Rapporto tra padre e figlio di 3 anni

Inviata da Massi · 25 ott 2016 Psicologia infantile

Buongiorno,
da pochi giorni è nato il mio secondo figlio e ha accentuato di più un lato conflittuale con il mio primo figlio di 3 anni e 3 mesi.
Da premettere che sono si la figura autorevole in casa, quindi capita di sgridarlo, ma non alzo mai un dito nei suoi confronti. Lo incito sempre a fare varie esperienze, cerco di aiutarlo a vincere le paure che ha e a complimentarmi con lui quando fa qualcosa di buono.
Giochiamo spesso insieme, ci abbracciamo, ridiamo insieme, scherziamo, ci divertiamo, la sera gli leggo le storie prima di dormire, ma poi succede, ad esempio, che all'improvviso scatta qualcosa in lui per cui vuole la mamma e solo lei per addormentarsi.
Non vuole darmi bacini, quando normalmente è molto affettuoso, dice che non mi vuole bene e che vuole solo la mamma.
Naturalmente di questo ne soffro.
È capitato, durante la gravidanza (era all'inizio e lui non lo sapeva) che si sia preso la "mani bocca piedi" e che l'abbia passata anche a me. Quindi non poteva stare a contatto con la mamma per evitarle il contagio, durante il giorno era normale, ma al momento di addormentarsi mi riempiva di parole tipo "non ti voglio bene", "voglio la mamma", "vai via", "non ti voglio" ecc.
Poi nel tempo la cosa si è un po' affievolita. Ora di nuovo, più forte che mai, questa sorta di rabbia nei miei confronti per cui non vuole darmi la buonanotte, nemmeno un bacio e mi dice che non mi vuole bene, quando, magari, dieci minuti prima rideva con me e giocavamo insieme.
Cosa devo fare quando ha questi momenti?
Io ne soffro molto e mi feriscono queste affermazioni.
Quando dice queste cose dovrei essere indifferente? Prendermela?
Mia moglie, quando si verifica questo atteggiamento, prova a farlo ragionare, ma inutilmente.
Poi tra me e sua nonna (mia madre) preferisce la nonna (la preferisce anche a mio padre).
Come devo comportarmi?
Grazie mille

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 26 OTT 2016

Gentile Massi,
è probabile che il forzato distacco del bambino (al momento dell'addormentamento) dalla madre all'inizio della gravidanza in quei giorni della malattia esantematica abbia rappresentato un trauma per il piccolo che nel momento di regressione che precede il sonno lo induce ora a respingerla reclamando la mamma.
Ovviamente lei dovrebbe essere più comprensivo e non rimanerci troppo male perchè ciò che più conta per il benessere psicologico del bambino è che l'ambiente familiare sia sereno e che lei abbia una buona relazione con sua moglie.
Molta attenzione occorrerà invece nel distribuire equamente le attenzioni tra i due bambini per evitare che il più grandicello possa ingelosirsi o sentirsi escluso dal momento che il neonato richiede necessariamente che gli si dedichino più tempo e più cure.
Qualora ne sentisse l'esigenza può comunque consultare dal vivo uno/a psicologo/a dell'età evolutiva.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

6928 Risposte

19243 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 OTT 2016

Penso che lei debba rassicurarsi: la figura del padre è molto importante per i figli, ma la madre è ovviamente essenziale per la vita, soprattutto nei primi anni di vita, consideri ad es. l'importanza dell'allattamento. Consideri anche che i figli maschi possono essere particolarmente affettuosi verso la madre.
Forse il momento di addormentarsi porta delle paure e il bambino cerca la figura che maggiormente lo rassicura che è la madre.
Ad ogni modo se ha dei dubbi o disagi uno psicologo potrebbe chiarire i primi e darle delle strategie per risolvere i secondi.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

1054 Risposte

718 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 OTT 2016

Gentile Massi, per avere una visione più neutrale possibile sarebbe utile osservare la relazione familiare. In alternativa le consiglio di leggere due libri e di condividere anche con sua moglie le cose che leggerà e che reputerà interessanti: 1) I no che aiutano a crescere 2) Un genitore quasi perfetto. In molti casi la lettura ha fatto sì che i genitori potessero riflettere sui propri comportamenti che, alcune volte, per quanto positivi e costruttivi, per un bambino piccolo possono risultare stressanti. Qual ora ritenga insufficiente la lettura, può rivolgersi ad un terapeuta sistemico-strategico che le fornirà, passo passo, delle strategie comportamentali idonee alle specifiche situazioni.

Dr.ssa Simona Coscarella
Psicologa-Psicoterapeuta Cosenza

Dr.ssa Simona Coscarella - Studio di Psicoterapie Brevi Strategiche Psicologo a Cosenza

130 Risposte

113 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Psicologia infantile

Vedere più psicologi specializzati in Psicologia infantile

Altre domande su Psicologia infantile

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 22950 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 16600

psicologi

domande 22950

domande

Risposte 84250

Risposte