Rapporto di coppia in crisi.

Inviata da Irene Fabrizio · 27 feb 2020 Terapia di coppia

Mi chiamo Irene, ho 20 anni. Circa due anni fa ho iniziato una relazione con un ragazzo di 27. Buona parte di essa è stata vissuta a distanza, a causa del mio trasferimento a 1000km da casa per fare l'università.
I mesi sono passati molto in fretta, abbiamo continuato a vederci (quando possibile).
Fin dai primi incontri abbiamo sperimentato una forte empatia e compatibilità caratteriale, tanto da decidere di continuare, nonostante la situazione sfavorevole e l'incertezza per il futuro. Ci siamo legati particolarmente dopo esserci raccontati reciprocamente i trascorsi poco piacevoli della nostra infanzia, trovando similitudini.
Circa un anno fa, lui ha iniziato a fantasticare sulla possibilità di trasferirsi e vivere insieme... Ipotesi che all'inizio mi ha spaventata, ma poi ho visto come una prova d'amore. Ho iniziato quindi ad aiutarlo con annunci di lavoro e appartamenti, l'ho sostenuto perché un trasferimento è pieno di difficoltà, anche di natura emozionale. Due mesi fa mi ha comunicato di aver cambiato idea, di non volersi trasferire ma di voler continuare comunque la relazione.
La mia reazione è stata quello di voler interrompere a causa della consapevolezza che ci vorranno ancora molti anni prima che concluda il percorso universitario. Tuttavia non siamo mai riusciti a dirci addio definitivamente, nonostante io non mi fidi più di lui, dopo essersi tirato indietro e aver cercato un lavoro vicino casa (senza mettermi al corrente dei fatti). Quando comunico la mia diffidenza e sfiducia, lui perde la calma e dice che ha fatto di tutto per questa relazione e che devo fare un lavoro su me stessa per ritornare a fidarmi .
Ed io mi sento messa in secondo piano. Nonostante mi stia interrogando su una possibile soluzione per ritrovare la serenità, credo che sia ormai perdura.
Provando a razionalizzare la cosa, è probabile che io abbia sviluppato una dipendenza affettiva e non riesca più a ragionare in modo lucido.
Ho anche paura di aver accanto una persona che ha utilizzato i miei sentimenti, per riempire dei vuoti emozionali, superare insicurezze e vicende personali.
Quando io comunico il mio disagio, lo stesso viene sminuito e mi sento dire che sente un legame viscerale, ma sempre più spesso lui perde la calma (cosa che non era mai successa, visto che si è sempre professato come una persona molto calma e rispettosa).
Si può ancora recuperare?

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