Psicoterapia cosa aspettarsi

Inviata da Gessica. 7 nov 2017 11 Risposte  · Psicoterapia

Ciao a tutti, ho 31 anni e da circa 4 mesi sto facendo sedute di psicoterapia. Ultimamente la terapia mi sta facendo innervosire e noto una rottura del rapporto paziente e terapista. Ho esposto il problema alla psicologa, ma lei sembra non prendere in considerazione il mio punto di vista.
Io effettivamente devo risolvere diversi problemi di autonomia e non ho un bel rapporto con l'autorità.
Inoltre devo dire che sto vivendo un periodo abbastanza brutto, mi sento quasi impotente e questo mi fa arrabbiare.
Non ho capito, se la sua imposizione sia una forma di terapia, visto il mio problema con l'autorità, oppure non possiede le componenti tecniche per risolvere il mio disturbo ?La fiducia deve essere sempre presente oppure alcuni disturbi richiedono l'applicazione di terapie d'urto? Vorrei risolvere davvero i miei problemi ma non so cosa aspettarmi. Grazie mille a tutti

terapia , rapporto

Miglior risposta

Cara Jessica,
innanzitutto sei stata davvero molto brava a parlarne con la tua psicologa: il che significa che fa trasparire la tua responsabilità nell'intervento e l'attenzione che presti a ciò che sta accadendo. L'alleanza terapeutica è importante in qualsiasi contesto psicologico; qualunque dubbio o controversia è giusto chiarirla se pensi possa metterti in difficoltà. Quindi il mio consiglio è quello di insistere nuovamente con la tua psicologa e rivedere assieme questo nodo.

Infine, il supporto psicologico ha diversi orientamenti con pratiche e metodi specifici a seconda del modello. Non ve n'è uno migliore degli altri in generale, ma spesso esiste quello migliore per la singola persona. Il secondo consiglio che ti do è quindi quello di riflettere, una volta chiarito l'iter dell'intervento assieme con la psicologa, se l'orientamento che stai seguendo sia quello che pensi possa "calzarti meglio" per affrontare i tuoi problemi e risolvere la tua situazione.

Un caro saluto,
Giuseppe Marino

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Ciao Gessica,
Hai fatto bene a parlare con la tua psicologa del tuo disagio. La fiducia e la collaborazione in terapia sono importanti. Ti consiglio di parlare nuovamente di questo tuo dubbio in seduta al fine di riuscire a capire la dinamica psicologia in atto.
Dott.ssa michaela diano

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14 NOV 2017

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Gentile Gessica,
L’impatto con la psicoterapia può essere difficile perché la terapia propone un punto di vista che non viene naturale al paziente, e questo può anche stimolare insofferenza. Si tratta in genere di un problema che si risolve con il procedere della cura.
Valuti in ogni caso se ha portato all’interno della comunicazione terapeutica tutte le informazioni importanti riguardo al suo disagio.
In generale, al di là di qualsiasi ipotesi proposta dal terapeuta, il paziente deve avere l’impressione di intraprendere e proseguire una strada che va nella direzione dei suoi obiettivi. In altre parole, il paziente si deve ritrovare nella lettura, o interpretazione o rifdefinizione che gli fa il terapeuta: la psicoterapia è un percorso che si costruisce insieme, dove il terapeuta offre gli strumenti per affrontare il percorso che è sempre un percorso di presa consapevolezza.
Un caro saluto.
Dott.ssa Patrizia Mattioli

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10 NOV 2017

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Gentile Jessica,
Qualsiasi relazione terapeutica è fondata sulla fiducia reciproca e una sana alleanza di base. In alcuni momenti possono manifestarsi delle dinamiche specifiche di cui è opportuno parlarne con lo specialista.
Probabilmente il suo problema riguarda proprio la difficoltà con l'autorità infatti lei cita testualmente la parola "imposizione" come se tutto ciò fosse un obbligo, ma il percorso terapeutico è sempre una scelta consapevole.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

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9 NOV 2017

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Cara Jessica,
ciò che descrivi può capitare in una relazione terapeutica. E hai fatto bene a parlarne con la figura d riferimento. Si, possono esserci, diciamo così, delle forme di terapia d'urto ma non posso dirti in questo caso se si tratta delle stesse o magari di emozioni che emergono proprio perchè legate alla tua storia. Di certo affrontare questo vissuto forte che emerge in te con la tua terapeuta è la cosa migliore. Un saluto

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9 NOV 2017

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70 Risposte

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Cara Gessica,

la costruzione dell'alleanza terapeutica è parte stessa del processo terapeutico, anche quando sembra un percorso difficile. La messa in discussione del terapeuta è spesso sintomo di una difficoltà, più che legittima, a sostenere le frustrazioni cui la terapia sottopone, soprattutto all'inizio del percorso. E' sempre importante parlarne con il terapeuta, continui a farlo.

