Relazione familiare tossica a causa dell' ex compagna e mamma dei miei figli

Inviata da Ottavio · 19 ago 2025 Terapia di coppia

Buongiorno,io e la mia ex compagna abbiamo avuto una unione di 17 anni e 2 figli di 10 e 6 anni.ora siamo separati in casa ma contro il mio volere.la casa è di mia proprietà e lei non lavora stabilmente per poter prendere una casa in affitto.da un anno non è più la persona che conoscevo.e anche come mamma è cambiata radicalmente,dedicandosi ai figli in modo apparente e comunque sempre per suoi interessi.un anno fa mi ha tradito innamorandosi di un altro.la mia reazione fu:se sei innamorata vai e lasciami stare.prenfiti le tue responsabilità!ma non l'ha mai fatto,anzi ha rovinato il nostro rapporto,all'inizio cercando di farmi accettare la presenza di un'altra persona nella sua vita e davanti al mio rifiuto ha fatto sempre peggio!aveva iniziato un percorso da una psicologa la quale poi le aveva consigliato uno psichiatra il quale le ha diagnosticato il disturbo bipolare e istrionico con l'assunzione di farmaci,ma lei non ha continuato, anzi si vanta quasi di essere fatta così e che non ha bisogno di aiuto.nel frattempo i bambini vedono una realtà dannosa.lei ha deciso,contro il mio volere,di dormire nella stanza dei bambini privandoli della loro stanza e del loro spazio.in più durante la notte mio figlio più grande l'ha vista farsi le foto nel letto nuda per poi inviarle ad un altro uomo.ha visto di nascosto anche foto esplicite nel whatsapp di lei.questo mi ha fatto decidere di portare i bimbi da uno psicoterapeuta e inizieranno a breve.lei praticamente mi ricatta utilizzando i figli e la possibilità di togliermi la casa e ci tiene ostaggio di questi suoi atteggiamenti irresponsabili fregandosene delle conseguenze e negando possibili conseguenze per noi che viviamo tutto ciò.secondo voi come posso tutelare i figli?devo e posso denunciarla?mio figlio più grande con me si apre ma ha il terrore della mamma dato che è sempre stato colpevolizzato di tutto e avendo subito veri e propri lo maltrattamenti psicologici.il più piccolo ha un altro carattere ma anche lui non sa a chi credere e come comportarsi.la.situazione familiare è instabile.io cerco di compensare ma non riesco più a tollerare questa situazione.non sono un violento o uno che offende con le parole.le ho detto che non voglio tra noi cattivi rapporti e che non voglio il suo male o vederla in rovina, ma mi rendo conto che ho su di me tutto il peso della responsabilità nei confronti dei bimbi e anche per i sacrifici fatti per dare a tutti noi una la casa.lei non ha dato alcun segnale di comprendere ciò che le dico,anzi mi ignora e manca di rispetto quotidianamente anche in presenza dei figli.in più con tutti i comportamenti sbagliati che ha tenuto in questo anno,non è più credibile in niente e per nessuno di noi che rappresentavamo la sua famiglia.
avrei tanto da dire ma attendo un vostro parere.grazie

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Miglior risposta 20 AGO 2025

Gentilissimo,
dalle sue parole emerge tutta la fatica e il senso di impotenza che sta vivendo. Si trova a sostenere da solo il peso della genitorialità, del mantenimento della casa e, soprattutto, della tutela dei suoi figli in un clima familiare molto instabile. È comprensibile che provi rabbia, dolore e preoccupazione, perché la situazione che descrive coinvolge non solo il rapporto con la sua ex compagna, ma la serenità e la sicurezza emotiva dei bambini.

La scelta di portarli da uno psicoterapeuta è molto importante: dà ai suoi figli uno spazio protetto in cui esprimersi, elaborare quello che stanno vivendo e non sentirsi soli né confusi di fronte ai conflitti adulti. Questo passo, oltre a essere di aiuto per loro, rappresenta anche un atto di responsabilità genitoriale da parte sua.

Rispetto alla sua domanda su come tutelare i bambini, può muoversi su due livelli:

1. psicologico ed educativo, continuando a garantire loro stabilità, ascolto e una figura di riferimento affidabile;

2. legale, perché in situazioni come quella che descrive – soprattutto se i minori assistono a comportamenti inadeguati o subiscono maltrattamenti psicologici – è possibile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia. Un professionista potrà valutare con lei se ci sono gli estremi per una denuncia o per richiedere provvedimenti di tutela (ad esempio l’affidamento prevalente, la regolamentazione della convivenza o interventi dei servizi sociali).

