Relazione complicata con fin troppi tentativi, cosa fare?

Inviata da davide · 11 nov 2015 Terapia di coppia

Cercavo uno spazio dove gente competente potesse dare un parere esterno a questa situazione diventata ormai routine.

Io 30 lei 28 anni, stiamo insieme da 8 anni dopo essere uscito da una storia di 2 molto complicata anch'essa. Per lei invece è stata la sua prima storia.

Tutto comincia abbastanza positivamente, normali litigate su argomenti frivoli, piccole gelosie da parte sua e momenti di ripensamento da parte mia per i suoi modi di fare e rispondere un po' antipatici . Il primo duro scoglio arriva già dopo qualche mese, lei mi riferisce che suo padre mi da del "b....do" ed a lei della "p" senza alcun motivo se non quello di tornare a casa tardi (lei 21 anni, io 23). Vabbè, io supero la cosa ignorandola, lei con qualche litigata con i suoi.

Tutto procede abbastanza bene con alti e bassi forse più bassi che alti perché ogni frivolezza diventa motivo di discussione estenuante dove lei con la sua istintività e quel suo senso di giustizia e di femminismo fastidioso deve per forza dirmi e sottolineare platealmente ogni mio errore affibbiandomi aggettivi molto gravi che proprio non sento far parte della mia personalità. 9 aggettivi, modi di fare, modi di dire alcune parole su 10 ho sempre fatto finta di nulla per quieto vivere, perché non so proprio stare a lite con nessuno, anche sul lavoro mi capita spesso (gestisco un'attività con cui collaboro con diverse persone).

Quella volta su 10 che non riesco proprio a trattenermi esplodo e tutto si è sempre concluso con megalitigate con lei che andava via o che non si faceva più sentire finché non facevo io il primo passo. Ogni situazione si è conclusa sempre con un rappacificamento che durava qualche settimana.
Questo per i primi 3 anni.

Dopo questi 3 anni abbiamo deciso per dare una svolta al nostro rapporto di provare a convivere, l'inizio è stato bello, la scelta della casa, dei mobili, ma non senza anche in questo caso litigate per situazioni molto futili.

La convivenza è stata devastante ed abbiamo proseguito con altre litigate. Lei andava via di casa ed io costretto ad "abbassarmi" per rincorrerla e farla tornare a casa fino a quando in una delle sue solite reazioni plateali con conseguente fuggir via lei va a stare da sua sorella ad 800km di distanza ma questa volta non sono più disposto a rincorrerla. Dopo diverse settimane e trattative per convincermi a tornare con lei cedo. Torna a casa e tutto sembra andare per il meglio fin quando lei litiga con sua sorella e con i suoi genitori ed io la appoggio nelle sue motivazioni rimanendo sempre in disparte e non affrontando direttamente l'argomento con le parti in causa che in quel caso non includevano me.
Nella concitazione delle liti telefoniche e nel susseguirsi della vicenda sento e lei mi riferisce più volte di insulti e offese non solo alla mia persona ma al nostro rapporto provenienti da sua sorella. Offese davvero molto pesanti e gratuite che mi fanno pensare a dei suoi sfoghi (che ci stanno) nel suoi periodi di permanenza lontana da me dopo le nostre centinaia di litigate.
99% delle volte faccio finta di niente fin quando non ascolto una conversazione telefonica dove sua sorella me ne dice di tutti i colori riferendosi a me ed al nostro rapporto e lei non batte ciglio.
Pretendevo da parte sua un minimo di reazione che c'è stata solo dopo averglielo fatto notare.
Reazione a mio parere minima ma va bene, è sempre sua sorella ma a quel punto mi sento nella posizione di prendere una decisione ovvero quella di non avere nulla a che fare con sua sorella che da li a poco si sarebbe sposata. Lei anche era d'accordo sulla gravità della situazione che aveva portato alle loro liti in famiglia ha deciso di chiudere ogni rapporto. Ma solo per qualche mese. In questi mesi le liti tra noi sono ricominciate, lei andava via di casa e non avendo nessun appoggio genitoriale permaneva in qualche b&b, io cercavo di farla ragionare e tornava a casa.

Tornata la pace nella sua famiglia io risottolineo il fatto che son felice per lei ma non sono in alcun modo disposto a reinstaurare i rapporti che c'erano prima perché stavolta ho preso una posizione che reputo essenziale per la mia dignità e non sono disposto a far finta di niente come in passato. E qui sorge il putiferio!
Plateali litigate perché io rifiuto di andare al matrimonio di sua sorella ed a partecipare ad ogni situazione che la coinvolga. Lei soffre perché vuole avere il suo uomo giustamente accanto ed io che mi sentirei leso nella mia dignità non accetto il compromesso di parteciparci aumentando in me sensi di colpa su sensi di colpa per circostanze non create da me.

Tutto si conclude con una separazione per qualche mese con molta sofferenza da entrambe le parti ma con la voglia da parte mia di rimboccarmi le maniche e ricominciare a mettere insieme i pezzi della mia vita.

Ma purtroppo ci ricasco ancora, la risento e torniamo insieme accettando il fatto di partecipare alla sua vita famigliare anche se freddamente.

