Proteggere mio figlio

Inviata da Disperata · 4 nov 2018 Terapia di coppia

Buongiorno,
Io e il mio compagno stiamo insieme da ben 12 anni.
Io sono piemontese e lui meridionale,ma gli ho sempre detto che lui è della terra di nessuno perché non rientra nello stereotipo in cui rientrano i suoi genitori.
Nei primi 4 anni della nostra relazione ho passato molto tempo a casa sua, avevo 19 anni ero una persona con l'animo ancora pulito che pensava che al mondo non potessero esserci persone cattive... mia mamma si è separata che avevo forse 12 anni, mio padre un perditempo che beveva e diventava violento. Ho visto a casa del mio compagno una violenza peggiore.. il padre che denigrava sua madre per ogni cosa dandole della cretina, ignorante e dandole calci per questo.. ho visto offendere il mio compagno da suo padre il quale lo chiamava topastro,nominativo dispregiativo nei confronti di un ragazzo di 27 anni... arrivava da lavoro la sera e doveva mangiare da solo,la cena in microonde la casa buia.. suoi padre si doveva alzare presto la mattina la madre doveva seguire gli orari del padre.. ho pianto per lui tante volte.. mi feriva a me sentire un padre maltrattare il figlio.. viviamo in una loro casa da ben 8 anni, e questo è stato il mio errore più grande.. lo sapevo e glielo avevo spiegato già 8 anni fa al mio compagno che io non dovevo ringraziare di Niente nessuno e che accettare quella sistemazione era un dover ringraziare sempre qualcuno.. così è stato perché lui è uno spendaccione e io ho sempre avuto paura a fare progetti con lui anche se lo amo... sta di fatto che questa casa ci ha creato molti problemi.. abbiamo litigato è stato anche violento nei miei confronti... tutto per il cattivo esempio di famiglia che ha avuto a casa sua.. odio profondamente la sua famiglia, ho scoperto dopo anni che cosa si celava dentro di lui.. è una bestia ferita che cercava di difendere sua madre da suo padre e che era scappato di casa per questo quanto era ragazzino... ora abbiamo un figlio di pochi mesi e sinceramente non voglio che mio figlio possa essere in qualche modo rovinato da queste persone ignoranti che non sanno neanche l'italiano. Un esempio: al figlio di mio cognato il nonno dava le pappette un cucchiaio al bambino due a lui e poi leccava la bocca del bambino per pulirlo.. oppure il bambino un Po più grande lo portava all'orto e gli insegnava a dare i calci alle galline.. oppure il bambino ora ha 5 anni la nonna racconta con orgoglio che lei ha alzato la voce nei confronti del nonno e il bambino l'ha pizzicata talmente forte da farle male e venire i lividi perché vuole bene al nonno e lo ha difeso... io invece spiego questo comportamento come cattiva educazione (il bambino ha passato molto tempo con i nonni sin da piccolo) ha ricevuto esempi sbagliati e li mette in pratica.. sono recidivi la madre del mio compagno ama raccontare con orgoglio che suo figlio all'asilo aveva tirato una pietra ad un compagno per fermarlo in un gioco in cui si rincorrevano e dovevano prendersi... lui per fermare il compagno gli ha lanciato una pietra.. capisco che un bambino può sbagliare e non rendersi conto della gravità delle cose,ma una persona che a 60 anni ricorda con un sorriso questo evento non fa altro che farmi paura per la sua ignoranza... tutto questo sproloquio per farvi capire le mie motivazioni per cui mi da fastidio che solo si avvicinino al mio bambino... ultima cosa è il battesimo di mio figlio.. il mio compagno non ha mai messo in dubbio il battesimo fino a che sua mamma non gli ha detto "cosa lo battezzare a fare se non credete?" Innanzitutto lei non sa cosa credo o non credo io quindi non si doveva permettere. Era a casa da noi io allattavo in un altra stanza ho sentito tutto non ho detto nulla.. ho fatto passare una settimana prima di dire qualcosa al mio compagno.. lui aveva cambiato idea per le parole di sua mamma. E l'ipocrita di sua mamma ha il coraggio di mandarmi messaggi con preghiere e madonnine.. sono ossessionata dal ribrezzo che mi fanno queste persone.. altra cosa che ci tengo a precisare è che suo papà era ricoverato per un intervento di l'angioplastica... caso vuole che mio figlio nasce alle 4 42 di quel mattino e che il mio compagno aveva preso l'impegno di accompagnare sua mamma in ospedale per l'intervento del padre.. sono stata una signora ho tranquillizzato il mio compagno dicendogli di andare sereno che io stavo bene.. erano passate 3 ore dal parto che l'ho lasciato andare ad accompagnare sua madre.. mi aspettavo che dicesse che andava in un altro modo cognato, nipoti,vicino di casa,taxi.. o un grazie per il mio gesto.. niente di tutto ciò... io mi sono sentita abbandonata quando le oss che mi hanno portato il reparto mi hanno chiesto "signora ma è sola? Non c'è nessuno che la accompagna?"... sono sbagliata a no volete che si avvicinino al mio bambino per proteggerlo? Perché non voglio che cresca male?

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Miglior risposta 7 NOV 2018

Gentile Signora,
comprendo le sue preoccupazioni, sopratutto ora che c'è il bambino. E' giusto che il piccolo possa crescere in un clima familiare sano e sereno; normalmente ciò non esclude l'apporto dei nonni, però questo non significa che debba crescere necessariamente a contatto quotidiano con loro, che hanno un ruolo e modelli familiari diversi dai vostri.
L'ideale sarebbe, se possibile, andare a vivere per conto vostro; ciò aiuterebbe, in qualche modo, a delimitare i confini del nucleo familiare, almeno dal punto di vista propriamente fisico, perché l'individuazione dal punto di vista affettivo è un po' più complicata e farlo richiede molta fatica continuando a vivere in una famiglia allargata.
Se non è possibile andare a vivere per conto vostro, in tal caso bisognerebbe trovare altre strategie per ottenere un'equilibrio nelle dinamiche familiari.
Dott.ssa Maria Giovanna Zocco - Modica (RG) - Consulenza psicologica on-line

Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Psicologo a Modica

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5 NOV 2018

Carissima, posso immaginare le preoccupazioni che ha per il futuro di suo figlio, nato da poco, ma già così importante per lei. Tutti noi vorremmo il meglio per i nostri figli e suo figlio, così come tutti i bambini ha anche'esso, diritto ad una vita sana, serena e alla giusta educazione. Sono sicura che se saprà vegliare sul suo bambino, riuscendo a non privarlo dell'affetto del padre e della famiglia del padre, ma allo stesso tempo facendogli capire ciò che è giusto e ciò che non lo è. Sicuramente saprà tenerlo alla lontana da quei comportamenti sbagliati dandole lei l'esempio e facendoli vedere che ci si può comportare in un'altra maniera. Ci vorrà molta pazienza all'inizio e dovrà combattere, ma poi tutto andrà scivolando per il meglio, forse anche suo marito potrà imparare a comportarsi diversamente vedendo che si può essere diversi, che la vita può essere diversa, che c'è sempre un'alternativa, un altro modo per gestire le cose e un altro modo di comportarsi. Coraggio. Resto a sua disposizione. Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Lluca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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