Relazione con partner con personalità multipla e tradimento

Inviata da Ginevra · 17 set 2025 Terapia di coppia

Buongiorno, mi chiamo Ginevra e sono una ragazza di 22 anni, sto con un mio coetaneo da tanti anni: probabilmente avrete già intuito il tema dal titolo della domanda, tuttavia farò una lunga premessa per spiegarvi un po’ le persone che siamo e il nostro rapporto. All’inizio della nostra relazione lui era già in cura per disturbi mentali, ma all’epoca non si era ancora sicuri della sua diagnosi. In seguito è stato confermato dal suo psichiatra un disturbo di identità multipla (non ho mai parlato con lo psichiatra direttamente, ma ciò mi è stato spiegato dai suoi genitori adottivi) causato da traumi/abusi molto gravi subiti durante la sua infanzia. Lui è in cura da allora con svariate tipologie di farmaci e psicoterapia continua. Nel corso del tempo si è visto un miglioramento molto positivo della sua condizione, che all’inizio era molto più problematica, con sbalzi veramente ingestibili. Nonostante i suoi problemi, che a volte si riflettevano anche su di me intaccando molto il rapporto, io l’ho sempre supportato, rassicurandolo che le cose sarebbero migliorate e facendogli sapere che gli ero accanto, spronandolo a impegnarsi nello stare meglio mentalmente e ad avere fiducia nella terapia. Anche io ho avuto determinate problematiche legate ad ansia e depressione, in ogni caso meno gravi delle sue (che specifico spesso lo hanno portato a compiere anche atti improvvisi e pericolosi per se stesso) e anche lui mi è stato molto accanto, aiutandomi a superarle e diventando per me un pilastro nella mia vita. Ad oggi mi sento di dire che non ne soffro più, non prendo farmaci da anni, sicuramente ho le mie fragilità, ma anche io ho lavorato molto con la psicoterapia che mi ha aiutato tantissimo.
Da un lato dunque è stata una prima relazione per entrambi molto bella dove ci siamo supportati e aiutati moltissimo, facendo tante prime esperienze insieme e aiutandoci a vicenda nell’accettazione di noi stessi e nella crescita personale…dall’altro è stata condita da problematiche non di poco conto e dinamiche davvero tossiche (ovviamente anche dato dall’immaturità legata all’età e ai nostri singoli problemi) che però abbiamo trovato il modo gestire per quanto possibile, seppur alcune cose sono rimaste irrisolte e non affrontate completamente. Ammetto che ci sono stati dei segnali che mi hanno preoccupato tanto ed episodi che hanno distrutto la fiducia nei suoi confronti, effettivamente cose che forse per cieco amore ho voluto ignorare/perdonare, ma che meritavano più attenzione; molte volte ho visto comportamenti inconsistenti, immaturi e poca trasparenza da parte sua. Ci sono state tante piccole bugie bianche e poca chiarezza nelle cose: lui non vuole che gli altri vedano i suoi difetti e preferisce “insabbiarli”, ma io ho sempre cercato di fargli capire che volevo accettare tutti i suoi difetti, ed aiutarlo a migliorarsi. La nostra relazione quindi non è stata sempre facile, anzi il contrario, ma entrambi abbiamo sempre voluto mettercela tutta e impegnarci l’uno con l’altro, dando maggiore importanza a tutto ciò che di bello c’è stato in questi anni insieme, nonostante le cose gravi successe in passato. Nell’ultimo anno e mezzo le cose stavano andando molto bene e stavamo valutando anche di andare a convivere una volta che entrambi ci fossimo sistemati con le rispettive situazioni lavorative. Lui non mi ha mai fatto mancare di ricordarmi l’affetto che prova per me, e me lo ha sempre detto e dimostrato in tanti modi, per questo la relazione è andata avanti così a lungo seppure c’erano certe cose irrisolte e la mia mancanza di fiducia, che negli ultimi anni mi aveva resa un po’ più pesante. Arriviamo quindi alla parte cruciale: ho recentemente scoperto di un suo tradimento, una frequentazione durata alcuni mesi in due periodi diversi con un’altra conoscente tramite un nostro amico e ho deciso di portare la cosa alla sua attenzione. C’era stato qualche sospetto di questo tipo anche in passato, anzi era saltato fuori qualcosa legato a quella tematica ma appunto decisi di non approfondire la questione e perdonare, specialmente perché mi sentivo quella sbagliata che magari aveva un comportamento tossico e controllante. Quando