Provo empatia e depressione, ho bisogno di aiuto

Inviata da Kate il 4 apr 2014 Depressione

Salve, Ho 18 anni. Cercando sul web ho trovato questo sito e ho deciso di esporre i miei problemi.
Non so cosa mi sta succedendo.
Mi sembra di non provare più emozioni. Non sento nulla neanche dopo un abbraccio. Eppure cerco affetto. Passo le giornate in camera a pensare a tutti i miei problemi in famiglia e a piangere piangere e piangere, eppure vorrei essere consolata.
Mi sento sola eppure non voglio nessuno.
Mi sento inutile, ignorante, insulsa, ridicola. Eppure quando sono a lezione voglio sempre essere al centro dell'attenzione. Voglio che tutti parlino di me. Non mi importa di ciò che vogliono gli altri. Non mi importa se stanno bene o meno. A me importa di me stessa. Voglio sentirmi dire brava dai professori. Voglio essere più brava e più importante degli altri. E per questo non aiuto nessuno. Provo invidia e rabbia verso chi è migliore di me e non accetto le sconfitte. Mi sento perennemente criticata, anche se magari non è così e mi sento sempre inferiore agli altri. E' un disturbo questo? Perché ci sto malissimo e non so più come uscirne. Tempo fa non ero così. No, per niente. Io ero quella che si assumeva sempre le colpe per gli altri, che aiutava tutti sempre, che partecipava alle sofferenze altrui, ero quella che aiutava gli amici quando erano giù di morale, anche se gli altri non lo facevano con me. Volevo bene a tutti e mi preoccupavo di tutti; ora non so nemmeno di chi mi importa veramente.

Nella mia testa ci siamo io e il mio mondo immaginario. Perfino non dormo. Mi faccio mille progetti in testa, convinta di poter cambiare, svagarmi e uscire da questo mortorio di vita. Penso, penso ma non agisco. Mi piacerebbe rivolgermi ad uno psicologo ma non ce la faccio. Mi vergognerei a parlare di questo. Sono molto chiusa. A volte parlo dei miei problemi a scuola ma così solo per essere compatita e consolata. E poi mi accorgo di aver fatto la figura della sciocca. Tutti i giorni così. Torno a casa e piango perché non ho ricevuto l'affetto che mi serviva, non ho ricevuto attenzioni da nessuno. Così, ingenuamente, cerco risposte sul web. Cerco di capire i miei problemi e cerco di risolverli, tornando sempre al punto di partenza e buttando via intere giornate. Il livello di felicità è sotto zero. Sono sempre insoddisfatta di me stessa e non mi va bene nulla. E' come se qualcosa dentro di me mi imponesse di comportarmi così e di non cambiare.

Aiutatemi.
Grazie.

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Carissima,
parli di empatia e questo mi colpisce 'empaticamente'. Intendo dire che tu sei dotata di potenziali ancora non espressi e soprattutto non riconosciuti primariamente da te. In questa fase della vita, avviene che per concretizzare quello che si desidera essere, non basta più il riconoscimento da parte degli altri. Tu fino ad un certo punto hai dato, ora non avviene lo scambio e questo ti mette in uno stato di profonda insoddisfazione/depressione, non tanto per non vederti rispecchiata, ma per il bisogno di renderti indipendente dallo specchio esterno e per trovare finalmente il tuo specchio interno. Spero di esprimermi in modo comprensibile per poter determinare in te una presa di coscienza in breve tempo. Credo che un mio Collega della tua zona, in poche sedute potrebbe farlo. Dovrai però attraversare una zona 'desertica' per recuperare il tuo modo di vivere le relazioni in modo empatico, rendendoti conto ,ahimè, che non sono molti quelli che hanno raggiunto tale livello e pertanto distinguere l'empatia dalla confusione. Qui mi fermo,ma sono a tua disposizione qualora tu intendessi approfondire il 'discorso'.

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Gentile Kate,
le sensazioni e i pensieri che descrive sono spesso sintomo di un abbassamento del tono dell'umore. Tutti noi quando ci sentiamo giù diventiamo più sensibili alle critiche, siamo più critici verso noi stessi e verso gli altri e i pensieri di inutilità e inefficacia sono spesso la conseguenza di un abbassamento dell'umore e non la causa scatenante del suo malessere.

Sarebbe utile cercare un terapeuta cognitivo comportamentale nelle sua zona e fissare qualche incontro di valutazione e consulenza, così da capire meglio l'origine delle sue sensazioni negative e trovare strategie adeguate per affrontarle.

Le faccio i miei migliori auguri,
Dott.ssa Camilla Marzocchi

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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Katia, Buongiorno
certo è un buon punto di partenza aver preso coraggio e aver esposto questi problemi e queste sensazioni.
Lei è una ragazza molto giovane e prima cosa va detto che alla sua età si passano momenti e periodi di questo genere. Fanno parte di processi evolutivi e di crescita personale.
Lei parla della sua chiusura, della tristezza e del suo isolamento; parla anche della sua forte voglia di emergere e di voler essere considerata e apprezzata per la sua bravura e la sua intelligenza. In questo tratto emerge una certa forza interiore e la voglia di fare; queste sono cose importanti!!! Inoltre lei dice di avere dei progetti e di volerli portare avanti; questo è ottimo; un desiderio che può darle forza e motivazione .
Si concentri su queste cose e cerchi di abbandonare tutte le altre considerazioni e contrasti con se stessa e il mondo.
Se lei si impegna nell'automiglioramento..il resto poi si metterà a posto da solo.
Tenga però conto che per svilupparsi davvero come personalità occorre abbandonare ogni forma di perfezionismo. Occorre accettare i propri errori con molta modestia e accettare che c'è un percorso da fare in piccoli passi. Voler vedere risultati immediati porta alla rinuncia perchè genererebbe frustrazione invece bisogna capire bene che gli errori sono parte del percorso e dobbiamo accettarli.
Io, fossi in lei, cercherei un bravo psicoterapeuta e mi farei aiutare così il processo sarà più mirato lei tornerà a sentirsi bene in un tempo assai minore rispetto a fare tutto il percorso da sola.
un abbraccio forte
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologa/Psicoterapeuta in Ravenna.
Colloqui Skype

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Kate, a volte nella vita di ciascuno di noi è difficile capire cosa ci stia accadendo, soprattutto quando dentro di noi ci accorgiamo che qualcosa è cambiato, e tale situazione talvolta genera nel nostro cuore e nella nostra pancia un po' di allarme: la paura che descrivi, la ricerca di affetto e consolazione così come il pianto e la vergogna sono espressione delle emozioni che stai vivendo così intensamente e le emozioni sono un modo speciale, a volte difficile da comprendere ed accogliere, di comunicare a noi stessi ed agli altri come stiamo in un certo momento. In realtà ogni giorno il cambiamento attraversa la nostra vita ma di tanto in tanto può succedere di provare malessere e disagio.
Raccontarsi sul web può essere un ottimo punto di partenza: avere consapevolezza di vivere un malessere personale è già un passo importante tanto quanto saper chiedere aiuto, quando possibile in famiglia, agli amici. In certi casi è opportuno rivolgersi ad un professionista del disagio psicologico, quando l'intensità o la durata del malessere siano tali da ostacolare la realizzazione dei tuoi progetti di vita personali.

Dr Paolo Fiore Psicologo a Torino

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