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Rapporto con i genitori in età adulta

Inviata da Chiara · 30 mag 2018 Terapia familiare

Buongiorno,
vorrei condividere con voi una questione che ultimamente mi sta angustiando e su cui vorrei un'opinione esperta. Recentemente, soprattutto a fronte di alcune piccole difficoltà pratiche che sto attraversando (salute e lavoro soprattutto), mi sono resa conto che in realtà sui miei genitori non posso affatto contare sul piano emotivo e psicologico. Mi spiego meglio: sono sposata da 2 anni e vivo da 6 anni in un'altra città per cui il nostro rapporto è prevalentemente telefonico con 1 o 2 visite di persona al mese. A livello pratico non ho mai chiesto supporto in niente perché penso che alla mia età sia sbagliato appoggiarsi ai genitori per essere aiutati con la casa, i figli o quant'altro e comunque vista la lontananza non ne avrei nemmeno la possibilità. Resta però il fatto che a volte avrei bisogno di un supporto morale visto che qui nella nuova città, a parte mio marito, non conosco nessuno e mi sento un po' sola ad affrontare tutto (piccoli e ordinari problemi, niente di serio, però a volte una "pacca sulla spalla" di incoraggiamento ci vorrebbe). Invece i miei genitori, soprattutto mia madre, perseverano nell'atteggiamento rigido e inflessibile che magari durante la mia infanzia e adolescenza è stato anche utile, ma ora vorrei a volte un approccio più morbido, comprensivo, accogliente...insomma sono qua da sola (mio marito per lavoro è fuori casa circa 12 ore al giorno) che mi destreggio alla meno peggio tra le difficoltà del quotidiano e sento da parte loro rimbrotti e frasi del tipo: "ma non farne un dramma", "possibile che ti lamenti sempre", "sei troppo emotiva", "esageri tutto"...insomma mi manca quello che, forse, non ho mai avuto: una mamma amorevole e accogliente che non ti giudica, non ti critica e ti incoraggia, ma non in stile militaresco come fa la mia. Non dico che i miei non mi vogliano bene, anzi sono perfettamente consapevole di quanto me ne vogliono e anche di quanti sacrifici hanno fatto per me quando ero piccola, ma hanno sempre puntato davvero troppo sulla moralità, sul dovere e sulle regole senza lasciare spazio per l'emotività. Con loro la sensazione che ho sempre è: o come vogliono loro o niente, ossia o mi mostro la figlia in gamba, brillante, dinamica e che sa far fronte a tutto o niente, non vado bene, sono debole, sono nevrotica, sono infantile...mi sembra francamente esagerato e anche molto ingiusto perché tutti hanno il diritto di avere momenti di difficoltà sia pratica che emotiva nella vita e di essere accettati e supportati. Sarà anche per questo che ho sempre avuto una particolare attrazione emotiva (proprio solo a livello di ammirazione caratteriale) per donne più grandi di me, penso per una sorta di bisogno compensatorio. Non so se sono riuscita ad esprimere correttamente le mie sensazioni, ma spero comunque in qualche spunto da parte vostra. Grazie in anticipo a chiunque vorrà rispondermi.

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Miglior risposta 1 GIU 2018

Cara Chiara,
da adulti riusciamo a vedere più chiaramente che tipo di persone sono i nostri genitori, soprattutto quando diventiamo genitori a nostra volta o quando ci allontaniamo da loro. Non sono più solo "i genitori" ma diventano "persone" con tutti i loro pregi e i loro difetti...esattamente come noi! imparare ad accettarli indiscriminatamente in tutti i loro aspetti è una grande conquista. I suoi, come lei stessa dice, hanno un modo di dimostrare affetto diverso da come lei vorrebbe e forse non riuscirebbero a mostrarlo in altro modo. Li prenda comunque ad esempio: insegni ai suoi figli a manifestare empatia ed affetto così come lei vuole e non come le hanno mostrato i suoi genitori.
Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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5 GIU 2018

Cara Chiara, a volte da adulti si può arrivare a delle importanti consapevolezze, un pò come sta succedendo a lei...e capisco come accorgersi di aver ricevuto per una vita un amore in qualche modo "condizionato" possa essere doloroso. Trovare un colpevole non serve a nulla, cercare però di dar voce ai proprio bisogni per poterli poi soddisfare si. Non è possibile cambiare gli altri o chiedere a loro cose che probabilmente non sono capaci di darci: è necessario fare un lavoro dentro se stessa per "fare pace" con questa cosa (magari con il sostegno di un terapeuta) e canalizzare le sue energie in altro modo, trovando dentro se stessa ciò che cerca fuori.
Un grosso in bocca al lupo per la sua vita, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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