Problemi in tutto, studio e tranquillità, indecisione, che faccio?

Inviata da Charly. 6 dic 2014 4 Risposte  · Autorealizzazione e orientamiento personale

Dopo aver esitato tutta l'estate tra mediazione linguistica in un'altra città e giurisprudenza nella mia città ho optato per la seconda opzione, pur avendo passato entrambi i test di ingresso. In più, la mia famiglia ha deciso di trasferirmi e ora rispetto all'altra casa ho il vantaggio di avere la mia stanza, senza doverla dividere con mia sorella. Il problema è che ho iniziato l'università da circa due mesi ma senza riuscire ad appassionarmi alla materia. Vedo il libro enorme di diritto pubblico e inizio a deprimermi, ho comprato un compendio ma persino quello mi sembra difficile, con il risultato che passo le giornate a procrastinare pur sapendo che i miei genitori vogliono che quest'anno io passi gli esami. Ho mandato tantissimi curriculum ad annunci di lavoro vari, per fare la cassiera o la banchista, ma senza alcuna risposta, forse perché non ho esperienza lavorativa, quindi sto a casa e vedo i libri come un ostacolo insormontabile, sapendo di avere i primi appelli di esame a gennaio. Adesso sto in una stanza mia e ho il mio bagno e un piccolo angolo cucina, devo occuparmi di tutto da sola : lavatrice, lavastoviglie, cucina, pulizie, immondizia, rifare i letti, stirare, fare la spesa, perché i miei genitori hanno deciso così, hanno deciso di farci rendere indipendenti e per mia sorella vale lo stesso, il che non è un male ma mi costa giornalmente molta più fatica rispetto a prima, dovendomi occupare di più cose . In più , pur avendo la mia stanza, sento benissimo i rumori che provengono dalle altre, essendo qui lo spazio più concentrato che nell'altra casa, cosicché sia di mattina che di sera e di pomeriggio sento i discorsi dei miei genitori e la tv di mia sorella a tutto volume, come se il suono provenisse direttamente dalle mie orecchie, questo mi porta a distrarmi ed arrabbiarmi da sola, ribollisco interiormente perché il rumore mi stressa, ma so che non c'è soluzione e che già dovrei ritenermi fortunata ad avere la mia stanza. Vorrei poter studiare in biblioteca, ma la presenza di altre persone che magari mi guardano mi metterebbe solo ancora più ansia e so che non riuscirei anche in questo caso a trovare la concentrazione a causa di quello. Mi sento un caso disperato, lo studio , il rumore dei miei famigliari e le faccende di casa mi stanno distruggendo, essendo io una persona abbastanza sensibile e sento di non avere privacy nonostante io abbia il mio spazio, proprio perché so che qualsiasi rumore io faccia sarà sentito dai miei genitori e da mia sorella, così come io sento i loro. Lascio la televisione accesa quasi tutto il giorno per non sentirli, il che mi innervosisce comunque, ma di meno rispetto al sentirgli parlare o sentire i loro rumori con le posate o comunque rumori continui e forti, che percepisco come " invasione mentale " , non so come spiegarlo altrimenti.
So che la mia vita adesso consta di questo: sopportare i rumori altrui ed i miei problemi studiando qualcosa che non mi stimola e mi costa fatica. Faccio riassunti su riassunti, poi dimentico tutto e li rifaccio perché quelli precedenti mi sembrano fatti male, ho fatto si e no qualche capitolo e so di essere indietro rispetto agli altri studenti, magari più convinti della loro scelta. Non voglio neanche pensare a come sarà la mia vita se non passo gli esami a gennaio / febbraio , i miei genitori saranno delusi, io mi sentirò ancora peggio a livello di autostima. E se comunque decidessi di lasciare giurisprudenza quest'estate che verrà, cosa farò ? Mi trasferirò nell'altra città per mediazione linguistica , facendo di nuovo il test di ingresso ed andando a coabitare con altri studenti, con un budget limitatissimo e stressando ancor di più me stessa e i miei per l'organizzazione che ciò comporterà ? Oppure resterò qui e cambierò facoltà pur sopportando ancor di più lo stress a casa ?
Avevo anche pensato di fare psicologia l'anno prossimo, restando qui, ma tutti su internet e in giro mi dicono che con questa facoltà è difficile trovare lavoro, che come laurea non vale niente nel mondo del lavoro, che almeno giurisprudenza ti apre più porte e più sicure, anche se molti ammettono essere le materie psicologiche più affascinanti, cosa che credo anche io.
Sono disperata, al liceo ho fatto una buona maturità, sono passata con 86 su 100 ma era un linguistico e io sono trilingue, quindi era diciamo facile, ma questa cosa dell'università mi stressa ormai da tempo, perché so di cambiare sempre idea e di non avere un'idea chiara di cosa fare della mia vita. Ho già visto più psicoterapeuti,ma nessuno ha saputo rendermi le idee chiare. Sono arrivata ad un lungo fermo e sarei grata di una qualsiasi parola che magari mi apra la mente, di qualche prospettiva diversa. Scusate il papiro.

