del suo suo messaggio quando , dice di aver raccontato tutto al marito e poi non vi siete più sentiti. L’ha fatto per farle prendere una decisione. L’ha messa davanti ad un fatto compiuto sperando che venisse da lei , per porre fine all relazione? Penso che non abbia senso forzare una persona a prendere una decisione , perché alla fine non si ottiene comunque nulla. Ora è lei che deve chiedersi cosa vuole da questa relazione, cosa pensa. Se è la persona giusta, che l’ama talmente tanto da superare tute i suoi comportamenti. Cosa vuole personalmente dalla vita. Se vuole una famiglia dei figli, se la sua compagna è la persona giusta ?. In certi momenti bisogna guardarsi dentro e non bisogna aver paura di affrontare la realtà, capire perchè certe volte ricorriamo qualcuno che ci sfugge, che in realtà non ci ha mai appartenuto, per puro spirito di conquista? , perché ci sembra irraggiungibile e quindi tutt’e le nostre forze sono proiettate in questa prospettiva , perché rappresenta la persona giusta idealmente per noi? Solo così potrà capire cosa veramente vuole. Dott.ssa Beatrice Canino

Dott.ssa Beatrice Canino Psicologo a Napoli

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23 AGO 2025

Ciao Mario, grazie per aver condiviso la tua storia, si percepisce quanta energia e tempo tu abbia investito in questa relazione.
Da quello che racconti emergono alcuni punti chiave:

1) Ambivalenza della tua compagna: sembra che lei viva una continua indecisione, oscillando tra te e il legame col passato. Non riesce a dirti chiaramente cosa prova e cosa vuole, lasciandoti in sospeso.

2) Ciclicità della relazione: ogni volta che decidi di chiudere, lei ti richiama a sé. Questo meccanismo rischia di intrappolarti in una relazione instabile, in cui tu rinunci al tuo bisogno di chiarezza.

3) Il tuo bisogno: tu stesso scrivi che ti senti “libero” solo quando ti allontani. Questo fa pensare che dentro di te ci sia già un desiderio di pace, stabilità e di una relazione in cui sentirti davvero scelto e amato.

Quello che stai vivendo è molto comune nelle relazioni in cui uno dei due partner non ha elaborato del tutto la separazione dal passato: da una parte si apre al nuovo, dall’altra resta ancorato a ciò che c’era prima.
La vera domanda diventa allora: quanto sei disposto ad aspettare ancora in questa incertezza?
E, soprattutto: quanto ti senti rispettato e valorizzato in questa relazione?

Alcune possibili strade:

- Darle ancora tempo, ma a condizione che tu metta dei limiti chiari (per esempio: “ho bisogno che tu sia sincera, che tu non senta l’ex di nascosto e che tu decida entro X tempo cosa vuoi dalla nostra relazione”).

- Voltare pagina, scegliendo di interrompere questo ciclo che ti logora e investendo le tue energie in una relazione futura più sana e reciproca.

- Un confronto autentico: non tanto sul “torniamo insieme o no”, ma sul chiedere chiarezza una volta per tutte su cosa prova e cosa desidera.

In ogni caso, ti suggerisco di spostare il focus da lei a te stesso: cosa vuoi davvero da una relazione? Quali sono i tuoi limiti non negoziabili?

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Trieste

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23 AGO 2025

Caro Mario,

si percepisce quanto questa situazione possa essere difficile e confusa. Quando siamo coinvolti in una relazione così complessa, diventa naturale sentirsi bloccati, senza capire quale sia la strada giusta da prendere. Stai facendo del tuo meglio per gestire emozioni intense e contraddittorie, e questo richiede molta energia e coraggio.

Da una prospettiva psicologica, potrebbe essere utile osservare che forse stai cercando di tenere stretta una storia che in realtà non ti ha mai pienamente appartentuto. Spesso accade che ci si aggrappi a situazioni che ci fanno soffrire perché sotto ci sono convinzioni profonde – ad esempio il sentirsi “non abbastanza” o la paura di restare soli – che ci portano a tollerare comportamenti che non rispettano i nostri bisogni emotivi.

Può essere utile fermarsi un attimo e chiedersi: quali sono i miei valori? Cosa desidero veramente dalla mia vita e dalle mie relazioni? Quali scelte mi aiutano a sentirmi più forte, integro e coerente con me stesso? Riflettere su queste domande può aiutarti a chiarire ciò che vuoi davvero, distinguendo tra ciò che senti di dover accettare e ciò che puoi scegliere per il tuo benessere.

Prendersi del tempo per capire sé stessi, osservare le proprie emozioni e i propri bisogni può essere un primo passo importante. È normale sentirsi confusi o avere paura di fare scelte definitive: questo non significa debolezza, ma semplicemente che stai vivendo un momento di crescita e di chiarimento personale.

Se senti che ti farebbe bene confrontarti con qualcuno per riflettere su queste emozioni e trovare maggiore chiarezza su ciò che vuoi davvero, sarò felice di accompagnarti in questo percorso. Non c’è fretta: anche solo iniziare a mettere in parole i tuoi pensieri può già dare sollievo e nuovi spunti su come vivere una vita più coerente con i tuoi valori.

Elena Sartori Psicologo a Padova

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23 AGO 2025

Caro Mario, dalle sue parole emerge una grande fatica nel cercare di dare stabilità a una relazione che invece sembra rimanere in una zona di incertezza continua. Da un lato sente un forte legame affettivo che la spinge a restare, dall’altro si trova davanti a segnali contraddittori: mancanza di chiarezza da parte della tua compagna, contatti nascosti con l’ex marito, dichiarazioni di non amore. Questo la fa oscillare tra la speranza che le cose possano cambiare e il desiderio di liberarsi da una sofferenza che sembra ripetersi ciclicamente.
Può essere utile fermarsi e chiedersi non solo cosa vuole lei, ma soprattutto cosa Mario desidera e cosa è disposto a tollerare o meno in una relazione. A volte, la difficoltà più grande non è capire l’altro, ma accettare i propri bisogni senza tradirli.

Ecco alcune domande che potrebbe porsi per aiutare a fare chiarezza.
Sul proprio vissuto emotivo:
- Cosa provo realmente oggi accanto a questa donna: serenità, paura di perderla, rabbia, speranza, dipendenza?
- In che misura i miei bisogni affettivi vengono soddisfatti in questa relazione?

Sul funzionamento della relazione:
- Che ruolo sento di avere: quello di partner riconosciuto o di “collante” in attesa che lei decida?
- Quanto mi sento libero di esprimermi, e quanto invece condizionato dai suoi tira e molla?

Sul futuro:
- Se le cose restassero esattamente come sono oggi, sarei disposto a vivere così anche nei prossimi anni?
- Quali condizioni minime dovrebbero esserci perché io possa considerare questa relazione sana e nutriente?

Sulla scelta personale:
- Sto restando per amore, per paura di restare solo, per senso di colpa o per abitudine?
- Quali aspetti della mia vita potrei recuperare o sviluppare se decidessi di voltare pagina?

Alessandra Favaro Psicologo a Montebelluna

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