Quando l'amore diventa dipendenza affettiva?

Inviata da Tommy · 1 feb 2018 Dipendenza affettiva

Buonasera, ho scritto qui un tre mesi fa spiegando la mia situazione degli ultimi mesi (https://www.guidapsicologi.it/domande/recuperare-il-tempo-persocome-comportarsi).
Riassumendo sono un ragazzo di 30 anni divorziato da una ragazza dopo aver accettato troppo tardi di essere gay. Non è stato esattamente facile accettarlo e faccio fatica anche ora ogni tanto. Poi ho conosciuto un ragazzo di 35 anni e sono più di 5 mesi che ci frequentiamo e ormai ci consideriamo come fidanzati ufficiali. Solo che lui vive in Brasile e io in Italia. Io ho conosciuto molto di lui e la sua famiglia, che sanno tutto (e per loro sono il primo che conoscono e per loro è un pò uno shock ma tutto sommato sono contenti per noi), essendo andato da lui più volte (poche). Lui per motivi di lavoro non è ancora potuto venire in Italia e conosce meno di me e io ne ho parlato solo con pochi amici ma non con la mia famiglia. Ci vogliamo tanto bene e su questo non ho dubbi, nonostante sia un ragazzo riservato e un pò timido, abbiamo un bellissimo dialogo e ci appoggiamo e aiutiamo a vicenda perchè ognuno ha le proprie paure e brutte esperienze che segnano. Io ormai vivo un vita ancorata a qualcosa che non c'è più e faccio veramente fatica a trovare un posto per me. La città è piccola tutti sanno di me stesso ma nessuno parla con me di questo e ai pochi che ho spiegato non se ne parla più, tranne se non con 3/4 amici. Ormai vado avanti sentendo un grande vuoto, non c'è nulla che non va nella mia vita, anzi potrei dire che va tutto bene: ho casa mia e stò per comprarmi una nuova casa come investimento, un buon lavoro e ottimo contratto, molti hobby e amici e la mia famiglia...eppure vado avanti solo perchè devo e la metà del tempo a casa lo passo a piangere senza nessun motivo e senza riuscire a smettere e venendomi mille paure e dubbi, così esco e riempio le ore a casa di amici giusto per non stare solo. Mi sento completamente apatico e senza alcun obiettivo e senza entusiasmo. Non mi reputo una persona triste, anzi l'opposto, sono solare e di compagnia ma l'unica cosa che ormai sento come felicità solo quando ci sentiamo con questo ragazzo. Forse l'unica cosa che appartiene a questa mia nuova vita. Ho anche preso in considerazione di mollare tutto e andare a vivere in Brasile, ma trovare un lavoro senza conoscere il Brasiliano non è affatto facile. Conosco 3/4 lingue e so che stando li un paio di mesi la lingua la posso apprendere. All'inizio mi dovrò accontentare con un lavoro di basso livello ma poi con il tempo troverò sicuramente anche il lavoro adatto per me. Lui dice che posso andare a stare da lui e mi sostiene in tutte le scelte che mi pongo e lui è contento di essere finalmente vicini. Ho viaggiato molto e mi sono spostato molto quindi tutto sommato non mi spaventa tantissimo trasferirmi, anche se ricominciare tutto da zero si, e rifarmi una nuova vita mi aiuta nel pensarlo. In questo momento trovo la felicità solo in lui e mi spaventa l'idea che a casa sua, nella sua nazione, con la sua lingua e la sua vita, io, non solo non riesca a farmene una mia, ma diventi dipendente da lui, cosa che la percepisco già adesso. Mi manca e mi manca tanto a volte penso che mi manchi troppo. Che non sia normale. E pensare che ora l'unica felicità che ho è lui, non capisco. Ho cominciato a pensare di lasciarlo solo per non sentirmi così dipendente da lui e magari ritrovare una felicità senza appoggiarmi a nessuno. Ma ha senso perderlo? In amore ho avuto solo mia moglie e non ho molte esperienze, ma è che a volte mi manca tanto. Riesco a ritrovare la mia indipendenza e felicità senza basarmi su nessuno e senza rovinare la nostra storia? Cosa ne pensate è normale?

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Miglior risposta 5 FEB 2018

Gentile Tommy,
quella che descrive è sicuramente una situazione molto complessa, ma che allo stesso tempo testimonia quanto lei si stia positivamente impegnando per affrontare al meglio questa nuova fase della sua storia di vita. È comprensibile come, a causa della grande lontananza, la relazione che ha con questa persona la stia portando a porsi molte domande che non possono trovare una facile soluzione. Ciò che sarebbe necessario ripristinare, è un equilibrio che le permetta di poter decidere e di conseguenza agire al meglio, riguardo quelle questioni che in questo momento sono di impedimento per il suo benessere. A tal fine, per poter fare chiarezza e potersi riorganizzare nel modo a lei più funzionale, le consiglierei di rivolgersi ad un professionista della sua zona che possa sostenerla al meglio in questo percorso.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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