ne abbiamo parlato egli è rimasto incredulo nel sentire questa cosa e nel sapere che aveva detto lei che noi ci eravamo lasciati dopo che io e lei avevamo perso i rapporti, cosa non vera. Mi dice che non ha memoria di questa frequentazione, forse qualche cosa di vagamente frammentato che ha rammentato dopo che ho mostrato lui determinate prove di ciò. È rimasto estremamente sorpreso e colpito da tutto questo. Lui è sempre stato una persona che disprezza determinate dinamiche di tradimento e flirt solo fisico, non approva la generazione odierna che molto spesso ha frequentazioni frivole e poco autentiche basate solo sull’estetica e sull’attrazione fisica. Più volte abbiamo parlato di questo e mi ha sempre espresso il suo assoluto dissenso sulla questione. Dunque al momento lui ha manifestato disgusto per ciò che ha fatto, ma non si sente effettivamente male per ciò che è accaduto perché non la percepisce come una cosa compiuta dalla sua persona, bensì lo sente come un fatto compiuto da qualcuno che non conosce. Sono consapevole che il suo disturbo causa amnesie e memorie frammentate, ed effettivamente a volte non riusciva ad afferrare delle cose che erano successe anche con me. Tuttavia mi è sempre stato difficile comprendere la natura delle personalità multiple, per questo oggi sono qui a chiedervi consiglio. Da una parte scelgo di essere una persona tollerante e capire che qualcuno può avere delle difficoltà, delle problematiche particolari, diverse dalle mie. Anche se magari per me certe cose possono essere incomprensibili non vuol dire che non siano reali. Sono sempre stata dell'idea, anche per i miei vissuti personali, che finché non ti ritrovi nei panni di quella persona non sei davvero in grado di capire a pieno la sua situazione. Dall’altro lato è una situazione molto delicata… sto cercando di capire che questa cosa va oltre la sua volontà, che forse non è esattamente etichettabile come tradimento, ma non voglio neanche deresponsabilizzare e giustificare del tutto la persona e ignorare il dolore e disgusto immenso che sento in questo momento. Lui dice che si sente disgustato nel pensarsi con quella ragazza, e che si vede come un mostro per aver fatto ciò alla persona che ama seppur contro il suo volere. Purtroppo io non so distinguere le cose e ora ho realmente paura di una presa presa in giro, che tutto ciò sia una scusante e non sia vero, che lui abbia fatto queste cose con intenzionalità dato anche che è successo due volte in due periodi diversi, anche se cerco di scacciare questa possibilità. Mi chiedo se ci possa essere una soluzione per continuare il rapporto, ora che stava prendendo veramente una bella piega in tutti i sensi, o se è necessario terminare la relazione in quanto questo accaduto, che non credo possa lui possa garantirmi che non accadrà più, mi provoca un dolore al momento quasi intollerabile… pensandoci, tutto ciò mi fa sentire assolutamente distrutta e nonostante stia cercando di mantenere calma e razionalità non so che direzione prendere. Al momento scrivo queste cose a caldo e ammetto di non riuscire a immaginare la mia vita senza di lui. Ho paura di come andranno le cose, ora la mia fiducia è ancora più in pezzi.. ho paura, sento delusione, dolore e ansia, ora mi sento mancare il respiro al pensiero di un futuro senza di lui, senza noi due insieme. Sono consapevole di non dover dipendere da una persona e so che razionalmente le cose si superano con il tempo, ma davvero ho un sentimento che va oltre tutto per lui e lo considero la parte più bella, dolce e importante per me. Mi sento sovrastata e travolta da tutto l’amore e i ricordi che ci sono stati in questi anni. Ho pensato anche a una possibile terapia di coppia, ma realmente non so come orientarmi, mi sento completamente a pezzi, fisicamente e mentalmente soprattutto. So che nessuno può decidere per me, però pensavo che un professionista potesse almeno darmi qualche spunto di riflessione o consiglio anche in merito appunto a un qualcosa legato alla mente che io non conosco approfonditamente.
Mi scuso per essermi dilungata così tanto e spero qualcuno possa dedicarmi del tempo per aiutarmi a riflettere. Ringrazio anticipatamente chiunque mi risponderà.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 18 SET 2025

