Psicologo con doppia personalità, che fare?

Inviata da Anna · 1 ago 2014 Orientamento professionale

Buongiorno a tutti, scrivo per esporvi un mio dubbio in merito al comportamento di uno psicologo che conosco.
Le prime volte in cui ci vedevamo era tutto gentile e disponibile, ma poi in una nostra seduta si è comportato in modo molto scortese, freddo e presuntuoso. Non capisco perchè.... sembra una tecnica psicologica... come se stesse cercando di capire qualcosa di me comportandosi in questo modo.

Vorrei che mi aiutaste per favore!! Voi che ne pensate? mi spiegate gentilmente che significa avere questo tipo di atteggiamento? io nei suoi confronti (per le poche volte in cui ci siamo visti) sono sempre stata molto rispettosa e gentile. Perchè io sono così.

Sono rimasta molto male da questo atteggiamento, ma davvero non riesco a spiegarmi il perchè. Freddezza e prese in giro.

Mi aiutate perfavore? come dovrei comportarmi ora secondo voi? continuare ad andare da lui?
Grazie a chi risponderà alla mia domanda seriamente.
Buona giornata
Sabrina

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Miglior risposta 6 AGO 2014

Buongiorno Sabrina,
questo cambiamento di atteggiamento del professionista non penso sia dovuto a doppia personalità, se mai ad un tentativo di aprire qualche blocco della terapia. Verso la fine degli anni '70 lo psicoterapeuta americano Frank farelly ha ideato questa tecnica che è risultata molto efficace proprio per situazioni di impasse. Le consiglio di esprimere le sue difficoltà e sensazioni al suo terapeuta, in modo da ottenere una risposta che la aiuti a migliorare i risultati della terapia che ha in corso.
Cordiali saluti
Giovanni Iustulin

Dr. Giovanni Iustulin Psicologo a Udine

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20 AGO 2014

Gentile Sabrina
prima di tutto mi piacerebbe conoscere meglio i dettagli di questa Psicoterapia cioè da quanto tempo andava avanti e circa a che punto si è verificato questo cambiamento del suo Terapeuta?
Seppure, come altri colleghi spiegano, esistono delle tecniche in questo senso che servono a sbloccare la situazione di stallo che può crearsi con un paziente... a mio parere sono metodi "rischiosi" nel senso che possono creare confusione (come d'altronde è successo a lei) e ulteriore "stallo" nella psicoterapia. C'è anche il rischio che il paziente perda fiducia nello psicoterapeuta e che di qui ne risulti inficiato il rapporto terapeutico.
La Relazione Terapeutica basata sul lavoro costantemente volto al miglioramento
per piccoli passi e sempre aperta, sempre chiara, sempre accogliente credo che sia il modo migliore di procedere dando modo al Paziente/Cliente di essere Artefice del suo miglioramento (accompagnato e monitorato insieme al terapeuta).
Il terapeuta deve essere calmo e comprendere a fondo che i disagi del paziente sono precisamente il motivo per cui si trova lì, dunque mai "spazientirsi" nel voler accelerare (ovviamente con buone intenzioni) il processo di crescita personale.
Tuttavia anche noi terapeuti siamo umani e dunque può capitare (al di la delle tecniche) un momento di "perdita di controllo"; questo non deve allontanarci dal Terapeuta (qualora ritenuto "buono") ma essere uno Spunto di riflessione e di dialogo approfondito in sede di seduta in quanto è certo possibile che da un errore del terapeuta stesso possa nascere un rafforzamento del Rapporto.
Ciò essendo vero per ogni rapporto certo può esserlo anche per il "Rapporto Terapeutico". Se si è intelligenti (entrambe) è sempre vero che "dagli errori si può sempre imparare".
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvana ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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4 AGO 2014

Gentile Sabrina,
è complicato poter offrire una spiegazione da qui, con i pochi elementi a disposizione.
In ogni caso tenga presente che in alcuni modelli terapeutici la provocazione è uno strumento di lavoro importante.
L'unico consiglio che mi sento di darle è quello di affrontare la questione direttamente con il collega.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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4 AGO 2014

gentile Sabrina
soluzioni possibili: parlare apertamente con lui, chiede info all'ordine degli psicologi, cambiare professionista, magari di altro orientamento (altra scuola di pensiero)
paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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4 AGO 2014

Buongiorno Sabrina, io sono una psicoterapeuta con formazione psicodinamica/relazionale e pertanto, lo strumento principale nel mio lavoro è il transfert.Quello che sta accadendo tra te ed il Collega,a qualsiasi formazione egli appartenga, si basa ovviamente su tale fenomeno e pertanto, ti suggerisco di non continuare a chiedere in giro spiegazioni, ma direttamente al tuo psicologo. E' fondamentale che tra di voi la comunicazione sia quanto più chiara possibile. Pertanto, senza indugio, quello che hai detto qui portalo all'interno del setting , cioè nel contesto terapeutico. Non mi dilungo teoricamente, anche se sono convinta che tu abbia bisogno di qualche informazione in più relativamente al rapporto psicoterapeutico. Restando a tua disposizione, ti saluto con l'augurio di un buon proseguimento terapeutico.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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1 AGO 2014

Salve Sabrina,
la cosa che le consiglierei di fare è di esporre direttamente al suo psicologo questo evento, e come l’ha fatta sentire. La terapia si basa su elementi cardine quali fiducia, rispetto e collaborazione, che sono alla base di ogni rapporto umano. Per questo l’ambiente terapeutico può essere utilizzato anche per me sperimentare delle modalità di relazionarsi con l’altro nel modo più chiaro e limpido possibile, oltre che come setting di trattamento di specifiche problematiche personali. Quindi, come dovrebbe avvenire in un altro qualsiasi rapporto sociale, la cosa migliore è sempre esplicitare alla persona con cui siamo coinvolti che cosa non ci è sembrato corretto del suo comportamento e le sensazioni che ha suscitato in noi.
Soltanto così potrà avere un riscontro effettivo, e poi giudicare lei stessa se la risposta le pare corretta, professionale o meno, e decidere se continuare o cercare un altro professionista a cui rivolgersi.
Per di più dalle sue parole non è possibile comprendere quale comportamento abbia agito questo psicologo nei suoi confronti, per farla sentire “respinta”, e quindi ipotizzare una qualche risposta più specifica.
Spero riesca a risolvere la situazione,
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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1 AGO 2014

Cara Sabrina, occorre sempre contestualizzare tutto, poiché le sue informazioni possono essere poche, non mi sento di esprimere alcun pensiero sull'atteggiamento del collega, però le suggerisco di fare almeno due cose. In primis esponga al suo psicologo quello che scrive qui' in modo che entrambi abbiate la possibilità di capire cosa sta accadendo e se ci sono le condizioni per proseguire. Fatto questo valuti lei stessa se continuare con lui o scegliere un collega con cui si trova bene. Le sue sensazioni sono importanti, provi ad usarle nel modo più adeguato a lei,
Dott.Dario Grigoli
Pinerolo

Dario Dott. Grigoli Psicologo a Pinerolo

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