Quali sono i limiti che uno psicologo non può superare?

Inviata da Irene · 10 nov 2014 Orientamento professionale

Volevo sapere da più psicologi possibili quali sono effettivamente i limiti che uno psicologo o psicoterapista non può e non deve superare. Per quanto riguarda il contatto fisico, cosa è concesso?
Il mio mi abbraccia posando le mani sui fianchi, mi tiene le mani, mi da i baci sulle guance a volte...
E come contenuto? Uno psicologo può confessare ad un paziente di provare affetto per questo o di esserne affascinato? Può fare regali?
Grazie a tutti, è di fondamentale importanza.

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Miglior risposta 10 NOV 2014

Gentile signora Ale,
penso che sia il caso di chiarire prima con lo psicologo successivamente in caso di mancato chiarimento e espresse le sue esigenze di informare l'ordine provinciale psicologi
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in Udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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18 NOV 2014

Gentile Ale,
la relazione terapeutica si fonda su regole precise che anche il terapeuta deve rispettare se vuole svolgere in maniera etica la professione. Il terapeuta può esprimere calore e vicinanza emotiva non dimenticando mai il suo ruolo professionale; ciò comporta l'astenersi dall'avere atteggiamenti che risultano lesivi della dignità della persona. Le parole da lei usate lasciano immaginare un comportamento da parte del terapeuta che sembra ambiguo e che fuoriesce dal tipo di relazione che si dovrebbe instaurare tra terapeuta e paziente. Io credo che può essere utile esprimere al terapeuta le sue perplessità e se i dubbi permangono e/ o il vissuto di disagio eventualmente percepito rimane, credo sia necessario rivolgersi ad un altro terapeuta. Senza l'osservanza da parte del terapeuta delle regole deontologiche qualsiasi intervento risulta inficiato a priori e può produrre conseguenze negative dal punto di vista emotivo e psicologco al paziente oltre che costituire una grave violazione.

Lucia Scafidi Psicologo a Messina

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18 NOV 2014

potresti dire a questo psicologo che questi suoi atteggiamenti ti danno fastidio e cercarne un altro

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18 NOV 2014

potresti dire chiaramente allo psicologo che questi atteggiamenti ti danno fastidio e cercare un altro professionista

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18 NOV 2014

potresti chiarire a questo psicologo che questi suoi atteggiamenti ti danno fastidio e cercarne un altro

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17 NOV 2014

Gentile Ale, come già hanno risposto i miei colleghi prima di me, risulta chiaro che la relazione tra psicologo e paziente dovrebbe basarsi su un piano mentale più che fisico, ammenochè non si tratti di interventi psicocorporei ed anche in quel caso ci sono dei confini e dei limiti ben definiti. Tuttavia io mi soffermerei sul disagio che prova ed esprime nella sua domanda chiedendomi, al posto suo, se la sua richiesta non parta proprio da un dubbio di cui conosce già la risposta e cioè che si sta superando il confine tra rapporto terapeutico e qualcos'altro. In tal caso penso che sarebbe necessario chiarirsi con il suo terapeuta e nel caso in cui la situazione, benché inficiata, non ritorni alla normalità pensare di interrompere definitivamente la terapia con questa persona.
Dott. Pasquale Saviano
Psicologo - Piscoterapeuta
Frattamaggiore (NA)

Dott. Pasquale Saviano Psicologo a Frattamaggiore

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17 NOV 2014

Gentile Ale,
è con enorme perplessità e rammarico che leggo le sue parole. Lo psicologo, si, ha dei limiti chiari e invalicabili, superati i quali la relazione non può più considerarsi terapeutica. Da come scrive, pare che il "collega" si sia spinto ben oltre, per quello le suggerisco di parlarne con lui per cercare di fare un pò di chiarezza e poi decidere come e in che direzione procedere.
Saluti

Dott.ssa Valentina Nappo Psicologo a San Giuseppe Vesuviano

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17 NOV 2014

Gent.le Signora
evitiamo giri di parole. da come lo descrive sembra che ci sia un atteggiamento che non rispetta né i confini professionali dello psicologo, né tutela i confini personali del paziente. occorre distinguere che ci sono strumenti che un terapeuta può utilizzare all'interno di un percorso, nel rispetto dell'intimità del paziente: frasi di sostegno (per rinforzare), l'utilizzo di oggetti simbolici che possono essere come regali ma strettamente legati al processo terapeutico e agli obiettivi della psicoterapia. a volte, dipende dalla formazione del terapeuta, il contatto (che non è di certo cingere i fianchi della paziente o dare dei bacini sulle guance) può rientrare negli strumenti, ma difficilmente viene percepito come invadente e travalicante il rispetto per l'altro (come mi sembra di percepire dai suoi dubbi).
La psicoterapia è uno strumento delicato e comporta responsabilità. Se percepisce un atteggiamento esclusivamente seduttivo ne deve parlare con il suo terapeuta.
Nei casi estremi in cui l'atteggiamento seduttivo si configura in condotte gravi ed eticamente scorrette è possibile segnalare all'ordine regionale di riferimento quanto accaduto.
Consideri che il nostro codice deontologico impone che non si adottino condotte lesive verso le persone di cui ci si occupa e prescrive al professionista di adottare un atteggiamento etico corretto.