Ciao Ginevra e grazie per aver condiviso con tanta apertura e profondità la tua storia. Capisco quanto sia doloroso e confuso trovarti in questa situazione e credo sia molto importante che tu abbia deciso di chiedere un punto di vista esterno. Ti rispondo cercando di darti degli spunti di riflessione più che delle risposte definitive, perché, come giustamente scrivi, la scelta spetta solo a te.
Alcuni punti da considerare:

1) La questione della diagnosi
Il disturbo dissociativo dell’identità (DID) può effettivamente comportare amnesie, memorie frammentate e comportamenti che la persona non riconosce come propri. Detto questo, non sempre è semplice distinguere se un comportamento derivi da una parte dissociata o da una scelta consapevole: questo lo può valutare soltanto chi lo segue clinicamente. Capisco quindi il tuo dubbio e la tua paura di una “scusante”.

2) Responsabilità e malattia
È importante distinguere tra comprensione ed esonero di responsabilità. Una difficoltà psicologica non annulla gli effetti dei comportamenti sugli altri: il dolore che provi tu è reale e legittimo, indipendentemente dalla causa. Il punto non è tanto “se lui fosse colpevole o meno”, ma se tu riesci, realisticamente, a sentirti al sicuro e rispettata dentro questa relazione.

3) Fiducia e limiti personali
La fiducia è stata già fragile in passato e questo episodio la mette ulteriormente in crisi. Non è un dettaglio: senza fiducia rischi di vivere costantemente con l’ansia che possa ricapitare. Un rapporto non dovrebbe farti sentire in allarme, ma offrirti una base stabile. Qui la domanda chiave potrebbe essere: posso continuare senza distruggermi emotivamente?

4) Il tuo dolore e il tuo bisogno
Mi colpisce molto la frase: “non riesco a immaginare la mia vita senza di lui”. Questo è un sentimento fortissimo e comprensibile: siete cresciuti insieme, vi siete supportati. Ma il rischio è che l’amore diventi anche dipendenza emotiva. A volte ci si aggrappa a ciò che ci ha dato stabilità in passato anche quando non ci nutre più. Vale la pena riflettere su questo punto con un professionista.

5) Terapia di coppia
Potrebbe essere una strada, ma con una particolarità: nel caso del DID è fondamentale che il lavoro terapeutico individuale resti centrale e che la coppia venga seguita da qualcuno che conosce bene i disturbi dissociativi. La terapia di coppia può aiutare a costruire strumenti di comunicazione e confini più chiari, ma non può “risolvere” da sola le fragilità di base.

Alcune domande che potresti porti:

- Al di là di lui, che cosa desidero per me in una relazione?
- Sono in grado di immaginare un futuro insieme senza vivere nell’ansia che ricapiti qualcosa di simile?
- Quanta energia sto spendendo per “sostenere” questa relazione e quanto ne ricevo indietro?
- Quali confini personali ho bisogno di stabilire perché il mio benessere venga rispettato?

Un passo concreto: in questo momento sei molto travolta dal dolore e prima di prendere una decisione definitiva potresti prenderti uno spazio personale con un terapeuta tuo. Non per decidere “se restare o meno”, ma per aiutarti a distinguere meglio il tuo bisogno di amore e la paura della perdita dalla possibilità di costruire una relazione davvero sana.

In sintesi, non sei sbagliata a provare amore, non sei sbagliata a provare dolore e non sei sbagliata a essere divisa tra comprensione e rabbia. È normale in una situazione così complessa. Ma è importante che tu non perda di vista te stessa e il tuo diritto a vivere una relazione che ti faccia stare bene, non solo che ti leghi per la storia e l’affetto.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Trieste

1619 Risposte

3111 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 SET 2025

Grazie per la tua storia. Ginevra, la situazione che descrivi è estremamente complessa e tocca aspetti emotivi, relazionali e psicologici molto delicati. Il disturbo dissociativo dell’identità del tuo partner comporta frammentazioni della memoria e comportamenti non sempre pienamente integrati nella sua consapevolezza; questo può spiegare episodi che percepisci come tradimento, senza annullare però l’impatto emotivo che hanno su di te. È naturale provare dolore, rabbia, confusione e perdita di fiducia: i tuoi sentimenti sono validi e meritano di essere riconosciuti. Prima di prendere decisioni definitive sulla relazione, può essere utile un percorso di supporto psicologico individuale per elaborare le emozioni e chiarire i propri limiti, e, se desideri, una terapia di coppia con uno specialista esperto in disturbi dissociativi, che possa aiutare entrambi a comprendere dinamiche, confini e responsabilità. L’obiettivo non è giustificare il comportamento del partner, ma valutare in sicurezza se la relazione può essere ricostruita con chiarezza, trasparenza e protezione del tuo benessere emotivo. Saluti

