Rapporto di coppia felice, ma senza sesso

Inviata da Claudia · 30 ott 2020

Buongiorno,

sono Chiara, frequento da circa 6 mesi un uomo, di 13 anni piu grande di me, con cui mi trovo molto bene a livello intellettuale: ridiamo, scherziamo, passiamo quasi tutto il nostro tempo libero insieme. Siamo due persone molto diverse, per stili di vita ed estrazione culturale, ma nonostante cio' ci troviamo molto bene, tant'e' che lui mi ha gia' piu' volte detto che gli piacerebbe se decidessi di trasferirmi da lui.

L'unico aspetto che sembra proprio non funzionare, pero', e' il sesso. Sin dall'inizio lui ha manifestato alcune difficolta', come mancanza di erezione totale o perdita della stessa dopo poco che avevamo iniziato il rapporto. Ovviamente all'inizio ho dato la colpa a una qualche forma di "ansia da prestazione", e mi/ci sono data tempo per vedere come la cosa evolvesse, Lui stesso mi ha confermato che era probabilmente una questione di tempo e che acquisendo una maggior complicita' tra noi le cose sarebbero migliorate.

Attualmente pero', dopo 6 mesi, benche' lui sia molto affettuoso nei miei confronti e cerchi spesso il contatto, e' praticamente impossibile avere un rapporto completo. E' di fatto successo solo una volta, mentre tutte le altre solitamente accade come segue: dopo una fase di preliminari, accade che spesso ci sia penetrazione, ma lui non riesce mai a raggiungere l'orgasmo (il piu' delle volte credo perda l'erezione) e alla fine conclude con la masturbazione. Masturbazione, tra l'altro, fatta da lui: se ci provo io solitamente sento che perde l'erezione o comunque dopo poco mi chiede di iniziare a baciarlo e conclude da solo. Altre volte la situazione e' pure peggio, nel senso che non riusciamo nemmeno a iniziare il rapporto, come se non volesse o non ne avesse voglia.

A completare il quadro, ci sono due altri punti importanti: il primo e' che, dopo una prima relazione risalente a 20 anni fai, lui di fatto non ha mai piu' avuto relazioni "stabili", ma prevalentemente incontri incentrati sul sesso. Magari anche duraturi, della durata di anni e con le stesse persone, ma sempre come collante il sesso, perche' erano tutte donne sposate o comunque con problematicita' tali da non permettere l'inizio di una relazione. Sesso, tra l'altro, a suo dire particolarmente "spinto", che forse ora gli fa percepire come "noioso" quello che potrebbe fare con me.

Il secondo aspetto e' che, subito all'inizio della nostra relazione, percependo un interesse per me ma un evidente problematica a livello sessuale, si e' rivolto ad un suo amico psicoterapeuta, con cui ha di fatto solo avuto una chiacchierata ma che gli ha ribadito come i problemi di oggi derivino dalle relazioni "tossiche" da lui avute nel passato (io non ne conosco tutti i dettagli), che la scelta di mettersi sempre con donne problematiche nascondeva propabilmente una sua paura/avversione nei confronti di una relazione stabile e gli ha comunque consiliato di continuare con me e vedere come andava - si e' insomma mostrato ottimista circa la possibilita' di sbloccarsi.

All'epoca pero' eravamo insieme da poche settimane, ora di mesi ne sono passati 6 ed inizio a temere che questa situazione non si sblocchera', che magari, al di la' dell'interesse intellettuale che nutre per me e del sentimento che ne e' conseguito, non ci sia una reale attrazione fisica nei miei confronti, dato che all'inizio di una storia mi aspetterei che l'attrazione fosse molto alta.

Da parte sua percepisco inoltre una chiusura nei confronti dell'argomento, non ne vuole parlare o non vuole dirmi piu' di quanto mi abbia gia' detto... alla fine chiude l'argomento o dicendomi di avere pazienza perche' lui in una relazione non ci sta da 20 anni (ma cosa c'entra questo col sesso che dovrebbe essere una cosa spontanea?) o, alternativamente, che se le cose non si sistemeranno sara' il primo a dire che non si potra' andare avanti.

Io onestamente non so che fare. Con lui sto davvero bene, ma non posso fare finta che questo problema non esista e, d'altra parte, non mi sembra nemmeno che la tattica di ignorare la cosa in se' (per non generale una spirale di ansie-insuccessi poi difficli da sistemare) stia migliorando la situazione.

Non sto neanche a dire, inoltre, che questa situazione mi sta creando tutta una serie di complessi e sensi di inferiorita' nei confronti del suo trascorso sessuale, visto che ha avuto per anni realzioni con le stesse donne incentrate solo sul sesso e ora con me, che in teoria sarei la sua fidanzata, non riesce ad avere rapporti.

