Ragazza di 23 anni costretta a laurearsi

Inviata da elena · 31 mag 2021

Buon pomeriggio a voi, mi chiamo Elena, ho 23 anni e soffro di una forma di epilessia farmaco resistente. L'infanzia e l'adolescenza purtroppo non state felici in quanto le crisi si sono manifestate da piccola e continuano ad esserci. Ho avuto parecchie amiche false che mi hanno portato ad isolarmi nel corso dell'adolescenza vivendo giorni accompagnati da episodi depressivi. Mia madre mi e stata sempre accanto, anche adesso pero' non mi sento per niente libera e questo e assurdo alla mia eta'. Per quanto riguarda lo studio, sapere e conoscere mi e' sempre piaciuto, fin da piccola amavo leggere libri come se fossero compagni di vita. Il liceo mi e' piaciuto tantissimo, studiavo di continuo e con molto piacere e non mi stancavo mai. Quando lo fini' ho sentito subito la sua mancanza, ho parecchi bei ricordi di ottimi professori ma di amiche non proprio. Ancora oggi non ho nessuna amica e non so come andare avanti. Riguardo all'universita' sono stata costretta a frequentarla da mia madre e dai miei parenti soprattutto i nonni paterni in quanto secondo loro i nipoti devono essere perfetti in tutto, non devono avere difetti o difficolta' ma devono essere superiori e super intelligenti. Io non la vedo cosi' perche' sono una persona semplice, per me l'individuo ha valore pur non essendo laureato. Le materie di questa universita' le vedo parecchio complicate e bizzarre avendo un linguaggio fuori dal comune. Alcune sono state piu' semplici ma andando avanti noto che sono completamente incomprensibili. Che sono capace e' vero pero' non ho piu' quella voglia che avevo al liceo ma sono costretta a continuare pur non volendo. Secondo me la scelta deve venire da te stessa non dagli altri altrimenti la gioia la provano loro e non tu. Io penso di aver ragione. Mia madre non vuole che smetta anche perche' si e' iscritto mio cugino percio' non vuole che io faccia una brutta figura davanti ai parenti ossia i nonni paterni. Io non so piu' come continuare, secondo voi mi devo sentire una nullita' se non mi laureo? Devo convincermi che non valgo? Tutti mi devono umiliare? Non posso costruire rapporti con altre persone solo perche' non ho la laurea? Per me viene prima di tutto la salute psicofisica che mi manca dalla nascita. Essere farmaco resistente e pesante, non e' facile da sopportare. Potete darmi un aiuto per favore?

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Miglior risposta 1 GIU 2021

Gentile Elena,
è comprensibile il disagio causato dalla sua patologia e spero si possa trovare un rimedio ad essa.
Quanto alla questione dell'Università, la scelta della facoltà deve essere fatta dal diretto interessato e non dai familiari.
Forse in questa scelta lei è stata condizionata da loro e per tale motivo non si è più appassionata allo studio.
E' anche probabile che il suo malessere condizioni anche le sue relazioni amicali e sociali per cui le consiglio di avvalersi di un sostegno psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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1 GIU 2021

Cara Elena,
lei ha il potere e il volere di scegliere la sua vita.
Gli altri possono consigliarla e suggerirle.
Un titolo non equivale come lei sostiene a definire il valore di una persona.
Tuttavia se presente difficoltà in alcune materie non deve essere il motivo per cui validi per non finire l'università.
Si potrebbe far aiutare da qualcuno in quelle materie così ostiche per lei.
Potrebbe fare conoscenza con qualcuno e studiare in gruppo all'università.
La sua vita è sempre stata accompagnata dai libri e lo studio forse adesso è stanca. Dovrebbe crearsi anche degli spazi in cyo conoscere delle persone.
Crearsi degli spazi lontani dallo studio.
Vedrà che trovandosi degli spazi troverà la determinazione e voglia di studiare altri v vedrà lo studio solo come costrizione, obbligo e perderà interesse.
Lei non è solo farmaco resistente (mi dispiace) ma è una persona Elena.
Scopra cosa le piace fare, i suoi hobby, interessi.
Resto a disposizione se volesse approfondire la conversazione.
Buona fortuna.
Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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31 MAG 2021

Cara Elena,
sembra, da ciò che scrive, che la sua vita sia decisa dagli altri. E forse è anche per questo motivo che non desidera continuare l'Università.
Mentre leggevo mi venivano in mente diverse domande: ha scelto lei la facoltà? Cos'è che le piacerebbe fare? Come mai non ha amiche? E amici? Con chi si confida e condivide le sue emozioni? Si sente ascoltata almeno da qualcuno?
Un percorso psicologico potrebbe sicuramente aiutarla a trovare in lei le risposte e la chiarezza che cerca, per condurre una vita piena e soddisfacente nonostante la malattia.
Ricordandole che sono presente anche online le auguro
Buona Vita
Dott. Renato Banino

Dott. Renato Banino Psicologo a Padova

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31 MAG 2021

Cara Elena
non deve sentirsi inferiore a nessuno, non è la laurea a definire il valore di una persona. Probabilmente i suoi familiari agiscono così un pò per un senso di protezione, date le sue condizioni fisiche, un pò perchè vorrebbero il meglio per lei.
Ha già pensato a cosa vorrebbe fare in alternativa? sa se potrebbe essere assunta come categoria protetta? credo che dare loro una valida alternativa allo studio potrebbe tranquillizzarli e questo le permetterebbe di dedicarsi a quello che le piace.
Se dovesse avere difficoltà ad orientarsi all'interno del mercato del lavoro, offro consulenze anche online.
Le auguro il meglio
Dott.ssa Mariagrazia Stabile, Psicologa del lavoro

Dott.ssa Mariagrazia Stabile Psicologo a Salerno

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