Rapporto difficile con i genitori, mancanza di energia, insicurezza e confusione

Inviata da Filippo · 26 ott 2020

Ciao, sono un ragazzo di 29 anni e da sempre ho un rapporto complicato con i miei genitori, in particolare con mio padre. In sostanza mi ha sempre criticato, mai supportato, spesso umiliato e sminuito, a tavola ma anche in presenza di sconosciuti. Inizialmente non davo peso a queste cose ma crescendo mi sono reso conto che, infelicemente, io mi sia fatto condizionare molto negativamente da lui. Questi continui scontri mi hanno fatto perdere di vista i miei obiettivi, mi hanno svuotato e fatto perdere energie per affrontare la vita di tutti i giorni. Ho perso alcuni anni a fare cose senza un reale interesse o motivo ma solo per non stare a contatto con lui e cercare di distogliere la mia mente da questo peso interiore e "distrarmi".
Sono diventato insicuro, meno espansivo, meno energico e mi sono allontanato da molti amici che mi vogliono bene senza un vero motivo. Inoltre è capitato in passato di non voler condividere con loro alcuni miei momenti di felicità o magari di gioia. Preferivo non celebrarli piuttosto che farlo in loro presenza. Nonostante tutto ciò, sono riuscito a laurearmi due volte, ho fatto esperienze all'estero. Lontano da loro sto meglio, sento di essere vivo, cresco, incontro gente interessante. Tuttavia, lavorando all'estero stavo benissimo ma non ho avuto il coraggio di trascorrere una vita intera lontano dalla mia famiglia e dall'Italia. Pertanto, sono tornato in italia, l'anno scorso, e per diversi motivi dovuti anche al covid, sono tre mesi che vivo di nuovo con i miei. Continuo a percepire quella sensazione che per loro sono un peso, che non mi stimano e inoltre qualsiasi cosa io faccia, loro continuano a criticarmi. E' capitato di ascoltare mia madre parlare di me con tono dispregiativo. Se vedo mio padre mi incazzo perchè penso a quanto sono stato idiota a farmi influenzare negativamente da lui. Senza volerlo, ripercorro il passato e il nostro rapporto e mi ritrovo confuso, senza energie e triste.
A distanza di anni dunque, non riesco a superare questa situazione che purtroppo mi condiziona negativamente la vita di tutti i giorni. Ho pensato di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta per aiutarmi a superare questo problema. Cosa mi consigliate di fare?

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Miglior risposta 27 OTT 2020

Buongiorno caro Filippo,
percepisco la sua forte frustrazione e rabbia nei confronti dei suoi genitori, e specialmente nei confronti di suo padre. Le relazioni familiari, al contrario di quello che ci fanno pensare in televisione con la pubblicità della mulino bianco, non sono sempre facili e piacevoli. Il processo di separazione e di appartenenza è uno dei più difficili e che ci accompagna nella nostra vita. Soprattutto nel momento in cui cresciamo e diventiamo adulti, sentiamo da una parte il profondo bisogno di allontanarci dalla nostra famiglia e di realizzarci e, dall'altra abbiamo un intenso bisogno di radici e di riconoscerci nel nostro nucleo familare, aumentando il nostro senso di appartenenza. Il processo è complesso e potrebbe essere utile per Lei iniziare un percorso di consapevolezza, con un terapeuta, delle proprie dinamiche interne e familiare, affinché lei riesca a vivere con maggiore serenità, eliminando la confusione che l'accompagna e ritrovando la giusta energia per affrontare la vita.
un caro saluto.

Dott.ssa Luisa Garrisi

Anonimo-180763 Psicologo a Firenze

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28 OTT 2020

Caro Filippo,
quello che tu racconti, purtroppo, è una situazione comune molti. Dalle tue parole si percepisce una profonda rabbia e delusione. Come se dicessi "caspita, io ero piccolo..avrebbero dovuto sostenermi, supporti, sono loro i genitori".
Capita, però, che anche i genitori, per delle loro problematiche irrisolte, riversano inconsapevolmente le frustrazioni sui figli. Penso che lei senta la necessità di iniziare ad amarsi e poi di elaborare questa rabbia nei confronti dei suoi genitori.

