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Problemi relazionali e calo del desiderio, come venirne fuori?

Inviata da Alberto il 16 feb 2016 Relazioni sociali

Buonasera, sono Alberto ho 45 anni e scrivo da Vicenza.
Il mio problema dura da sempre e più volte ho cercato di affrontarlo anche con la psicoterapia.
A parte molti soldi buttati e tante tante chiacchiere, più in la non sono andato; progressi praticamente nessuno.
Io sono una persona abbastanza espansiva, sono ironico ( a volte anche troppo ) ho una buona cultura e mi ritengo anche un buon intrattenitore. Con le donne è praticamente buio completo. Non la possiamo definire timidezza, almeno non credo lo sia, sono un buon ballerino ed in discoteca non ho problemi. Non sento il desiderio di andare oltre, so conversare, parlo tre lingue, faccio ridere se necessario, ma non riesco a........ provarci.
Quindi ciao ciao, lascio stare, giro un pò ed invito a ballare la prossima ragazza.
Sento come tutti la mancanza di una compagna, anche perché la mia ultima relazione risale al 2009 ( se vederci 4 o 5 volte l'anno si può definire relazione .
Francamente non so come venirne fuori, il problema lo sento come..... " una cosa non normale " ma non come un reale disagio.
Io ho un lavoro come tecnico e risolvere problemi è la mia mansione principale ma, questa situazione, non so come affrontarla, non ho idea di quale sia la causa e nemmeno una probabile soluzione. Con la timidezza ci ho convissuto da giovane, ho provato a gestirla anche con aiuto terapeutico, ma senza risultati. Poi, stanco di chiacchiere e di spendere soldi per niente, ho cominciato a fare da solo. Ho applicato un metodo per gestire le situazioni difficili che si usa nei marines americani. Piccoli passi per piccoli obiettivi.
Ora non ho quasi più problemi ad affrontare un discorso con una ragazza, ad invitarla a ballare o a bere qualcosa.
Improntare un discorso a scopo di "provarci" invece è una cosa che non sento interesse di fare. Si magari è carina, qualcuna (poche) ha cercato anche di prendere l'iniziativa ma su questo lato è buio completo.
La voglia di fare sesso è praticamente a zero, dal 2009 non ne ho più fatto e nemmeno prima era qualcosa di eccezionale. Direi più fatica che gusto.
Ora, prima che accarezzi l'idea di farmi prete (e la cosa non mi garba per niente) esiste qualcuno che potrebbe darmi un idea per venirne fuori?

