Rapporto fra adolescenti

Inviata da Bibbi · 15 ott 2021

Buongiorno, mi figlio di quasi 16 anni sta con una sua coetanea da quasi un anno. La ragazza ha avuto in passato problemi di autolesionismo, si tagliava le braccia, la famiglia (che non conosco se non di vista) non credo abbia chiesto un aiuto adeguato. Ad ogni modo mio figlio dice che le sta vicino che la supporta (ovviamente con gli strumenti e conoscenze che può avere un ragazzo di 16 anni), la sente come sua responsabilità, e da diversi mesi non ci sono stati più episodi di autolesionismo. Questa ragazza ha un rapporto conflittuale con la scuola, è la terza volta che ripete il primo superiore in indirizzi diversi e non so se proprio l'inizio della scuola l'ha riportata in una situazione non gestibile per lei, ad ogni modo ieri sera si è di nuovo lesionata le braccia, ha chiamato mio figlio che è andato a casa sua per un paio d'ore. Ora io non so cosa fare e cosa consigliare di fare, credo questa ragazza abbia bisogno di un aiuto specialistico e non vorrei che, anche se con le migliori intenzioni, i tentativi di aiuto che le dà mi figlio siano invece controproducenti. E' complicato chiedere ad una famiglia che praticamente non conosco come intendono affrontare il problema, ma il problema coinvolge chiaramente anche mio figlio e non so davvero cosa fare.

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Miglior risposta 16 OTT 2021

Gentilissima Bibbi, un supporto psicologico per la ragazza di Suo figlio sarebbe molto importante. Tuttavia né noi né Lei siamo in grado di agire su soggetti terzi. Un consiglio che invece mi sento di darLe è di indirizzare Suo figlio a un professionista, per aiutarlo ad aiutare, per farlo chiarire con se stesso, per rinforzarlo ulteriormente e tenerlo lontano da quello che Recalcati definisce negli adolescenti “aggregazione di soggetti mono sintomatici”. Un cordiale saluto e i miei migliori auguri per una felice soluzione

Dott. Vincenzo Crupi Psicologo a Palermo

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25 OTT 2021

Buongiorno. Sono il dott. Massimiliano Castelvedere, di Brescia. Sono tra quei professionisti che ritengono che il cambiamento personale sia un processo lungo e complicato. Purtroppo non ci sono scorciatoie e i consigli che uno psicologo potrebbe dare in una chat lasciano il tempo che trovano: non esiste la “bacchetta magica”. Per inquadrare l’eventuale problematica di un paziente serve invece una consulenza approfondita (almeno 4 sedute). A seguire, se nella consulenza si evidenzia un problema significativo, per risolverlo è necessaria una vera e propria psicoterapia o una psicoanalisi.
Illudersi che si possa fare qualcosa scrivendo in una chat serve solo a perdere tempo e significa che non si è pronti a mettersi in discussione. Se lei è una persona veramente motivata a capirsi e a cambiare, le do la mia disponibilità per fissare un appuntamento (anche online) .

Dott. Massimiliano Castelvedere Psicologo a Brescia

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18 OTT 2021

È evidente che, come è giusto, a lei preoccupa suo figlio e la situazione complessa in cui si è ficcato. Sarebbe utile a suo figlio fare dei colloqui con un esperto affinché capisca il significato delle sue istanze riparative verso questa ragazza sofferente e disturbata. Un legame di questo tipo, a 16 anni, è un gravame inutile e potenzialmente controproducente. In rarissimi casi, potrebbe far scattare in suo figlio la passione per la cura della mente altrui, ma è francamente difficile. Buone cose

Dott. Pier Luigi Rocco Psicologo a Udine

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18 OTT 2021

Buongiorno.
Comprendo la sua preoccupazione per sui figlio, allo stesso modo è utile che lei comprenda la preoccupazione di un ragazzo di 16 anni che è mosso da emozioni forti. Ciò che può fare lei è sostenere suo figlio, provare a capirlo e, allo stesso tempo, invitarlo a dare importanza al malessere della ragazza. L'unico in grado di far si che la ragazza possa chiedere aiuto è proprio suo figlio. Essendo una minorenne, però, sarà poi necessario che anche i genitori di questa ragazza siano alleati della terapia e diano il consenso informato. Spero che lei possa essere più serena.
Un saluto
Dott. Gabriele Fichera

