Quale spiegazione logica si cela dietro il male di vivere?

Inviata da Clara il 17 mar 2015 Terapia di coppia

Salve, avrei bisogno di un consiglio professionale che mi aiuti a capire come procedere per aiutare il mio fidanzato.
È difficile descriverlo in poche righe cercherò di essere sintetica, poiché ha una personalità speciale.
Eravamo compagni di classe alle superiori, molto in sintonia già tra i banchi di scuola, si è sempre distinto per il suo modo di essere misterioso, giorni in cui si mostrava burbero, asociale, indifferente... e giorni in cui sprigionava stravaganza, altruismo, saggezza, solarità...
In 5anni non si è mai saputo nulla della sua vita privata se avesse sorelle fratelli, dei suoi hobby, nulla!
I nostri caratteri si attiravano come calamite, ma la sua personalità non permise che scoccasse quel qualcosa in più!
le nostre strade si separarono successivamente al diploma per poi congiungersi casualmente dopo un paio d'anni, e solo allora lui mi confidò il suo amore per me, sapeva in cuor suo che ci saremmo trovati, disse semplicemente che bisognava attendere quel po' di maturità colta dal travolgersi di esperienze individuali prima di iniziare una sana relazione.
Frequentava il primo anno di università (psicologia) l'ho trovato estremamente profondo, equilibrato e signorile, io attraversavo un periodo molto cupo e grazie alla sua perseveranza ne sono uscita vincente come non mai! tutto procede splendidamente, ogni singolo giorno il nostro legame diviene sempre più radicato, finché la sua individualità si è svigorita nel corso degli anni, non so quale sia la causa centrale ma di sicuro vari episodi gravosi (la costante distanza di un padre rigido, la perdita della nonna fondamento dei suoi principi, la perdita del suo mentore amico di famiglia ma suo migliore amico che di professione faceva lo psicoterapeuta, la fuga di casa della sorella ancora minorenne con un lestofante...) lo hanno indirizzato all'incontro con il cosiddetto "male di vivere" ha abbandonato l'università all'inizi del terzo anno con una media di voti invidiabile, detestava l'ipocrisia e la superficialità dell'ambiente, dai professori ai colleghi, nel frattempo ha maturato la sua passione per la tecnologia tanto da creare ROM e App android a suo piacimento, lavorarci per intere notti, aprire un blog e postare tutto online su siti stranieri imparando per bene l'inglese e un po' di cinese, in pochi giorni fu sommerso da centinaia di commenti, chi voleva ringraziarlo per il lavoro svolto con un compenso monetario, e chi lo esortava a proseguire i suoi lavori; una mattina spinto dal numero crescente di download decise di chiudere tutto e scriversi alla facoltá d'ingegneria informatica, determinato a realizzare i suoi progetti tecnologici, ed ecco che è dal mese di novembre 2014 in uno stato di malessere ininterrotto per via di questa scelta, lo sento blaterare su quanto detesta la matematica, quando da autodidatta realizza con estrema facilità progetti grandiosi!
Ci sono giorni in cui non esce di casa e si rinchiude nel sul mondo virtuale a creare e inventare, giorni in cui mi manda dei messaggi preoccupanti sulla sua scontentezza nel realizzarsi è bloccato con lo studio e non ha un lavoro, i suoi cari amici sono tutti andati a lavorare all'estero per via della crisi, trascorre i giorni l'uno uguale all'altro, ha anche abbandonato tutte le sue passioni come la fotografia e lo sport, ha smesso di avere fede rivolgendosi a me di parlare con il mio Dio e chiedergli il perché di tanto impegno se facciamo tutti la stessa brutta fine, ha smesso di credere in se stesso ed è realmente in un profondo stato di insoddisfazione, io non so più cosa inventare per aiutarlo, vorrei azionare una spinta per fargli ritrovare il cammino che ha smarrito, ho contattato a sua insaputa due psicologi, pagherò personalmente questa spesa, seppur sia una cifra dispendiosa, a costo di fare straordinari notturni, d'altronde cosa non si farebbe per amore?
Il problema è che non so come scegliere lo specialista giusto, perché sarà fondamentale il primo approccio di fronte ad una persona impostata e glaciale avrà di sicuro un impatto distaccato e negativo essendo molto sensibile darà rilevanza anche alla postura e i gesti del terapeuta e di certo non vorrà ripetere l'esperienza. Sono davvero preoccupata per questa situazione perché si comporta così?
Le stagioni scorrono ed io vorrei iniziare a realizzare insieme a lui,che tanto amo, progetti solidi come un lavoro stabile, una casa, una famiglia, concretizzare un "futuro" non molto lontano, considerando che la nostra età non è più adolescenziale.
Mi auguro di aver scritto più "dati" possibili per ottenere quanto meno un'inquadratura generale dell'interrogativo che lo affligge; grazie mille per l'attenzione.
Cordiali saluti Clara

