Quando le depressione influisce sull'amore...

Inviata da Lady Macbeth · 22 gen 2018 Depressione

Ho 25 anni, sto da due anni con un ragazzo di 23 che è in terapia psicoanalitica da quasi 3 anni. I suoi problemi principali che lo hanno portato a intraprendere il percorso è una depressione non di tipo cronico e altri problemi legati all'ansia in parte risolti e in parte che ha imparato a gestire.
L'unica cosa che sembra non migliorare è questo suo costante atteggiamento di trascuratezza sia nei confronti della sua persona che nei confronti della sua vita e delle sue responsabilità.
Spesso un piccolo ostacolo può metterlo seriamente in crisi e bloccarlo dal risolvere il problema, ha bisogno di sproni e stimoli.
Ha la fortuna di avere una vita agevole: tutto quello che vuole fare o comprare può farlo e comprarlo. Gli unici paletti se li mette da solo.
La relazione inizia in un periodo in cui la terapia era iniziata da un annetto e stava dando i suoi frutti, aveva iniziato a prendersi cura del suo corpo facendo esercizio fisico, a studiare con piacere, comprare uno strumento e imparare a suonarlo e alla fine di tutto questo è arrivato come ciliegina sulla torta anche l'amore, si sentiva completo adesso, era felice.
Nei primi tempi Io gli sono vicina in qualche problemino di ansia ma vedo che ha comunque la forza per affrontarli razionalmente.
In due anni il suo umore diventa piuttosto altalenante, la terapia continua ma sembra che lui non riesca più a gestire la normalità, le piccole cose.
Abbandona tutto. La chitarra non la coltiva più, l'esercizio fisico sparisce, studiava all'ultimo secondo perchè era l'unico momento in cui partiva lo stimolo per farlo, per il resto la quotidianità era sonno irregolare, nulla facenza, umore pessimo, rabbia altalenante, litigi familiari, litigi con me.
Trovava entusiasmo ancora nelle cose da fare come coppia, organizzare viaggi, cene, questo sì, nonostante non ammirassi molto il suo stile di vita molto trascurato, almeno non trascurava la relazione.
Poi arrivavamo quei periodi bui lunghi anche un mese in cui la trascuratezza era completa. Sapevo che sarebbe finito e sarebbe ritornato quello di sempre, come se accettassi che o si salvava da solo o nessuno poteva farlo.
Nonostante questo non ho mai sentito che lui non mi amasse, lo dimostrava, anzi a volte mi sentivo l'unica cosa che lo rendesse felice e questa cosa per quanto fosse piacevole sapevo che non era sana perchè non coltivava amicizie e nient'altro.
Fino ad arrivare a due mesi fa in cui dice di non provare più nulla per me e di non essere felice. Passa una settimana scarsa da solo e torna dicendo che nonostante tutto mi ama e vuole stare con me.
L'ho accolto di nuovo tra le mie braccia perchè anche se sono dell'idea che chi si ama sta insieme a volte forse serve distanza, serve un periodo così per rendere ancora più maturo il rapporto per il futuro.
Nei due mesi che trascorrono lui mi ripete spesso che quel momento di crisi è servito perchè le cose tra noi sono migliorate.
Finchè il mondo non gli cade di nuovo addosso dicendo di essersi sbagliato, e se prima magari voleva la separazione perchè non riuscivamo ad andare sempre d'accordo stavolta il problema non era questo, ma era semplicemente lui che non provava più nulla, non è felice con me, non ha più stimoli nel fare cose come sorprese, regali, viaggi, uscite.
Gli ho detto che se lui non ricomincia ad amare se stesso e a prendersi cura di sè non avrà mai stimoli e sarà sempre infelice, deve recuperare un po' di amor proprio per poter amare qualcun altro. La mia domanda a voi esperti è sapere se questa teoria potrebbe essere valida.
Secondo lui invece ha perso stimoli come individuo singolo perchè non è più felice nella relazione.
il terapeuta lo ha solo guidato a fargli fare quello che lui desidera, quindi separarsi.
Avevo intenzione di intraprendere una terapia di coppia in quanto penso che al suo psicologo manchi un grosso tassello di informazioni, un occhio esterno per completare il quadro del suo paziente che ha ripreso stranamente a peggiorare.
Una persona come lui forse non potrà mai amare qualcuno, e so per certo che solo tanta solitudine ora potrebbe guarirlo, ma mi chiedo... è probabile che i suoi sentimenti siano sotterrati dal suo problema a tal punto di non riuscire a vederli e quindi non provarli?

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Miglior risposta 23 GEN 2018

Buongiorno, da quello che scrive so molto del suo ragazzo e quasi nulla di lei. Mi chiedevo , quindi, quanto lei si prenda il suo spazio ed io diritto di stare bene(con un sano egoismo) anche quando si rapporta con gli altri. Forse questo potrebbe già essere uno spunto di partenza se ha un senso per lei nella sua vita ovviamente. Le relazioni "sane" tra adulti sono simmetriche e paritarie. Questo significa che,ad esempio, la funzione del "prendersi cura dell'altro" dev'essere reciproca e non a senso unico.
A tal riguardo potrebbe pensare di iniziare una terapia per conto suo e capire bene come poter gestire meglio questa situazione partendo da sé anziché dall'altro come "spinta" a intraprendere un percorso.
D'altro canto per fare una terapia di coppia bisogna essere motivati ENTRAMBI a farla altrimenti non funziona, come forse lei può già immaginare.
Sia per un percorso individuale che di coppia sono a sua disposizione per ulteriori confronti.

Un caro saluto
Dott Roberto Pugliese

Dott. Roberto Pugliese Psicologo a Roma

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