In questi mesi di separazione avevo deciso di cambiar casa, troppo grande per una persona e decidiamo di ricominciare a convivere perché lei sente il bisogno di costruire qualcosa.
Vendo tutto il mobilio anche con un po' di sofferenza perché era quello il simbolo della nostra costruzione ma è solo materia e l'importante è ricominciare bene cercando di comprenderci e capirci.

Cerchiamo insieme una casa più piccola e qualcosa migliora, cerchiamo di dialogare senza litigare anche se la degenerazione è sempre dietro l'angolo e cerco di stare sempre attento a quello che dico e faccio e vedo che mi sta calando ancora quell'insofferenza dello stare attento a tutto quello che dico e faccio altrimenti si litiga.

Ma purtroppo questa mia attenzione non basta, la mia presenza fredda nella sua famiglia non basta, l'accettazione dei suoi difetti e modi di fare ed i compromessi accettati non bastano. Vengono fuori altre liti frivole ed altre più importanti come il suo desiderio di fare un figlio.

Penso di essere stato del tutto onesto con lei nel dirle che al momento non sento il desiderio perchè ho altre priorità ma da qui a qualche anno non lo escludo e che capisco il suo istinto materno. Tra le priorità , oltre al fattore economico, c'è quello di costruire un rapporto duraturo fatto di comprensione, compassione, tolleranza, accettazione dei difetti reciproci e sopratutto eliminazione di qualunque lite non costruttiva o fine a se stessa.

Tutte le litigate che abbiamo fatto le ho sempre reputate deterioranti e mai costruttive per il rapporto.

Non voglio nella maniera più assoluta trovarmi nella situazione di avere un legame cosi forte come quella di un figlio con una persona con cui dopo anni e anni non vado d'accordo.

Quando dico queste parole lei esplode in tutta la sua rabbia e frustrazione, dandomi colpe ed affibbiandomi aggettivi che davvero non sento far parte della mia persona.

Ed eccomi arrivato ad oggi ad aver litigato ancora perché non ho risposto correttamente ad una sua domanda ed a scrivere queste parole qui ed a chiedermi razionalmente come può essere successo tutto questo,
a sentirmi in colpa per il tempo che le sto facendo perdere perché magari con un altro sarebbe andata d'accordo. Mi chiedo come uscirne senza soffrire e sopratutto senza farla soffrire... vedo delle vie d'uscita, parlarle dicendole che c'abbiamo provato e che ho preso la decisione di separarci... ma non sarebbe la prima volta... e le volte precedenti sono finite in pianti da parte sua ed in ripensamenti da parte mia.
Non so più cosa fare, cerco di concentrarmi sul lavoro ma questa situazione influisce negativamente sul mio stato d'animo che si riflette anche sul lavoro.

Mi verrebbe di scappare come un vigliacco portar via tutto e fuggire. E' la via più facile ma mi sentirei in colpa e dovrei assorbire tutti gli insulti che ne deriverebbero

Da una parte vorrei ricominciare, trovare nuovi stimoli, conoscere nuova gente, trasferirmi in un'altra città, conoscere nuovi posti perché mi dico che la vita è solo una.

Dall'altra subentra la paura di rimaner solo per troppo tempo, di deprimermi nei ricordi e nell'angoscia di non poterla più avere con me o di vederla con un altro, non lo sopporterei sopratutto se questo accadesse subito.

Non so più cosa fare, questa situazione è diventata una pesante routine che mi fa star bene quando non litighiamo, ma che influisce sul mio benessere fisico e mentale.

Perdonatemi se mi sono dilungato cosi tanto ma vorrei ricevere un parere esterno che non siano i soliti amici che ti consigliano di lasciarla e basta.

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Miglior risposta 13 NOV 2015

Gentile Davide,
si percepisce il suo disagio e il suo conflitto interiore perchè da un lato lei non sa stare senza questa donna e dall'altro, quando ci sta insieme, si rende conto che inevitabilmente ci sta male e pertanto non sembra ci siano vie di uscita.
Lei si è reso anche conto che da solo, con tutta la buona volontà non riesce ad ottenere da questa donna cambiamenti stabili in positivo e purtuttavia non riesce a lasciarla anche perchè se ne fosse capace l'avrebbe già fatto.
L'unica possibilità che si può ancora concedere è quella di intraprendere con lei un percorso di psicoterapia di coppia dove un esperto può aiutare entrambi a portare alla consapevolezza le vostre interazioni disfunzionali ormai automatizzate accompagnandovi in un percorso di cambiamento e riabilitazione.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 NOV 2015

Buongiorno,

Lettera/richiesta, molto concitata, sentita, vissuta e davvero davvero commovente. Si percepisce come lei "ami" profondamente questa donna (e non un suo fantasma) ma lotti con la possibilità di creare una vita con lei. E bene se il sentimento è reciproco e condiviso vi consiglio un terapeuta di coppia, per provare almeno ad affrontare quei nodi difficili che sembrano esserci da sempre, e vedere così di fare un tentativo strutturato con una mente esterna ad aiutarvi, prima di decidere se mollare tutto o meno. Capisco sia logorante vivere così, e credo che potreste almeno tentare, per il vostro amore, di farvi aiutare insieme. Un abbraccio.

Dott.ssa Elena Bellia
Psicologa & Psicoterapeuta
Riceve ad Albenga, Loano, Andora & Genova città

Dott.ssa Elena Bellia Psicologo a Albenga

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