questo tunnel non finisce mai

Inviata da laura il 12 gen 2018 Depressione

Salve, sono una ragazza di 36anni, sposata da 8mesi ma in una fase della mia vita che ormai si protrae da tempo, dal quale non riesco a uscire. Non trovo soluzioni!! Sono laureata, premesso che tutte le mie scelte di studi, sono state influenzate dai miei genitori. L ultimo grande errore è stata l università. Un corso di laurea che alla fine non m ha portato a nulla. Anzi mi fa vivere in uno stato di inferno. A loro interessava che io avessi solo un pezzo di carta, per gestire l azienda di famiglia, una attività che a me non è mai interessata, lontana dalle mie attitudini. Fatto sta che mi hanno sempre ostacolata a fare qualsiasi cosa che mi potesse permettere di allontanarmi. Ora non vivo più nel paese e se da una parte questo mi ha aiutata, dall' altra, mi trova a far fronte a una difficoltà nel trovare un posto nel mondo del lavoro. Ho pensato di fare un altro corso di studi o master, per avere una qualifica ma ci vogliono soldi che io non ho e mio marito, che già mi fa pesare il fatto di vivere con solo 1000€ al mese, cosa che si riversa anche sul mio desiderio di maternità e vista l età anche di preoccupazione di una gravidanza ritardata, non avrebbe/vorrebbe darmi. I giorni passano uguali, sento la vita passarmi tra le mani, vedere che nulla cambi anzi peggiorare la situazione, mi sta facendo entrare in una forte crisi dalla quale non riesco ad uscire. Ovunque mi volti, vedo solo i fallimenti delle mie scelte, il ritardo su tutto, i miei sogni infranti, a volte non riesco ad alzarmi la mattina, sono sempre costantemente stanca, senza voglia di far niente, mi stanco subito di tutto e tutti, sono infastidita dal successo altrui. Vorrei solo chiudere gli occhi e non riaprirli più perché vivere così non è vita, è come se mi mancasse l aria, ovunque guardo vedo solo strade senza uscita, la mia paura è pensare di non essere mai libera veramente, passata dal controllo del padre che ha sempre fatto leva sulla mancanza di indipendenza economica delle figlie per 'comandarle', a quelle del marito che prende scelte anche per me su eventuali figli, cambi di vita e città se non Nazioni!! Mi sento inutile, senza una ancora di salvezza, svuotata, umiliata, sconfortata, stanca, stanca in tutti i modi possibili! Non riesco a prendere in mano la mia vita, trovare quel cambiamento che mi possa finalmente realizzare come persona. So di essere una persona valida, capace e questo mi fa stare anche peggio perché se pensassi di non valere nulla, probabilmente il farmi mantenere non mi peserebbe tanto. Ho vissuto una infanzia di merda, una adolescenza passata a sognare di andar via, di diventare qualcuno, e ora ad una età adulta, a sentirmi completamente sola, triste, senza speranza!!

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Nel partner ricerchiamo inconsciamente il genitore del sesso opposto. Lei nel sostituire papà si è ritrovata un altro “papà” …troppo aderente al primo! Ora, scelga Laura, se vuole liberarsi dal fardello famigliare o se continuare a starci dentro, insoddisfatta e lamentosa. Se avrà coraggio di accettare la sfida del cambiamento, personalmente non vedo alternative valide, allora dovrà farsi aiutare per un po’ di tempo da un esperto. Potrà così elaborare il conflitto interiore profondo che le impedisce di separarsi in modo sano dalla sua famiglia di origine, portandola a ripetere relazioni disfunzionali del passato. Inoltre potrà iniziare una relazione (terapeutica) con una persona che saprà ascoltarla e starle vicino emotivamente e che crederà in lei. Un tipo di legame che, forse, lei non ha mai vissuto e che imparerà ad apprendere e poi, piano piano, a interiorizzare e a portare con sé come nuovo e sano modello relazionale. Auguri

Dott. Luciano Malerba Psicologo a Torino

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Cara Laura, immagino come ti possa sentire in questo importante periodo della tua esistenza, quando da una parte hai ancora tante possibilità di realizzarti come donna e come lavoratrice, ma dall'altra il destino sembra quasi segnato come per uno scherzo ingrato proprio da parte delle persone che avrebbero dovuto amarti e accettarti per te stessa come sei e non per come ti avrebbero voluta.
Potrebbe sembrare una situazione disperata ma c'è comunque la possibilità di cambiare le regole del gioco e rendere favorevoli alcune circostanze che ci sembrano avverse.
L'ansia, la depressione, la rabbia non aiutano ma sono fonte di altre frustrazioni che riducono l'nteresse e frenano l'entusiasmo per i progetti futuri. Bisogna diventare consapevoli di ciò che ci ha fatto soffrire per poter affrontare con serenità ed ottimismo le cose positive che invece ci sfuggono...

Dr.ssa Signoretti Anna Psicologo a Torino

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