Problemi in famiglia, ansia e malessere, pandemia

Inviata da ElenaX · 29 mar 2021

Buongiorno, mi sono decisa a scrivere perchè da parecchio vivo una situazione di malessere, ansia e tristezza, acuitasi in seguito alla pandemia.

L'unica cosa che funzionava nella mia vita ho sempre pensato fosse il lavoro, da quasi 3 anni ho un lavoro che amo, nel settore turistico, che per via del covid mi è stato tolto. Non sono ancora stata licenziata, ma nel corso del 2020 ho lavorato molto molto poco, con la costante paura di essere lasciata a casa. L'unica proposta alternativa che sono riuscita a trovare è stata per un lavoro d'ufficio in un contesto minuscolo, lavoro che ho rifiutato, dopo giorni di indecisione e pianti (voglio andarmene di casa, ma il lavoro che ho non mi permette ancora di farlo) perché ho sempre saputo di non voler fare un lavoro routinario, 8h davanti ad un pc.

Oltre al lavoro, il covid mi ha costretta a passare praticamente tutto il mio tempo in famiglia, famiglia che non vedo l'ora di allontanare. Sono figlia unica, i miei genitori non sono mai andati troppo d'amore e d'accordo, ma la situazione è peggiorata negli ultimi tempi; i miei si occupano di mia nonna materna malata di alzheimer da ca 13 anni, in casa, senza aiuti esterni. Da 6-7 anni la malattia è peggiorata, a mio avviso non sarebbe più una persona da gestire in casa, ma i miei hanno preferito rovinarsi e rovinarci la vita, non prendere nessuna decisione, lasciare che la malattia distruggesse tutto. Alterno momenti di rabbia nei loro confronti a sensi di colpa perché non riesco e non voglio dargli una mano e perché non hanno più una vita, mia mamma soprattutto, casalinga da sempre, senza amici, passioni, e un marito che non sopporta. Tra noi non c'è confidenza, non c'è dialogo, anzi con mio padre ho un rapporto molto conflittuale, quando non ci semi ignoriamo litighiamo, non andiamo d'accordo, non lo stimo per nulla.

Non riesco ad uscire da questa situazione, se prima grazie al lavoro restavo a casa il meno possibile, ora è tutto peggiorato. Il primo lockdown l'ho trascorso a disperarmi praticamente ogni giorno, da ottobre invece sono quasi diventata apatica, non riesco a fare nulla, a concentrarmi su niente, mi trascino da un giorno all'altro così.
Ho pochi amici e in questi mesi ho perso persino la voglia di sentirli o vederli, non ho mai avuto una relazione perché non riesco a fidarmi, non provo interesse quasi mai per nessuno e perché ho paura di lasciare uscire tutto quello che ho dentro. Ultimamente fatico a dormire la notte e mi aiuto con un po' di melatonina, che non sempre funziona, spesso mi sveglio di notte con ansia e paura della morte, di stare sprecando la mia vita. L'unica cosa che mi fa andare avanti è il mio cane, a cui sto dando tutto, la cosa più bella che ho, ma che allo stesso tempo mi incatena a questa casa, a questa situazione, perché ormai sarebbe impossibile spostarlo, farlo venire via con me in un prossimo futuro.

Vorrei dei consigli su come poter affrontare al meglio questo periodo, questi problemi, senza rimanere in attesa di un momento migliore che sembra non arrivare mai. Grazie in anticipo!

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 30 MAR 2021

Cara Elena, innanzitutto grazie per aver voluto condividere il tuo disagio raccontandoci la tua storia, dove si evince uno stato di malessere e insodisfazione amplificato come tu hai giustamente detto da questa situazione pandemica, che ti ha isolata da alcune relazioni e costretta in altre senza possibilità alcuna di scegliere.Quello che racconti sono le conseguenze psicologiche di questo periodo di pandemia che ha creato isolamento sociale, reclusione in casa e il peso dell'incertezza colpendo duramente l'equilibrio mentale di tante persone. Comprensibile la tua diffidenza, la paura che nulla torni più come prima, l'angoscia di perdere una sicurazza economica, insomma una condizione di fatica, stress psicologico in cui si evince una destabilizzazione e un crollo delle certezze. Inoltre la condizione di figlia unica spesso comporta carichi emotivi difficili da gestire, soprattutto quando in famiglia è presente una malattia invalidante come quella che racconti.Un primo passo per uscire dall'isolamento lo hai fatto, adesso puoi fare quello successivo, rivolgendoti ad un professionista che possa sostenerti in questa fase della tua vita; ci sono strumenti pratici per gestire gli stati d'ansia che puoi apprendere e tecniche per allontanare e sostituire pensieri invalidanti. Ci sono professionisti che offrono anche consulenze e sostegno psicologico on line, consentendo di poter ricevere un servizio di qualità come avverrebbe in studio. Uncaro saluto. Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon Psicologo a Massa