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Gentile Clara,

la dura realtà è che siamo veramente impotenti di fronte agli altri e alla loro sofferenza ed è importante accettare che non possiamo essere di aiuto a chi il nostro aiuto non lo vuole, anche quando si tratta di una persona che amiamo.

L'unico consiglio che posso darle è di parlarne apertamente con il suo compagno e di invitarlo a consultare uno psicoterapeuta, piuttosto che orchestrare tutto alle sue spalle: sarà poi lui a scegliere chi, come e dove. Diversamente, non gli sarebbe possibile accedere ad alcun trattamento con la motivazione e la spinta giusta.

Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Nappo
Psicologo Napoli - Pompei - San Giuseppe Vesuviano (NA)

Dott.ssa Valentina Nappo Psicologo a Napoli

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Gent.le Clara. lei dice di avere già contattato due psicologi a sua insaputa. Tuttavia, per intraprendere un precorso psicoterapeutico (che da ciò che racconta sembrerebbe utile per il suo fidanzato) occorre una motivazione personale da parte di chi deve intraprendere il percorso, senza la quale è inutile iniziare il lavoro perché non andrà a buon fine. Quindi le consiglio di parlarne prima di tutto con lui e poi, se ottiene l'approvazione, potrete consultare insieme lo psicoterapeuta più adatto, magari partecipando a più primi colloqui per capire chi è colui che riesce ad entrare maggiormente in sintonia con il suo ragazzo. Cari saluti.

Dott.ssa Maria Concetta Culcasi Psicologo a Trapani

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Cara Clara
è molto bella questa storia che racconti, la storia dell'amore che lega te e questo ragazzo.
Lui, sicuramente ha un che di genialità e questo non è mai un grande vantaggio nella nostra società, in quanto è risaputo che le menti geniali hanno assai maggiori difficoltà nel seguire studi e percorsi programmati per persone molto comuni.
Persone come il tuo lui riescono praticamente in tutte le cose che fanno e quindi hanno questa "tentazione" di voler provare vari percorsi.
In più il tuo ragazzo ha avuto una serie di situazioni traumatiche che ci descrivi nella lettera e questo deve aver accentuato il suo senso di chiusura.
Chiudendosi ha ancor più sviluppato il suo "mentale" e ha trovato una via interessante per lui.
Comunque sia una Laurea farebbe bene a prenderla. Questo anche perché essere in ambiente universitario lo aiuterebbe a socializzare essendosi, credo, troppo chiuso.
Proponi un percorso di psicoterapia ma senza forzare e senza importi.
Stagli vicina, osserva come evolve la situazione, sii pratica nei discorsi ma sostieni la sua intelligenza.
Conserva con lui una comunicazione aperta su tutto.
Se non si sblocca nulla fatti aiutare tu da uno psicoterapeuta e anzi, magari proponi di andarci insieme.
Un caro saluto
Fai sapere.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Clara,
nella scelta del terapeuta è bene tenere conto anche dell'indirizzo terapeutico seguito, si può chiedere una previsione di massima sul tempo necessario per ottenere risultati, si può fare un "contratto terapeutico" che chiarisca obiettivi, modalità ecc.
Il suo ragazzo sembra a quanto pare remare contro se stesso: ha già abbandonato due strade in cui stava ottenendo invidiabili successi. A questo punto penso che il terapeuta debba affrontare e risolvere i probabili motivi profondi alla base di questo comportamento. Ciò non significa che si debbano intraprendere necessariamente terapie lunghe e molto focalizzate sul passato. La conoscenza di fattori predisponenti o causali è importante per impostare la terapia, ma da sola in genere non risolve i problemi. Per ottenere risultati occorre che quegli stessi fattori (che siano di un recente o lontano passato) siano elaborati e superati.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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