Quanto è giusto rinunciare all'uno o all'altro e come si fa?

Inviata da Matilde il 7 giu 2018 Terapia di coppia

Ero giovane, appena ventenne. Mi sono innamorata perdutamente di un uomo di sette anni più grande di me e siamo stati felici insieme qualche mese. Ho fatto con lui le prime esperienze, non intendo quelle sessuali, parlo invece di viaggi, progetti, condivisione di pensieri. Era l'amore. L'amore quello assoluto, del non ho fame, non ho sete, non ho sonno; quello che dentro un abbraccio il mondo non esisteva più.
Dopo una mia lunga partenza ho scoperto, una volta tornata, che lui era tornato a letto con la sua ex e che lei fingeva/diceva di essere rimasta incinta. L'ho lasciato. In preda ad una sofferenza grandissima, l'ho lasciato. Non solo perchè non mi sentivo in grado di perdonare il tradimento ma anche per lasciargli la via spianata per diventare responsabilmente padre. Mi sono tolta di mezzo. Questo figlio non è mai nato e lui non è voluto tornare con la ex. Mi ha cercato a lungo, ed a lungo dico per anni ma io ho iniziato a farfalleggiare, in preda ad una delusione amorosa senza precedenti. Facevo la stupida e mi comportavo al peggio delle mie possibilità affinchè gli arrivasse notizia e lo facessi soffrire. Mi sono ristabilita in comportamenti più equilibrati e lui mi ha chiesto di riprovare, anche questa volta ho rifiutato a causa della mia paura di stare male. Ho iniziato una nuova storia, una storia seria ed abbastanza positiva, sono stata col nuovo partner quattro anni senza mai farmi sentire dall'ex, evitando contatti ma quando le cose sono diventate serie ed io sentivo che non era l'uomo per me ho ricercato l'ex. Lui si stava per sposare, a me è crollato il mondo addosso e gli ho detto che ero ancora innamorata di lui. Lui forse cercava quella chiamata, la sua via di fuga, ed ha annullato il matrimonio. Io ho lasciato il fidanzato. Eravamo pronti ad iniziare ma...anche questa volta, non ne siamo stati capaci. Lui conviveva con la ragazza che non ha sposato ed aspettava che lei trovasse un'altra sistemazione. Io che abitavo a più di trecento chilometri non me la sono sentita di aspettare col rischio di essere ingannata. Avevo il terrore che non arrivasse mai da me, così ho ricominciato un'altra relazione e quando lui è arrivato gli ho detto di nuovo di no. Sono passati altri anni e fra una storia e l'altra, talvolta sentendolo e vedendolo, ho trovato il mio attuale marito: l'uomo che mi ha fatto capitolare.
Mi sono innamorata davvero, di nuovo. Un amore diverso ma ricco, peno di sogni e di progetti di vita condivisi. Abbiamo deciso di sposarci dopo un anno di fidanzamento ed io, in quel momento, mi sono domandata se ero disposta a mettere una pietra sopra al mio grandissimo incompiuto e mi sono risposta di sì, per la prima volta. L'ex ha saputo dei miei progetti e mi ha chiesto di non farlo, di tornare da lui, ma io sono stata irremovibile, non ero disposta nemmeno al confronto. Certa di aver voltato pagina, ero decisa ad incamminarmi per mano al mio promesso sposo nei sentieri della vita.
Mio marito ed io viviamo un matrimonio impegnativo ma ricco, felice fuori e dentro il letto. Bambini, lavoro ed impegni sottraggono tanto alle attenzioni reciproche, il tempo per noi è poco ma quando c’è ci divertiamo e, dopo sette anni di matrimonio, con molti alti e qualche basso risolto sempre nel dialogo, ho però ricominciato a pensare all'ex. Non che fosse mai scomparso del tutto dalla mia testa. Spesso le canzoni, i libri, le poesie, il vento, le coincidenze me lo facevano pensare ma ero disposta a lasciar andare.
Nell'ultimo anno le cose sono cambiate: ho iniziato a coccolare quel pensiero, a sognarlo di nuovo e questa cosa mi ha destabilizzata. Complice una crisi di coppia, gli ho mandato un messaggio a cui è seguito un turbinio di emozioni che ci ha portati ad un riavvicinamento che ci vede ora, come allora, complici e simili. Non un bacio, non una carezza, nessun cedimento fisco per amore e senso del dovere verso le reciproche famiglie ma con una grande voglia di stare insieme. Io voglio essere responsabile verso la mia famiglia, amo mio marito, mi piace, lo voglio vicino ma non sono disposta a lasciare andare nemmeno l’altro. Che fare? Vivere due vite parallele e mentire? Dentro di me è forte il sentimento per entrambi, figlio di momenti diversi della mia vita, ma comunque forte ed autentico, che compone i pezzi di quella che sono. Come si fa a farci stare tutto? Quanto è giusto rinunciare a l'uno o all'altro? e quanto alla propria intima felicità?