Dott.ssa Ada Palma Psicologo a Giugliano in Campania

581 Risposte

696 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 SET 2025

Gentile Ginevra,
ho letto con grande attenzione la sua storia, dalla quale emerge con chiarezza quanta sofferenza, amore e dedizione lei abbia investito nella sua relazione. La confusione che sta provando appare comprensibile: da un lato vi è il disturbo dissociativo d’identità del suo compagno e l’impatto che questo ha sul rapporto; dall’altro, il dolore e il senso di ferita conseguenti al tradimento che ha scoperto.

Non è possibile fornire una risposta univoca rispetto alla complessità della situazione che descrive. Tuttavia, ritagliarsi uno spazio personale, nel quale riflettere e prendersi cura di sé, potrebbe aiutarla a comprendere meglio come e se desidera collocarsi all’interno della relazione. Concedersi tempo per rileggere gli eventi sotto una nuova prospettiva può offrire l’opportunità di scoprire aspetti di sé ancora inesplorati, accogliendo sì la sofferenza dell’altro, ma dando pari dignità e spazio anche al proprio dolore. Ogni difficoltà, seppur diversa, merita infatti attenzione e riconoscimento.

Dott.ssa Morgana Scandura

Morgana Scandura Psicologo a Pavia

4 Risposte

1 voto positivo

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

18 SET 2025

Gentile Ginevra,
lei ha raccontato una situazione davvero complicata in cui si trova gravata da un forte conflitto interiore di difficile soluzione tra la possibilità di giustificare con la patologia il comportamento inopportuno del suo ragazzo e la sua personale capacità di tollerare la sofferenza da esso derivante (consapevole che anche la rottura della relazione sarebbe molto dolorosa), capacità che evidentemente non è illimitata.
Nessuno le può dire cosa fare e nondimeno lei dovrà fare una scelta a favore dell'opzione più sopportabile in cui l'ago della bilancia potrebbe essere un eventuale risultato positivo della terapia del suo ragazzo relativamente al suo disturbo dissociativo.
In ogni caso, è bene ricordare che dovrebbe essere salvaguardato prima l'Io e poi, se possibile, il Noi Insieme.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

9202 Risposte

25771 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

18 SET 2025

Ginevra, grazie per la profondità e la sincerità con cui hai raccontato la tua storia: si percepisce quanto amore, dedizione e forza tu abbia messo in questa relazione, e quanto ora tu ti senta travolta dal dolore, dalla paura e dal senso di smarrimento. È naturale sentirsi così, perché quando la fiducia viene scossa in un legame tanto importante, sembra che tutto il terreno sotto i piedi vacilli.

Sei stata una compagna molto presente, attenta e capace di sostenere: hai condiviso con lui parti delicate della tua vita, lo hai accompagnato nelle sue fragilità e lui ha fatto lo stesso con te. Questo ha reso il vostro legame molto intenso e significativo. Allo stesso tempo riconosci che ci sono stati episodi difficili, segnali che ti hanno ferita, e ora il tema del tradimento tocca uno dei punti più sensibili di ogni relazione: la fiducia.

È comprensibile che tu ti senta divisa tra la volontà di comprendere il suo disturbo e i suoi limiti, e il bisogno di non annullare il tuo dolore e i tuoi bisogni emotivi. Non è facile tenere insieme entrambe queste cose: da un lato l’empatia verso di lui, dall’altro la necessità di prenderti cura di te stessa.

Forse, in questo momento, più che cercare risposte definitive sul continuare o meno la relazione, può essere utile darti il permesso di sentire fino in fondo le tue emozioni, senza giudicarle. Dolore, paura, rabbia e amore possono convivere insieme, anche se sembrano contraddirsi.

Può anche essere uno spazio importante per chiederti: di cosa avrei bisogno adesso per sentirmi più stabile, più serena, indipendentemente dalle scelte future? Potrebbe essere il sostegno di una persona fidata, uno spazio di terapia di coppia per esplorare insieme quanto accaduto, oppure un tempo di riflessione individuale per comprendere meglio cosa desideri davvero per te.