13 Risposte

5 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

31 MAR 2021

Cara Elena, non so quanti anni ha, ma ad un certo punto andare via di casa diventa un bisogno improrogabile. È questione di sviluppo. Si diventa grandi e si va a costruire un nuovo nido. Non importa se da soli, con un compagno o con amici (o anche coinquilini ancora da conoscere). Almeno dalle sue parole, mi sembra che il punto più pressante sia questo. Certo in un colloquio, anche online si potrebbe capire meglio. Non si immagini una terapia di anni. A volte per uscire da uno stallo basta poco. Certo il periodo non è dei migliori per cercarsi una casa, un lavoro che possa permetterle una certa indipendenza, ma non impossibile. Nella vita tutto ha un prezzo: un lavoro non perfetto (temporaneo perché nulla è per sempre) che le regali una nuova esperienza fuori casa (anche questa può essere temporanea oppure no). Altrimenti può scegliere di stare dove sta, pagando il prezzo che sta già pagando e che conosce bene. Per quanto riguarda i suoi genitori, hanno tutto il diritto di sprecare la loro vita come gli pare. Non è poi detto che per loro sia uno spreco: hanno fatto la loro scelta fra i diversi prezzi che avevano da pagare (posso solo immaginare: senso di colpa lasciando la nonna in una casa di cura, paura a lasciare un compagno di vita per una vita da soli). Si sceglie sempre.
Lei cosa sceglie?
Resto a disposizione, anche online se volesse fare un percorso per essere supportata nelle sue scelte e per scoprire dove si è incagliata.
In bocca al lupo
Dr.ssa Violetta Molteni

Dott.ssa Violetta Molteni Psicologo a Cesena

9 Risposte

1 voto positivo

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

30 MAR 2021

Accidenti, che brutta situazione! Ti suggerisco di venire a più miti consigli con i tuoi, visto che mi pare che ti mantengano. Almeno di questo dovresti essere loro grata. Fai crescere la generosità, l'accoglienza e l'amore nella tua vita, ti sentirai meno alla deriva. Per il resto, appena ne hai i soldi, fatti una psicoterapia psicoanalitica, c'è tanto dolore dentro di te! In alcuni centri la SIPP o la SPI offrono consulti gratuiti. Prova a controllare, buona pasqua

Dott. Pier Luigi Rocco Psicologo a Udine

31 Risposte

13 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

30 MAR 2021

Buongiorno Elena, colpisce della sua mail il ritmo concitato con cui scrive, problemi che si sommano e che le tolgono aria. Tutto subito è quello che vorrebbero tutti ma non è praticabile, un percorso psicologico l'aiuterebbe a darsi delle priorità nella gestione delle situazioni ed ad affrontarle in modo nuovo rispetto a quanto fatto finora. Concordo che l' anno di pandemia trascorso ha dato a tutti noi la percezione di aver buttato via del tempo ma è fondamentale andare avanti, coltivare oggi per raccogliere domani. Credo che non tutti i mali vengano per nuocere: questa situazione familiare a lungo sopportata e in parte evitata va affrontata e risolta più con se stessa che con gli altri, se questo momento di difficoltà la portasse ad intraprendere un percorso psicologico per provare a gestire dei vissuti dolorosi, allora non avrebbe sprecato il suo tempo ed avrebbe finalmente un cambiamento! Cari saluti, Dott.ssa Elena Cutillo

Dott.ssa Elena Cutillo Psicologo a Pavia

24 Risposte

7 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

30 MAR 2021

Cara Elena, la sua situazione è molto difficile, ma per fortuna dalle righe della sua lettera emerge una forte passione e il desiderio di dare affetto, anche se non ha trovato nessuno di cui fidarsi.
Innanzitutto lei parla della scelta dei suoi genitori di prendersi cura della nonna come una forma di debolezza. Questo loro atteggiamento potrebbe essere visto anche in modo diverso: come una grande forza e un grande coraggio. La situazione li sta sicuramente logorando, forse perché non si permettono di esprimere il loro dolore. Lei invece dimostra gli strumenti per aver lucidamente espresso tutto quello che ha scritto di sé. Le consiglio di ripartire proprio dalle sue passioni. Si prepari a spiccare il volo, non appena sarà possibile, sviluppando le sue competenze lavorative. Esistono molti corsi e percorsi di formazione facilmente fruibili on line anche in tempi di covid. Coltivare il suo sogno la renderebbe più serena nel presente e più determinata nel futuro.
Per quanto riguarda la problematica relazionale e la sua sfiducia verso il prossimo, le consiglierei un percorso psicologico che chiarisca e la aiuti a superare questo blocco. Anche per questa attività in questo momento è possibile fare un percorso on line, qualora non le fosse possibile un lavoro in presenza. Si concentri quindi sulle possibilità future e vada avanti.
Cari Saluti
Lorena Menoncello

Dott.ssa Lorena Menoncello Psicologo a Milano

9 Risposte

3 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 MAR 2021

Gentile ElenaX,
le direi di iniziare da un grosso respiro, letteralmente. Quello che colgo dalle sue parole è un grosso peso che chiede di essere alleggerito. Ha provato a farlo decidendosi di scrivere e già questo è un passo. Credo possa esserle di aiuto un percorso psicologico, uno spazio tutto suo in cui poter tornare sui punti che qui ha scritto, uno a uno, per coglierne le connessioni e per approfondire quello da un lato la "incatena" a casa e quello che dall'altro la spinge a volersene andare con così tanto di insoluto.
Resto a disposizione e le auguro di riuscire a trovare un miglior equilibrio
Dott.ssa Elisa Andriolo

Elisa Andriolo Psicologo a Castano Primo

35 Risposte

12 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 MAR 2021

Cara ElenaX, credo sia importante trovare uno spazio per elaborare e tirare fuori tutti i Suoi vissuti, per comprendere al meglio se stessa e come gestire e affrontare questa situazione, che evidentemente mina il Suo equilibrio e il Suo benessere. Intraprenda un percorso psicologico per darsi modo di riconoscere e sviluppare risorse interne utili a superare il piú adeguatamente possibile ciò che vive.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

1416 Risposte

798 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 27650 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 18000

psicologi

domande 27650

domande

Risposte 95350

Risposte