Problemi di studio - di ansia - familiari

Inviata da Alice · 8 feb 2021

Notte prima dell'esame

Al solito sveglia all'alba per ripassare/studiare tutto. Si cerca di salvare l'insalvabile.
Come mi sono ridotta così?
Al primo anno al massimo sfogliavo il libro, ma più per insicurezza che per impreparazione.
Ora l'insicurezza è andata via, non ho neanche più paura del prof. Riesco a "studiare l'esame", so tutte le domande, chi la fa, argomenti preferiti dai prof.
Con una strategia del genere dovrei essere un cavallo in corsa.... E invece? E invece sono completamente impantanata, rimando gli esami per 3 volte di fila, non completo il programma, studio e non mi ricordo.
Il problema è un po' mio e un po' di circostanze esterne.
Iniziamo dalle circostanze esterne: il declino è iniziato a causa dei miei problemi sentimentali, nel 2016 la mia condanna, relazione tossica che mi destabilizza completamente. Supero a fatica quel problema dopo un periodo in cui mi manca letteralmente l'aria. A seguire problemi con l'associazione di cui facevo parte, problemi con le coinquiline.
Finalmente risolvo tutto, chiudo le relazioni, lascio l'associazione, trovo coinquiline decenti. Aaah equilibrio perfetto! E zac ecco i miei genitori in preda alla crisi di mezza età: mia madre stufa della vita vuole lasciare mio padre, è perennemente depressa. Continuano a stare insieme per ragioni economiche (e forse per il bene di noi figli). Fingiamo di essere una famiglia normale, e questo gioco è forse più pesante di un'eventuale separazione.
A casa non ci sono stimoli, ognuno si alza alle 12 vegeta tra un divano e un letto. Ma io non ho 50 anni, non ho una crisi di mezza età, ho una vita a cui dare risposte.
Problemi interni: sono comunque stanca del mio percorso di studio (giurisprudenza), mi mancano le ultime 4 materie ma sta diventando un calvario. Avverto la fatica di un percorso massacrante, fatto di rinunce e ansie.
Così studio con disattenzione, perché devo, mi costringo. Però sono anche puntigliosa e questo mi spinge a essere perennemente insoddisfatta del mio preparare gli esami in questa condizione di precarietà.
In più, causa covid sono stata costretta a rientrare a casa e mi sento troppo lontana dal mondo accademico. Vivere al paese è come vivere in una bolla in cui percepisci solo il lontano eco dell'Università. Come se fosse un qualcosa lontano dalla mia vita. Sento il mio cervello spento, devo leggere 100 volte anche concetti basilari, ricorrere a schemini per cercare di capire. Una volta non era così, facevo materie complessissime sparando a motore pagine e pagine.
Perché succede questo? Sono molto triste...

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