Un caro saluto,
Dott.ssa Giulia Colasante

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9 NOV 2017

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7 Risposte

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Buonasera Gessica, sembra che ciò che stia avvenendo tra di voi sia il classico "nodo al pettine". Ovvero, se lei ha una sensibilità particolare con l'autorità ed il collega, attraverso il suo modo di relazionarsi a lei o a prescindere da questo, le ricorda una ennesima autorità, il suo sistema emotivo si sta attivando (ma la prenda sempre come una ipotesi, non potendo avere troppe informazioni) perché vorrebbe evitare un contesto, la relazione con l'autorità, in cui non si sente bene, la fa soffrire, le restituisce un'immagine che non le piace, etc. etc. Dunque, ricordando che, comunque, se sente che c'è qualcosa che non va, non si sente protetta, al sicuro o che la possa aiutare ad attivare un cambiamento e dopo i necessari chiarimenti con il collega, si può cambiare terapeuta. Nonostante questo, tuttavia, la invito a considerare tutto ciò come la possibilità di provare a cambiare il solito percorso, le solite difese, i soliti passi che, come sa bene, fino ad un certo punto della sua vita, l'hanno aiutata ma, evidentemente, ora tali risorse non le sono più sufficienti quindi potrebbe essere arrivato il momento di prendere l'altra strada del bivio (in questo caso lo utilizzo come metafora di un momento di crisi che permette una riflessione su di Sé più profonda) e non la solita strada che porta alla solita locanda (sofferenza, in questo momento storico della sua vita).
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

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9 NOV 2017

Logo Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta

658 Risposte

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Gentile Gessica,
Ipotizziamo che lei abbia fatto una buona diagnosi ed abbia un problema con l'autorità: la risposta sarebbe insita nella diagnosi e la sua sarebbe la reazione che ha sempre avuto nel rapporto con l'autorità. Ci vuol tempo per cambiare meccanismi con cui funzioniamo da sempre.
Ipotizziamo che anche l'altra diagnosi sia corretta e la sua terapeuta sia incompetente: riconoscerebbe forse la competenza di qualcuno che glielo dicesse in un forum in cui ha scritto 10 righe?

Ipotizziamo invece che solo lei possa sapere se il percorso con questa terapeuta la fa sentire un po' meglio (provo ad aiutarla: ha fatto o pensato cosa nuove in questi pochi mesi? Come mai si è fidata all'inizio?) ma che abbia paura dello sforzo richiesto, di aprirsi, dei cambiamenti, di non farcela, che non serva, ecc.
Il fatto che si sia prima affidata abbastanza da iniziare una terapia e poi si stia preoccupando dell'esistenza di motivi per interrompere vuol dire che qualcosa si è mosso.
Si dia il tempo per ascoltarsi e prendere una decisione in base alle emozioni che sente. Quelle non mentono. Se le diranno che non si fida, dopo aver sviscerato la questione con la terapeuta, potrà sempre decidere di cambiare.

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9 NOV 2017

Logo Dott.ssa Daniela Magrì Dott.ssa Daniela Magrì

93 Risposte

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Come le hanno già detto i miei colleghi, ci sono orientamenti diversi e quindi modalità diverse. Lei riferisce che forse la causa risiede nel fatto che ha problemi con l'autorità, ma il terapeuta non è un'autorità.. è un alleato. Alcune volte può essere severo, o almeno questa può essere la mostra percezione perche ci mostra ciò che non vogliamo vedere e ci fa soffrire, ma lo affronta insieme a noi. Sarebbe bello approfondire ulteriormente la natura del disagio che vive, per cui non esiti a contattarmi con un messaggio!
Ripresenti comunque la problematica al suo terapeuta, perché se questa le è di ostacolo al proseguimento efficace della terapia, le consiglio di valutare altre opzioni.
Dott.ssa Marika Cocco
PsicoLogicaMente
Roma e Civita Castellana

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9 NOV 2017

Logo PsicoLogicaMente PsicoLogicaMente

30 Risposte

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Gentile Gessica,
un certo grado di fiducia è necessario, come in tutte le situazioni in cui ci si affida all'opera di altri, per non incorrere in pericolose previsioni negative che si autoavverano.
Detto ciò, il professionista è tenuto a fornire una previsione sui tempi di trattamento e di ottenimento dei risultati, perciò è suo diritto chiedere queste informazioni.
Non è ben chiaro cosa intenda per "terapia d'urto". Se intende interventi parecchio traumatici ma efficaci si può dire che essi possono essere applicati in casi di urgenza, ma il criterio- guida deve comunque essere sempre quello di cercare di ottenere risultati prima possibile, ma nel rispetto dei tempi del paziente e della sua sensibilità.
In ogni caso una terapia breve, in relazione ad un obiettivo, dopo circa 4 mesi ottiene quasi sempre significativi miglioramenti, se non la soluzione completa del problema.
Cordiali saluti

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8 NOV 2017

Logo Valentina Sciubba Valentina Sciubba

1054 Risposte

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Buongiorno, in ogni terapia si crea sempre una relazione terapeuta paziente in cui rivivono le nostre problematiche personali, ad esempio come nel suo casoil rapporto con l'autorita'

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8 NOV 2017

Logo Psicologia E Benessere Psicologia E Benessere

311 Risposte

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