Relazione finita per paura della convivenza (omosessualità)

Inviata da Nico · 12 ago 2020

Buongiorno,
sono un ragazzo di 27 anni e da 6 anni ho una relazione con un ragazzo di 33 anni. Da circa un anno, dopo essermi laureato, ho iniziato ad insistere sulla questione "convivenza". A me farebbe molto piacere condividere con lui tutte le mie giornate, dal momento che viviamo a 60 km di distanza. Siamo molto felici insieme, non siamo mai stati una coppia litigiosa e ci vediamo il più possibile (1 volta sicuramente in settimana e sempre dal venerdì alla domenica sera/lunedì mattina). Devo dire che ho fatto abbastanza sacrifici per noi: ho scelto di studiare in una determinata città per stargli vicino, ho scelto un lavoro che non mi soddisfa a pieno ma che mi consentiva di continuare a vederci. Chiaramente lui non mi ha mai imposto nulla, sono sempre state scelte mie che al tempo, ed anche ora, rifarei perchè per me la priorità rimaneva sempre la coppia. Conscio comunque di essere un po' in stand-by per lui perchè prima di prendere altre decisioni volevo attendere la convivenza, ad un certo punto gli ho dato un ultimatum. 31 agosto.
D'un tratto l'altro giorno abbiamo discusso e lui mi ha lasciato. Mi ha detto di armarmi ancora, di non sapere come fare ad affrontare la vita senza di me e che tutto era diventato troppo pesante.
La questione è che l'ostacolo maggiore che lui deve affrontare è parlare con suo padre che ancora non sa nulla della sua omosessualità; o meglio, sicuramente ha il sentore ma sicuramente lo rifiuterebbe e lo allontanerebbe per sempre. D'un tratto quindi mi ha lasciato, dicendomi che il problema non è solo dover parlare con il padre, ma anche che se lui non vuole convivere forse è perchè i suoi sentimenti non sono puri come i miei, che forse non mi ama abbastanza e che quindi la nostra storia non ha progetti, non farà la svolta. Io sono rimasto scioccato, ho pianto per giorni, ma ancora non riesco ad arrendermi. Per quanto lui abbia detto che ci sono stati problemi tra noi, ripenso a tutto il nostro perscorso e mi sembra assurdo che possa chiudere tutto così senza neanche darci una possibilità.
Non riesco a togliermi dalla testa che il problema rimanga la questione del padre, con il quale ha avuto sempre un rapporto conflittuale e con il quale negli ultimi due anni ha stretto nuovamente un legame quasi quotidiano. Io credo che lui non sia pronto a perderlo, non abbia il coraggio di affrontare questa paura, e che trovi una "scusa" per poter fuggire dal problema. Non dico che non possa avere dubbi sulla convivenza, soprattutto considerando che lui è una persona molto indipendente, con la sua casa, le sue cose, ma credo che lui riporti il problema con il padre su tutto quello che gli accade intorno. La mia non è una disperata ricerca di spiegazioni, ma vorrei capire se anche voi, non consocendo tutti i retroscena ma leggendo un po' come stanno le cose, siate in parte d'accordo che il problema possa partire da questo, una sorta di evitamento che lo porta ad autoconvincersi che la nostra coppia non funziona perchè in questo modo non ha più il peso del dover affrontare il padre. Cosa che comunque prima o poi dovrebbe comunque fare....
Attendo vostre riflessioni in merito.
Vi ringrazio e mi scuso per il papiro ma oggettivamente era necessario fare le dovute premesse e spiegazioni, altrimenti non avrebbe avuto senso richiedere un consulto.

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