Relazione ciclica

Inviata da Teresa il 1 apr 2018 Terapia di coppia

Cinque anni fa, a 17 anni, ho iniziato la mia prima e unica relazione seria col primo ed unico ragazzo di cui mi sia innamorata. Scrivo perché da tempo il rapporto tra me e questo ragazzo si trascina in modo ciclico, facendomi soffrire moltissimo. Prima che sorgessero dei problemi siamo stati benissimo insieme, la fase dell'innamoramento è durata tanto per entrambi. I primi problemi sono sorti infatti solo dopo un paio d'anni che stavamo insieme. A dirla tutta, sono stata io la prima tra i due a mettere in discussione la nostra relazione, pochi mesi dopo aver iniziato l'università, senza tuttavia parlargliene, ma aspettando di risolvere i miei dubbi. Era tutto nuovo per me quando ho iniziato l'università, tra cui le conoscenze. Dopo qualche tempo ho cominciato a sentire attrazione per un mio compagno di corsi. "E se stessi perdendo delle occasioni restando con il mio fidanzato?" - pensavo. Gli altri ragazzi non erano più invisibili ai miei occhi e nella mia testa questo era il segnale che il mio sentimento per lui stesse sfiorendo. Vedevo d'un tratto solo i suoi lati negativi e non sopportavo più di uscire solo con i suoi amici il sabato sera. Questo cambiamento dei miei sentimenti mi spaventava e non sapevo a cosa attribuirli. Ho pensato a lungo di lasciarlo in quel periodo, ma ho aspettato perché sentivo che il problema proveniva da me e volevo essere sicura. Il tempo è passato e alla fine mi sono resa conto di essere ancora innamorata del mio fidanzato e che semplicemente questo amore era maturato. Nel frattempo però ci eravamo un po' allontanati. Così dopo poco è stato lui a tentennare ma, a differenza mia, non è riuscito a non condividere i suoi dubbi e mi ha lasciata impulsivamente, due anni fa. Dopo appena due ore dall'accaduto mi ha inviato un messaggio disperato, dichiarando di aver realizzato quanto mi amava e che gli era crollato il mondo addosso in quelle due ore che avevamo trascorso con l'idea di esserci separati per sempre. Così siamo tornati insieme e abbiamo continuato a stare insieme per altri due anni. In questi due anni, tuttavia, non credo di essere riuscita a superare totalmente il trauma di essere stata lasciata da lui e credo che sia stato anche questo a influire sulla relazione da quel momento in poi. Il nostro relazionarsi è cambiato, è stato inquinato. Per esempio, non sono mai stata gelosa di lui, che ha sempre avuto tante amiche oltre che amici, e invece ho iniziato improvvisamente a essere gelosa di tutte le amicizie femminili che ha fatto all'università. Questo ovviamente perché non c'era più cieca fiducia da parte mia. Comunque io non ho mai fatto scenate o litigato con lui per questo, però ha sempre percepito il mio fastidio quando nominava qualche ragazza e si creava così un clima pesante. Nonostante ciò abbiamo continuato a stare insieme, anche durante la mia permanenza all'estero per 4 mesi, per motivi di studio. Ci siamo mancati tanto a vicenda e non vedevamo l'ora di vederci. Durante l'esperienza all'estero, però, io ho riacquistato una certa tranquillità e stabilità emotiva che avevo perso da quando ero stata lasciata. Quindi, una volta tornata, nonostante fossi contentissima di rivederlo, soffrivo. Soffrivo perché lo amavo, ero felice di stare con lui, ma allo stesso tempo mi pesava perché avevo sempre la paura di fondo che potesse lasciarmi di nuovo e che gli potesse piacere un'altra ragazza. Col tempo mi sono riabituata alla vita di prima, e sono tornate anche le responsabilità: ero molto stressata perché dovevo recuperare dei corsi, finire gli esami, fare un tirocinio e scrivere la tesi di laurea, tutto insieme, ed ero