Rancore e felicità a tratti

Inviata da Irene · 13 set 2019

Buongiorno,

sono una ragazza di 30 anni che convive da sei anni. Volevo porvi quello che sembra un dramma abbastanza fastidioso per me in questo momento (da circa sei mesi). Tutto è iniziato qualche anno fa quando ho provato a riavvicinarmi a una parente dimenticata dalla mia famiglia per vicessitudini familiari in stile 'parenti serpenti'. Forse dovevo ascoltare e accorgemene prima ma ho un carattere piuttosto mite con tutti e ho deciso di darle una possibilità perché credevo fosse diversa come persona dalla sua famiglia. In quel periodo ero anche in cerca di un'amica (a causa di un trasferimento lavorativo) e ho trovato in lei una confidente su tutti gli aspetti della mia vita. Sapeva ascoltarmi e consolarmi e viceversa. Molto probabilmente avevo delle fette di salame agli occhi perché nei suoi trascorsi c'erano ben più di una lite tra parenti ma anche con amici e conoscenti (argomento di molte delle sue chiaccherate). E infatti il bello deve ancora venire..A un certo punto ha iniziato a essere ossessiva e morbosa. Mi controllava sui social quando ero online e iniziava a tartassarmi di messaggi ogni quindici minuti sui suoi problemi. Non riuscivo per evidenti ragioni lavorative (lei non lavora, è benestante) a stare al passo e si offendeva se non rispondevo per tempo. I suoi consigli sono diventati frecciatine a terzi (in realtà erano rivolti a me). Se facevo una cosa lei doveva farla uguale ma con tono di sfida me lo rinfacciava nei messaggi dicendo che era molto meglio quello che faceva lei. Poneva ogni cosa sotto forma di consiglio 'amichevole'. L'ho presa sempre come un consiglio e una bambinata questo suo comportamento da prima della classe, del doversi porre al di sopra di me perché aveva più disponibilità finanziarie. Poi ha iniziato a darmi fastidio perché criticava incessantemente ogni giorno scelte di terzi (sue conoscenze) che guarda caso ricalcavano le mie (su tutto, decisioni professionali, sulla casa, ecc.) Quando ha provato a fare la civetta con il mio ragazzo, nonostante fosse impegnata e frequentasse altri ragazzi (non era fedele), in quel frangente ho iniziato a capire. Il suo atteggiamento era sempre quello dell'"amica" e con il mio lui si comportava da vittima (si lamentava di quello che le succedeva per farsi consolare davanti a me). L'ho allontanata prima con le buone poi più bruscamente. Ora controlla ancora quello che faccio sui social ma la ignoro solo alterno momenti in cui ci penso e provo rabbia, molta rabbia e vorrei fargliela pagare dopo mesi che ho subito passivamente la sua negatività. Altri momenti mi sento felice di non averci più a che fare. Vorrei trovare serenità ma, essendo parenti abbastanza stretti, in famiglia se ne parla. Il mio convivente aveva stretto amicizia con il suo fidanzato e ha il suo numero. Ho omesso fino a ora che il suo ragazzo ci ha provato con me ma il mio lui non ci crede. Questa situazione per me è motivo di fastidio, vorrei troncare i rapporti definitivamente e ogni volta che ne sento parlare mi crea ansia e fastidio soprattutto per il senso di vendetta che ho ancora dentro di me. Cosa posso fare, il rancore covato è tanto...

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Miglior risposta 15 SET 2019

Gentile Irene,
lei dice di aver voluto dare una possibilità di riabilitarsi a questa sua parente che era stata allontanata da altri familiari perchè personalmente ha un carattere mite ed ha cercato di costruire un rapporto di amicizia di cui sentiva anche il bisogno in quel periodo.
Tuttavia, ora che tutto è compromesso, cova molto rancore e vorrebbe anche vendicarsi ma ciò non combacia con la sua affermazione di essere una persona mite.
Inoltre, se per mesi ha subito la negatività di questa parente, è anche perchè glielo ha permesso lei forse per mancanza di assertività almeno in quel periodo e questa è una sua responsabilità.
Adesso lei, indipendentemente dal suo compagno, può decidere di troncare definitivamente questi rapporti ma è importante che non continui a coltivare rabbia e rancore sia per gli sbagli fatti dalla sua parente e sia per quelli fatti da lei stessa.
Pertanto, a questo scopo è consigliabile elaborare il tutto in un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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