Rapporto complicato con famiglia d'origine

Inviata da elektron · 5 dic 2017 Terapia familiare

Ho 27 anni e da poco più di un anno ho lasciato casa dei miei genitori per andare a convivere con il mio compagno, con cui mi sposerò la prossima estate. Nel corso di quest'ultimo anno i rapporti con la mia famiglia d'origine sono andati progressivamente in crisi, portando alla luce problemi e difficoltà già esistenti ma che, finché vivevo in casa, non sembravano così insostenibili. Sono cresciuta in una famiglia allargata - sono rimasta orfana di mia madre da bambina e mio padre si è risposato - e, nonostante l'affetto che ho per la "nuova" mamma, per i suoi figli e la mia famiglia nel complesso, mi rendo conto che questa situazione ha influito molto sul mio carattere e sulle difficoltà relazionali che sto incontrando ora. In casa non sono mai riuscita a sentirmi pienamente compresa e libera di essere me stessa e con i miei genitori non sono mai riuscita né ad aprirmi né a ribellarmi apertamente: ho un carattere indipendente e ho sempre fatto in autonomia le mie scelte di vita, ma, nelle piccole cose quotidiane, non sono mai riuscita e non riesco tuttora a farmi le mie ragioni e "dire la mia" quando necessario, mi blocco proprio e, in genere, sopporto in silenzio e non mi difendo se attaccata. Ora, tutto questo mi sta risultando molto pesante per via della situazione che è venuta a crearsi tra i miei genitori e il mio compagno: i rapporti non erano dei migliori in partenza, ma col tempo si sono deteriorati sempre più, e io non riesco a prendere in mano la situazione né da una parte né dall'altra. Ci sono state alcune situazioni in cui il mio compagno si è sentito ingiustamente attaccato dai miei genitori e non difeso da me (e devo ammettere che è vero): mi ha chiesto più volte di affrontare con loro il discorso e io con un pretesto o con l'altro mi sono sempre sottratta per paura di uno scontro, con l'unico risultato di aumentare la sua insofferenza. I miei, per contro, non sono persone particolarmente elastiche e il loro essere comunque prevenuti nei suoi confronti non aiuta; in più hanno patito molto la mia decisione di trasferirmi con lui nella stessa città ma in un quartiere distante dal loro e vicino a dove abitano i miei suoceri, con cui c'è da parte di entrambi un rapporto completamente diverso. Questo ovviamente mi crea dei forti sensi di colpa, ma al tempo stesso la verità è che, nonostante non provi rancore nei confronti dei miei genitori, io sto bene così, lontana da loro, e non sento il bisogno di vederli o sentirli spesso, anzi. Ci sono dei momenti in cui rimpiango di non aver cambiato città o addirittura stato, per avere un pretesto per vederli solo una volta ogni tanto senza dover addurre ripetute scuse, e ovviamente questo mi fa sentire una persona orribile. Il mio compagno, inizialmente conciliante, si è pian piano irrigidito per via delle tensioni di cui sopra, fino a non voler più vedere i miei genitori se non strettamente necessario: mi ha già fatto capire che preferirebbe non esserci neanche a Natale e la cosa mi addolora profondamente. Lui ha un carattere molto schietto e tendente all'aggressivo e non è in grado di fare come se nulla fosse, come io vorrei, e per contro io non riesco a costringerlo (e nemmeno so se sia giusto farlo). Sono consapevole che non è una situazione che si possa risolvere dall'oggi al domani e che certo occorre molto lavoro in primis da parte mia, ma mi piacerebbe ricevere qualche suggerimento su come affrontare al meglio tutto questo. Grazie sin d'ora a chi vorrà rispondermi.

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Miglior risposta 10 DIC 2017

Gentile utente,
parto dal presupposto (spero corretto) che le stia a cuore la possibilità di migliorare la difficile situazione che si è venuta a creare tra lei e il suo compagno da una parte e la sua famiglia allargata dall'altra.
A tale scopo, se lei è consapevole (come dice) che occorre molto lavoro in primis da parte sua, dovrebbe iniziare a darsi da fare senza ulteriore indugio con l'aiuto però di una buona psicoterapia per non rischiare di peggiorare le cose come in effetti finora è accaduto.
A mio parere, lei dovrebbe sfruttare il fatto di essersi distaccata dai suoi familiari considerando questa cosa come una condizione di vantaggio per mantenere un certo contatto con loro che sia non troppo invischiante nè troppo disimpegnato, trovando quindi una giusta distanza e una giusta modalità da far rispettare anche al suo compagno.
Peraltro, questo sforzo in corso di terapia non servirà soltanto ad ammorbidire il rapporto con la sua famiglia ma sarà utile anche alla sua crescita personale dandole più struttura, autostima e assertività, qualità che non sono affatto da sottovalutare per il benessere psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 DIC 2017

Buonasera Elektron, ho letto la sua storia, ed ho notato come Lei dica di essersi distaccata dalla sua famiglia attuale e che potrebbe addirittura cambiare sia città che stato. Però poi lei scrive che vuole sistemare la situazione con questa e che passerà natale con loro e non coi suoceri. Bisognerà che lei si chieda prima di tutto, da cosa sia scatenato tutto questo, da quanto tempo e cosa Lei vuole veramente. d'altronde tra poco si sposerà ed inizierà una nuova vita e una nuova famiglia.

Buona serata
Dott. Marcella Job

Dott.ssa Job Marcella Psicologo a Milano

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