Capisco che lei non voglia “rovinarla”, ma tutelare i bambini significa anche prendere decisioni difficili, a volte necessarie. Non deve viverlo come una battaglia personale contro la madre, bensì come un atto di protezione verso i figli.

Le suggerisco di documentare i comportamenti che ritiene dannosi (senza forzare i bambini a raccontare, ma annotando episodi rilevanti) e di parlarne con un legale: in questo modo potrà avere chiari i suoi diritti e i passi concreti da compiere.

Il suo impegno, la sua volontà di non creare conflitto e il desiderio di mantenere un clima di rispetto, nonostante tutto, sono un grande esempio per i suoi figli. Non è semplice restare lucidi in una situazione così, ma il fatto che lei stia cercando aiuto è già un passo nella giusta direzione.

Dott.ssa Sara Petroni Psicologo a Tarquinia

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28 AGO 2025

Gentile Ottavio,
Capita non di rado che la separazione sia un evento che rischia di far esplodere comportamenti psicopatologici del coniuge che prima erano compensati dalla relazione di coppia, significa che gli elementi di debolezza di ognuno vengono compensati dalla presenza dell’altro.
La rottura del sistema familiare porta disagi psicologici in grado di far mettere in atto condotte precedentemente nemmeno immaginate.
Divorziare psicologicamente e continuare ad essere un buon genitore è davvero impossibile quando sono presenti rabbia, dolore e paura.
La vostra conflittualità e l’ambiente tossico in cui i vostri figli stanno crescendo è la vostra prima responsabilità da affrontare come genitori e come adulti, per cui è necessario intraprendere un percorso di supporto psicologico per voi e per i vostri figli e sia un percorso di tipo legale che vi guidi a sistemare la situazione e gestire il cambiamento che seppur doloroso è necessario affrontare.
Saluti

Dott.ssa Michela Mariani Psicologo a Macerata

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21 AGO 2025

Gentile Ottavio,
La ringrazio per la fiducia con cui ha voluto condividere una storia così intensa e complessa. Dai Suoi racconti emerge chiaramente non solo il dolore e il disagio che sta vivendo, ma anche l’enorme impegno che sta dedicando per proteggere i Suoi figli e mantenere un equilibrio in una situazione così difficile.
Desidero innanzitutto sottolineare quanto la Sua preoccupazione per il benessere dei bambini sia assolutamente legittima. Il fatto che Lei sia un padre attento, che osserva e ascolta i segnali dei propri figli, rappresenta già un atto di grande amore e responsabilità. La decisione di affidare i bambini a uno psicoterapeuta è un passo molto importante, che permetterà loro di avere uno spazio protetto in cui poter esprimere ciò che sentono e costruire strumenti per affrontare la realtà familiare complessa.
Comprendo molto bene il dolore che prova nel constatare la trasformazione della Sua ex compagna e la difficoltà nel mantenere un dialogo rispettoso con lei. È naturale sperare che chi si è amato e con cui si è costruita una famiglia possa comprendere le conseguenze delle proprie azioni e assumersi le proprie responsabilità. Tuttavia, quando ci si trova di fronte a comportamenti instabili e potenzialmente dannosi, diventa indispensabile tutelare se stessi e, soprattutto, i figli.
La situazione che descrive è molto delicata, ma è importante che sappia che non è solo e che ci sono strumenti a cui può accedere per garantire la sicurezza e il benessere dei bambini. Un supporto legale mirato potrà guidarla nel prendere le decisioni più appropriate per la tutela dei minori, mentre il sostegno psicologico personale può aiutarla a trovare la forza e la chiarezza necessarie per affrontare questo momento.
In queste situazioni è fondamentale agire con determinazione ma anche con prudenza, scegliendo le battaglie che realmente possono portare un cambiamento positivo e salvaguardare la serenità dei figli.
Le rinnovo il mio rispetto e la mia ammirazione per il coraggio e la dedizione che sta dimostrando. Anche se ora si sente solo e stanco, ogni passo che sta facendo è importante e va nella giusta direzione. Non deve portare tutto da solo sulle spalle: ci sono professionisti e reti di supporto che possono accompagnarla. I Suoi figli, anche se confusi in questo momento, percepiranno nel tempo la profondità del Suo amore e la forza della Sua presenza.
Spero di esserle stata utile e resto a sua completa disposizione per un'eventuale consulenza psicologica, anche online.
Un saluto.
Dott.ssa Deborah De Luca

Dott.ssa Deborah De Luca Psicologo a Monterotondo

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21 AGO 2025

Ma se è scritta è molto complessa e per una corretta comprensione scade ad essere approfondita

Se alla sua compagna è stato diagnosticato il disturbi bipolare e il disturbo elettronico, la situazione si aggrava in quanto tanti comportamenti che la sua ex compagna mentre l’altro sono condizionati da suddette patologie

È opportuno che la sua compagna incomincio il percorso terapeutico associato ad una cura farmacologica, data dallo psichiatra.

