Ragazzo di 17 anni in piena crisi.

Inviata da Paola il 20 giu 2016 Orientamento scolastico

Buongiorno,
Sono la mamma di un diciassettenne in crisi.
Riassumo brevemente. Secondo genito (la figlia piu grande ha 28 anni) sicuramente molto coccolato da me ,al punto da sostituirsi quasi a mio marito per un periodo, e a portarci verso una grossa crisi di coppia. Ragazzo molto orgoglioso e arrogante, sa sempre tutto lui e non sbaglia mai, tutto il mondo non lo capisce etc. Dalla prima elementare è stato sempre così, tant'è che ha trascorso i 5 anni più o meno in piedi ..sempre in punizione perché a detta della maestra, che ci chiamava un giorno si e uno no, disturbava i compagni. L'andamento scolastico comunque era ottimo (ma ho dovuto sempre seguirlo negli studi, ha sempre avuto difficoltà organizzative) ma l'insegnante non riusciva a capire che a causa di ripetute rinofaringiti mio figlio aveva una notevole diminuzione dell'udito anche certificato dall 'otorino e non riusciva a seguire le lezioni... ma rimaneva comunque un elemento di disturbo per la classe. Così, un po' per il carattere , un po' per l'udito, è cresciuto con l'etichetta di rompiscatole. Alle medie la situazione non cambia. Con i professori che non hanno polso, e cedono alle sue provocazioni , è sempre in lotta come se volesse sfidarli per capire dov'è il limite. Supera alla fine l'esame di terza media con 8 (sempre seguito da me). Decide di iscriversi al liceo scientifico indirizzo musicale perché suona il pianoforte e gli piace molto (ma anche qui vuole suonare quello che gli piace e senza troppe imposizioni) Il primo anno, sempre organizzato da me , procede discretamente, certo il suo impegno è maggiore e la fatica aumenta ma è promosso. Ad aprile dello stesso anno scopro che mio marito mi tradisce da un anno con la mamma di una sua compagna di classe e scoppia l'inferno. Mio marito da subito lascia l'amante e vogliamo riprovare ad essere una coppia. Devo dire che in questi 2 anni abbiamo capito molti errori che abbiamo fatto e ci siamo ritrovati. Purtroppo però, un po perché rivolevo mio marito, un po perché comunque mio figlio cresceva, di punto in bianco non l'ho più controllato dando per scontato che ormai ce la doveva fare da solo. La situazione al secondo anno di liceo è precipitata. Ha avuto crisi isteriche accusandoci di essere ossessivi con la scuola che non ne poteva piu ecc. Il suo comportamento a scuola peggiorava e per aiutarlo a venirne fuori lo abbiamo portato da uno psicologo. Dopo una attenta valutazione ci ha certificato una forma di dislessia e deficit dell'attenzione. Con gli aggiustamenti proposti dal medico, anche il secondo anno è stato promosso. Veniamo ora all'ultimo anno, dove è partito subito malissimo, primo quadrimestre tutte insuff. pensava di cambiare istituto ma non sapeva che fare. Mio marito ed io abbiamo parlato con la preside che ci ha dato dei consigli, lui ha promesso di impegnarsi di più ...insomma morale della storia è stato bocciato. Di fronte a ciò mio figlio ancora non riesce a capire se la scuola è troppo impegnativa per lui o non si è dato da fare abbastanza, è convinto che i prof. Ce l'abbiamo con lui per via del suo carattere vorrebbe cambiare scuola ma non sa cosa fare....intanto continua a litigare di continuo con il padre e con me per qualsiasi cosa perchè siamo pesanti e lui è indeciso ..insomma non ne possiamo più. Ha iniziato a lavorare presso la ditta di famiglia come operaio dove rimarrà impegnato almeno tutta l'estate. Come fare per aiutarlo ed essere più sereno???

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Buongiorno Paola,
la sua preoccupazione per suo figlio è più che comprensibile. A quanto racconta suo figlio ha sempre mostrato un caratterino piuttosto irruento. Tuttavia al momento suo figlio sta attraversando una fase di sviluppo, l'adolescenza, che non è facile per nessun ragazzo/a né tanto meno per i genitori. Ogni adolescente attraversa "una crisi", perché questa tappa di vita comporta la definizione dell'identità e soprattutto è la fase in cui nessuno sa bene chi è e cosa vorrebbe essere e molti sono i timori. Da una parte questi ragazzi mostrano il desiderio di separarsi e vedersi indipendenti dai propri genitori ed è per questo che spesso sfociano in litigi anche molto irruenti, dall'altra però sentono sempre il bisogno e il desiderio di sentire che i loro cari ci sono e ci saranno sempre, qualunque cosa accada. Tenga presente che più i litigi sono forti più significa che quel legame per il ragazzo è sentito come molto forte. Essere genitore di un adolescente non è assolutamente facile, anzi credo sia proprio il momento più difficile in assoluto. Faccia sentire a suo figlio la sua presenza affettiva, che non è giudicante, ma empatica. Magari in questo momento suo figlio è semplicemente spaesato, disorientato e magari desideroso di essere rassicurato che questa è semplicemente una fase di vita. Cerchi il contatto con lui, in cui possiate serenamente parlare, confrontarvi e nel caso in cui lei pensi che ci sono degli elementi di forte preoccupazione, provi a proporgli un aiuto con uno psicologo confrontandovi in cosa potrebbe essergli utile, magari semplicemente per il fatto che lui senta di avere uno spazio tutto per sé in cui poter raccontare ed esprimere tutto ciò che pensa e prova.