molto spaventata. Insomma, ero sofferente io ed era sofferente anche lui, per i suoi motivi. È un ragazzo molto insicuro di sé e immaturo, attualmente senza stimoli e nulla che lo soddisfi. Mi rendo conto che da quando ci siamo messi insieme sono stata l'unica a maturare, probabilmente anche perché sono stata esposta a una serie di stimoli (l'esperienza all'estero, studiare qualcosa che mi piace, coltivare il mio hobby)... Lui studia medicina perché la madre ha voluto così, ma medicina non gli non piace per niente e per questo manca di motivazione nello studio. Lui avrebbe voluto studiare storia ma gli hanno inculcato l'idea che è inutile e non dà sbocchi lavorativi. Siccome studia qualcosa che non gli piace ha scarsi e lenti risultati che lo rendono ancora più insicuro e insoddisfatto. Non credo sia un caso che da quando ha iniziato l'università, con un anno di ritardo, è andato tutto lentamente a rotoli tra noi. Si lamentava di continuo della sua insoddisfazione e mancanza di motivazione e sacrificio. Quando mi vedeva impegnarmi per un esame ed avere buoni risultati era incredulo circa il mio senso di sacrificio e ritornava sempre sul discorso che l'università lo faceva stare male. Ho passato notti a farlo sfogare su questo argomento! All'inizio volevo aiutarlo e cercavo di farlo. Poi ho capito che non stava a me risolvere il suo problema e che solo lui poteva. Gli ho offerto quindi il mio appoggio e la mia comprensione nei momenti di sconforto. Non si è mai confidato con nessuno su questo, solo con me. Non parla mai con gli amici né coi genitori e questo mi è sempre sembrato strano. Ha sempre detto che riusciva a farlo solo con me. Si tiene tutto dentro senza fare nulla per cambiare lo stato delle cose perché è convinto che solo il tempo può cambiare le situazioni. In quel periodo eravamo molto stressati entrambi e quando stavamo insieme finivamo sempre per sfogarci l'uno con l'altra, senza goderci la nostra compagnia sul serio. Poco tempo dopo, infatti, mi ha lasciata di nuovo. Due giorni dopo mi ha scritto una lettera dove mi diceva che stava malissimo, che piangeva da due giorni, che io non gli avevo mai dato motivo di essere lasciata ma che la sua testa sentiva il bisogno di cambiare qualcosa e non sapendo bene come fare, aveva deciso di lasciarmi, pensando di togliersi un peso. In questa lettera aveva concluso dicendo che per il momento non voleva tornare indietro per rispetto nei miei confronti e perché solo un atto estremo come questo sarebbe stato capace di dargli una lezione, di farlo riflettere sulla sua vita, e che sperava in un futuro migliore per noi, insieme o separati. Io ho sempre creduto che il suo problema sia che studia qualcosa che non gli piace e che io fossi la sua unica valvola di sfogo. Come sempre l'ho compreso nella sua decisione di lasciarci e ho ribadito prima di salutarci che secondo me avrebbe dovuto cambiare facoltà e fare quello che gli piace. Per i tre mesi seguenti mi ha contattata più volte. Io non ho mai risposto, ma purtroppo viviamo in una città piccola e ci siamo incontrati spesso successivamente. All'inizio fuggivo. Poi ho iniziato a salutarlo perché cominciavo a sentire meno dolore e da lì è stato un INFERNO! La prima sera che mi sono sentita abbastanza tranquilla da scambiare due parole con lui per strada mi ha dato un bacio!! Io ero molto spaventata perché sapevo che tre mesi non erano stati abbastanza affinché lui facesse chiarezza sulla sua vita, su cosa e chi volesse, come aveva detto che aveva bisogno di capire. Nonostante ciò ho ceduto perché lo amavo ancora, ma gli ho detto che se voleva tornare con me ci sarebbe voluto del tempo. Così senza promettergli che saremmo tornati insieme