Dott. Gabriele Fichera Psicologo a Torino

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17 OTT 2021

Salve Bibbi,
tutti i comportamenti messi in atto da questa ragazza, le difficoltà scolastiche e l’autolesionismo, sono un modo per farsi vedere da chi non la vede abbastanza: la sua famiglia.
Suo figlio ha un grande animo nel prendersi cura di lei e voi insieme a lui nel non ostacolarlo.
Tutto ciò che è fatto con amore non è controproducente. Ma nonostante ciò un aiuto specialistico è fondamentale, a lungo andare la situazione diventerebbe difficile da sostenere per tutti.
Aiuti suo figlio a comprendere che questa non è una sua responsabilità e a spingere la ragazza a chiedere aiuto, coinvolgendo anche le istituzioni come la scuola ad esempio o i servizi territoriali.

Un caro saluto
Dott.ssa Valentina Rea

Dott.ssa Valentina Rea Psicologo a Pomigliano d'Arco

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16 OTT 2021

Cara Bibbi, il problema che lei si pone è serio e gravoso. Di sicuro i comportamenti che la ragazza mette in atto sono sintomo di una profonda sofferenza che va ascoltata e aiutata. Come lei giustamente dice, non può ricadere tutto sulle spalle di suo figlio. La strada da percorrere mi verrebbe da dirle è aiutare la ragazza a chiedere di nuovo aiuto e con più forza alla sua famiglia.
Se ne ha necessità resto a disposizione per una una consulenza on-line.
Le auguro una buona giornata!

Dott.ssa Silvia Costarelli Psicologo a Jesi

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16 OTT 2021

Buongiorno Bibbi,
È comprensibile la sua apprensione di madre per il carico emotivo e di responsabilità che si è preso suo figlio.
Sicuramente può supportare suo figlio, stargli accanto e comunicare con lui sull'importanza di indirizzare la fidanzata verso un percorso d'aiuto per affrontare in maniera profonda e professionale le sue difficoltà.
È caratteristico degli adolescenti sentirsi onnipotente e invincibili, in grado di affrontare tutto da soli.. il ruolo dei genitori è quello di lasciar che possano sperimentarsi, ma essere anche presenti.

Resto a disposizione, anche online
Dott.ssa Barbara Piscitelli

Dott.ssa Barbara Piscitelli Psicologo a Napoli

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16 OTT 2021

Cara mamma,
Mi dispiace per il disagio che sta vivendo sia la ragazza che tuo figlio.
Ti consiglierei di farsi' che tuo figlio con empatia e tatto le consigli di intraprendere un percorso psicologico per cercare di gestire al meglio questa situazione.
Allo stesso tempo le consiglierei di cercare di conoscere i genitori della ragazza, con il tempo gli di rivolgersi ad uno specialista per aiutare e supportare la ragazza.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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16 OTT 2021

Buongiorno Bibbi,
le problematiche della ragazza richiedono un intervento psicologico che tuttavia non può essere suggerito, ma si basa sulla consapevolezza di un problema e il desiderio sei risolverlo.
È difficile per una persona esterna accettare l impossibilità di essere utile.
Potete sostenere vostro figlio ad essere vicino alla ragazza nella speranza che un rapporto affettivo intenso possa far scattare la molla della motivazione a chiedere aiuto.
È importante che suo figlio non viva come fallimento personale se la ragazza non accoglie la sua offerta di sostegno.
A disposizione per eventuali chiarimenti .
Un augurio
Giordana Milani

Dott.ssa Milani Giordana Psicologo a Biella

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16 OTT 2021

Buongiorno Bibbi,
È comprensibile la sua preoccupazione: per un ragazzo in età di sviluppo sostenere un peso psicologico importante può essere condizionante.
È necessario innanzitutto che sia lui a capire che in un rapporto d’amore entrambi devono sostenersi sulle loro gambe per costruire qualcosa insieme. Quindi è bene che la ragazza si faccia aiutare da un professionista con conoscenze adeguate. Lui può aiutarla a prendere questa decisione ma non la può curare. Il tempo non cura da solo le ferite.
Auguro il meglio a lei e a suo figlio e resto a disposizione
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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