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Rapporto con genitori complicati e anaffettivi

Inviata da Penelope il 16 mag 2017 Terapia familiare

Buongiorno,
vi scrivo perché attualmente vivo una situazione molto complicata con i miei genitori e in parte i miei fratelli e non so bene come uscirne.
Vivo all'estero da diversi anni, dove conduco una vita felice e piena di soddisfazioni. Sono felicemente sposata e da 10 mesi sono madre di due gemelli. Globalmente la mia vita va molto bene, se non fosse per il rapporto da sempre problematico con i miei genitori.
Quando sono rimasta incinta io e mio marito abbiamo deciso che avremmo dovuto cercare una casa più grande. I miei genitori ci avevano aiutato a comprare il monolocale in cui vivevamo e improvvisamente hanno deciso che avrebbero voluto indietro la metà dei soldi, cosa che non ci avevano mai detto.
Ho passato la gravidanza ricevendo in media 2-3 telefonate al giorno da mio padre che mi ricordava che avrei dovuto ridargli quei soldi, facendomi vivere con grande angoscia, al punto da avere attacchi di panico anche la notte. Con fatica abbiamo trovato un mutuo per ripagare quella cifra e riuscire a comprare la nuova casa.
Mio padre ha poi deciso, senza dircelo, che lui e mio marito avrebbero fatto i lavori nella nuova casa, proprio in corrispondenza di quando ho partorito e per tutto il periodo in cui i nostri figli sono rimasti in terapia intensiva (sono nati prematuri). A mio marito è stato urlato più volte che non doveva per forza venire in ospedale a vedere i bambini e che si stava approfittando della disponibilità di mio padre. E' stato anche insultato pesantemente da mio padre. Le stesse urla le ho ricevute io.
I lavori sono stati fatti malissimo ed oggi ci ritroviamo con una serie di danni in casa. Inoltre non abbiamo avuto alcuna voce in capitolo.
Una volta che i bambini sono stati dimessi i miei genitori sono però spariti dopo una settimana, tanto i lavori erano finiti secondo loro.
Dopo varie insistenze a febbraio siamo andati a trovarli 12 giorni ed è stato un inferno. Mia madre ha da sempre dei problemi di gestione della rabbia. Ho passato tutta la mia vita a sentirla urlare e a vederla avere crisi isteriche. Da adolescente mi ha sempre insultata o criticata, dicendomi che non sapevo fare niente, che ero pigra, che i miei voti non erano mai abbastanza buoni, che ero una stronza, una scema, ecc.
Se piangevo mi diceva che ero patetica e ridicola e facevo scene da prima donna.
Dopo anni sono riuscita a capire che si tratta di comportamenti sbagliati, che non voglio riprodurre. Purtroppo davanti ai miei figli si è messa ad avere diverse crisi isteriche perché alcuni parenti venivano a vedere i bambini. Ho informato mio padre e i miei fratelli che non posso portare i mie figli lì se mia madre non si fa curare. Nessuno però vede la gravità del problema e mi dicono che non voglio far vedere loro i nipoti (anche se ho detto che possono venire qui quando vogliono).
Dopo un ennesimo litigio, due settimane fa, in cui mi è stato dato della pazza e a mio marito del manipolatore, ho ridotto notevolmente i rapporti con loro e non so proprio cosa fare. Da allora non ci siamo più parlati a voce. Nel corso dell'ultima settimana ho mandato loro una mail in cui spiegavo il mio punto di vista, una foto dei bambini e un video. Non ho mai ricevuto risposta. Sinceramente non me la sento di chiamarli perché so che sarei insultata all'istante. Mia sorella è l'unica che mi ha scritto settimana scorsa, ma solo per dirmi che sto facendo soffrire i nostri genitori e per ribadire che urlare davanti ai bambini non è grave, che tutti abbiamo dei limiti, che i nostri genitori sono delle brave persone, io invece, ecc.
Nonostante sappia di non meritare una tale aggressività, provo però a momenti sensi di colpa e attacchi di panico, soprattutto perché so che più tempo passa senza che io chieda scusa, più la loro reazione sarà esagerata.
So che non posso farci niente, che il loro carattere è quello che è, ma come posso imparare a mettere una distanza emotiva e non soffrire per loro, né avere paura delle loro reazioni? Mio marito è dell'idea che non dovrei più contattarli finché non si facciano vivi loro. Tra l'altro tanto sono interessati ai miei figli che nessuno mi ha più chiesto come stanno.
Mi sembra assurdo che alla mia età debba ancora aver paura di disobbedire ai miei genitori.
I miei genitori rifiutano a prescindere qualunque aiuto psicologico. Per mia madre gli psicologi sono tutti dei farabutti approfittatori e per lei scavare in profondità è solo negativo. Oltre al fatto, che secondo lei c'è solo da vergognarsi nel voler parlare delle proprie cose con un perfetto estraneo.

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Gentile Penelope,
ha dovuto affrontare momenti molto difficili e gestire caratteri molto impegnativi ed esplosivi attorno a sé. Dure prove le si sono presentate anche in momenti delicatissimi come la gravidanza e il post parto.
Mi sembra di aver capito che a livello fisico lei sia riuscita a mettere della distanza tra voi andando all'estero. Ha però poi probabilmente sperato che le cose migliorassero con l'arrivo dei bambini a livello di comportamenti, aiuto e reazioni. Ma ha avuto l'ennesima delusione e dimostrazione di chiusura a condizioni differenti da quelle dettate dalla sua famiglia.
Capisco perfettamente la sua riluttanza ad esporre i suoi figli a situazioni molto difficili che ha vissuto per tanti anni lei in prima persona.
Dal suo racconto, lei ha tentato movimenti di apertura spiegando alla sua famiglia la situazione e i perché della distanza, inascoltati. Dal momento poi che sua madre risulta molto prevenuta verso il lavoro psicologico, non posso consigliarle un lavoro famigliare che avrebbe potuto aiutare il dialogo e l'approfondimento di vari temi. Ha mai pensato invece a tentare un lavoro psicologico magari con i suoi fratelli? Potrebbe essere la chiave per iniziare un dialogo più costruttivo con loro e, chissà, magari ampliarsi con il tempo ad altri membri. In caso negativo potrà invece intraprendere un lavoro di accettazione progressiva di una situazione che non può cambiare ed autorizzarsi pienamente alla distanza.

Dott.ssa Rossana Raso

Dott.ssa Rossana Raso Psicologo a Aosta

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