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Psicologo o psichiatra, farmaci o no?

Inviata da vincenzo il 23 lug 2013 Orientamento professionale

Salve consultando vari siti on line sono arrivato a consultare il suo sito e
visto che si è mostrata disponibile a rispondere le vorrei fare qualche domanda
che mi riguarda personalmente in modo spiacevole.
Sono un uomo sposato di 47 anni con due figli di 12 e 10 anni.
Lavoro come dipendente pubblico e mia moglie si trova in una posizione
economica agiata.
Non abbiamo problemi economici anche se conduciamo una vita modesta e umile
senza tante pretese.
Trascorro molto del mio tempo in famiglia e cerco di essere un buon marito e
un buon padre in tutti i sensi.
Ho un carattere molto sensibile e percepisco lo stato d'animo di chi mi sta
vicino con un semplice gesto.
Sono molto innamorato di mia moglie di cui ho la massima fiducia e la massima
stima.
Lei è una donna molto intelligente, tutta per la casa e la famiglia, tanto da
farla rinunciare al lavoro di Farmacista quando è arrivato nostro figlio
maggiore.
Siamo sposati da quasi 18 anni, ma ci eravamo conosciuti anni prima.
Apparentemente il nostro rapporto funziona perfettamente ma quasi
puntualmente ogni anno mi succede che ho un episodio violento di attacco di ira
incontrollata.
La crisi avviene di colpo senza preavviso.
Mi sento in uno stato di forza inaudita che non riesco a controllare.
Urlo a squarciagola frasi inaudite e violente contro mia moglie e i miei
figli.
Mi è successo anche di essere violento e manesco contro di loro .Trascorsi
circa 10 minuti di crisi incontrollata rientro completamente in me pentendomi
amaramente di ciò che ho commesso e sentendomi in uno stato di angoscia
profonda.
Il tutto mi succede senza una vera causa che scateni tutta questa rabbia.
Sono molto preoccupato che possa verificarsi di nuovo e sono angosciato con i
miei famigliari che fanno di tutto per starmi vicino.
Questi problemi li ho avuti sin da ragazzo dall'adolescenza dove mi sono
scontrato diverse volte con i miei genitori.
Secondo me tutto scaturisce da un disagio psicologico di cui non so come poter
intervenire.
Tengo a precisare che da più di 11 anni il rapporto con i miei genitori si è
andato completamente a perdere, in quanto mia moglie ha avuto grossi problemi
con mia madre e quindi con la mia famiglia d'origine (padre, sorella e zia) che
si sono schierati uniti contro di lei.
Il tutto è iniziato con la nascita del mio primo figlio Gianluca che
attendevamo da parecchi anni.
I motivi di questa lite perpetua con i miei sarebbero che non abbiamo mai
lasciato i nostri figlia a loro, che non li abbiamo rispettai come nonni e che
mia moglie non è stata mai una nuora attaccata a loro.
In poche parole io mi sono trovato tra due fuochi prendendole da una parte e
l'altra.
Mi scusi se le ho scritto una lettera così lunga ma sarebbe troppo corta per
spiegargli tutto quello che mi succede e il mio stato d'animo che perennemente
si trova in uno stato di infelicità, di insoddisfazione e senso di colpa che mi
porterò per tutta la vita.
Volevo un consiglio da lei se consultare uno psicologo e intraprendere una
psicoterapia o uno psichiatra che mi tratti farmacologicamente per uscire da
questo stato d'animo ,soprattutto per mia moglie e per i miei figli che amo in
maniera assoluta.
Distinti saluti

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Gentile,
mi spiace per le esperienze che ha avuto in passato. Ha provato a contattare uno psicologo su questo sito delle sue parti? In questo modo potrà consultare il suo profilo e chiedere chiarimenti sul tipo di approccio seguito e se è solito collaborare con psichiatri.
Un saluto
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologo a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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Gentile signore, credo che parlare di psichiatra e farmaci sia inopportuno, nel suo caso, sarebbe consigliabile un consulto da uno psicologo che le permetta di mettere a fuoco e fare luce sul perchè di questi episodi puntuali e ricorrenti.
Auguri!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Buonasera,
un intervento risolutivo è affrontare le radici della sua rabbia con un professionista, uno psicologo

