Quale tipologia di percorso terapeutico devo adottare?

Inviata da Manny · 23 nov 2012 Orientamento professionale

Buongiorno, mi rendo conto di aver scelto negli ultimi 10 anni sempre la stessa tipologia di relazione di coppia, con gravi danni alla mia serenità. Ho il carattere, la positività, le risorse e la volontà per capire e correggere il mio eterno errore nella scelta del compagno, ma per qualche ragione decido sempre di trascinare in eterno la separazione definitiva.
Sono inoltre reduce da un aborto e dalla scoperta di continui tradimenti da parte del mio compagno.
Nonostante abbia chiaramente e razionalmente capito che non esiste futuro possibile, non ho saputo non cedere al suo tentativo di riconciliazione.
Sento profondamente di aver vissuto gli ultimi due rapporti più come malattie che come amori.
Inoltre sono convinta di cercare sempre di riconfermare il mio ruolo in tutte le storie, generando per lo più forme di dipendenza.
Vorrei iniziare un percorso terapeutico risolutivo, d'impatto, soprattutto breve e pratico.
Ho bisogno di agire, più che di raccontare.
Il problema è che non ho idea di quale delle varie figure professionali mi possa aiutare, né quale sia l'approccio giusto per me.
Potete indirizzarmi?
grazie molte
Manny

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Miglior risposta 27 NOV 2012

Gentile Manny,
le modalità relazioni sono qualcosa che spesso, e non casualmente, si ripropongono con i nostri partner che, al di là dell'apparenza, non sono mai scelti in modo casuale. All'interno delle relazioni si ripropongono delle modalità e delle relazioni "oggettuali" che sono interiorizzate e che fanno riferimento alle nostre relazioni primarie rispetto alle quali è possibile che si proponga nelle nostre relazioni intime una "coazione a ripetere" che mi sembra essere quella che lei descrive. Dal mio punto di vista una terapia cognitivo-comportamentale non è adatta né può essere efficace come intervento come possibilità di trasformazione nel suo caso. Per modificare le relazioni oggettuali interne è necessario un percorso anlitico duraturo e impegnativo sia come tempi che per quanto riguarda l'aspetto economico. Diversamente può, facendo un percorso di coppia e non individuale, modificare detreminate dinamiche ad un livello più superficiale e prettamente relazionale, attreverso un intervento sistemico-relazionale sulla coppia, pertanto il suo compagno dovrà venire in terapia con lei fin dal primo incontro.
Ad ogni modo l'intervento "da bacchetta magica" che lei richiede, ovvero breve, non esiste in quanto lei stessa capirà che per modificare dei modelli operativi interni che si sono strutturati in tanti anni serve un tempo adeguato e considerevole altrimenti finisce per accomodare le cose per un pò e ritrovarsi dopo breve tempo al punto di partenza. Decida lei quale tipo di investimento vuole fare, se vuole lavorare profondamente su se stessa le consiglio di consultare la lista degli psicoanalista iscritti alla società (SPI o AIPA) che lavorano a Milano, diversamente dovrebbe prima condividere il suo disagio con il suo compagno per poi trovare un terapeuta sistemico-relazionale che vi aiuti a riequilibrare la vostra relazione in alcuni suoi aspetti.. sempre che lei abbia un serio progetto di vita con il suo compagno, altrimenti le consiglio un percorso individuale.
Purtroppo non ho indicazioni da darle sul territorio di Milano, in quanto lavoro a Perugia e Roma.
Spero di esserle stato di aiuto nella comprensione delle possibili strade ora il lavoro più difficile spetta soltanto a lei.
Cordiali saluti
Dott. Luca Altieri

Dott. Luca Altieri Psicologo a Perugia

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27 NOV 2012

Gentili Dottori e Dottoresse, grazie davvero per le vostre preziose risposte.
Purtroppo non sono a conoscenza delle differenze tra percorso sistemico-relazionale e cognitivo-comportamentale. A tal riguardo andrò ad informarmi più approfonditamente.
Io abito a NordEst di Milano, zona Agrate Brianza.
Saluti, Manny