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Caro Alberto
seppure lei ha già provato tante volte a fare psicoterapia, forse non ha trovato il terapeuta giusto o forse la sua motivazione a risolvere questo che per lei è un "problema-non problema" , non è stata abbastanza forte.
Quello che a me sembra di comprendere dalla sua lettera, è una sorta di problema emotivo, dal momento che col dialogo e con le parole ci sa fare, l'inibizione scatta quando entra in gioco l'emotività che ha a che fare con reali sentimenti e impegni del cuore.
Lei scherza su tutto e il suo senso d'ironia è una facile difesa.
Comunque sia bisognerebbe saperne molto molto di più sulla sua vita e tante cose.
Le auguro di riprendere in considerazione la possibilità di uno psicoterapeuta che lo segua, a mio parere meglio donna in quanto i suoi problemi sono causati dal rapportarsi al femminile.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Alberto,
mi dispiace segnalare nel suo messaggio qualche carenza di informazioni e qualche contraddizione.
Innanzitutto non è dato sapere le sue esperienze di psicoterapia che durata hanno avuto, se si è rivolto a un professionista qualificato e/o a un sessuologo e se in precedenza ha fatto accertamenti medici andrologici o endocrinologici.
In secondo luogo lei dice che con le donne non ha problemi di timidezza ma "non riesce a...provarci" lasciando intendere che vorrebbe provarci cioè che ha stimoli e desideri sessuali ma non sa come procedere nell'approccio e che se per caso è la ragazza che cerca di prendere l'iniziativa per lei è "buio pesto" (cosa che interpreto come un sentirsi a disagio o in difficoltà).
Verso la fine del suo post invece afferma che "non ha interesse" ad impostare un discorso con una ragazza a scopo di "provarci".
Questo dovrebbe significare invece due cose :
a) che non ha desiderio sessuale (disturbo da desiderio sessuale ipoattivo);
b) che la relazione con una donna per lei si riduce solo a consumare un rapporto sessuale senza considerare l'importanza degli scambi emotivo-affettivi.
D'altra parte lei stesso ha riferito che l'ultima relazione che lei ha avuto consisteva nel vedersi 4 - 5 volte all'anno e, giustamente, si è chiesto se fosse una vera relazione.
Lei aggiunge anche che "vorrebbe venirne fuori e sente che è una cosa non normale ma non un reale disagio" : converrà con me che c'è un po' di confusione in questa sua affermazione! Infatti se non lo vive come un disagio non si capisce perché se ne lamenta e vorrebbe venirne fuori.
In conclusione le suggerisco di fare prima i dovuti accertamenti medici per escludere che ci possa essere una qualche componente biologica od organica e dopo di ciò rivolgersi ad un bravo psicoterapeuta esperto possibilmente anche in sessuologia facendo un percorso terapeutico adeguato con fiducia ed umiltà.
Se a tutto ciò lei non è disponibile penso non le resti da fare altro che riprovare di nuovo col metodo dei marines americani.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Alberto,
mi dispiace segnalare nel suo messaggio qualche carenza di informazioni e qualche contraddizione.
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In secondo luogo lei dice che con le donne non ha problemi di timidezza ma "non riesce a...provarci" lasciando intendere che vorrebbe provarci cioè che ha stimoli e desideri sessuali ma non sa come procedere nell'approccio e che se per caso è la ragazza che cerca di prendere l'iniziativa per lei è "buio pesto" (cosa che interpreto come un sentirsi a disagio o in difficoltà).
Verso la fine del suo post invece afferma che "non ha interesse" ad impostare un discorso con una ragazza a scopo di "provarci".
Questo dovrebbe significare invece due cose :
a) che non ha desiderio sessuale (disturbo da desiderio sessuale ipoattivo);
b) che la relazione con una donna per lei si riduce solo a consumare un rapporto sessuale senza considerare l'importanza degli scambi emotivo-affettivi.
D'altra parte lei stesso ha riferito che l'ultima relazione che lei ha avuto consisteva nel vedersi 4 - 5 volte all'anno e, giustamente, si è chiesto se fosse una vera relazione.
Lei aggiunge anche che "vorrebbe venirne fuori e sente che è una cosa non normale ma non un reale disagio" : converrà con me che c'è un po' di confusione in questa sua affermazione! Infatti se non lo vive come un disagio non si capisce perché se ne lamenta e vorrebbe venirne fuori.
In conclusione le suggerisco di fare prima i dovuti accertamenti medici per escludere che ci possa essere una qualche componente biologica od organica e dopo di ciò rivolgersi ad un bravo psicoterapeuta esperto possibilmente anche in sessuologia facendo un percorso terapeutico adeguato con fiducia ed umiltà.
Se a tutto ciò lei non è disponibile penso non le resti da fare altro che riprovare di nuovo col metodo dei marines americani.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

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Buongiorno Alberto,
ho letto che ha già fatto dei percorsi con colleghi psicoterapeuti, qualcuno di loro aveva una specializzazione in sessuologia?

Lasciare un percorso dopo poche sedute non ha molto senso, spesso erroneamente crediamo di poter risolvere cose complesse come la nostra sessualità e difficoltà che ci portiamo dietro da tempo (magari anni?) in "poche ore", un po' come quando prendiamo quei medicinali antidolorifici che fanno passare tutto "fast". Dobbiamo invece darci il tempo di uscire dai "soliti schemi" e lavorare su noi stessi.

Giacché a lei non manca il desiderio di avere compagnia, ma sembra quasi totalmente assente il desiderio sessuale.
Non è l'unico che riferisce di avere desiderio sessuale ipoattivo / basso o addirittura assente (riferisce che reputa la cosa "non normale" forse in senso statistico e non come un reale disagio) e in tal senso vorrei non si sentisse una mosca bianca.

Se non ha mai fatto una visita andrologica, forse varrebbe la pena pensarci ed eventualmente fare valutare il quadro ormonale / tenere in considerazione se soffre di patologie che compromettano il desiderio e la libido.

Non è chiaro se pratica l'autoerotismo, se ha mai erezioni mattutine etc.
e nemmeno il suo coinvolgimento emotivo con le persone (è stato anche molto autoreferenziale nel raccontarsi).
Ed è anche molto interessante che lei abbia trovato utile un metodo "da marines" per raggiungere dei piccoli obiettivi.

La timidezza sembra da lei essere stata superata, ma ovviamente se non ha desiderio sessuale è normale, per lei, non provarci (sarebbe come tentare di nutrirsi senza avere fame o appetito).