Rimango a disposizione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Mara Di Paolo

Dott.ssa Mara Di Paolo Psicologo a Trento

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Sig.ra Paola,
se clicca su google "disturbo narcisistico di personalità", e ne legge i sintomi, ci troverà suo figlio.
Non speri di poter fare molto, il suo bisogno caratteriale di sentirsi speciale gli impedisce di vedere i suoi problemi.
Se può consolarla, è molto comune nei secondogeniti.
Sino a quando,e se, non si renderà conto di avere un problema e chiederà aiuto, purtroppo non si può fare nulla.
Coraggio

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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Gentile Paola,
probabilmente l'essere stato nell'età infantile troppo al centro delle sue attenzioni non ha permesso a suo figlio una crescita psico-emotiva ottimale.
A questo ha contribuito anche il deficit uditivo ed, in seguito, la scoperta di dislessia e deficit dell'attenzione.
Anche il periodo in cui lei, per curare la relazione coniugale, lo ha seguito molto meno è stato in parte per lui destabilizzante.
Ora, poichè il ragazzo si sente pressato da voi genitori, forse è opportuno allentare questa pressione, lasciarlo lavorare nell'attività di famiglia e, alla fine dell'estate, chiedergli se ha intenzione di riprendere lo studio con più convinzione oppure rimanere a lavorare interrompendo temporaneamente gli studi in attesa di chiarirsi le idee.
Indipendentemente dalla decisione che lui vorrà prendere, sarebbe poi preferibile incoraggiarlo ad iniziare un percorso di psicoterapia per essere accompagnato e seguito in questa fase delicata della sua vita da una figura competente e neutrale a cui poter fare riferimento senza innescare dinamiche rabbiose come può accadere nei confronti delle figure genitoriali.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Paola
tutte le vicende che ci racconta lasciano intravvedere che il percorso di suo figlio si è come svolto su una serie di "montagne russe" nel senso che spesso sostenuto e poi lasciato andare e via di seguito.
Da piccolo molto coccolato, immagino molto viziato, attaccato alla mamma e, al tempo stesso insicuro, ha preso supporto da lei o da chi per lei.
Nuovi vantaggi secondari acquisiti attraverso la malattia e quindi molto supportato e poi lasciato andare causa la crisi coniugale...insomma un bel viaggetto sulle "montagne russe emotive".
Poi si diagnosticano precisi disturbi e questo completa il quadro.
A me sembra che nel percorso sia da mettere in conto una basa tolleranza a qualsiasi forma di frustrazione e ciò causa il troppo sostegno avuto e anche il clima compensativo di vizi avuti e coccole eccessive.
Non ha potuto fino ad ora sviluppare forza e carattere.
È necessario andare in questa direzione adesso anche con l'aiuto della psicoterapia.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Signora,
la situazine è faticosa e piena di situazioni ricorsive. Suo figlio avrebbe bisogno di un suo percorso personale presso un terapeuta. Un percorso che lo illumini sulle sue capacità ogettive, dal cui si potrà capire quali sono le sue aspirazioni e il percorso scolastico/lavorativo da intraprendere. Suo figlio dovrà "rivedere la vita con occhi nuovi" imparando a vedersi fautore del suo destino e non come pedina degli altri, come probabilmente, fin dai primi apprendimenti, gli è stato insegnato (vado bene perchè mamma mi aiuta, vado male perchè i proff. ce l'hanno con me), anche perchè la diagnosi è stata molto tardiva e lui non si è mai potuto misurare con le sue reali competenze e si era già costruito una visione di sè errata. Per proteggersi dal sentirsi in balia dell'ambiente ha sviluppato un'aggressività e un atteggiamento difficile da gestire in ambito scolastico. Il ragazzo ha decisamente bisogno di aiuto per uscire da questa situazione.
Rivolgetevi al più presto ad un terapeuta cognitivo-comportamentista con specializzazione in disturbi d'apprendimento (basta consultare il sito dell'associazione di categoria per avere nominativi della vostra zona preparati in tal senso - Soci Airipa- ).
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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Cara Paola,
da quanto scrive suo figlio sembra avere una lunga storia alle spalle, non sempre facile. Come ha ben sottolineato fin da piccolo ha portato su di sé un'etichetta piuttosto scomoda. Oltre a quanto avete già fatto con il collega rispetto ai problemi di apprendimento riscontrati, suggerei un percorso psicoterapico in grado di dare una lettura piú ampia della questione.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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