Anche i suoi figli hanno diritto al loro spazio e al loro benessere psicologico e fisico.

Il fatto che la mamma dorme insieme a loro e la stanza lì prima di un loro spazio e anche il farsi vedere mentre fa determinate foto da inviare ad un altro uomo, sono comportamenti che potrebbero nuocere alla salute psicofisica dei bambini

Le consiglio di parlare con i suoi figli, anche con il supporto dello specialista per cercare di far capire loro nei limiti del del loro possibili, considerando a loro età la situazione difficile che vivete


Un percorso psicologico può essere d’aiuto anche a loro per comprendere ed affrontare l’intera situazione

Anche per lei è un percorso psicologico può essere d’aiuto, considerando le gravi responsabilità che si trova a dover affrontare

Per ulteriori informazioni, mi contatti le risponderò con piacere

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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20 AGO 2025

Salve Ottavio, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-192705 Psicologo a Roma

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20 AGO 2025

Capisco la tua sofferenza e la fatica enorme che stai vivendo. Quello che descrivi è un contesto molto complesso, dove ci sono tre piani intrecciati: il dolore della separazione, la gestione della convivenza forzata e soprattutto la tutela dei figli.
Ti do alcuni spunti concreti che possono esserti utili:

1) Tutela dei figli
Hai fatto bene a pensare al supporto psicologico per i bambini. È un passo fondamentale: dà loro uno spazio sicuro, neutro, dove poter esprimere le paure e le emozioni che a casa non riescono a gestire.
Da quello che racconti (colpevolizzazioni, maltrattamenti psicologici, esposizione a comportamenti inappropriati come foto intime), i minori stanno assistendo a situazioni potenzialmente dannose per il loro sviluppo emotivo. Questo non deve essere sottovalutato.

2) Aspetti legali
Non sei obbligato a subire questa situazione da solo. In Italia, nei casi di conflitto genitoriale e rischio per i minori, puoi rivolgerti a un avvocato specializzato in diritto di famiglia.
L’avvocato può aiutarti a:

- chiedere l’intervento del Tribunale per i Minorenni o del Giudice della separazione per regolamentare la gestione dei figli;
- documentare le situazioni dannose (testimonianze, prove, referti psicologici);
- richiedere eventualmente che venga valutata la capacità genitoriale della madre.

La denuncia ha senso solo se ci sono comportamenti che integrano reati (ad es. maltrattamenti, abbandono di minori, violenza psicologica grave). È però un passo delicato, da valutare con un legale per capire se e come agire.

3) Documentazione
Ti consiglio di annotare e conservare tutto quello che accade e che riguarda i bambini: episodi, frasi, comportamenti, disagi che i figli ti raccontano.
Non per “accusare” la madre, ma per dare strumenti concreti al terapeuta dei bambini e, se servirà, al giudice.

4) Rapporto con i figli
Anche se è durissimo, il tuo ruolo ora è quello di essere un punto stabile e rassicurante.
Evita di parlare male della madre davanti a loro (anche se capisco quanto sia difficile): i bambini hanno bisogno di sentirsi liberi di volere bene a entrambi, senza sentirsi in colpa.
Rassicura soprattutto il più grande, che sembra vivere con più paura e senso di colpa, che non è mai responsabile delle azioni degli adulti.

5) Prenderti cura di te
Porti un peso enorme. Non sei violento né offensivo, ma la frustrazione e l’impotenza logorano. Per reggere la situazione e sostenere i bambini, può esserti utile avere anche tu un supporto psicologico o legale continuo. Non per colmare un vuoto, ma per rafforzarti.

In sintesi:

- Hai fatto bene a portare i bambini dallo psicoterapeuta.
- Ti serve un avvocato esperto in diritto di famiglia per capire subito le mosse legali possibili.
- Puoi valutare se ci sono gli estremi per un ricorso al Tribunale che regoli la separazione e la tutela dei figli.
- Mantieni con i bambini un dialogo chiaro, protettivo e rassicurante, evitando di metterli in mezzo al conflitto.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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20 AGO 2025

Buongiorno Ottavio, da quanto racconta emerge una situazione estremamente complessa e faticosa, in cui si intrecciano diversi livelli di difficoltà: la separazione non elaborata, la convivenza forzata, la presenza dei figli che subiscono direttamente le conseguenze delle tensioni familiari e, non da ultimo, i comportamenti disturbanti della sua ex compagna.