Esistono i matrimoni bianchi e le relazioni platoniche, dato che è un tecnico, le sembrerebbe una soluzione plausibile, quando conosce una donna che comunque le suscita interesse, affrontare l'argomento spiegando che lei ha scarso o alcun interesse per la sessualità, ma invece gradirebbe più un'affettuosa compagnia?

Il rischio "vero" che vedo nel suo raccontarsi è che lei si costringa alla solitudine per evitare di affrontare l'argomento con una potenziale compagna o amica (non per forza di cose partner sessuale).
E da quanto ha scritto, mi pare che la sua sofferenza sia più dettata dalla sensazione di solitudine che non da desiderio sessuale inespresso.

Provi intanto a richiedere una visita andrologica (se non l'ha fatta di recente..quella del militare non vale per intenderci! :) ), che possa fornire un quadro clinico che escluda anche patologie che appunto possano influenzare ormoni e desiderio.

Successivamente, ed esclusi problemi fisiologici (che potrebbero giustificare lo scarso desiderio), consiglio un consulto con un collega sessuologo dove poter stabilire un obiettivo (aiutarla nel riuscire a vivere una relazione con o senza sesso? Conoscere meglio il suo modo di viversi e sentirsi nella sua sessualità?)

Spero di averle fornito sufficienti spunti di riflessione.

Siamo Psicologi e/o Psicoterapeuti, che lavorano sulle persone nella loro complessità, e vi sono aspetti che è difficile sondare, le persone non sono computer, non lo sono i nostri corpi dai quali pretendiamo che rispondano come il PC alla tastiera dei bottoni.
Nessuno nasce con un libretto di istruzioni come avviene per gli elettrodomestici e con tanto di pagina finale "in caso di problemi: casistica 1,2,3" e dato che lei è un tecnico, ricordo che alla fine è specificato: "oltre le casistiche se il problema non si risolve chiamare l'assistenza tecnica".
Ecco noi siamo un po' "l'assistenza" per le persone, solo che ciascuna è senza libretto di istruzioni e perciò in qualche modo va prima studiata e "smontata" per comprenderne il funzionamento e proporre la migliore "soluzione".

Se le va ci faccia sapere cosa decide.
Cordialmente

Claudia Popolillo - Studio Logos Psicologo a Lodi

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Gentile Alberto,
intanto mi dispiace che la psicoterapia non abbia funzionato, ma forse nelle questioni di desiderio sessuale uno psicosessuologo sarebbe stato un professionista più centrato.

Da quello che scrive, più che non sapere cosa la blocca, non sembra avere gli strumenti di analisi per poterla cercare.

Le consiglio quindi di scandagliare più a fondo le sue aspettative rispetto a cosa per Lei "dovrebbe" piacerle e fino a che punto debba sentirsi coinvolto dall'esterno (senza una sua partecipazione al livello di fantasia sessuale o erotica) perché Lei possa concedersi di tentare l'approccio.

Questi punti li considero fondamentali, poiché se il meccanismo è quello di attendersi che tutto arrivi solamente dal di fuori e che debba avere caratteristiche particolari (di perfezione? Rassicuranti?) per coinvolgerci, senza un nostro impegno immaginativo o provare "piacere a piacere", allora potrebbero esserci effettivamente delle componenti che, una volta modificate, sarebbero di sicuro aiuto.

Consideri le sue aspettative, come dovrebbe essere una situazione per coinvolgerla al punto di provare un approccio sessuale, che sensazioni (fisiche) ed emozioni dovrebbe provare Lei. Poi cerchi capire se sta parlando di cose realizzabili o idealizzate, se le componenti ricercate sono eccessivamente particolari, a cosa davvero pensa quando è con una possibile partner, ecc..

E' un primo passo per acquisire qualche strumento e cominciare a comprendere come Lei "funziona" in questi momenti.

Sono a disposizione qualora volesse approfondire con una consulenza psicologica, anche online.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino. Psicologa, Roma.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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Gentile Alberto,
la Sua è una storia legata ad una terapia non andata a buon fine. Purtroppo accade.Una domanda, per quanto tempo è durato questo percorso?
E' però necessario che Lei possa ripensare a questa eventualità, con un altro professionista. Le consiglio un analista lacaniano.
Il problema è che nemmeno Lei sa quale direzione prendere...che non sia normale non avere desiderio sessuale o attrazione nei confronti delle donne chi lo dice? La cosa importante è che cosa desidera Lei e che cosa percepisce come non adeguato. Un percorso con una persona diversa potrebbe aiutarLa a trovare la Sua strada...che non è detto debba essere quella del sacerdozio!
La cosa importante sono i Suoi desideri e non ciò che è considerato giusto da chi la circonda.

A disposizione
UN caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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