problemi separazione

Inviata da simona82 · 22 gen 2021

Buongiorno ,ho una bambina di 5 anni, i primi 3 anni di vita li ha vissuti con il padre che non lavorava e non lavora davanti a tv, senza regole e senza grandi stimoli mentre io andavo a lavorare . a due anni è stato riscontrato uno spettro di autismo( probabilemente dovuto al fatto che era come in una bolla a seguito della situazione in casa....) e la celiachia.nel frattempo ha subito spesso litigi da parte mia e del mio ex fidanzato. quando poi ha iniziato l asilo ha avuto dei miglioramenti anche se ha iniziato a parlare esprimendosi con pochi vocaboli. ho cercato di farle seguire una dieta adatta al suo problema ma al tempo stesso dai nonni non veniva fatta la stessa cosa. io e suo padre ci siamo lasciati spesso, per cui la bambina ha vissuto dei momenti in cui eravamo in 3 ed altri dove eravamo solo io e lei e nel frattempo continuavano le violenze verbali spesso in sua presenza e la dieta non seguita da parte dei genitori di lui ai quali dovevo farmi aiutare per forza. ora mi sono trasferita d mia zia e ho deciso di chiudere il mio passato e dopo aver regolarizzato tutto , la bambina vive con me che lavoro e mi occupo di tutto soprattutto di farla mangiare bene e farle seguire delle regole grazie all aiuto di mia zia che è molto severa ma giusta. nei week end e durante alcune feste la bambina va da suo padre entusiata in quanto comunque verso di lui ha un grande amore e il resto della sua famiglia.. li la fanno vivere senza regole, mangiare pasticci e il padre a volte la guarda , a volte sta solo ad ascoltare musica , guardare tv e giocare alla play, non lavora e purtorppo la bambina al momento vede solo il tutto divertente e spensierato.il problema fondamentale che non capisco è che spesso quando torna sembra in un suo mondo e ci vogliono alcuni giorni perchè torni la bambina di prima e sopratutto non racconta quasi nulla di quello che succede li...sono sicura che non succede nulla di grave , seplicemente vivono in in modo non adatto comunque alla buona crescita di una bambina . spesso noto che mi sfida...mi vuole bene, si percepisce .....ma è molto ribelle nei confronti delle regole e non ascolta...contesta spesso e ripete spesso gli stessi errori. ora parla tanto e fa dei bei ragionamenti anche se a volte non riesce a fromulare bene delle frasi.vorrei capire il perchè ha questo atteggiamento e come si deve affrontare. perchè capisco che la separazione, il cambiamento di casa e il vivere delle persone poco che fino a ieri viveva spesso possa creare dei turbamenti a lei.. ma io a volte sono scoraggiata..
grazie

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Miglior risposta 25 GEN 2021

Buongiorno,
Il suo è un racconto di grande amore ma nello stesso tempo, e comprensibilmente, di grande fatica. Se posso provo con lei con molta umiltà, dal momento che ovviamente non conosco i dettagli della sua storia materna e familiare, a sciogliere qualche nodo un po' intricato, che può aiutarle ad avere un maggior spazio di serenità e di costruzione. Intanto, la bolla che lei descrive all'inizio del suo racconto può certamente avere un impatto in termini di sviluppo, apprendimenti ma non è certo l'elemento causale dell'autismo, che ahime ha una determinante biologica e neurologica imprescindibile. Ha assolutamente ragione quando dice che è fondamentale che la vita di sua figlia sia scansionata da routine prevedibili e riconoscibili, da una regolarità necessaria che è fondamentale per la sua crescita cognitiva e socio-emotiva. Riuscire a costruire un contesto esterno che è assolutamente riconoscibile e in cui quindi ci si può muovere con assoluta facilità è fondamentale per le persone con autismo.
Purtroppo, dalle esperienze di vita e dalle storie con cui sono entrati in contatto, il racconto sulla fatica che lei percepisce da parte di sua figlia nel ritorno dai weekend con il papà, è un racconto molto diffuso e condiviso nelle famiglie separate. Ma si collega a quello che dicevo prima, riusciamo infatti a immaginare quanto possa essere per sua figlia difficile dover cambiare contesto, regole, routine, tempi e relazioni? Soprattutto quando questi sistemi di regole sono così diversi e spesso in antitesi... è prevedibile poi che ci voglia qualche giorno per riassestarsi. Come quando noi dopo un viaggio in cui modifichiamo completamente le nostre abitudini, il cibo che mangiamo, il ritmo sonno veglia, al rientro ci mettiamo poi alcuni giorni per riuscire a rientrare completamente nelle routine che avevamo.
In questo senso, dal punto di vista di sua figlia, ha anche senso ogni tanto ribellarsi alle regole imposte, perché certamente conosce molto bene lla fatica che deve investire nel seguirle ma anche la grande libertà momentanea che le è data dal poterle abbattere.
Dall'altra, mi vien da dire, che un minimo, una quota tollerabile di ribellione concediamogliela. È una bambina e ha diritto anche ogni tanto a poter dire no e a ribellarsi, perché quell'atto di ribellione è uno spazio di apprendimento e di crescita pazzesco.
Percepisco tra le righe, che probabilmente lei sente il bisogno di un aiuto, di un supporto. In questo momento l'ha trovato in sua zia , ma ricordi che anche semplicemente rivolgendosi al pubblico, c'è una rete di professionisti che può aiutarla a costruire una rete di sostegno attorno a sua figlia e a dare a lei un minimo di contenimento e sollievo.
È ovvio che in così poche righe è impossibile riuscire a darle soluzioni miracolose per fortificare il ponte della genitorialità condivisa con suo marito. Ma lei sta facendo già molto, ha certamente accettato di modificare le sue abitudini e i suoi bisogni per aiutare amorevolmente sua figlia ed è ovvio che sua figlia ha bisogno dell'amore del suo papà, come lei ben dice.
Le auguro, intanto, molta forza e di continuare l'avventura con sua figlia con coraggio e gioia.
Buona vita!

