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Profonda indecisione

Inviata da Francesco il 6 nov 2019

Buonasera, sono uno studente di medicina al 6 anno e, da qualche mese un solo pensiero circola nella mia mente.
Parto dal presupposto che sono sempre stato un ragazzo studioso , ho sempre cercato di ottenere il massimo dalla scuola elementare al liceo . Ho cercato di entrare in tutti i modi nella facoltà di medicina ( corsi di formazione ecc ) . Nella mia giornata tipo è tutto programmato , sveglia alle 6 per poi proseguire fino alla tarda serata sui libri . Purtroppo mi rendo conto che tutti i miei sacrifici , tutte le mie rinunce a poco servono . Mi ritrovo al 6 anno con 10 esami arretrati e per ogni esami impiego molto tempo . Sotto questo punto di vista mi sento molto frustato perché continuo a pensare: “ faccio molti sacrifici per lo meno dovrei essere in regola con gli esami! “. Al contempo penso che vorrei avere una vita normale , fare tutto ciò che fa un ragazzo della mia età ( le mie uniche giornate spensierate sono Natale , capodanno e la Pasqua ) . Penso che vorrei trovare un lavoro per poter avere una mia indipendenza e potermi creare un futuro . Ho anche pensato di fare un cambio di facoltà ( ma non saprei proprio quale )per potermi laureare in poco tempo e trovare un lavoro ! .
Ebbene , sto attraversando un periodo di sproporzionata indecisione . Non so se medicina continui a corrispondere a ciò che vorrei della mia vita o se sia diventata una sorta di prigionia che continua a divorare le mie giornate ....
Vorrei soltanto trovare un po’ di tranquillità e ritrovare un entusiasmo perso

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Buongiorno Francesco, sicuramente la facoltà di medicina è una delle più impegnative e delle più lunghe che io conosca e tanti studenti che la stanno frequentando (o che hanno frequentato), come lei, si sentono spesso affaticati e sopraffatti dall'impegno notevole.
A volte nella vita succede che si senta di aver perso l'equilibrio tra il dovere e il piacere, che è molto importante per il nostro benessere. Da come descrive la sua giornata tipo mi sembra che lei, nei suoi anni universitari, abbia dato assoluta priorità allo studio tralasciando forse altri aspetti importanti della sua vita, come coltivare hobby, praticare uno sport, frequentare amici. Spesso si pensa che queste potrebbero essere perdite di tempo o distrazioni dall'obiettivo principale, ma in realtà il nostro cervello ha bisogno anche di variare stimoli, altrimenti è come se "esaurisse" le risorse (la concentrazione, la memoria...) e l'esito è uno scarso rendimento.
Quindi, in conclusione, prima di prendere decisioni avventate "buttando all'aria" 6 anni di impegni e sacrifici, le consiglio innanzitutto di ripensare alle motivazioni che l'hanno spinta a scegliere questa facoltà e a "ravvivarle", a tenerle sempre presenti come stimolo per andare avanti e non arrendersi, per ritrovare l'entusiasmo e la convinzione che immagino avesse nel momento in cui si è iscritto. In secondo luogo le consiglio di provare a variare la sua routine, inserendo anche momenti di pausa in cui si dedica ad altro che non sia lo studio; in questo modo, provando ad "alleggerire il carico", può anche rendersi conto meglio se questo momento di indecisione è legato proprio alla scelta della facoltà, oppure al modo in cui lei ha gestito finora la sua vita di studente.

Le auguro il meglio e spero di averla aiutata a fare un po' di chiarezza.
Dottoressa Silia Lafortezza (Milano | Buccinasco)

Dott.ssa Silia Lafortezza Psicologo a Buccinasco

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Gentile Francesco,
il passaggio dalla scuola all'Università può essere destabilizzante perchè non c'è più una guida e tutto dipende prevalentemente dalla struttura di personalità e dalla capacità organizzativa dello studente per cui, ad es., se per insicurezza ed ansia da prestazione ogni esame viene sostenuto solo quando ci si sente soggettivamente sufficientemente preparati, i tempi del percorso universitario si possono notevolmente dilatare accumulando considerevoli ritardi.
Pertanto, se questo è stato il suo caso, sarebbe ora opportuno correggere l'insicurezza e l'ansia da prestazione programmando le date dei rimenenti esami e sostenendo ogni esame il giorno stabilito anche se persiste la sensazione di non essere preparato al meglio.
Forse in tal modo le resterà anche il tempo per qualche svago.
Abbandonare tutto o cambiare facoltà mi sembrano scelte sconvenienti e dettate dalla carenza di autostima che può essere recuperata tramite un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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gentile Francesco,
affrontare una carriera universitaria non è per niente facile, e a volte, quando davvero facciamo tanti sacrifici, siamo anche portati a dire che forse avremmo potuto fare un altra cosa, o chi me l'ha fatto fare, o altri pensieri del genere. ti posso solo dire che, per fare 6 anni all' interno di una università occorre molta determinazione che altrimenti, se non ti fosse piaciuta la medicina, non avresti potuto avere. per fare sei anni di una università significa che quella università ci piace veramente, con tutti gli esami, le ore passate in aula e sui libri, ecc ecc. i tempi di studio sono molto personali, c'è chi legge e riesce a ripetere tutto bene fin da subito e chi ha bisogno di più tempo e ripetizioni per memorizzare, ma se c'è la passione per quella materia, per quella facoltà, nessun esame diventa insormontabile.
resto disponibile per ulteriori chiarimenti.
dottoressa Laura Lupi.
psicologa.