Miglior risposta

Gentile Charly, devi farti coraggio di prendere in mano la tua vita cercando di dipendere da te stesso e di non "costringerti" a fare cose che evidentemente non senti tue, non ti appartengono e che possono essere all'origine del tuo "sconforto". Il senso del dovere, il bisogno di approvazione e di non deludere gli altri (es. i tuoi genitori) sono la tua "gabbia". Devi uscire da questa gabbia, hai solo tu le chiavi. Chiediti, nel profondo, "Cosa voglio io veramente? Come potrebbe essere una situazione diversa da questa che mi farebbe stare meglio? E cosa succederebbe se questa situazione la realizzassi con l'eventualità che possa non essere approvata? E quanto veramente ha importanza dare conto di questa approvazione? Inoltre, se una cosa ti piace veramente, non dare ascolto alle opinioni negative che senti perché ognuno riporta la sua verità, secondo il proprio vissuto e secondo esperienze di vita diverse e non è detto che la stessa cosa possa succedere anche a te, perché ci sono diverse variabili in gioco. Per esempio, se vuoi scegliere di studiare psicologia, perché no? perché dare retta alle voci? cosa vuoi: un lavoro ben retribuito o fare quello che ti piace e che ovviamente puoi permetterti anche?. Se vuoi un lavoro retribuito, con una certa continuità certo ti dico anche io che ci sono altri tipi di lavori da valutare sotto questo aspetto; fare lo psicologo è una professione particolare, non è un lavoro che trovi all'ufficio di collocamento o che qualcuno ti propone; richiede una certa intraprendenza, una certa messa in gioco a livello personale, è un percorso che ti costruisci te e richiede i suoi tempi. Pertanto non è una professione immediata e semplice, ci vuole passione, fiducia e determinazione. Prova a darti ascolto cancellando tutti quei rumori e quant'altro possa influenzarti nelle scelte e prendi il coraggio. Solo tu puoi cambiare le cose e partirà da dentro di te il cambiamento. Le risorse ce l'hai, datti fiducia. Dr.ssa Laura Querzola, Psicologo e Mediatore Familiare.

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Grazie, ma vorrei consigli diversi dal frequentare uno psicoterapeuta

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11 DIC 2014

Charly

Gentile Carlotta,
ci dice che ha parlato con diversi psicoterapeuti ma per ottenere da se stessa un chiarimento sui suoi obiettivi è necessario un lavoro paziente e non frettoloso, di poche sedute e pure con diversi professionisti! Inoltre non saranno gli psicoterapeuti che decideranno per lei o che le renderanno magicamente le idee chiare, ma con calma sarà portata dallo psicologo a riflettere, ad analizzare i conflitti, a superare le paure, i dubbi. Può anche rivolgersi allo sportello d'ascolto studenti presso la sua università ma è importante che si renda conto che ha bisogno di aiuto e di non meno di una quindicina di sedute condotte sempre con lo stesso professionista.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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9 DIC 2014

Anonimo

Gentile Carlotta,
ci dice che ha parlato con diversi psicoterapeuti ma per ottenere da se stessa un chiarimento sui suoi obiettivi è necessario un lavoro paziente e non frettoloso, di poche sedute e pure con diversi professionisti! Inoltre non saranno gli psicoterapeuti che decideranno per lei o che le renderanno magicamente le idee chiare, ma con calma sarà portata dallo psicologo a riflettere, ad analizzare i conflitti, a superare le paure, i dubbi. Può anche rivolgersi allo sportello d'ascolto studenti presso la sua università ma è importante che si renda conto che ha bisogno di aiuto e di non meno di una quindicina di sedute condotte sempre con lo stesso professionista.
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9 DIC 2014

Anonimo

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