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Quale consiglio mi potete dare per mia figlia?

Inviata da Paola · 29 nov 2016 Psicologia sociale e legale

Buongiorno,
mia figlia ha 14 anni e mezzo e frequenta la 3 media. Non so come comportarmi e cosa pensare. Studia il minimo indispensabile e...quando ha volontà studia molto velocemente, perchè ha una grande memoria. Il rendimento a scuola non è del tutto sufficiente in tutte le materia. Le materia che fa più fatica sono italiano (grammatica) e matematica. Dice che non capisce. Io sinceramente la vedo infantile. Cerco di stimolarla, ma lei mi risponde che lei è stupida e che non capisce. Non so come cercare di aumentare la sua autostima e spiegarle in un altra maniera (perchè le spiego sempre che è una ragazza intelligente ma che le manca un po' più di volontà) che non le manca niente per riuscire a fare qualsiasi cosa lei desideri.
Adesso sono due anni che fa una cura per il GH. E' aumentata molto la sua altezza ed è felice....ma lei dice spesso che vorrebbe rimanere piccola e per questo il suo comportamento è tale. Ho pensato che abbia anche qualche problema tipo dislessia o qualche difficoltà con i numeri.Non so cosa pensare....
Grazie mille se potete darmi un vostro giudizio.
Paola

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Miglior risposta 30 NOV 2016

Buongiorno Paola, oltre ad essere d'accordo con la dott.ssa Lanfri, la invito a riflettere se ci possa essere stato, nel tempo, un qualche "disguido" relazionale tra voi genitori e la bambina. Se ci soffermiamo all'autostima, infatti, il primissimo ambito dove potersela creare e rinforzare è proprio quello familiare. Senza, dunque, avere intenzione di colpevolizzare nessuno, dopo qualche test specifico su eventuali problematiche di apprendimento, dovessero permanere questo tipo di difficoltà, vi consiglierei una psicoterapia familiare o anche sistemica; proprio per domandarsi se alcune dinamiche intrafamiliari potrebbero aver (e stare ancora) condizionato il senso di sè della bambina. Talvolta capita, infatti, che, con le migliori intenzioni, non si veda che alcuni agiti, all'interno della relazione, causino sensibilità emotive che, se non emergono nell'immediato, possono rimanere latenti anche per qualche tempo.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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1 DIC 2016

Buongiorno Paola,
potrebbe esserle utile rivolgersi alla Neuropsichiatria Infantile della sua ulss, per verificare il suo dubbio di dislessia o di altri disturbi dell'apprendimento, di cui spesso la poca motivazione verso la scuola è uno dei tanti sintomi.
Inoltre, potrebbe essere utile per sua figlia intraprendere un percorso di sostegno psicologico: potrebbe informarsi presso un professionista privato della sua zona oppure presso il Consultorio Familiare della sua ulss, che generalmente riserva uno spazio psicologico per i giovani a partire dai 14 anni.

Un saluto cordiale

Dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologo a Venezia

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30 NOV 2016

Buonasera Paola,
sua figlia ha 14 anni e mezzo e questa età non è facile: ci sono tanti cambiamenti corporei, emotivi, scolastici (starà scegliendo l'indirizzo di scuola superiore), che rendono i ragazzi insicuri. E' una fase di crescita in cui si vivono altalene emotive e l'immagine di sé può essere fragile. IL desiderio di rimanere piccola è probabilmente legato alla fatica di crescere e di assumersi responsabilità per le quali si ha timore di non essere pronti. la ascolti e la conforti raccontandole ad esempio di come si sentiva lei a 14 anni, di come affrontava la scuola. A volte la difficoltà scolastica è dovuta ad un insoddisfacente metodo di studio, forse vale la pena far aiutare la ragazza nello studio dell'italiano e della matematica (a volte basta un piccolo aiuto per migliorare e sentirsi più competenti). Riguardo a dislessia e difficoltà con i numeri bisognerebbe capire se la scuola vi ha mai segnalato difficoltà in questo senso: la dislessia è la difficoltà, a volte nei casi più gravi l'impossibilità di leggere (la lettura è lenta e stentata) e i problemi con i numeri riguardano solitamente la difficoltà nell'automazione del calcolo (operazioni veloci, tabelline, ragionamento aritmetico). se siete arrivati in terza media e nessun insegnante vi ha mai consigliato di fare una valutazione rispetto a difficoltà specifiche dell'apprendimento potrebbe trattarsi di scarsa motivazione e scarso metodo di studio che si potrebbe ovviare con un aiuto pomeridiano nei compiti.
Dott.ssa Maura Lanfri

Dott.ssa Maura Lanfri Psicologo a Forlì

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30 NOV 2016

Gentile Paola,
occorrerebbe sapere se queste difficoltà della ragazza esistevano già alla scuola elementare oppure no perchè in genere i disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) si manifestano precocemente.
Comunque, la diagnosi di DSA viene posta nelle Unità Operative di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (UONPIA) presenti sul territorio o in centri privati convenzionati mediante somministrazione di appositi test dopo aver escluso deficit neurologici, cognitivi ed emozionali relazionali.
Pertanto, prima di richiedere accertamenti più specifici, una consulenza psicologica con somministrazione di qualche semplice test di intelligenza (WISC-IV, Raven,Bender) che esplori le diverse competenze relative all'età può già servire a dirimere il suo dubbio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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29 NOV 2016

Gentile Paola,

mi sembra che ci siano due livelli: quello emotivo (ansia, insicurezza, ...) e quello degli apprendimenti (leggere e scrivere, comprensione del testo, ...).

Tenga presente che i DSA (disturbi specifici dell'apprendimento) vengono valutati presto, è raro che un ragazzo inizi ad avere difficoltà in terza media perchè tali problematiche emergono sin dalla prima/ seconda elementare. La invito dunque a ricostruire lo sviluppo di sua figlia (quando ha parlato, quando ha letto, quando si è autonomizzata nei compiti, ...) e a capire da quando "qualcosa non è andata" nell'area degli apprendimenti.

Rispetto al mondo emotivo il discorso è molto più complesso: si chieda non solo se è sempre stata insicura o meno, ma che significa essere "piccoli-grandi" nella vostra famiglia, che donna è lei e che esempio pensa di aver dato, se ci sono fratelli piccoli, se ha difficoltà con i suoi amici, e così via.

La situazione non mi sembra "grave" ma mi sembra "urgente", perchè è molto più facile parlare e risolvere alcuni temi ora, in adolescenza, piuttosto che in età più avanzata. Posso comunque condividere con lei la sensazione che la mancanza di motivazione allo studio non è che la punta dell'iceberg di un mondo psichico sommerso molto più ampio e complesso.

Mi auguro di risentirla e che tutto possa evolvere per il meglio.

Studio Medico Associato Psicologo a Roma

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