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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Buongiorno gentile Vincenzo,
la questione non è da porsi in termini di una cosa o l'altra ma di agire con logica. Le suggerisco, quindi, di rivolgersi contemporaneamente sia ad uno psichiatra che valuti la sua condizione psichica sia ad uno psicologo psicoterapeuta per iniziare un percorso di psicoterapia.
Cordialmente

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Gentile sig. Vincenzo,
nel suo caso potrebbe essere utile fare un'intervento integrato. Dovrebbe quindi rivolgersi ad uno psicologo-psicoterapeuta e nello stesso stesso tempo fare anche una valutazione psichiatrica per comprendere se sia necessario o meno assumere farmaci. L'intervento psichiatrico si vede necessario per far fronte a queste crisi violente e per evitare la possibilità di recare danno ad altre persone. Tutto questo a maggior ragione del fatto che lei non sembra cogliere le cause "innescanti" di queste crisi.

Cordiali saluti

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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Gentile vincenzo,
Deve essere davvero difficile convivere forzatamente con una parte di se che nn riconosce come propria, che si presenta all ' improvviso in modo totalmente imprevisto e, sembrerebbe dalle sue parole, slegato da qualsiasi evento esterno. Prima di ricorrere ai farmaci io le suggerirei di provare con dei colloquii con uno psicoterapeuta, per esplorare ed approfondire le dinamihe e le sensazioni che si legano a questi episodi che purtroppo sono diventati ricorrenti.
Dr.ssa alessia scipioni, roma

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Gentile Vincenzo,
la sua capacità di raccontarsi e di guardarsi dentro sono delle buone risorse, che potrebbe in maniera davvero proficua mettere a frutto in un percorso di psicoterapia: una prima valutazione psicologica potrà aiutarla a focalizzare il suo disagio e indicarle l'aiuto più adeguato, che potrebbe o meno coivolgere uno psichiatra e quindi un intervento farmacologico. In ogno caso uno spazio di ascolto e di elaborazione a livello psicologico le sarà di aiuto. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Sig. Vincenzo, io le consiglio di intraprendere una psicoterapia per comprendere le cause dei suoi scatti d'ira incontrollabili. Nello stesso tempo può consultare anche uno psichiatra che valuterà se prescriverle qualche farmaco che agisca sull'umore. Io consiglio entrambe le cose perché il farmaco non cura, ma agisce sui sintomi in maniera più immediata, ma la psicoterapia aiuta ad arrivare alla comprensione del problema così da portare alla risoluzione di esso. Io consiglierei una terapia familiare, in modo da capire come funzione la comunicazione in famiglia. Saluti.

Dott.ssa Pasqualina Grillo - Psicoterapeuta Psicologo a Capodrise

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Caro signore,
La sua storia richiede un'attenzione diversa dallo spazio on line. Provi a rivolgersi a uno specialista della sua zona. Cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Buongiorno Sig. Vincenzo, capisco il suo disagio.
A mio avviso dovrebbe fare una prima consulenza psicologica in modo da avere lo spazio ed il tempo adeguati per poter raccontare un po' meglio la sua storia e capire da dove si origina questo disagio e questa tensione che poi la portano ad "esplodere" improvvisamente.
Sara' il/la collega a consigliarle il percorso piu' opportuno ed utile, cordiali saluti
Dott.ssa R.M. Scuto, Pisa

Dott.ssa Rosa Michela Scuto Psicologo a Pontedera

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Gentile Vincenzo, innanzitutto siamo in molti a rispondere su questo portale, dunque non è chiaro a chi nello specifico si riferisca con la tua richiesta. in ogni caso è importante la sua presa di coscienza e la sua volontà di trovare una soluzione a ciò che riferisce essere un suo problema.
Certo non dev'essere stato facile per lei trovarsi tra i due fuochi familiari, ma ha saputo fare una scelta e portarla avanti. Forse però tutto questo e chissà cos'altro le ha generato della rabbia, rabbia che in qualche modo ha represso e non riconosciuto, ma che salta fuori quando meno se lo aspetta. Credo sia importante consultare uno psicoterapeuta che potrà valutare se intraprendere un percorso psicologico. Un grosso augurio. Dott.ssa S. Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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