Psicoterapia e Disordini alimentari scelta professionista

Inviata da Cristina · 10 lug 2018 Psicoanalisi

Cari dottori,

ho 39 anni e vi scrivo perché sto attraversando un periodo complesso negli affetti e lavorativamente.
Io e il mio compagno lavoriamo insieme e stiamo insieme da più di 10 anni. I problemi della coppia da anni interferiscono nel lavoro e mi trovo per puro spirito di sopravvivenza a chiedere aiuto per me prima ancora di pensare intraprendere un percorso di coppia, questo perché vorrei trovare la forza di intraprendere un percorso lavorativo nuovo indipendentemente dal mio compagno.

Questa situazione è certamente alla base del disagio specifico per cui vorrei essere aiutata.

Si tratta di riuscire a controllare il mio appetito. E’ ormai evidente che quando resto sola a casa a lavorare mi ritrovo a mangiare grandi quantità di cibo senza che io abbia davvero appetito. Specifico che succede solo quando resto sola e che non ho comportamenti di correzione vomito, digiuno o attività fisica, sono una persona in sovrappeso ma non obesa e sono stata sportiva. Eppure non riesco a mettere fine a questa fame.

Ho un rapporto con il mio corpo sereno e trovo soddisfazione quando misuro la mia figura più in termini di prestazione che di aspetto estetico.

Quello che mi preoccupa ulteriormente è la stanchezza e il senso di debolezza fisica che in questo periodo accompagnano questa mancanza di controllo e mi fanno sentire davvero impotente.

Ora vorrei intraprendere qui a Torino un percorso con uno psicologo/a e mi domando:
debbo rivolgermi ad un esperto di disordini alimentari oppure ad un generico psicoterapeuta che magari non sottolinea avere esperienza in tal senso? Ci sono approcci migliori? Che tipo di percorso mi devo aspettare in termini di durata? Non sò insomma a quale aspetto sia meglio dare la precedenza, quello del sintomo della fame o le difficolta di relazione e lavorative e chi le debba trattare. Non vorrei intraprendere un percorso infinito, per quanto lo farei volentierissimo se ne avessi la possibilità ma debbo gestire le mie finanze anche relativamente ad altre problematiche.

Aggiungo che ho molta fiducia nel percorso di psicoterapia ed è proprio per questo che mi trovo a chiedervi maggiori informazioni.

Grazie, Cristina

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Miglior risposta 10 LUG 2018

Gentile Cristina,

per il suo caso l'approccio più consigliato è quello cognitivo-comportamentale che per altro richiede anche tempi di trattamento piuttosto brevi. Deve considerare che non è possibile tuttavia fare una previsione precisa del tempo di trattamento necessario. La sua buona motivazione, l'assenza di condotte di eliminazione ed il rapporto piuttosto sereno con il suo corpo sono tuttavia fattori che fanno pensare a delle tempistiche anche brevi. In una psicoterapia di questo tipo avrebbe modo di trattare anche gli altri aspetti relazionali, dunque non deve preoccuparsi di stabilire delle precise priorità, questo lo farà con il suo futuro terapeuta.

Cordiali saluti

Dott.ssa Silvia Picazio

Dott.ssa Silvia Picazio Psicologo a Roma

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14 LUG 2018

Cara Cristina, da come si racconta credo che stia passando un periodo di disagio a vari livelli e su vari fronti della sua vita. Disagio che si esprime, poi, nelle difficoltà alimentari che riporta, ma non solo. Credo che, in questa fase, sia molto importante affidarsi ad una persona che a pelle (a prescindere dall'orientamento e dalla specializzazione) le ispira fiducia e sicurezza. Anche sui tempi non mi sento di poterle dare delle indicazioni precise, e di solito quasi mai la durata di un percorso è definibile in maniera precisa. Ad ogni modo, mi sento di rassicurarla sul fatto che non è detto che fare psicoterapia sia sinonimo di tempi infiniti!Appena sceglierà la persona giusta per lei, ponga chiaramente tutti i quesiti del caso ed esprima i suoi dubbi: anche questo è un modo per capire se si può trovare bene o meno con la persona che ha davanti. E poi...si butti senza fare troppi programmi in questo percorso di crescita, il resto verrà da sè!
Auguri di cuore, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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11 LUG 2018

Buongiorno Cristina,
provo a rispondere alle sue domande così come le pone alla fine del suo post...
Alla luce del suo modo di descrivere la sua situazione sembrerebbe che aspetti relazionali ed aspetti alimentari nella sua idea siano in qualche modo connessi, non fosse altro che per il fatto che li descrive insieme in questa sua richiesta. Probabilmente ha anche delle ipotesi più precise rispetto al legame tra questi aspetti, ma altrettanto probabilmente potrebbe riuscire difficile renderle esplicite e metterle a verifica da sola. Sia in merito all'approccio e sia in merito all'area tematica credo sia importante che lei prima di tutto scelga un professionista sulla base della fiducia che le ispira. Molti pazienti scelgono sulla base di come un professionista si descrive, di come pensano di poter stare in relazione con qualcuno che si descrive e descrive il suo lavoro in un modo o in un altro. Le dico questo perchè ciò che accomuna tutti gli approcci terapeutici è il fatto che siano fondati su una relazione tra due o più persone.
In quanto alla durata... mi verrebbe da dire che, per quanto complicato sia definire a priori la durata di una terapia o di un percorso, ciò che conta è la definizione degli obiettivi che si concordano e costruiscono con il terapeuta. Talvolta ci sono percorsi che si chiudono non perchè si è arrivati al raggiungimento dell'obiettivo, ma perchè nel tempo che ci si è concessi per la terapia si è intanto intrapresa una strada diversa, sono emersi nuovi elementi e nuove ipotesi per affrontare le proprie difficoltà e per provare a farlo da quel momento in poi autonomamente. Questo inoltre non esclude che più in là nel tempo il percorso possa essere ripreso oppure no perchè quella strada e quegli elementi sono già stati sufficienti per consentire alla persona di gestire la propria vita e la propria sofferenza con un nuovo sguardo.
Ci sta che anche dal punto di vista economico un percorso terapeutico possa essere oneroso come investimento, ma anche questo è un aspetto importante che può essere comunicato al/alla terapeuta e gestito con lui/lei.

Le auguro di trovare presto un posto e una persona in cui riporre la fiducia che sente verso questo tipo di percorso.

Cordialmente,
dr Vito Stoppa

Dott. Vito Stoppa Psicologo a Padova

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