Dott. Giancarlo D'Antonio Psicologo a Parma

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25 GEN 2021

Cara Simona,

Certamente un ambiente conflittuale, che presenta metodi educativi non coerenti tra loro, come quando dice che a casa del padre vigono delle regole e a casa sua altre, non è di aiuto alla bambina.
Anche se tu e il padre della bambina non state più insieme, come mi pare di aver capito, resta che entrambi siete insieme i suoi genitori, e come coppia genitoriale vi troverete a collaborare finché non diventerà adulta. Da questo punto di vista è fondamentale che tra di voi, anche se non c'è più un legame sentimentale, ci sia coesione e collaborazione.
Questo, per le condizioni che ci hai raccontato non è semplice, ci sono molteplici punti in cui siete in disaccordo.
Per tale ragione, vi consiglio di intraprendere un percorso di sostegno genitoriale, che vi aiuti a definire un modo univoco di "fare" i genitori.

Un caro saluto
Alberto Urbani

Dott. Alberto Urbani Psicologo a Montebelluna

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25 GEN 2021

Gentile Simona82, il problema che espone è complesso! Come accade spesso, i conflitti verbali e non verbali incidono molto sulla crescita dei figli e sarebbe d'aiuto l'intervento di professionisti della salute dedicati all'infanzia. Attraverso i colloqui potreste essere aiutati ad indagare meglio come il vostro ruolo di genitori può aiutare la crescita della vostra bambina. Nel servizio di neuropsichiatria infantile pubblico vengono presi in carico i disturbi dello spettro autistico e si trovano insieme le diverse modalità di approccio necessarie a seconda degli eventi che si presentano nella relazione con vostra figlia. Il suo ex compagno avrebbe modo di modulare meglio i suoi atteggiamenti con la bambina e potrebbe egli stesso essere maggiormente aiutato e valorizzato. Cara Simona, ci vuole PAZIENZA e INTELLIGENZA! Non serve e non aiuta esprimere giudizi categorici sul comportamento del padre, la bimba è confusa e frastornata! Le continue disapprovazioni o rancori conducono questo papà fragile e in crisi a reagire in termini di difesa e attacco creando un circolo vizioso dal quale da soli non ne uscirete. Forza! Silvana Perino

silvana perino Psicologo a Pinerolo

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25 GEN 2021

Carissima, i figli si crescono con un progetto comune. I bambini hanno bisogno di routine, cioè di abitudini buone che vanno ripetute pedissequamente ogni giorno. In queste loro trovano dei punti di riferimento, quando tutto è incerto. Ora, la bamb8na è grandicella sarebbe il caso che lei con l'aiuto della scuola, le impartisse le giuste routine quotidiane e ch3 le mantenesse, n9rmale che la bambina faccia dei capricci o sia in po oppositiva , ma lei senza usare la severità, cerchi di stimolarla con la lettura di libri dove i protagonisti (bambini), fanno anche loro le stesse cose, bagnetto ad una certa ora, pranzo con cibi buoni..ecc.. si faccia aiutare dalla frequentazione dei suoi coetanei, è mel confronto con i pari che crescono.. Poi, mi perdoni, non voglio entrare nella sua vita a gamba tesa, ma data la difficoltà con la famiglia del padre ha provato a farsi consigliare dai servizi sociali?
Resto a sua disposizione anche on line se avesse bisogno.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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23 GEN 2021

Gentile Simona, comprendo molto bene la situazione e le sono vicina. Lei ha fatto sicuramente la scelta giusta separandosi dal padre della bambina, dal momento che tra di voi c'erano continui litigi e forti contrasti. E' giusto che sua figlia frequenti anche il padre; i bambini hanno bisogno di entrambe le figure genitoriali. A quanto scrive la bimba è contenta quando va dal padre e questo è molto positivo; una cosa sulla quale dovrebbe forse essere più ferma è l'alimentazione, dal momento che la bimba soffre di celiachia. Per il resto, essendo lei, una madre attenta e amorevole e poiché la bimba passa con lei la maggior parte del tempo, credo che la situazione sia abbastanza tranquilla. Faccio tantissimi auguri a lei e alla sua bambina, e resto a disposizione per consigli e suggerimenti. Per qualsiasi problema, non esiti a contattarmi. Dott.ssa Daniela Noccioli.

Dottoressa Daniela Noccioli Psicologo a Cascina

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