Le confermo che le priorità principali in un contesto simile devono essere due:

1. **La tutela psicologica ed emotiva dei bambini.** È molto importante che lei abbia già pensato a un supporto psicoterapeutico per i figli: darà loro uno spazio sicuro dove esprimersi, comprendere le proprie emozioni e ridurre il peso di ciò che vedono e vivono.

2. **La protezione legale e la definizione di regole chiare.** Il fatto che i bambini abbiano assistito a comportamenti inappropriati della madre (come foto intime scattate in loro presenza o accessibili a loro) non va sottovalutato. Sono condotte che possono essere considerate dannose per lo sviluppo dei minori. In questi casi, oltre al sostegno psicologico, è opportuno che lei si confronti con un avvocato esperto in diritto di famiglia: potrà valutare insieme le possibilità di richiedere un provvedimento che regoli in modo chiaro la convivenza, la custodia e l’affidamento, oltre a tutelare la serenità domestica.

Sul piano relazionale, lei ha già fatto un passo importante: non cadere nella spirale della rabbia o della vendetta, ma mantenere una posizione rispettosa, pur fermo nel proteggere i suoi figli. È però altrettanto importante che non porti da solo il peso di questa situazione. Cercare un percorso di sostegno anche per lei stesso, per elaborare la frustrazione e rafforzare le sue risorse interne, sarebbe un atto di cura verso se stesso e verso i bambini: più lei avrà strumenti per gestire la tensione, più potrà rappresentare per loro un punto stabile.

In pratica, i prossimi passi concreti potrebbero essere:

* continuare il percorso di sostegno psicologico avviato per i figli, mantenendo un dialogo con i terapeuti per coordinarsi;
* chiedere un consulto legale specifico per comprendere quali misure di tutela si possono attivare e in quali tempi;
* valutare un supporto psicologico personale, per rafforzare le sue risorse e avere uno spazio in cui elaborare la sua sofferenza e i suoi dubbi.

Le sue energie vanno dirette non tanto a “cambiare” la sua ex compagna, che oggi sembra non riconoscere la necessità di aiuto, ma a creare un contesto protettivo e chiaro per i bambini e per se stesso. Un cordiale saluto,
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa Clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork

Dott.ssa Marzia Mazzavillani Psicologo a Forlì

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20 AGO 2025

Caro Ottavio,
la tua lettera è densa, amara e colma di un amore testardo, quello che resiste anche quando tutto intorno sembra franare. Si avverte chiaramente quanto tu ti stia facendo carico non solo della quotidianità, ma anche del peso emotivo di una situazione che nessuno dovrebbe portare da solo.

In casi come il tuo, è fondamentale distinguere tra ciò che puoi fare e ciò che vorresti che accadesse. Perché è evidente che hai provato a salvare non solo il rapporto, ma anche una parvenza di famiglia, eppure oggi ti trovi in una convivenza forzata con una donna che, a detta tua, rifiuta di curarsi, agisce in modo irresponsabile e, cosa ancora più grave, espone i figli a situazioni inadatte e potenzialmente traumatiche.

La diagnosi di disturbo bipolare e istrionico che lei avrebbe ricevuto non può essere né ignorata né sottovalutata. E se davvero c’è una condizione psichiatrica non trattata, questa non può diventare un alibi, ma deve essere un elemento da affrontare seriamente, soprattutto quando coinvolge due bambini.

Ti sei già mosso nella direzione giusta: portare i tuoi figli in terapia è un atto di grande lucidità e responsabilità. Ed è anche, probabilmente, un modo per dire loro: vi vedo, vi proteggo, anche se non posso sistemare tutto subito.

Ma adesso serve un altro passo. Serve che tu esca dal ruolo di “compensatore silenzioso” e ti trasformi nel padre che tutela.

Parli di denuncia. Ora, le denunce si fanno quando ci sono elementi concreti che mettono a rischio l’incolumità psicofisica dei minori. Da quello che racconti (foto esplicite, comportamenti destabilizzanti, colpevolizzazioni), ci sono segnali che meritano attenzione. Non spetta a me stabilire se bastino per una denuncia vera e propria, ma uno studio legale esperto in diritto di famiglia, in sinergia con lo psicoterapeuta dei tuoi figli, potrà aiutarti a valutare se esistano le condizioni per chiedere una modifica degli accordi di affido o l’affido esclusivo.