Dott. Alessio Orlando Psicologo a Ferrara

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17 NOV 2014

Gentile Ale, ci sono psicologi e psicoterapeuti più o meno rigido in merito. Quello che lei racconta mi pare vada al di là di quanto un collega potrebbe fare. Ne discuta con lui portando il disagio che le fa provare e veda se l'atteggiamento cambia. Saluti cordiali

Alessandro Degasperi Psicologo a Trento

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13 NOV 2014

Cara Ale
penso che vi possano essere delle manifestazioni di vicinanza ma senza mai varcare il confine di intimità personale ( abbracci prolungati, tenersi le mani, baci ....non mi sembrano adatti). e quindi escluderei tutto questo.
Senza avere la fobia del corpo occorre assoluto rispetto e chiarezza comunicativa.
Manifestazioni che non c'entrano con la Psicoterapia creano ansia , portano fuori strada e dirottano pericolosamente il percorso verso la non professionalità.
Con la confusione anche emotiva si va in direzione opposta all'obiettivo proposto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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12 NOV 2014

Caro Utente,
ci ha parlato di quello che accade, ma non ci ha fatto capire cosa prova quando accadono queste cose; mi piacerebbe saperlo, come mi piacerebbe sapere quanti anni ha lei e se il suo terapeuta è un medico, uno psicologo, uno psicoterapeuta, uno psicoanalista ecc.
In genere ci sono terapeuti che non considerano il contatto fisico un problema e per molti altri questo è un tabu (una cosa che non si può fare).
Se ha trovato la forza di esporlo qui a noi, troverà certamente la forza di chiederlo al suo terapeuta. E' la cosa migliore per capire se il vostro rapporto è considerato troppo stretto per uno dei due e così capire cosa fare.
Ci aggiorni sull'andamento.
Cordialmente,
Dr. Adriano R. Principe
Psicoanalitica Breve - Psicodiagnostica - Neuropsicologia
Montesarchio (BN)

Dott. Adriano Raffaele Principe - Psicologo Benevento Adolescenti Psicologo a Benevento

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11 NOV 2014

Buonasera Ale, concordo pienamente con la collega dott.ssa Gerbi.
Il lavoro di uno psicologo è e deve rimanere entro certi confini. Il contatto fisico, soprattutto se del tipo che lei descrive, è da considerarsi fuori luogo.
Ogni professionista ben formato ne è al corrente, e gli "agiti" (sono così descritti i comportamenti non soggetti alla ponderazione) dovrebbero essere del tutto banditi.
La saluto,
Dott. Alberto Agnelli

Studio di Psicoterapia e Training Autogeno dott. Alberto Agnelli Psicologo a San Donato Milanese

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11 NOV 2014

Cara Ale,
di solito tutto ciò non è consigliabile in quanto le dimostrazioni di affetto ed il contatto fisico non sono tecniche fini al raggiungimento di obiettivi in un contesto psicologico. Certo, potrebbero esserci eccezioni, in quanto dimostrare vicinanza emotiva in un momento di grave sconforto o sofferenza potrebbe essere di grande aiuto ma sinceramente credo che bisognerebbe fare molta attenzione a questo genere di comportamenti che possono violare in qualche modo lo spazio personale.
Inoltre, chiedo a Lei di riflettere sull'effetto che ciò le fa e su come si è sentita, credo che anche questo sia importante per comprendere la questione.
Un saluto,
Dott.ssa Alessandra Scaccia

Dott.ssa Alessandra Scaccia Psicologo a Frosinone

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11 NOV 2014

Cara Ale, mi piacerebbe sapere come vivi tu questa situazione: ti senti a disagio?
Il nostro codice deontologico- ed una certa etica personale- ci dice esattamente cosa si possa e cosa non si possa fare.
Non siamo tenuti ad un contatto fisico, sebbene non sia raro che si possa provare dell'affetto nei confronti di un proprio paziente, ma mai e poi mai ci deve porre nei suoi confronti come un amico o, in casi estremi, come un amante.
Il contatto fisico che il tuo psicologo o psicoterapeuta esterna è assolutamente inappropriato così come i contenuti che affermi abbia esternato.
Ti consiglio vivamente di parlare con lui di questa situazione e valutare, qualora fosse il caso, l'interruzione del vostro rapporto che, ricordo, dovrebbe rimanere sempre e soltanto di tipo professionale.
Un caro saluto,

Dott.ssa Valentina Mossa in Torino

Dott.ssa Valentina Mossa Psicologo a Torino

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11 NOV 2014

Gentile Ale, il contatto fisico non è previsto, niente abbracci nè mani sui fianchi, neanche regali; nemmeno l'espressione dei propri sentimenti, se non per finalità terapeutiche frutto di elaborazione di dinamiche transferali e controtransferali. Ne parli direttamente con il suo psicologo, esprima le sue perplessità.
Saluti
Maria Rita Milesi
Psicologa Psicoterapeuta a Bergamo e a Milano

Dr.ssa Maria Rita Milesi Psicologo a Bergamo

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10 NOV 2014

Cara Ale,
Lo psicologo non è e non deve diventare un amico. Pertanto confidenze intime e contatti fisici non dovrebbero esserci. La self disclosure del terapista é concessa solo quando funzionale alla terapia stessa.
Cordialmente,
Dott.ssa Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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