Le auguro di iniziare presto un percorso.
Un caro saluto
Dr.ssa Manuello Maria Cristina

Dottoressa Maria Cristina Manuello Psicologo a Bolzano

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27 OTT 2020

Salve Filippo. Non è facile sentirsi svalutati e giudicati e può essere normale, per quanto spiacevole, interiorizzare alcuni giudizi negativi, soprattutto quando questi messaggi ci arrivano ripetutamente e dalle figure che sono le nostre basi di crescita. Molto di noi si fonda sul rapporto vissuto con le nostre figure di riferimento che influiscono sul nostro modo di rapportarci all'altro, di comunicare e sentire, cosi come sulle aspettative che possiamo avere rispetto a come l' altro si rapportera con noi. C'è una parte di lei arrabbiata, che ha assolutamente motivo di esistere, ma che può imparare ad accogliere senza giudizio e su cui può lavorare. Leggo inoltre parte di tristezza e senso di colpa, soprattutto per se se stesso. Il punto di partenza potrebbe essere lavorare sulle sue emozioni, sull' importanza dei suoi bisogni e quindi di se stesso, che merita ora da adulto di potersi esprimere e darsi valore, accogliendo quella sua parte bambina che è stata un po svalutata e si sente arrabbiata e vulnerabile. Inoltre, si potrebbe pensare di lavorare sul rapporto con i suoi genitori, esprimere ciò che vorrebbe condividere con loro e allo stesso tempo imparare a rispettate i propri confini. Possiamo decidere se rimanere intrappolati sul nostro passato o se partire da questo come spinta di crescita. Un percorso psicologico potrebbe assolutamente essere la scelta migliore per lei, nella scoperta delle sue risorse e benessere personale. Rimango a disposizione in privato in caso di ulteriori dubbi o anche domande rispetto un percorso da intraprendere. Le auguro una buona giornata, saluti dott.ssa Laura Paniccià.

Dott.ssa. Laura Paniccià Psicologo a Porto Sant'Elpidio

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27 OTT 2020

Carissimo, spesso i figli sono vittime di disagi interni alla coppia coniugale, altre volte vittime di aspettative disattese. In tutti i casi lei fa bene a seguire un percorso per conto suo, che le dia la possibilità di tirar fuori quegli strumenti per potersi mettere tutto questo alle spalle e continuare al meglio il suo cammino e realizzare dei rapporti personali con gli altri, affrancandosi da certi modelli. Non solo, ma anche a trovare stima e fiducia in sé stesso e nel suo futuro. Resto a disposizione.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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27 OTT 2020

Gentile Filippo,
dal suo scritto colgo la sofferenza, la fatica e i tentativi nel portare avanti la sua vita. Il peso interiore credo sia un sospeso che va conosciuto e affrontato. Le consiglio di avviare un lavoro psicoterapeutico di tipo psicoanalitico.
Rimango a disposizione
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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27 OTT 2020

Salve Filippo,
Il problema dei conflitti irrisolti con i nostri genitori è che non possiamo liberarcene. Vede irrimediabilmente loro rappresentano il nostro modello di uomo e donna, con tutti i loro pregi e difetti inclusi. Questo significa che se non riusciamo ad elaborare e in qualche modo modificare quelle modalità distorte, le comunicazioni disfunzionali e le rappresentazioni che LORO hanno di noi, fatichiamo ad essere felici, anche a miglia di distanza, ce li portiamo ddietro, ce li abbiamo addosso.
Credo perciò che la sua scelta sia una scelta molto sensata e potenzialmente risolutiva.
Le auguro di vestire nuovi abiti.


Dr.ssa
Michaela Mortera

Dr.ssa Michaela Mortera Psicologo a Civitanova Marche

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26 OTT 2020

Caro Filippo, certo è spiacevole percepire che chi dovrebbe supportarci, in realtà, ci svaluta. Mi verrebbe da chiederLe se sia mai riuscito ad affrontare questo modo di sentirsi con i Suoi genitori. Chissà, questo potrebbe portare ad una rivalutazione, anche da parte loro, di tutta la relazione familiare. Ad ogni modo, nelle relazioni, familiari e non, noi portiamo ciò che abbiamo interiorizzato dalle esperienze significative passate: il modo di porci, relazionarci deriva tutto da lì. Questa non è una giustificazione ai comportamenti che causano malessere in Lei, ma è per dare una spiegazione più ampia del perché, a volte, le persone instaurano una relazione in un modo piuttosto che in un altro. Detto questo, è positivo da parte Sua iniziare un percorso terapeutico che possa giudarLa alla consapevolezza dei Suoi meccanismi interni e relazionali, migliorandoli per provare benessere e serenità, e anche a svincolarsi da quelle circostanze che Le creano disagio.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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