Relazione a distanza, forse troppa?

Inviata da Marco · 15 nov 2017 Terapia di coppia

Buongiorno,
Scrivo qui nella speranza di trovare consigli utili che possano farmi affrontare al meglio questo periodo e questa situazione.

Sono un ragazzo di 29 anni fidanzato con una ragazza di 27, da poco piú di un anno.
Una storia bellissima, in cui siamo sempre stati entrambi tanto coinvolti. L' intimità del nostro livello di "feeling", soprattutto a livello emotivo ha fatto sí che ci legassimo tanto in questo anno e malgrado normali e sporadiche discussioni, siamo sempre stati lí, l'uno per l'altra, proprio perché consapevoli di quanto "ci facessimo stare bene" e di quanto fosse incredibile sentirsi tanto simile ad un'altra persona, tanto da poter essere noi stessi in ogni singolo momento e non per questo sentirci in difetto, poiché sicuri di essere amati proprio per quel modo di essere.

Causa la mancanza di lavoro per ciò che aveva studiato, a fine agosto è dovuta partire, dopo mille dubbi ed incertezze, per cogliere un'esperienza di lavoro che, seppur temporanea (6 mesi) le avrebbe fatto fare una bella esperienza.
Io l'ho appoggiata in questo, sicuro del fatto che sarebbe andato tutto bene data la forza con cui tenevamo l'uno all'altra e lei sarebbe riuscita nell'esperienza. Inizialmente sembra andare tutto bene, videochiamate, messaggi, video, foto.

Dopo poco, accenna al fatto di sentire pesante il fatto di sentire i suoi genitori (a causa del fuso orario differente, 5 ore, spesso avrebbe dovuto restare sveglia fino a dopo la mezzanotte per poter avere una connessione che le permettesse di comunicare in maniera decente).
Dopo un mese, mi confessa di sentirsi lontana, sola e bisognosa di cose che non può avere. Io l'appoggio tentando di confortarla, ma da lí in poi, da un giorno con l'altro, la chiusura.
Anche quando era qui, aveva i suoi attimi di chiusura quando qualcosa non andava per il verso giusto, ma avevo imparato a come prenderli e cancellarli. Anche da sua ammissione, è un atteggiamento che adotta per soffrire meno, o per niente e decide di voler staccare la testa da tutto ciò che c'è al di fuori di quel luogo, in modo da concentrarsi sul lavoro ed affrontare al meglio l'esperienza.
Capendo il momento di disagio, ho tentato di starle vicino, malgrado si facesse sempre piú lontana.
È andata via via sempre piú allontanandosi...
Dopo qualche settimana confessa, grazie a questo distacco, di aver compreso che questo lavoro le piace da morire, che le sono sorti dubbi su di noi e che nel caso le proponessero di partire ancora dopo questa esperienza, per altri 6 mesi, lo farebbe.
Allo stesso tempo non vorrebbe ci lasciassimo, poiché sa che (parole sue) "sarebbe l'errore piú grande della sua vita".

Il che a me andrebbe bene, io l'aspetterei, ma a lei no, poiché sa che nel caso partisse, si riverificherebbero ancora queste problematiche.
Ho tantato di farla riavvicinare, in ogni modo e probabilmente anche sbagliando, poiché le comunicazioni con lei sono andate via via sempre piú scemando, fino ad arrivare come sono ora e, non ricevendo alcun feedback da parte sua, non sapevo da che parte iniziare. Ora se non le scrivo io, non vengo calcolato minimamente ed anche in quel caso, ricevo risposte di una persona totalmente apatica. (Cosa che ora fa solo con me, in quanto nelle comunicazioni con fratello e genitori, è come è sempre stata).
Questo sino a poco fa non faceva stare bene nemmeno lei. Ora semplicemente "non ci pensa". Vuole godersi questa esperienza, pur consapevole di sembrare egoista.

Quindi io sono qui, da quasi 3 mesi, a sostenere una relazione che si basa unicamente sul ricordo che ho su come eravamo, quel che ci eravamo detti ed i progetti che avevamo in mente una volta tornata. Nella speranza che una volta tornata se ne ricordi anche lei.
Cerco di impormi questa fiducia che ho in lei, ogni giorno, ma è sempre piú difficile e mancano ancora altri 3 mesi...non so come comportarmi...se continuare a scriverle malgrado la sua apatia che sfiora l'ignorarmi, anche se mi fa star male, o, lasciar perdere tutto...il fatto è che non vorrei questo.

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Miglior risposta 15 NOV 2017

Gentile Marco,
ti suggerisco di cogliere il lato positivo della cosa che è quello di poter verificare la reale consistenza del vostro legame che sembrava così forte in precedenza.
Come tu stesso hai indirettamente ammesso, la tua ragazza ha un basso livello di tolleranza delle frustrazioni e per difesa taglia fuori tutto ciò che la fa soffrire, te incluso!
Purtroppo questa strategia difensiva è disfunzionale, specie quando è in gioco il futuro di una relazione.
Stando così le cose e considerando che nessuno di voi due (almeno apparentemente) vorrebbe una rottura, ti suggerirei di pazientare questi altri 3 mesi e vedere cosa accade.
In effetti, se si verificherà la possibilità per la tua ragazza di avere un altro incarico semestrale che lei ti ha già detto che accetterebbe, vedo poche possibilità di salvare il rapporto supponendo che il tuo futuro lavorativo sia altrove.
Qualora invece la tua ragazza dopo questi primi 6 mesi lavorativi ritornasse in sede, sarà il caso di confrontarvi per bene e chiedere un sostegno psicologico che sulla scorta delle difficoltà vissute vi aiuti a valutare meglio la vostra effettiva compatibilità caratteriale ed insegni (specie alla ragazza) strategie difensive più adeguate in merito alla tolleranza delle frustrazioni.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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15 NOV 2017

Gentile Marco,
sfortunatamente non sempre le cose vanno come vorremmo, nonostante tutto l'impegno profuso.
Lei la ha mai raggiunta? Conosce la vita che sta facendo? Ha mai pensato di trasferirsi in modo che la carriera della sua ragazza possa eventualmente proseguire?
Entrambi avete dei desideri e forse sarebbe stato necessario vederli tutti per capire se fossero compatibili.
Se lo desidera, può contattarmi in privato.
Buona giornata

Daniela Magrì Psicologo a Roma

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