Non c’è una scelta ‘giusta’ o ‘sbagliata’ da prendere subito: c’è il tuo ritmo, il tuo tempo, la possibilità di ascoltarti profondamente e capire se questa relazione può ancora nutrirti o se ti sta chiedendo più di quello che puoi e vuoi dare. Qualunque direzione prenderai, sarà importante che nasca dalla cura di te stessa e dal rispetto per i tuoi bisogni, non solo dall’amore o dal timore di perderlo.

Rimango a disposizione

Dott. Andrea Lombardo

Dott. Andrea Lombardo Psicologo a Augusta

10 Risposte

6 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

18 SET 2025

Gentile Ginevra,
dalle sue parole emerge con grande chiarezza quanto amore, dedizione e sofferenza siano intrecciati nella sua storia di coppia. È evidente che lei abbia investito molto nel rapporto, sostenendo il suo compagno nonostante la complessità legata al disturbo dissociativo dell’identità e alle difficoltà che questo comporta.

La situazione che descrive tocca due piani molto delicati:

da un lato la dimensione clinica, in cui il disturbo può portare a frammentazione della memoria, comportamenti non riconosciuti e difficoltà a mantenere continuità e coerenza nelle azioni;

dall’altro il piano relazionale ed emotivo, in cui lei si trova giustamente ferita, delusa e con la fiducia profondamente incrinata.

La sua fatica nasce proprio da qui: cercare di distinguere tra ciò che è effetto della malattia e ciò che riguarda la responsabilità personale. È una domanda legittima e dolorosa, che non può avere una risposta semplice né immediata.

Alcuni spunti di riflessione:

I suoi sentimenti hanno valore: anche se il tradimento può essere collegato al disturbo, questo non annulla il dolore che prova. Non è obbligata a “giustificare” tutto in nome della malattia.

La fiducia è un elemento centrale: se oggi si sente distrutta e non riesce a immaginare un futuro con la stessa serenità di prima, è importante ascoltare questa parte di sé.

La terapia di coppia potrebbe rappresentare un supporto utile, soprattutto se affiancata al percorso individuale che il suo compagno già segue: offrirebbe uno spazio protetto in cui comprendere meglio le dinamiche, chiarire confini e bisogni reciproci, e valutare insieme se e come proseguire.

Un sostegno personale per lei può aiutarla a prendersi cura delle proprie ferite, a distinguere il senso di colpa dal proprio diritto a stare bene, e a non sentirsi sopraffatta dalla paura di perdere la relazione.

Nessuno dall’esterno può decidere per lei se continuare o meno il rapporto. Ciò che può fare adesso è concedersi tempo e supporto, senza fretta di dare risposte definitive. Le emozioni che prova sono legittime: accoglierle e comprenderle sarà il primo passo per ritrovare chiarezza e serenità.

Un caro saluto,
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa – Pedagogista – Criminologa – Sessuologa

Dott.ssa Iolanda Mastromonaco Psicologo a Termoli

18 Risposte

8 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

18 SET 2025

tanta chiarezza e dolore: si sente quanto ci tieni e quanto sei confusa, ed è già un buon punto di partenza.

Quello che descrivi è una situazione molto delicata ma non “magica”: il Disturbo Dissociativo dell’Identità (DID) può davvero portare a amnesie e comportamenti che la persona persecutrice non ricorda. Questo non rende l’accaduto meno doloroso per te, né cancella la responsabilità di chi vive la relazione. In pratica: sì, alcune parti di lui possono aver agito “fuori” dalla consapevolezza del sistema, e sì, tu hai tutto il diritto di sentirti tradita, confusa e in pericolo.

Cosa puoi fare da subito, pratico e concreto? quando l’ansia ti prende, usa questo ancoraggio semplice: siediti per un minuto e respira contando quattro inspirazioni lente e quattro espirazioni; poi nomina ad alta voce tre cose che vedi nella stanza e due che senti; se ti aiuta, scrivi tre frasi in un quadernino tipo “sono viva”, “ho il diritto di tempo per decidere”, “posso chiedere chiarezza”. È una tecnica di grounding che riduce l’iperarousal e ti permette di pensare con meno panico.