gli ho proposto di sentirci gradualmente. Volevo essere cauta, lo sentivo che non aveva risolto nulla e che sarebbe tornato tutto come prima. Lui ha accettato, mi ha anche fatto un regalo alla laurea, se non che una settimana dopo l'ho visto ad una festa dove palesemente mi ignorava e flirtava con una ragazza davanti ai miei occhi. Poi, ubriaco, mi ha accompagnata a casa e ha iniziato a baciarmi, ha cercato di andare anche oltre, ma l'ho fermato. Ero incredula. Ero stata lasciata già due volte, aveva cercato di riavvicinarsi a me imperterrito e ora mi ignorava, flirtava con una ragazza senza curarsi del fatto che ci fossi io come spettatrice, e cercava anche di avere un rapporto sessuale con me la sera stessa? Mi ha risposto che io gli facevo venire le paranoie perché da come mi ero posta quando mi aveva baciata gli sembrava che io non fossi intenzionata a tornare insieme, e quindi riflettendoci su aveva cambiato idea: non ci saremmo sentiti gradualmente provando a recuperare il rapporto, come eravamo rimasti. Peccato che gli era sfuggito di avvertirmi di aver cambiato intenzioni!! Ero anche disposta a comprenderlo di nuovo, del resto era ubriaco quella sera, ma appena ho saputo poco dopo che era diventato amico di quella ragazza sono uscita fuori di testa. Questo voleva dire che la sera della festa in cui l'aveva conosciuta, dopo avermi accompagnata a casa, era tornato lì, aveva continuato a flirtare con lei e l'aveva aggiunta su facebook. In seguito ho saputo che lui era andato a una festa a casa della suddetta ragazza e sono impazzita ancora di più. L'ho contattato arrabbiata e delusa per dirgli che non credevo che fosse una persona così orribile. Non riuscivo a crederci che si fosse comportato così e avevo deciso di dimenticarlo dopo aver realizzato le dinamiche di questa loro conoscenza. Comunque la ragazza è diventata la sua nuova confidente e da quel momento è tornato da me altre due volte, e io stupidamente altre due volte ho ceduto, credendo alle sue parole. Ogni volta ha giurato di aver finalmente fatto chiarezza. La cosa incredibile è che quando l'ha detto ci ha sempre creduto veramente, ma poi si ricredeva qualche tempo dopo, con altrettanta convinzione. L'ultima volta che si è riavvicinato a me, a Natale, ero così spaventata dopo essere stata rincorsa e mollata per così tante volte che ho deciso di vivere questo amore in segreto. Ha insistito per tornare insieme, diceva che aveva riflettuto e che senza di me era tutto più brutto, che io lo rendevo felice, che era stato con altre ragazze (compresa la sua migliore amica) ma che non era lo stesso (non l'ho trovato lusinghiero...) e che voleva stare con me. Ero terrorizzata all'idea di cedere, ma non volevo perderlo. Ho proposto di restare amici ma insisteva nel dire che non voleva essere mio amico, ma mio fidanzato. Allora abbiamo continuato a vederci e sono passati così tre mesi. Purtroppo però la decisione che ho preso riguardo a come vivere questo rapporto negli ultimi tre mesi si è rivelata la decisione più fallimentare di tutte. Pensavo che non ammettendo a me stessa (e quindi anche agli altri) che eravamo nuovamente una coppia e mantenendo un po' le distanze avrei sofferto di meno nel caso in cui lui mi avesse lasciata di nuovo. Ho scoperto che invece soffro sempre allo stesso modo, anzi, forse anche di più perché ad ogni fallimento funzioniamo sempre di meno insieme, perché io sono sempre più timorosa e non mi fido, non riesco proprio a lasciarmi andare. Era pesante dover nascondere ai miei amici e ai miei genitori che lo vedevo e per lui era pesante far finta che non stessimo insieme per strada. Poi volutamente io ero più distaccata. Voleva baciarmi davanti agli