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26 NOV 2012

Penso che una psicoterapia breve rivolta al cambiamento sia determinante per risolvere il suo problema. Avere la consapevolezza del suo problema è già un primo passo per iniziare il percorso verso il cambiamento, ma non è sufficiente per cambiarlo perché da sola non ci riesce. Infatti è essenziale cambiare il suo modo di vedere se stessa e quindi il rapporto con gli altri e in questo un bravo psicoterapeuta la può aiutare.Dott.Laura del Citerna

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26 NOV 2012

Cara Manny
ho sentito tante volte donne essere consapevoli di instaurare rapporti sbagliati e non sapere come uscirne ma soprattutto come non ricascarci, credo che il modo migliore in questi casi, come nel suo, sia iniziare un percorso di psicoterapia per mettere un pò di ordine nella propria vita e provare a modificare ciò che c'è di disfunzionale nel suo funzionamento. Dunque, sperando di non farle confusione, le consiglio semplicemente un percorso di psicoterapia cognitivo -comportamentale, di prendere in mano la situazione, fare un primo colloquio e valutare.
Saluti Dott,ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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26 NOV 2012

gentile manny le consiglio un percorso terapeutico di tipo relazionale che possa affrontare e risolvere le sue difficoltà personali e interpersonale
a sua disposizione

Dott. Massimo La Torre Psicologo a San Lazzaro di Savena

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26 NOV 2012

buongiorno,
sono colpita dalla consapevolezza con cui legge la sua storia. credo che in fondo abbia già deciso, ma che abbia bisogno di qualcuno che la accompagna in questo processo. esistono diverse tipologie di psicoterapie, alcune delle quali centrate sulla soluzione, dette anche terapie brevi, che hanno l'obiettivo di rispondere alla domanda senza dover per forza fare lunghe analisi.
se mi dice da quale città scrive posso indicarle qualche collega che utilizza questo approccio.
cordiali saluti

Pragmatica, Studio Di Psicologia, Psicoterapia E Coaching Psicologo a Verona

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26 NOV 2012

Gentile Manny,
la figura alla quale si dovrebbe rivolgere è lo psicologo/psicoterapeuta.

Il primo passo consiste ovviamente nel chiedere un consulto che serve per valutare le specificità della sua situazione e per riflettere sulla strada più opportuna, come ad esempio quella della psicoterapia, per affrontare in modo efficace le sue difficoltà.

In merito a quanto lei ha esposto, potrebbe essere indicato l'approccio sistemico-relazionale, annoverato tra quelli di tipo breve e centrato in particolare proprio sulle relazioni.

Cordialmente

Dott.ssa Laura Rinella Psicologo a Roma

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26 NOV 2012

Gentile Manny,
la sua presa di coscienza di un aspetto tanto delicato del suo funzionamento rispetto alle relazioni sentimentali è un fattore che indica una buona capacità introspettiva e autocritica, che potrà efficacemente essere messa in gioco in un percorso terapeutico in cui comprendere le origini di questo suo approccio e comportamento per poi occuparsi di come modificarlo. Ogni orientamento teorico e clinico può essere utile e funzionale ad una terapia, pertanto risulta difficile consigliarle in astratto la terapia più adatta a lei, tanto più che, al di là dell'orientamento del terapeuta, quella che entra in gioco è la relazione tra terapeuta e paziente, diventando essa stessa strumento di cambiamento e di terapia. Le suggerisco di consultare i professionisti della sua zona presenti su questo sito o il sito dell'ordine degli psicologi della sua regione. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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26 NOV 2012

gentile Manny,
dovendo dare una risposta che assecondi la sua richesta nel modo specifico in cui è stata formulata le consiglio una terapia dinamica breve focalizzata all'obiettivo, oppure l'approccio comportamentale che di solito è abbastanza mirato. Personalmente ritengo però che varrebbe la pena approfondire dove e come è nato il suo fin'ora ineluttabile bisogno di tessere un certo tipo di relazioni, ma forse solo inzinado a sentirsi meglio nel breve periodo troverà le energie per impegnarsi in questo tipo di lavoro, che è tutta un'altra cosa......
le auguro in bocca al lupo per tutto
cordiali saluti
dr.ssa scipioni, roma

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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26 NOV 2012

Salve Manny,
quello che mi sento di consigliarle è di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa aiutarla nel percorso di ri-strutturazione di quelle che sono le sue priorità, i suoi valori, i suoi interessi, la sua serenità. L'approccio cognitivo-comportamentale è molto indicato in tal senso, e più breve rispetto a tanti altri.
Dott.ssa Irene Olivi