Sul piano più ampio: non ti conviene né “assolvere” tutto in nome del trauma, né gettare via ciò che avete costruito senza verifica. Chiedi insieme a lui (con calma e per iscritto, se ti sembra più sicuro) tre cose concrete: che mostri la disponibilità a parlare apertamente con il suo team terapeutico; che chieda una valutazione psichiatrica/terapeutica aggiornata; e che accetti una pausa protetta se tu la reputi necessaria per ricostruire fiducia. Se lui rifiuta qualsiasi verifica o trasparenza, questo è un dato importante che parla più forte delle parole.

La terapia di coppia può essere utile, ma non ora come primo passo: con un quadro dissociativo serve prima che lui sia in un percorso individuale solido, con lavoro su stabilità, gestione delle amnesie e integrazione delle parti. Altrimenti si rischia di rimettere a posto i mobili in una casa che continua a tremare. Perciò priorità alla sua cura individuale (team terapeutico/psichiatra specializzato in trauma e dissociazione, approcci fase-oriented, EMDR dove indicato) e alla tua tutela emotiva.

Posso aiutarti così: valutiamo insieme i confini che vuoi mettere (spazi, modalità di comunicazione, condizioni per rivederlo), lavoro con te sul regolamento di sicurezza emotiva e sugli strumenti di coping (grounding, mappe di dissociazione, segnali di allarme). Se decidi di provare la coppia, lo faremo solo quando il lavoro individuale sarà avviato e stabilizzante, e con un modello che lavori contemporaneamente su trauma, attaccamento e fiducia.

Se vuoi, possiamo fissare un colloquio per costruire insieme il primo piano d’azione: cosa dire, cosa chiedere al suo terapeuta, e come tenere uno spazio sicuro per te mentre lui lavora.
Un saluto,
Barbara Durand

Dott.ssa Barbara Durand Psicologo a Torino

324 Risposte

359 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

18 SET 2025

Una relazione per essere sani e duratura si deve basare sul rispetto dialogo comprensione, supporto obiettivi comuni concreti, volontà concreta, dirsi un futuro insieme sapersi ascoltare sapersi perdonare

Tutto questo nel concreto, tutto questo da entrambe le parti

Se ci sono i dubbi, comportamenti, situazioni, pensieri che ci creano disagio e ci mettono dubbio, va bene parlarne sinceramente concretamente quel parte è cercare concretamente una soluzione

Ne consigli di parlare col suo fidanzato sinceramente econcretamente di tutti questi suoi dubbi delle sue paure e delle situazioni che ora aumentano al disagio e cercare di trovare una soluzione concreta per riportare la serenità nella coppia

Se ciò non fosse possibile, valuti se è il caso di continuare questa relazione

Non si può obbligare qualcuno a cambiare, tuttavia possiamo scegliere chi tenerci accanto

Un percorso psicologico singolo/coppia può essere d’aiuto accompagnamento ad affrontare la situazione

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

1476 Risposte

506 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

18 SET 2025

Gentile Ginevra,
la tua lettera trasmette tantissimo amore, ma anche un dolore molto intenso. È comprensibile sentirsi confusa: da un lato vuoi comprendere la sua condizione e distinguere cosa appartenga alla malattia, dall’altro senti la ferita profonda del tradimento e la paura di non poterti più fidare. Entrambe le cose sono reali e meritano rispetto.
La tua domanda non ha una risposta semplice, perché nessuno dall’esterno può dirti se restare o interrompere la relazione. Quello che puoi fare ora è darti tempo: tempo per elaborare quello che hai scoperto, per ascoltare come ti fa stare, per capire se la tua fiducia può avere ancora spazio per rinascere. Una terapia di coppia potrebbe essere davvero un aiuto prezioso, non tanto per “salvare” a tutti i costi la relazione, ma per creare un luogo protetto dove portare la tua sofferenza e cercare insieme chiarezza.
Ricorda che accogliere le difficoltà dell’altro non deve mai significare annullare il tuo dolore. La tua sofferenza è reale quanto la sua condizione, ed è giusto che tu possa prenderla sul serio e darle spazio. Qualunque scelta farai, non sarà mai “sbagliata” se rispetta ciò che senti dentro di te.
Rimango a disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Covini Sofia

Dott.ssa Sofia Covini Psicologo a Milano

265 Risposte

106 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Terapia di coppia

Vedere più psicologi specializzati in Terapia di coppia

Altre domande su Terapia di coppia

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 29500 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Se hai bisogno di cure psicologiche immediate, puoi prenotare una terapia nelle prossime 72 ore e al prezzo ridotto di 44€.

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 34500

psicologi

domande 29500

domande

Risposte 174000

Risposte