Problemi tra lavoro e genitori

Inviata da Lucia · 22 dic 2016 Terapia familiare

Salve, sono una ragazza di 25 anni. Dopo solo un anno di lavoro da dipendente, ho aperto un bar con mia madre e mio padre in pensione che non avevano mai fatto prima questo lavoro. Lo fecero per riservarmi un futuro, per un posto fisso. Io sapevo già che mio padre non poteva star a contatto con la gente perché scontroso, maldestro, egoista e nella vita familiare neanche in grado di preparare una pastasciutta (come potrebbe preparare caffè). Comunque inconsciamente e immatura ho lasciato che mi aprisse questa attività, e mia madre a anche se contraria si è lasciata trascinare dentro. Ora mi trovo a dividere in 3 lo stipendio di una persona perché purtroppo non c'è un grande afflusso. Ma mio padre ha grandi speranze di miglioramento:" perché la concorrenza chiuderà, noi ci faremo conoscere, la gente deve ancora conoscerci, teniamo sempre impeccabile il locale, utilizziamo materie prime di qualità...". Io invece penso che ho 25 anni, convivo da qualche mese e i miei ne hanno 65 e che non potranno aiutarmi per sempre quindi ho il terrore di trovarmi tra qualche anno senza un aiuto e senza poter pagarmi delle dipendenti, e soprattutto senza la possibilità di crearmi una famiglia. Sto pensando di trovarmi un altro lavoro, ma mio padre ne morirà, farà il diavolo e chissà cos'altro. Mia mamma è depressa perché non lo sopporta per essere stata costretta a darmi una mano. Non so cosa fare, ho bisogno di un consiglio. Sono quasi disperata. Vi ringrazio.
Lucia

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Miglior risposta 25 DIC 2016

Gentile Lucia,
se lei deve dividere per 3 gli introiti derivanti da questa attività del bar, non si capisce più se i suoi genitori hanno voluto aiutare lei oppure se stessi.
Se poi essi si aspettano 1/3 ciascuno dei guadagni perchè le danno concretamente una mano nel bar, forse sarebbe più opportuno che l'aiuto pratico le venisse dato dal suo compagno nel tempo disponibile se ha anche lui un lavoro o a tempo pieno se non ce l'ha.
Prima di decidere eventualmente di mollare il bar, le consiglio di parlare chiaro a suo padre precisando che se questa attività commerciale è stata aperta per dare un lavoro autonomo (e un reddito) a lei sarebbe il caso di non avere la pretesa di dividere i guadagni, tanto più se sono esigui.
Se per caso non se la sente di affrontare suo padre e chiarire questa cosa per mancanza di assertività, le suggerisco di chiedere supporto in psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 DIC 2016

Gentile Lucia
decisioni importanti come queste vanno ben ponderate, evitando di farsi trppo influenzare dalla paura e dall'ansia.
Lei ha 25 anni e deve innanzitutto capire se questo lavoro le piace, poi se le piace farlo con i suoi genitori. Lei ha detto che caratterialmente i suoi genitori non sono proprio portati per questo lavoro, quindi almeno parte delle difficoltà che state incontrando potrebbero dipendere da questo.
A mio parere dovrebbe maturare di più come persona, assumersi le responsabilità delle sue scelte, impegnarsi per realizzare i suoi progetti (qualunque essi siano) e ricavare dalle sue paure l'energia per migliorarsi ed essere propositivi.
Non escluderei la possibilità di un confronto con uno psicologo, che potrebbe esserle di estremo aiuto nel tentativo di far chiarezza con se stessa.
Cordialmente

Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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23 DIC 2016

Cara Lucia,
Capisco bene il suo malessere... è comprensibile essere quasi disperati se al lavoro il clima non è dei più sereni, a maggior ragione se i colleghi sono familiari, come nel suo caso.
Lei è molto giovane, pensi al suo futuro: si vede ancora nella sua attività? È gratificata, colleghi a parte, dal suo lavoro? Si sente preparata e competitiva nel settore? Se sì, non abbia paura di andare avanti! La sua attività può essere promossa con molteplici iniziative ( anche sui social, con pubblicità ecc.) e non è detto che sia una attività al tramonto.
Se invece non se la sente di portarla avanti, pensi realisticamente a quello che vorrebbe e potrebbe fare: valuti ponderatamente il da farsi.
Le consiglio di contattare un terapeuta della sua zona, per un supporto in questo momento così delicato per lei.
Sono fiduciosa! Resto a disposizione per ogni cosa!
Un caro saluto!

Dott.ssa Marilù Altavilla Psicologo a Ceglie Messapica

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22 DIC 2016

Gentile Lucia,
penso che prima di fare scelte sull'onda dell'emotività (si nota che la convivenza lavorativa con i suoi, specie con suo padre non deve essere facile per Lei), cerchi di capire se quello è un lavoro che le piace.
Ci sono molti modi per promuovere il locale, ed è sempre una cosa che potrebbe fare.

Ma ora deve capire se vuole un altro lavoro perché spaventata dal futuro, perché lavorare con i suoi è difficoltoso, o perché quel lavoro non la gratifica affatto.

Si regali un po' di tempo per decidere con calma.
Se vuole, può farsi aiutare in questo percorso da uno psicologo, anche con consulenze online, ma cerchi di identificare, al di là delle paure o della confusione emotiva, cosa le piacerebbe fare.

Tenga presente che una volta presa una decisione, deve essere davvero quello che sente; solo così non se ne pentirà.

Se volesse approfondire per le consulenze, può contattarmi in pvt.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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