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Problemi sessuali nella fase critica

Inviata da mario il 26 nov 2015 Problemi sessuali

Salve,
sono un ragazzo di 29 anni e sono spostato d 2 anni con mia moglie e io la amo da morire, solo che da 20 giorni a questa parte appena provo a farle l'amore perdo l'rerezione... non ho mai avuto di questi problemi e mi sento un uomo morto,,, prima avevo pensato che il problema era la bici da corsa ma non so piu cosa pensare....... io sento che a lei la amo e non posso fare a meno di lei........solo che lei pensa che io non la desidero piu e litighiamo per questo.. e stiamo distruggendo il nostro rapporto... mi potete aiutare?

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Gentile Mario,
dal momento che in precedenza il problema non c'era, si dovrebbe capire se, da 20 giorni a questa parte è accaduto qualcosa che possa essere messo in relazione alla perdita dell'erezione.
Come le è stato già detto occorre fare degli esami preliminari di tipo medico ed endocrinologico per escludere cause organiche, per la verità improbabili data la sua giovane età.
Occorre anche escludere eventuali interferenze farmacologiche perché ci sono dei farmaci che possono indurre questo disturbo come effetto collaterale, qualora lei ne facesse uso.
Se non vi è nulla di tutto ciò, occorre indagare sulle cause psicologiche e serve una psicoterapia preferibilmente di coppia con l'aiuto di uno psicosessuologo.
L'origine del problema non è sicuramente nell'uso della bici da corsa.
Potrebbe essere nell'ansia da prestazione insorta dopo una occasionale performance scadente o potrebbe essere in qualche conflitto, anche inconscio, insorto nei confronti di sua moglie.
Anche le aspettative di sua moglie e la sua frustrazione può alimentare l'ansia da prestazione e questo può innescare un circolo vizioso difficile da interrompere senza l'aiuto di un esperto che riesca a farne emergere il punto nodale.
Pertanto il primo suggerimento che vorrei dare a lei e a sua moglie è quello di non pensare che nella relazione d'amore il rapporto sessuale sia un obbligo o una "conditio sine qua non" per mantenere viva la relazione stessa, anche perché in tal caso dovremmo pensare che tutte le coppie che per malattia o per età avanzata non praticano sesso dovrebbero sfasciarsi, il che non è.
Sono convinto che riuscendo ad entrare in questa ottica della non obbligatorietà e conseguente assenza dell'ansia da prestazione, il sintomo in tempi brevi scomparirà.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Caro Mario
ha seguito i nostri consigli e ha superato questo angosciante problema?
Certamente quello che descrive è stato causato prima per "ansia da prestazione" e, successivamente, per una "fissazione del sintomo".
Lei dice di essere molto innamorato e, probabilmente, anche questo influisce nel senso che la porta a desiderare ardentemente di soddisfare la sua donna.
Però deve mettere molta serenità in questo e pensare più a comunicare attraverso erotismo e sesso. L'amore è anche espressione fisica e quindi erotismo e romanticismo possono essere uniti.
Se non sono stati riscontrati fattori fisici alla base del disturbo, cerchi di recuperare incentrandosi sulla relazione e non sulla prestazione.
Una tecnica di rilassamento l'aiuterebbe molto.
Consiglio Il Training Autogeno Di J.H. Schultz.
Saluti e auguri
Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buonasera Mario,
Capisco il suo disagio, deve sapere che è molto diffuso oggigiorno tra gli uomini avere problemi di erezione. Le consiglio di fare prima di tutto una visita specialistica per eliminare l'ipotesi di un problema di natura fisica. Dopo fatto ciò, se ha escluso cause mediche, può prendere in considerazione l'idea di rivolgersi ad uno specialista che si occupa di disturbi sessuali, il suo disagio, se di natura psicologica, non dipende dalla relazione che ha con sua moglie né dal suo desiderio sessuale. Può avere diverse cause, ad esempio potrebbe essere conseguenza di distress acuti ripetuti. Le consiglio, di prestare attenzione se nella sua vita ultimamente ci sono stati episodi di stress forte o se ci sono delle situazioni che le provocano agitazione (Ansia, preoccupazione, pensieri ricorrenti). Tranquillizzi la sua compagna, problemi d'erezione spesso non sono collegati al desiderio sessuale o ai sentimenti.
Cordiali Saluti,
dott.ssa Francesca Giuliano

