Rapporto con mia madre

Inviata da Stefania · 13 giu 2019 Terapia familiare

Salve, sono una studentessa universitaria di 26 anni che vive (si spera ancora per poco) con i genitori. Vorrei parlarvi del rapporto con colei che, a suo dire, mi ha messo al mondo, ossia mia madre. Sono anni oramai che il nostro rapporto (semmai ne sia esistito uno) si è incrinato e va sempre più deteriorandosi. Partiamo dal presupposto che tra me e lei non è mai esistito un legame di quelli che si vedono in "Una mamma per amica", senza contare il fatto che ci è stata una disparità di trattamento con mia sorella palpabile agli occhi di chiunque. Ad ogni modo, sono anni che si diverte a contraddirmi su ogni cosa, ad insultarmi dicendomi che non sono normale, sono acida, ho la testa di mia zia (che lei non può vedere, ma con cui io ho un bellissimo rapporto), che rimarrò sola visto il carattere che mi ritrovo ecc ecc. In più è fissata con i miei chili di troppo, e questa ossessione si è trasformata in insulti recentemente. Sono consapevole che, stando perennemente seduta su una sedia e facendo poca attività motoria a causa degli studi, ho preso chili che prima non avevo. Ciò però non causa un problema per me ma lo causa per lei! La cosa allucinante è che il mio aspetto fisico è l'argomento prediletto di conversazione con gli amici del burraco e non si rende conto di quanto questo sia imbarazzante per me. Ripeto, non sono tipa da smettere di mangiare per due critiche, ma se non ho confidenza con la gente non me la sento di parlare di aspetti riguardanti la mia sfera personale. Ma poi: da che pulpito viene la predica, visto che mia madre è 4 volte me a costituzione. Inoltre, lei è una persona che tiene di più all'apparenza che all'essere, ipocrita all'ennesima potenza (parla male di X con Y per ore e ore al telefono; poi chiama Y per tagliare su Z, e conclude chiamando Z per sparlare di X), gelosa del rapporto con mia zia. Potrei stare mesi a descrivervi situazioni e parlarvi di aneddoti che riguardano solo me o il rapporto con mia sorella, ma razionalmente mi rendo conto che avreste solo una versione dei fatti più o meno discutibile. Mi limito a farvi presente (a voi la libera scelta di credermi) che non ho mai ricevuto lo stesso trattamento riservato a mia sorella e che già solo il rapporto tra lei e mia madre non è minimamente paragonabile a quello tra di noi. Altra precisazione: con mia sorella minore non ci siamo rivolte la parola per tutti questi anni. Dagli ultimi mesi abbiamo riallacciato uno pseudo qualcosa per via della sua gravidanza e del fatto che si deve sposare. Senza portarla ulteriormente alle lunghe, non voglio un rapporto con lei così come quello che ha mia sorella nei suoi confronti, perché so che per via del diverso carattere e le diverse vedute non sarà mai possibile. Però vorrei tanto comprendere cosa la spinge a comportarsi in tal modo nei miei confronti: a mala pena ci parliamo e ogni volta che lo facciamo è una discussione, io penso A lei B, mi fa innervosire costantemente ed ha un atteggiamento ostile nei miei confronti. Sono arrivata a saturazione e se continua così cancello qualsiasi traccia rimasta del nostro rapporto.

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Miglior risposta 13 GIU 2019

Gentile Stefania,
spero si renda conto dell'elevato livello di rabbia che ha nei confronti di sua madre e che non fa bene innanzitutto a se stessa.
Sappia che quando si guasta una relazione, la responsabilità non è mai di una sola persona ma quasi sempre di entrambe .
Pertanto è probabile che il miglior rapporto che esiste tra sua madre e sua sorella sia dovuto soprattutto alle reazioni meno rabbiose di quest'ultima.
Cerchi di considerare le critiche di sua madre non in senso distruttivo ma come stimolo per migliorarsi : ciò vale per il peso corporeo ma anche per il suo carattere collerico.
Se, come dice, vuole comprendere cosa spinge sua madre a comportarsi male nei suoi confronti glielo chieda possibilmente senza alzare i toni e se sua madre scarica tutta la colpa su di lei, risponda che ognuna ha la sua parte di responsabilità e proponga più rispetto reciproco.
Se poi, indipendentemente da ciò, desidera migliorare qualche tratto disfunzionale della sua personalità con effetto benefico sia in ambito familiare che extra-familiare, le suggerisco di intraprendere una esperienza di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 GIU 2019

Buongiorno Stefania. Comprendo il suo dolore, che paradossalmente fa ancora più male in prospettiva di una sua uscita da casa... È coraggioso e ammirevole il suo desiderio di dare un senso alla sua sofferenza prima di lasciare la sua famiglia d' origine. Io le consiglierei di invitare mamma a fare un incontro con lei, sotto la guida di un professionista, online, telefonicamente o in studio. Resto a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Dott.ssa Laura Ceccoli, psicologa psicoterapeuta sistemico relazionale della Persona, Coppia e Famiglia

Dott.ssa Laura Ceccoli Psicologo a Genova

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15 GIU 2019

Gentile Stefania,
mi dispiace molto per cio' che vive con sua madre e di riflesso anche il rapporto con la sorella sembra risentirne. Indubbiamente è una situazione complessa, è importante che lei investa su stessa e inizi un percorso psicologico per stare meglio.
Resto a disposizione
Dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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13 GIU 2019

Buongiorno Stefania,

seppur cresciuta e maturata dal suo messaggio si comprendere una forte delusione e sofferenza in merito al rapporto con sua madre. Come se si sentisse sempre giudicata, paragonata ad altri e mai compresa. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico, online o da un professionista della sua zona, l'aiuterà ad approfondire il rapporto e comprenderlo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, se vuole mi può contattare.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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13 GIU 2019

Gentile Stefania
A che le serve comprendere il comportamento sua mamma? Io le suggerirei piuttosto di lavorare per elaborare la rabbia che la tiene legata a sua madre e le impedisce di realizzare il suo pieno potenziale e la sua vita. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla ad accettare l'eredità che le è capitata in sorte e a prendersi la responsabilità del proprio futuro e della propria vita, mettendo una sana distanza emotiva tra lei e quello che di sua madre la fa soffrire.
Le auguro una buona vita
Dott.ssa Chiara Ostini

Dott.ssa Chiara Ostini Psicologo a Milano

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