Quale psicoterapia è adatta per me?

Inviata da Marcello. 16 nov 2017 1 Risposta  · Psicoterapia

Salve, gentilissimi psicologi/psicoterapeuti, sono un ragazzo di 26 anni, che soffre di dismorfofobia, come diagnosticato da due chirurghi plastici e la mia dermatologa, che mi sta curando per il rinforzo dei capelli. Sono, a detta degli altri, una persona bravissima, educata, dolce e gentile, ma sono anche molto ansioso, un po' timido e chiuso di carattere. Sto soffrendo molto di ansia, perchè mi percepisco un mostro di faccia, anche se i chirurghi plastici che mi hanno visitato e tutti quanti mi dicono che io sia normale/carino. La mia dermatologa mi ha messo per iscritto che io non riesca a valuitare correttamente le mie belle sembianze. Adesso vi racconto un po' del mio passato. A detta dei miei genitori sono nato prematuramente e mia madre ha avuto un distacco di placenta, che ha comportato che io sia rimasto in incubatrice per venti giorni. Alle scuole elementari e medie ho avuto il supporto di un docente di sostegno, per problemi di ritardo semplice del linguaggio, ma alle scuole medie l'ho avuto per insicurezza (i professori, dato il mio profitto buono, avrebbero voluto che io continuassi da solo, ma io non ho voluto, perchè mi sarei sentito perso). Sono andato davanti da solo alle scuole superiori e non vi nascondo che il primo anno di liceo per me sia stato "traumatico", dato che sono stato senza un docente di sostegno (ho sempre avuto l'incubo della bocciatura per la mancanza di un docente di sostegno al primo anno delle superiori), ma ce l'ho fatta, uscendo con un bel 83/100 e aggiungo che non ho mai perso un anno e sono stato sempre promosso senza debiti, tranne matematica al secondo anno, materia per me sempre ostica. L'essere riuscito a prendere un bel voto all'esame di maturità mi ha riacceso una fiaccola di autostima in me. Ho frequentato l'Università degli studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, corso di laurea in scienze della formazione primaria, da cui mi sono laureato il 23 ottobre di quest'anno con 109 e 30/30 alla specializzazione per il sostegno. Vorrei essere docente di sostegno per aiutare le persone che soffrono. Fin dall'asilo per i miei problemi di linguaggio ho subito esperienze di isolamento, ma solo alle superiori sono riuscito a trovare delle compagne di classe, che mi hanno voluto veramente bene e degli amici. Io mi sono sempre visto brutto fisicamente, ma da maggio 2014, per non aver ancora avuto una storia d'amore e per merito di due persone cattive, che hanno giocato con le mie insicurezze, ho iniziato a percepirimi un mostro di faccia e a pensare che, se non mi sarei operato, avrei vissuto solo e infelice. Ho cambiato per incapacità diversi psicologi e psichiatri, ma lo psicoterapeuta precedente, che ha adoperato la Terapia Breve Strategica, è riuscito a farmi un po' migliorare (pensate che prima ho evitato gli specchi per quasi un anno e adesso riesco tranquillamente a guardarmi, anche se provo un po' di disagio). Ci sono state alcune ragazze che si sono fatte avanti con me, ma è successo che alcune non mi sono piaciute, mentre con una, che è stata carina, non è successo niente, perchè mi sono sentito preso in giro, quando ha detto che io sia un bel ragazzo. Adesso sono in cura da uno psichiatra/psicoterapeuta che è ritenuto il migliore del Primo Policlinico di Napoli, ma che adesso opera in privato ad Afragola. Dal punto di vista farmacologico, questo medico mi ha davvero fatto stare bene, perchè è molto bravo a somministrare i farmaci, ma dal punto di vista psicoterapeutico sto avendo qualche problema, perchè il medico mi dice che io non sia brutto (faccio fatica a crederci), che tutti (belli, rutti, grassi, magri) si fidanzino, che io mi debba togliere queste idee balorde sul mio volto, che non esistono (facile a dirsi!), che devo coltivare il mio essere e che io usi l'alibi della faccia orrenda per giustificare la mia timidezza. Questo medico non utilizza nessun modello di psicoterapia, perchè ritiene che la psicoterapia non sia una tecnica, ma una filosofia di vita. Lo psicoterapeuta precedente è riuscito a farmi guardare allo specchio e a farmi fare miglioramenti sul campo sociale. Inoltre, mi ha detto di ridurre/evitare le rassicurazioni, che non servono a niente e mi ha vietato di fare ricerche sulla mia ossessione (dovete sapere che dall'età di sedici anni non ho fatto altro che fare ricerche del tipo "un ragazzo brutto si può fidanzare?"). Adesso sto un po' meglio, ma non ce la faccio più a pensare di avere una faccia orrenda e di fare una brutta fine a causa di essa, questa brutta fine consiste nel rimanere e morire solo come un cane (pensieri ossessivi che grazie ai farmaci sto gestendo al meglio). Ho dimenticato di parlare della mia storia familiare: purtroppo non c'è un clima sereno in famiglia, perchè i miei litigano e discutono spesso e mia madre è spesso triste e nervosa per il mio problema (spesso sono stato spettatore di litigi furibondi tra i miei, ma quante volte mio padre per il mio bene, mi ha detto di non litigare davanti a me!? Ma niente, mia madre se n'è sempre fregata. Mia madre ha avuto un triste passato, che l'ha resa triste e infelice: ha perso un bambino appena nato e ha avuto con me una gravidanza difficile. Quello che adesso voglio chiedere è: dal momento che la psicoterapia con questo medico non sta funzionando, voglio chiedervi: è vero che le rassicurazioni peggiorano il problema (non riesco a non chiederle)? Quale tipo di psicoterapia può essere utile per il mio caso? P.S: talmente che sono preso dai miei pensieri ossessivi sul volto, che vorrei andare per la quarta volta da un medico chirurgo, per verificare se le difficoltà con le donne siano dovute alla faccia o a cause caratteriali, ma i miei genitori si rifiutano e questa cosa mi crea rabbia.

amici

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Salve Sig. Marcello, leggo la sua lunga lettera così piena di particolari molto importanti della sua vita. Cercherò di essere breve ma non per questo evasivo. E' vero che qualche volta alcune terapie o modelli sembrano essere più adatti in alcune forme di disagio rispetto ad altre. Lei pone pone una domanda specifica, in cui una diagnosi di "dismorfofobia" è in cerca di una terapia più adatta. Messa in questi termini sembra però impersonale. Io invece metterei al centro della richiesta sia la persona (che eventualmente potrebbe essere portatrice dei sintomi della dismorfofobia) sia lo specialista della psiche che potrebbe essere di maggiore efficacia. Non se la prenda se Le dico che non c'è. Io penso piuttosto che è il tipo di relazione che si instaura tra 'quella' persona e 'quello' specialista della mente che potrebbe essere più o meno adatta nei termini di buona alleanza terapeutica, in grado quindi di adattarsi alla situazione portatrice del profondo disagio. Al di là delle differenze tra i modelli, secondo me è importate che una persona che fa una richiesta di aiuto si senta ascoltata, non giudicata, e che provi la sensazione di fare davvero qualcosa di importante per il proprio benessere, durante gli incontri. Ma tutto questo non è dato per scontato, potrebbe avvenire subito, già alle prive visite, così come non avvenire affatto. Ed allora una persona sensibile come Lei si pone delle domande e si guarda intorno. Le riformulo la domanda in modo esplicito: "Quale persona è adatta ad ascoltare me?" Buone cose. Dr. Alessandro Mura

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