Irene Olivi Psicologo a Seravezza

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26 NOV 2012

Cara Manny, quando nelle relazioni tendiamo a mettere in atto sempre lo stesso copione, il più delle volte autodistruttivo, è possibile che stiamo rispondendo a uno Schema che si è instaurato precocemente, nelle relazione primarie, per esempi l'abbandono, l'inadeguatezza, il fallimento o l'autosacrificio. In altre parole bambini che vengono svalutati da genitori ipercritici, che si sentono a rischio in una situazione di non soddisfacimento dei bisogni di accudimento e sicurezza, interiorizzano queste modalità di relazione e tendono a replicare nella vita adulta. E' come se avessimo un radar che ci fa riconoscere e scegliere la situazione nota e purtroppo disfunzionale. La Schema Therapy fa parte della "terza onda" della psicoterapia cognitiva comportamentale e si occupa proprio di questo tipo di problematiche. Può cercare un terapeuta abilitato che si trovi vicino a lei attraverso i portali di ricerca.
Le auguro ogni bene
dott.ssa Valeria Blarzino

Dott.ssa Valeria Blarzino Psicologo a Cesenatico

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26 NOV 2012

Gentille signora Manny,
una psicoterapia ad impatto risolutivo e breve è possibile per uscire dalla situazione in cui si trova. Si tratta di cercare quello più adatto che le porti risultati in breve tempo e i risultati siano concreti e misutrabili. A volte quello che si cerca è lontano dal luogo di residenza. Spesso il più efficacie è anche costoso. La scelta tuttavia è personale
DR Paolo Zucconi, psicoterapeuta e sessuologo comportamentale a Udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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26 NOV 2012

Cara Manny,
vista la sua storia e le sue caratteristiche, mi permetterei di consigliarle un percorso di tipo sistemico familiare. Si tratta di un approccio che non si limita all'indagine delle "problematiche" del singolo ma si allarga anche al contesto, ai sistemi nei quali l'individuo è inserito. Questo approccio tende a considerare il sistema come portatore di risorse e difficoltà e mira a lavorare quindi in questo senso. Non sò in quale città vive, ma se vuole contattarmi anche per altri dubbi, resto a disposizione.
cari saluti
Dott.ssa Valentina Barbagli

Dott.ssa Valentina Barbagli Psicologo a Arezzo

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26 NOV 2012

Gentile Manny, ho la sensazione la necessità di agire di cui parla, rischi di confondersi con la necessità impellente di arrivare ad una svolta. Le ragioni delle sue coazioni a ripetere, della tendenza alla dipendenza, hanno scuramente radici che necessitano di essere indagate ed approfondite. Ciò non significa impelagarsi in una psicoterapia o un'analisi senza fine. E' possibile infatti cercare di focalizzare al massimo l'obiettivo di lavoro, ma parlare è imprescindibile. Solo dal suo raccontare e raccontarsi (a prescindere dal tipo di intervento psicologico ) è possibile conoscere le ragioni che sottendono le sue scelte. Dunque Manny, indipendentemente dall'orientamento dello/a Psicoterapeuta, credo sia fondamentale la sua motivazione a mettersi in gioco, faticando anche un pò. Cordiali saluti. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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26 NOV 2012

Gent.le Manny,
le sue righe lasciano trapelare abbastanza chiaramente una certa consapevolezza di fondo che ha maturato sulle sue modalità di relazione finora vissute. E' un buon punto di partenza per aprirsi e lavorare sui bisogni profondi che la spingono a rimettere in atto certi "stili di attaccamento" affettivi, che divengono sempre più consapevoli, ma ripetitivi, come lei stessa racconta.
Il "bisogno di agire" che avverte è una buona spinta! Tuttavia, un "approccio risolutivo, breve e definitivo" non esiste! Si parte da un inizio, da una buona motivazione e buon rapporto terapeutico.
Il punto di arrivo sta, a volte, in ogni tappa del viaggio!
L'approccio da me consigliato è per esempio quello sistemico relazionale , in base a quanto descrive, ma anche altri orientamenti sono ugualmente efficaci e fruttuosi grazie a un /a buon professionista.
cordialmente

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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