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Buongiorno Matilde,
da quanto riporta sembra che è una vita che rinuncia all’amore. Credo per paura di soffrire, paura di essere rifiutate e soffrire come le è già successo tanto tempo fa.
Immagino quanto sia stato devastante scoprire un tradimento in un momento di innamoramento e idealizzazione così forte. Da allora non è più riuscita a stare con la persona che amava e al contempo non è neanche riuscita a chiudere così è andata avanti per anni. Sembra tanto un: “né con te né senza di te” che è durato finché non ha incontrato il suo attuale marito. Con lui ha rischiato nuovamente, si è innamorata e ha smesso di scappare.
Dopo anni intensi e ricchi di nuovo e inevitabilmente sopraggiunge la crisi e la tentazione di tornare al passato, un passato mai risolto.
Credo che le situazioni che non vengono chiuse e definite continuano a lavorarci dentro. Forse è arrivato il momento di fare i conti con questa vecchia storia senza che ciò implichi necessariamente una scelta in una direzione o nell’altra.
Non so quanto il ripresentarsi del suo ex sia legato al passato mai chiuso o a una fuga dalla sua attuale relazione che, pur con qualche difficoltà, sembra funzionare.
Forse è questo che dovrebbe vedere meglio, da sola o con l’aiuto di un professionista al quale rivolgersi per avere maggiore chiarezza e consapevolezza di sé e che le permetta di fare la scelta migliore cercando di rispettarsi e di rispettare gli altri.
Un saluto
dott.ssa Lucia Rinaldi

Lucia Rinaldi Psicologo a Roma

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Cara Matilde,
Un grande amore, nato a vent'anni, con l' entusiasmo e l'innocenza dell'eta'...I primi progetti di vita indipendente, I primi viaggi, I primi brividi. Le prime paure, tanto difficili da superare. L'orgoglio ferito. Il gusto dolce amaro dell'amore nostalgico da sognare e da ritrovare in ogni cosa, nelle canzoni, nel vento. Per una serie di motivi, un grande amore che ha vissuto unicamente di se' stesso e che non e' mai approdato ad un progetto comune, mai si e' confrontato con la vita, e mai ha potuto provare di essere capace di sopravvivere e di crescere nella realta'. Dall'altra parte c'e' un compagno di viaggio, un amore che resiste alle giornate storte, che mostra il suo volto meno amabile, senza tuttavia mollare la presa. Comprendo quanto sia difficile la tua decisione.
E nessuno puo' dirti cosa sia meglio per te.
L'unico consiglio che posso darti e' quello di scegliere un uomo in carne ed ossa. Potra' essere il grande amore o tuo marito...ma fai in modo che non sia la proiezione di un tuo piu' intimo desiderio. Scegli cosa ti rende felice veramente. Altrimenti non sara' felice neanche il tuo compagno...chiunque sara'. Ama qualcuno senza riserve, senza segreti, senza distanza...o sarai tu stessa a diminuire la tua felicita'.
Buona vita!
Dr.ssa Ilaria Beltrami, psicologa roma

Dr.ssa Ilaria Beltrami Psicologo a Roma

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