Dott.ssa Laura Lupi Psicologo a Firenze

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Ciao Francesco, è dura e gli arretrati a medicina sono pesanti, ma se la tua età è 25-27 anni il mondo è tuo. Ciascuno di noi è speciale e se la tua vita ora non è come quella di altri ragazzi, è perché stai coltivando il tuo essere speciale. Il tuo impegno e le tue fatiche non saranno perdute ma costruiranno un medico speciale. Hai comunque in questo momento un problema di identità. Vai da uno psicologo che ti sosterrà in questa fase.

Dott. Bonacina Giampiero - Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Valmadrera

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Caro Francesco, per risolvere l'empasse è necessario comprendere i motivi per i quali Lei ha fatto determinate scelte e quali orizzonti d'attesa si associano alla laurea in medicina, comprese le implicazioni identitarie. Più che farne una questione di "utilità", sarebbe forse opportuno indagarne l'autenticità, l'identitarietà, e la conseguente necessità per Lei di percorrere una strada piuttosto che un'altra. Con un percorso che declini la situazione attuale nel Suo specifico contesto e nella Sua specifica storia di vita, potrà fare una scelta autentica e identitaria. Si affidi a un professionista: in pochi colloquio potrà chiarire le difficoltà a muoversi che ritrova attualmente. Cordialità, DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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Gentile Francesco,
può capitare di mettere in discussione i propri progetti di vita, di sentirsi schiacciati dal doverli portare a termine e di non riuscire a trovare un equilibrio tra i doveri e i piaceri. Immagino che si trovi in una sorta di blocco, che le impedisce sia di proseguire la strada intrapresa sia di scegliere un’alternativa.
Rivolgersi a uno psicologo può aiutarla a comprendere perché in questo momento non è soddisfatto del suo percorso universitario, perché non riesce a sbloccarsi e a trovare una soluzione.
Uno psicologo non può darle dei consigli su quale scelta prendere, ma può metterla nelle condizioni di poter decidere autonomamente quale strada è più giusto percorrere.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Irene Capello

Dott.ssa Irene Capello Psicologo a Asti

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Buongiorno, Francesco.
Comprendo il periodo che sta attraversando, così frustrante e deludente in cui rischia di mettere discussione tutto... credo anche che però questo momento di crisi possa portare con sè non solo vissuti di malessere, ma che anzi possa rivelarsi prezioso. In che senso dico questo? Nel senso che forse, per la prima volta, sta iniziando a chiedersi come Lei sta e ad avere il desiderio di inserire anche elementi di piacere nella Sua vita tanto organizzata. Ciò è assolutamente legittimo e sano. Forse fino a qui si è troppo concentrato sul dovere, su ciò che fosse giusto fare, sulle aspettative che aveva riposto su se stesso, magari anche con un certo sguardo severo... questo sembrerebbe però aver creato uno scollamento, una distanza tra l’idea di sè e il suo sè reale ed essendo il suo sè tesle piuttosto rigido e inflessibile, il distacco percepito rischia di diventare ed essere percepito sempre più come doloroso. Pertanto Le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta con cui poter accogliere questo sguardo severo, giudicante e dalle alte aspettative per comprenderne le origini, cercando al contempo anche quello sguardo, quella parte di sè, che ognuno di noi ha, amorevole ed accudente così che poi possa sentirsi ok e con serenità fare le Sue scelte...

Dott.ssa Ilaria Gisondi Psicologo a Trezzano sul Naviglio

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Gentile Francesco, mi pare strano che per sei anni abbia frequentato una facoltà senza avere un reale interesse per quel tipo di studi, a meno che abbia puntato tutto su fattori esteriori (prestigio, status sociale). Io credo che abbia bisogno di un orientamento professionale realizzato in un Centro specializzato (non basta un solo psicologo, anche se con qualche test le potrebbe chiarire diversi aspetti). Occorre tempo, ma che cos'è anche se perdesse qualche mese rispetto al sentirsi insoddisfatti per il resto della propria vita? Poi bisognerebbe che fosse onesto con sé stesso: certi esami sono molto difficili per Lei? Anche se li supera, tenga ben conto che la professione di medico è una delle più difficili in assoluto. Tutto sta se vuole accontentarsi di essere un medico qualsiasi oppure distinguersi.
Un cordiale saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Buongiorno Francesco, posso immaginare la difficoltà del momento.. mi sembra di capire che è già da tempo che ti trovi a fare più sforzi di quelli che sono i profitti e di fronte a un bilancio negativo anche la tua stessa motivazione vacilla, questo è del tutto normale!
Per uscire dall' impasse del momento può essere utile darsi delle nuove priorità, all'oggi, indipendentemente da quanto fatto in precedenza e da pensieri limitanti del tipo "se mollo ora tutti gli sforzi fatti non sono serviti a nulla!", perché come puoi vedere sono delle gabbie!
Prova a chiederti: cosa voglio ora dalla vita? Quanto altro tempo mi voglio dedicare allo studio? Quanto è importante fare il medico per me? Quanto è importante lavorare e trovare un'indipendenza economica?
Se comunque non vuoi abbandonare l'idea di medicina, prova a darti un tempo nel fare gli ultimi esami, accontentandoti della sufficienza magari, senza per forza eccellere e dare il meglio ad ogni costo, visto che in questo momento della tua vita le priorità sembrano essere altre..
Sperimenta e Ascoltati.. la Vita è adesso!

Dott.ssa Appoloni Sara Psicologo a Monte San Vito

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