altri ma io non volevo. Ci rimaneva male. Mi sono accorta che lui stava iniziando ad avere di nuovo pensieri paranoici su di noi quando si è dimostrato molto più affettuoso, vicino, meno distaccato nell'ultima settimana. Di solito quando ha paura fa così per avere conferme da parte mia, e io non gliele ho date. Così è finito allo stesso modo quello che io ormai chiamo il "ciclo infinito". Mi ha lasciata ancora una volta e le parole che ha usato per salutarci sono state esattamente quelle della volta precedente. Le ultime due volte si è dimostrato molto più sicuro della sua decisione di lasciarci rispetto alle altre, in particolare l'ultima, ma le parole sono state le stesse: "devo fare chiarezza sulla mia vita e sento che posso farlo solo da solo", "i miei sentimenti purtroppo sono stati confusi negli ultimi mesi ma sto iniziando a capire qualcosa", "non ti ricontatterò più perché non voglio farti soffrire ancora così", "spero che un giorno capirai", "non stare male per me, non mi meriti", "non riesco nemmeno a spiegarti perché credo che questa sia la decisione giusta, puoi solo provare a capire" aggiungendo alla mia richiesta di spiegazioni che obiettivamente non c'è più passione tra di noi, che dobbiamo ritrovarla insieme o con qualcun altro a quest'età e che non mi ama in modo forte come prima per cui non se la sente di impegnarsi con me adesso. Deve finalmente crescere, perseverare nelle sue decisioni e prendersi le responsabilità, così ha detto. Ancora una volta io l'ho compreso e ci siamo salutati in maniera affettuosa, anche perché io sono d'accordo e l'ho sempre detto che lui ha bisogno di crescere, di fare chiarezza su di sé e di prendersi le responsabilità delle sue azioni. Però lui è ciclico e nonostante e sue parole e il fatto che questa volta sembri più deciso, ho paura che si ripeta tutto e che io ci ricada. Del resto lui mi ha sempre giurato che non mi avrebbe più ricontattata, ma alla fine l'ha sempre fatto. Adesso sono profondamente addolorata e mi sento persa. Non riesco a non pensare che se avessi rischiato quest'ultima volta vivendo la relazione apertamente sarebbe andata diversamente. E non riesco a non giustificare il mio ex per il male che mi ha fatto, perché sono convinta che soffra, che abbia dei problemi, che in fondo mi ama ma che i suoi bisogni e i fallimenti hanno oscurato il sentimento. Di certo nemmeno io sento la passione dell'inizio, ma ho capito tempo fa che l'amore si trasforma. E ho apprezzato molto di più l'amore maturo che ritengo anche più vero di quello passionale. Io però invece di essere comprensiva e giustificarlo vorrei soffermarmi sui fatti, ovvero sulla sofferenza che mi ha provocato andando ad aprire una ferita ogni qual volta stava per rimarginarsi. Magari in questo modo potrei provare rabbia e riprendermi, invece provo solo dispiacere perché vedo tutto ciò come un amore negato. Insomma sono molto confusa e non so come fare. Mi piacerebbe avere un'opinione sulla tipologia di persona che mi trovo davanti e su come difendermi perché è evidente che non ne sono capace. Da un lato ho paura che lui torni e che si ripeta tutto, perché sono esausta di soffrire; dall'altro spero che succeda ma che possa avere un esito positivo, perché credo nel nostro amore. Lui torna sempre quando inizia a sentire quel trasporto forte per me come agli inizi, ovvero quando passa abbastanza tempo per mancargli tanto, poi appena la relazione torna stabile lui si agita. Non so proprio come comportarmi e non ne posso più. Intanto si sta già verificando tutto come da copione, si sta ripetendo tutto ciò che ha seguito le rotture e non credo sia un buon segno.

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