Profondo malessere ed omosessualità

Inviata da Marco · 16 nov 2017 Orientamento sessuale

Salve,mi presento: ho 18 anni,e sono gay.
Non ho problemi di accettazione,anzi sono felice di dare un nome a qualcosa che non ho capito per anni e ora so .
Anche se nessuno lo sa,c'è qualcuno che già a quanto pare l'ha intuito e mi tratta diversamente.Vi giuro non esiste niente di più doloroso che sentirsi addosso degli sguardi che ti guardano con disprezzo,con paura.Non mi sento capito da nessuno,ci sto male.La mia vita ,soprattutto in quest'utlimo periodo è diventata un vero inferno.Sono agitato per la maggior tempo,mi viene quasi sempre da piangere,ho terrore di ogni minimo rumore in quanto ho le mie percezioni tutte alterate,sto veramente male ma la cosa che temo più di tutte è che possa rimanere davvero SOLO o che possa con tutta questa ansia davvero ammalarmi ,riducendomi cosi poi ai minimi termini.Ho provato a parlare di questi malesseri ad uno psicologo il quale appena sente la parola ''gay'' comincia ad avere gli occhi lucidi,o peggio rinvia dicendomi '' affronteremo tale argomento poi,parliamo di altro''.Questo ve lo dico Per farvi capire come DAVVERO NESSUNO PUO' COMPRENDERE I MIEI DISAGI.Sono disperato,come dovrei fare?..pur essendomi accettato se sono in mezzo agli altri non faccio altro che sentirmi ''una persona squallida,schifosa e cattiva'',persino mia madre(L'unica che lo sa) mi dice di sforzarmi di essere ''normale''.
Cosa dovrei fare?

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Miglior risposta 19 NOV 2017

Gentile Marco,
ci scrive che "nessuno lo sa, (ma) c'è qualcuno che già a quanto pare l'ha intuìto e mi tratta diversamente".
Due ipotesi:
1. può essere che sia così; tenga conto che ciò potrà sempre succedere, considerato che il pregiuzizio omofobo esiste purtroppo.
2. Può anche essere che Lei sia così turbato dalla scoperta della propria omosessualità che amplifichi le percezioni o le interpreti a proprio svantaggio; che attribuisca cioè connotazioni omofobe a sguardi che vogliono dire dell'altro.

Concordo che sia utile per Lei in questa fase di vita essere seguito, cioè fare un percorso psicologico,
non tanto per la Sua omosessualità, che NON è una malattia (v. il mio "Gay e lesbiche: curarli per “normalizzarli”?),
quanto per accettare veramente e profondamente questa Sua condizione.

Riguardo all'esperienza negativa con lo psicologo,
Le raccomando (a Lei e a chi ci legge) di consultare SEMPRE il CURRICULUM del professionista prima di affidarsi a lui/lei:
è preferibile che sia "anche" psicoterapeuta perchè è l'unico autorizzato a "curare" se ce b'è bisogno;
e - per queste tematiche - che sia anche specializzato in sessuologia clinica (iscritto all'Albo in "fissonline.it", diviso per regione). Si accorgerà che è tutt'altra professionalità.

Saluti cordiali.

Dott. Brunialti

Dott. Carla Maria Brunialti Psicologo a Rovereto

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19 OTT 2020

Gentile 18enne gay,
sono contento che tu sia consapevole di quello che sei e che senti. Gli atteggiamenti delle altre persone (di disprezzo o paura, come giustamente scrivi) possono essere intrisi di omofobia e generare un minority stress.
Tua madre cerca,a modo suo, di farti sentire meglio ma questo non aiuta, ne sono consapevole.
Il vissuto di solitudine è una condizione molto comune ai giovani gay.
Cosa fare? Continua a parlare di tutto quello che provi al tuo psicologo e , se non ti senti capito, cerca uno psicologo che si dichiari LGBT+ AFFIRMING. Se vuoi indicazioni merito contattami in privato
Dott Gian Paolo Baronchelli

Dott. Gian Paolo Baronchelli Psicologo a Bergamo

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19 NOV 2017

Caro amico,
comprendo perfettamente quello che stai passando.
E' veramente inaccettabile che ancora oggi vi sia una discriminazione verso i gay. Questo è dovuto ad ignoranza e a vari fattori socio culturali.
Ma considera che il 10 % della popolazione è dichiaratamente gay, ed un altro 8 % lo è , nascondendosi e negandolo persino a se stesso.
Quidi questa condizione d'identità sessuale E' NATURALE !
E' comune in tutti i mammiferi. Solo nella razza umana, ed in certe culture è discriminata.
Considera inoltre che, se fosse una condizione dannosa per la specie umana sarebbe stata eliminata dall'evoluzione.
Ti dico queste cose che poco hanno a che fare con la psicologia per darTi elementi di sostegno. Piuttosto credo che il vero problema sia la Tua sofferenza. Ti suggerisco senz'altro di trovare un bravo psicologo-psicoterapeuta che possa darti sostegno e fortificare la Tua autostima. Affermo recisamente che uno psicologo che si ritragga di fronte a questa normale espressione di identità sessuale non è un bravo terapeuta.
Personalmente ho conosciuto e anche lavorato con diversi omosessuali, sia maschi che femmine. Ho sempre trovato persone sensibili, intelligenti e di piacevole compagnia. ( a proposito io sono eterosessuale ).
Quindi, Marco, hai tutta la mia solidarietà e simpatia.
E non permettere che nessuno, nemmeno Tua madre, Ti faccia sentire a disagio o peggio.
Un caro saluto.
Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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17 NOV 2017

Caro Marco,

mi dispiace che non abbia potuto liberamente parlare di se stesso e di qualcosa che lei ritenesse importante all'interno di un ambiente protetto, quale dovrebbe essere la stanza dello psicologo.