Dott.ssa Francesca Giuliano Psicologo a Marcianise

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Gentile Mario,
Innanzitutto voglio tranquillizzarla rispetto al fatto che se non le è mai successo prima è assolutamente normale che nella vita possano capitare momenti di "défaillance" dovuti a particolari periodi in cui si è sottoposti a stress o continue sollecitazioni in vari ambiti (lavorativo, familiare etc). Detto questo 20 giorni mi sembrano pochi per consigliarle di consultare subito un medico o ancor meno un percorso psicoterapeutico. Il mio consiglio è dunque di parlare primariamente con la sua partner spiegandole cosa prova e come si sente rispetto a ciò, in modo da creare una situazione di comprensione e di apertura massima. Se non dovesse funzionare e dovesse continuare ad avere questi problemi allora è il caso di consultare il medico.
Spero di esserle stata di aiuto. Un caro saluto.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella

Dott.ssa Di Rosa Raffaella Psicologo a Villaricca

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Gentilissimo,
la prima cosa che le consiglio di fare è parlare con il suo medico di base che le prescriverà sicuramente una serie di accertamenti diagnostici al fine di poter escludere una causa organica. Una volta fatti gli esami se si esclude una causa organica, potrà rivolgersi ad uno psicologo- sessuologo che l'aiuterà a ritrovare il benessere sessuale. Esistono infatti molte tecniche che permettono di ripristinare l'equilibrio sessuale.
Saluti
Dott.ssa Gesina Chiappetta- Cosenza

Dott.ssa Gesina Chiappetta Psicologo a Fiumefreddo Bruzio

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Potrebbe recarsi da uno psicosessuologo.
Si tratta di uno psicologo con specifiche competenze nella sfera sessuale, nella quale la psicologa ha una importanza enorme..
Solitamente lavora in tandem con un endocrinologo, il quale le consiglierà alcuni esami da richiedere al suo medico curante.

In moltissimi casi l'impotenza ha una base psicologica o relativa allo stress.
Lo stress è in grado di influire sulla libido, agendo persino sul dosaggio del testosterone prodotto.

Tuttavia, per prima cosa, devono essere escluse cause organiche.

Gli esami da fare sono solitamente ematici ed ecografici.
Una volta esclusa la causa ormonale, si lavora sulla fase del desiderio e si identifica se ci sono influenze (solitamente immagini mentali) che stanno influendo sulla sua vita sessuale, proponendo una terapia psicosessuale specifica.

Il consiglio è di non lasciar passare tempo perché queste situazioni potrebbero avere ripercussioni sulla vita di coppia, dal momento che la sessualità di un componente è legata alla coppia e non va intesa solo come una questione individuale.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino - Psicologa, Roma.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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Buongiorno Mario

1) si rivolga la suo medico curante per individuare possibili cause organiche

2) in caso non si accertino origini organiche, si rivolga a uno psicoterapeuta

Molte volte questi problemi hanno un'origne psicologica legata a

- problematiche individuali (es l'ansia, bassastima, eventi traumatici etc)

- problematiche relazionali e di coppia.

Se ritiene che possano esserci difficoltà di comunicazione e di relazione con Sua moglie (avete vissuti momenti difficili in questo ultimo periodo? forti cambiamenti? eventi stressanti?) rivolegetevi a un terapeuta di coppia.

In bocca al lupo!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa-Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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Salve Mario,
intanto quello che può fare è parlarne con il suo medico curante, per indagare se ci possano essere cause organiche alla base del problema che sta riscontrando.
Una volta definita la causa, quindi, si può andare ad intervenire.
Se non dovessero essere confermate motivazioni mediche, allora si potrebbe pensare ad un’origine di tipo psicologico. Forse un po’ di ansia, un cambiamento in atto o in progetto, o un qualunque altro possibile stimolo anche non apparente che possa nascondersi dietro la sua “défaillance”, che magari l’ha colpita emotivamente ma che ha sottovalutato.
A quel punto, la solleciterei a chiedere la mano di un esperto, che possa aiutarla ad affrontare insieme a lei la situazione. È presumibile che possa essere utile anche un percorso di coppia. Ma faccia un passo alla volta, consultando e ascoltando chi di dovere potrà risolvere il problema (che peraltro, malgrado non si dica molto in giro, non è affatto inconsueto).

Buona fortuna,
Michela Vespa

Dott.ssa Michela Vespa Psicologo a Roma

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