Quanto sono grandi i sensi di colpa nei confronti del secondo genito?

Inviata da carmenpolpetta11. 8 ott 2014 6 Risposte  · Terapia familiare

egregi dottori, sono la mamma di due splendidi bambini di 3 anni e mezzo e di 10 mesi..amati, voluti ed ai quali - nonostante la libera professione sia mia che di mio marito - dedichiamo anima e corpo. Il primo bimbo classico pacioccone fin dalla nascita..zero problemi..dolcissimo, pacato, con sane impennate di crescita miste a rabbia ed a voglia di autonomia..ma sempre (per detta di chi lo frequeta) un "piccolo lord".. il secondo(a detta di chi lo conosce) la fotocopia del primo..e qui arrivo io..mamma imperfetta (da tutti indicata come fortunata ad avere due bimbi così pacati) che vuole incanalare il secondo nel percorso fatto dal primo...mille domande:se il primo è stato così piacevole e meraviglio perchè il secondo non ripercorre esattamente tutte le tappe del grande..e quindi ad ogni urlo o comportamento potenzialmente indicativo di un carattere forse più espansivo e vivace io vado in crisi..e non vedo più ciò che di bello c'è in questa nuova genitorialità: più sorrisi, più intensità precoce nel legame con me e con suo padre, più tutto di lui...quanto torto sto involontariamente facendo al mio secondo gioiello... forse lui non si accorgerà mai di questo mio lavorio interno..ma io - entusiasta del primo percorso - quanto mi sto perdendo del secondo? Lui cresce e con lui passa anche il mio tempo...la paura di avere un figlio leggermente meno "santo" del primo quanto male ci sta facendo... una mamma doppiamente imperfetta

crisi

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Cara mamma imperfetta...è stato bellissimo, per me, leggere le sue parole!
E' bello leggere di mamme che si interrogano come sta facendo lei. I sensi di colpa sono all'ordine del giorno, ahime'!! Da quello che leggo, sta svolgendo un'ottimo lavoro come genitrice, anzi, mi correggo, sufficientemente buono, come diceva Winnicott e non posso fare altro che esortarla a continuare così.
Le mamme sono imperfette e meno male: lasciano così la possibilità ai figli di essere genitori migliori, un giorno.
Le auguro un sacco di bene
Dott.ssa Giuliana Palumbo

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Gentile Giuliana, la sua preoccupazione è una preoccupazione comune e non molte donne riescono a verbalizzarla così come ha fatto lei.
Il lavoro di "mamma" è un lavoro dalla natura imperfetta: procediamo per prove ed errori ed è proprio dai nostri errori che riusciamo ad imparare e modificare, di volta in volta, le nostre strategie e il nostro modo di relazionarci.
Sfrutti al meglio questa sua preoccupazione e vedrà che non sentirà più di star perdendo qualcosa.
Un saluto,

Dott.ssa Valentina Mossa

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13 OTT 2014

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Grazie. ..dell'attenzione. ...le vostre parole mi hanno indotto a riflettere....ed a capire quanto sia bella l'elasticità sia dentro che fuori dalla famiglia. .

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10 OTT 2014

carmenpolpetta11

Gentile Carmen,
porsi domande sulla genitorialità e, meglio ancora, sui propri vissuti in quanto genitore prima che sulla relazione con i bambini, è molto bello e davvero degno di stima. E' un percorso meraviglioso e faticoso. L'imperfezione è la cosa più bella che connota l'essere umano, e a maggior ragione la maternità, perché in ogni "crisi", così come per primo sostenne Ricoeur, c'è sempre un grande energia vitale di cambiamento e di autoanalisi. E questa è davvero la cosa che più importante da insegnare e trasmettere ai figli.
Cordiali saulti.

dr.ssa Monica Torsellini
psicologa psicoterapeuta
esperta in terapia infantile
Metodo Feuerstein
EMDR

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9 OTT 2014

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Cara Signora
a dire il vero sono rimasta un poco perplessa da questo suo scritto..per il fatto che mi sembra molto strano che lei possa aver pensato di avere due figli uguali e identici come carattere.
Ovviamente ognuno di noi è un essere unico e irripetibile e come tale deve essere apprezzato ed accettato.
Il fatto che il suo primo figlio rasenti la perfezione non significa che il secondo più intenso e vivace non sia all'altezza del primo.
Il fatto che lei ha dedicato molto tempo e attenzione per una educazione attenta del piccino e che ora stia ripetendo la stessa cosa col secondogenito è un fatto certo positivo, ma non si privi di originalità e di flessibilità perchè, comunque persone diverse possono necessitare di approcci diversi.
Sento della paura nel suo argomentare, paura di non fare bene e desiderio di controllo.
Sia più spontanea e più libera sia col primo che col secondo figlio.
Li separi nella mente e li consideri diversi, senza troppi paragoni senza fare dell'uno il modello dell'altro...come diceva Eraclito, non ci si bagna mai nella stessa acqua, tutto cambia, tutto scorre...anche lei, in questi tre anni dalla nascita del primo figlio sarà cambiata No?
Come può pensare che il suo secondo figlio "ripercorra esattamente tutte le tappe dell'altro"...... Viva le differenze tra queste meravigliose creature.
Le auguro che in futuro ...crescendo e cambiando i suoi figli non finiscano mai di stupirla, portanto gioia ed evoluzione anche nei genitori.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna .

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9 OTT 2014

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Cara Carmen,
sarebbe utile capire che cosa in particolare la manda in crisi, o ancor meglio, il perché! Il fatto che il secondogenito sia più vivace ed espansivo la preoccupa perché sente di non avere le capacità per gestirlo o perché preferirebbe che rispecchiasse il carattere del primo? In altre parole, se il più piccolo è meno “santo” del primo, che cosa succede? Che cosa non andrebbe bene in questo?
Ogni figlio ha un suo carattere, proprio ed innato, e dovrebbe essere accettato per quello che è. La maggior parte dei fratelli sono diversi tra loro, sotto vari punti di vista, e moltissimi genitori si ritrovano a dover gestire in maniera diversa i propri figli, c’è chi ha avuto “vita facile” con il primo e poi deve cambiare registro per il secondo, o al contrario chi arriva al secondo con l’idea che ci sarà da “faticare” e invece poi fila tutto molto più liscio! Il tutto sta nel capire come rapportarsi ad ognuno di essi, rispettando il loro modo di essere ma allo stesso tempo impartendo l’educazione necessaria e donando amore profondo ad entrambi, in maniera che possano acquisire le capacità necessarie ad affrontare le piccole (e poi grandi) sfide di vita che li attendono.
Per chiarirvi meglio le idee potreste consultare un terapeuta che si occupi di età evolutiva, per avere un sostegno psicologico e consigli più mirati.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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8 OTT 2014

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