Non è vendetta. È protezione.
Non è punire una madre. È tutelare dei bambini che, come dici bene, non sanno più a chi credere.

Nel mio lavoro con i padri in situazioni simili, una delle prime cose che facciamo insieme è aiutare l’adulto a riappropriarsi della propria posizione genitoriale, senza essere risucchiato nella trappola del conflitto, ma senza nemmeno farsi spingere fuori dalla scena da chi usa i figli come leva o scudo.

Un percorso psicologico può esserti utile anche per te stesso, non solo per gestire la rabbia o la stanchezza, ma per costruire uno spazio in cui non doverti sempre contenere, spiegare, mediare. Uno spazio solo tuo, dove rimettere insieme i pezzi della tua dignità e della tua funzione paterna.

Perché, caro Ottavio, se anche questa donna non è più quella che conoscevi, tu puoi essere ancora – e a lungo – un punto fermo per i tuoi figli. E questa, credimi, è una delle cose più difficili e coraggiose che un uomo possa fare.

Se senti che può essere il momento giusto per iniziare a prenderti cura anche di te, io ci sono.

Dott.ssa Barbara Durand
Psicologa

Dott.ssa Barbara Durand Psicologo a Torino

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20 AGO 2025

Buongiorno Ottavio

Caro Ottavio,
Lei già definisce una relazione “tossica “ descrivendo un clima familiare tutt ‘altro che positivo per lei, ma soprattutto per i minori. La diagnosi psichiatrica della signora purtroppo non è un elemento secondario, e appare evidente da ciò che racconta, la necessità di proteggere da tutto questo i soggetti più fragili che inevitabilmente risentono di questo. Trovo buono , anzi doveroso il ricorso allo psicoterapeuta per i bambini, questo coinvolgerà anche lei e la sua compagna e sarà un passo importante per comprendere come tutelare al meglio i figli.
Lei ha molto chiaro che da solo non può
“Compensare” e rendere comprensibile e vivibile ai figli quello che non può esserlo per lei ma a maggior ragione per loro, per questo trovo che anche lei abbia bisogno di un aiuto psicologico che la sostenga in tutto questo. Le auguro quanto prima di iniziare un percorso , e di tenere presente che ha bisogno di una rete . Buone cose

Dott.ssa Anna Rosa Del Grande Psicologo a Velletri

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20 AGO 2025

Buongiorno,
capisco quanto la situazione che descrive sia dolorosa e complessa. Si trova a dover sostenere quasi da solo il peso della responsabilità familiare, mentre i suoi figli sono esposti a dinamiche che li fanno soffrire e li mettono in difficoltà emotiva. È comprensibile che si senta stanco, frustrato e preoccupato per il loro benessere.

In una condizione così delicata, quello che può fare per tutelare davvero i bambini è affidarsi a professionisti e canali ufficiali: portare avanti il percorso psicologico per i figli, rivolgersi a un avvocato esperto in diritto di famiglia per valutare le misure legali più adeguate (anche a protezione dei minori), e segnalare alle autorità competenti eventuali comportamenti che possano configurare un rischio per loro. In questo modo non porta avanti una guerra personale, ma mette al centro la tutela dei bambini, che hanno bisogno di stabilità e sicurezza.

Dott. Lorenzo Formica

Dott.Lorenzo Formica Psicologo a Cesena

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20 AGO 2025


Buongiorno,
la sua sofferenza è chiara, porta sulle spalle il peso della separazione, della gestione dei figli e di una convivenza che appare ormai distruttiva. In queste situazioni ciò che più conta è distinguere i piani: il legame di coppia, che è compromesso, e la responsabilità genitoriale, che invece rimane prioritaria. Ha fatto bene a pensare a un supporto psicologico per i bambini: è un passo importante per offrire loro uno spazio sicuro in cui esprimere emozioni e paure. Per quanto riguarda la tutela, non si tratta solo di “denunciare”, ma di comprendere quali strumenti legali e di mediazione familiare possano garantire stabilità ai minori. Non potrà cambiare la sua ex compagna, ma può rafforzare il suo ruolo di padre: essere presenza costante, protezione e punto di riferimento credibile. Parallelamente, può cercare sostegno personale, così da non sentirsi solo in questo compito e non logorarsi nel conflitto.
Il cammino non sarà semplice, ma ogni passo orientato al benessere dei figli è già una forma concreta di tutela

Valeria Lazzaroli Psicologo a Milano

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