Lei dice di essersi accettato come omosessuale. Questo ha fatto sì che ci fossero reazioni all'esterno (le persone che la guardano e la giudicano, sua madre che chiede di conformarsi ad una normalità, lo psicologo che non permette di parlare di tale argomento), che sembrano riproporre i vecchi dubbi, quando lei sente, magari, di averli superati.

Immagino che si chieda se sono queste le reazioni cui abituarsi dopo essersi dichiarati omosessuali, dopo aver capito qualcosa di certo su se stessi... Anche!, sono reazioni di non comprensione che esistono tanto quanto le reazioni di comprensione, che arriveranno, tanto quanto...

Ma vorrei ricordarle che apre dicendo "sono felice di sapere e di dare nome a qualcosa che prima non sapeva". Potrebbe essere questa la sua forza.

Anche questo vuol dire crescere, anche attraverso tutte quelle paure, sguardi di giudizio, richieste da parte degli altri. Non è da solo, e all'interno del mondo LGBTQI la maggior parte, se non tutti, potrebbero raccontarle una storia di paura di essere giudicati o una storia di essersi sentiti in colpa perché gli altri volessero che fosse altro da se stesso.

Per quanto mi riguarda, si sforzi di essere, semplicemente, lei stesso!
C'è una frase molto bella che dice: "non guardare le buche sulla via, ma goditi il viaggio"

Rimango a disposizione e le mando i miei saluti,
Dott. Loris Patella
Psicologo Sessuologo

Dott. Loris Patella Psicologo e Sessuologo Psicologo a Roma

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17 NOV 2017

Buongiorno Marco,
Se non ti senti capito dallo psicologo cui ti sei rivolto, ti invito a trovarne uno più esperto delle tematiche sessuali.
Non fermarti nella ricerca, meriti di trovare ascolto ed empatia sui temi che sono in questo momento importanti per te.

L'esclusione e il giudizio degli altri sono temi importanti da affrontare nel percorso di affermazione del proprio orientamento sessuale e possono generare molto malessere psicologico.
È un percorso che deve essere supportato soprattutto se, come dici, anche in famiglia non trovi comprensione e aiuto.

Qui a Bologna ci sono molte associazioni che offrono sportelli di ascolto, anche gratuiti, tu in che città sei?
Prova a cercarlo, di solito ci sono sempre e offrono servizi specifici su questi temi.

Sono disponibile a darti più informazioni,
Buona giornata.

Camilla Marzocchi
Bologna BO

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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17 NOV 2017

Caro Marco,
ci sono molte persone che possono capirti, oltre ai tanti professionisti che su questo sito o in altri luoghi puoi trovare a disposizione per aiutarti, vi sono associazioni e strutture gestite da persone LGBT incui incontrare tuoi pari e sentirti meno solo.

Sei molto giovane e hai bisogno di conoscere il mondo, di fare esperienze, di guardare alla vita con voglia di fare, entusiasmo, con obiettivi per il tuo futuro per cui combattere e da raggiungere con risultati gratificanti. Questo non perché sei omosessuale ma perché sei un giovane uomo si sta affacciando alla vita!

È comprensibile che tua madre ti faccia quel tipo di richiesta perché per lei probabilmente essere normale vuol dire essere felice. Non possiamo però rispondere totalmente alle richieste dei nostri genitori possiamo comprenderle, cercare di soddisfarle quando possibile ma sempre e comunque necessario vivere la propria vita.
Sono sicuro e convinto che anno dopo anno quando tua madre ti vedrà raggiungere i tuoi obiettivi, vivere una vita piena e serena sarà la persona più felice per te.

Rispetto al collega che non affronta il discorso dell’omosessualità non posso dire nulla perché ognuno, in quanto psicologo, decide come gestire percorso terapeutico insieme al paziente. Pensa però che siamo in tanti e che sei libero parlandone con lui, di decidere di cambiare.

Fai un bel respiro e goditi questo meraviglioso viaggio che è la vita!

in bocca al lupo
dott Alessandro Stirpe

The Profilers Srl Psicologo a Roma

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17 NOV 2017

Gentile Marco,
Lei afferma di aver accettato la propria diversità con tranquillità e nello stesso tempo si sente male per il giudizio altrui, gli sguardi, gli atteggiamenti che vede nell'ambiente. Questa accettazione profonda forse non è avvenuta. Lei è ancora molto giovane e si sente turbato.
Mi dispiace che non senta comprensione nemmeno con lo psicologo che ha contattato, è importante che lei si senta accolto.
Se non sente sintonia e accettazione incondizionata può pensare di cambiare professionista. La sintonia e la comprensione sono strumenti preziosi in un contesto terapeutico.
D'altra parte la madre le rimanda la necessità di conformarsi ad uno standard, ad una normalità peraltro inesistente.
Con il tempo la propria identità dovrebbe consolidarsi e permettere di vivere serenamente la propria omosessualità.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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