A volte penso (sempre piu' spesso) che forse sarebbe il caso di interrompere tutto, visto che se non c'e' stato uno sblocco in 6 mesi difficilmente avvera' in futuro.

Sono aperta a qualunque suggerimento possiate darmi sul come gestire la situazione, e vi ringrazio in anticipo per il vostro tempo.

Chiara

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Miglior risposta 30 OTT 2020

Gentile Chiara,
di fronte a questa situazione i passi da fare sono: parlarne assieme, approfondire la salute sessuale del suo compagno tramite visite mediche e subito dopo, o contemporaneamente, iniziare un percorso di coppia, che eventualmente potrebbe modificarsi in un percorso singolo rivolto al signore. Tuttavia se lei dovesse sentire la necessità di affrontare i vissuti di inferiorità di cui parla e un generale senso di insoddisfazione, potrebbe essere indirizzata ad un altro terapeuta.
Ribadisco la primaria importanza di effettuare una visita andrologica ed eventuali approfondimenti per il signore che, col passare del tempo, sono necessari al di là della problematica sessuale.
Tornando ai contenuti della sua mail, un aspetto che ho trovato un po' discordante è la ricerca da parte del signore, di storie incentrate sul sesso addirittura spinto. Se quest'aspetto è infatti deficitario, è difficile che la sessualità sia facilmente fruibile, seppur possa essere vissuta ugualmente come soddisfacente ed egosintonica. Quindi sarebbe da appurare se abbia iniziato ad avere un deficit di erezione dopo qualche avvenimento o cambio di stile di vita o assunzione prolungata di qualche farmaco oppure se era già talvolta presente nel periodo in cui riferiva una vita sessuale particolarmente attiva.
Concludo dicendole che alcuni uomini possono vivere questa problematica come un attacco alla propria virilità e quindi possano non essere inclini a parlarne ma siano disposti ad affrontare la problematica se essa viene portata dalla donna, come sua conseguente insoddisfazione. Le suggerisco quindi di provare ad approfondire l'argomento mettendo in luce i suoi bisogni e stati d'animo.
Sperando che la situazione possa migliorare, la saluto e mi rendo disponibile per un ulteriore approfondimento.
dott.ssa Carucci.

Dott.ssa Elena Carucci Psicologo a Torino

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2 NOV 2020

Cara Claudia, certo, le esperienze passate influiscono sul modo che ognuno di noi ha nel relazionarsi agli altri, e questo concerne anche l'ambito sessuale. Le consiglierei di confrontarsi con il Suo compagno affinché possa capire e definire la causa di questa problematica con l'aiuto di uno psicologo, in particolar modo, potrebbe essere necessario un sessuologo, per l'appunto.
Credo comunque che non debba Lei farsi influenzare e cedere di autostima, perché questo problema non dipende da Lei Claudia, ma potrebbe essere causato dal modo in cui il Suo compagno vive l'aspetto relazionale e intimo, a prescindere, quindi, dalla protagonista della relazione. E' qualcosa di più generalizzato, quando si entra nel campo della ipotetica relazione stabile (questo senza considerare l'aspetto delle cause organiche, a parer mio, da non trascurare per delle ipotesi diagnostiche).
Le auguro buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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1 NOV 2020

Gentile Chiara,
è molto probabile che lo psicoterapeuta amico di quest'uomo abbia ragione nel ritenere che il problema può dipendere dalla paura/avversione di una relazione stabile e nella quale ci sia soprattutto un forte legame emotivo-affettivo che è a qualche livello da quest'ultimo temuto e gli impedisce di affidarsi mentre è invece da escludere che non ci sia attrazione fisica nei suoi confronti.
Pertanto, sarebbe opportuno che il suo partner intraprenda un percorso di psicoterapia individuale a cui può seguire eventualmente in seguito una terapia di coppia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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1 NOV 2020

Ciao Chiara, rispondo sulla base da quanto da te riportato. Una buona complicità intellettuale, affettiva non significa anche a caduta una buona relazione sessuale. Io credo che la il tuo partner per ecco tardi abbia bisogno di una sessualità molto forte che deve escludere la parte affettiva. I suoi desideri sessuali sono troppo "primitivi" per essere condividi con la persona che nutre un sentimento "pulito".
La vostra è una bellissima storia intellettuale e rimarrá tale. Il tuo partner potrebbe iniziare una psicoterapia individuale ma questo non ti porterá ai risultati da te sperati e in breve tempo.
Dr.ssa Romina Bove

Bove Romina Psicologo a Modena

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30 OTT 2020

Affronti l' argomento con il suo partner e lo convinca ad occuparsi davvero del suo problema, facendo eventualmente degli esami medici
e contattando uno psicoterapeuta
In caso di rifiuto, molli la relazione
Dott. Masucci A.

Dott. Armando Masucci Psicologo a Avellino

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